BIVACCO ARONTE

LO SPAZIO DI FABIO - rubrica curata da Fabio Frigeri

06 settembre 2008

(f.f.) Tra i rifugi delle Alpi Apuane il Bivacco Aronte è il più carico di storia, essendo il primo in assoluto, ed è quello situato più in alto in un luogo incantevole ormai però completamente modificato dall’attività estrattiva. Chi ama le Alpi Apuane non può fare a meno di visitarlo cercando tra le sue mura gli indizi di un nobile passato.

BIVACCO ARONTE

una vecchia fotografia agli inizi del 1900È situato nel comune di Massa a 1642 metri a breve distanza metri dal Passo della Focolaccia, che si trova tra la Tambura ed il monte Cavallo. È dominato dalla Coda del Monte Cavallo e dalla bella Punta Carina.

È raggiungibile da Resceto e da Forno nel versante massese delle Apuane e da Campocatino e da Gorfigliano nel versante garfagnino. Vi arrivano molti sentieri: il 167 da Forno e Case Càrpano, il 166 e 166 bis da Resceto, il 177 da Vagli e Campocatino, il 179 da Foce di Giovo per Foce di Cardeto, il 148 dal Passo della Tambura.

La zona in cui si trova è stata completamente modificata dall’attività estrattiva sia nel versante massese che in quello garfagnino, in particolare dagli anni ’70 del XX secolo. Il Bivacco Aronte in una fotografia del 2008

Il nome è quello dell’indovino Aronte citato da Dante nella Divina Commedia (Inferno: Canto XX vv 45-52): “Aronta è quei ch’al ventre lì s’atterga/ che nei monti di Luni, dove ronca/ lo Carrarese che di sotto alberga,/ ebbe tra’ bianchi marmi la spelonca/ per sua dimora onde a guardar le stelle/ e’l mar non li era la veduta tronca.”

Fu eretto nel 1902 dalla sezione ligure del Cai (esistente dal 1880) e fu il primo rifugio costruito sulle Apuane ed è anche quello a maggior quota, attualmente è in uso alla sezione del Cai di Massa che lo ha ottenuto in comodato gratuito per 30 anni.

Gli alpinisti genovesi, insieme a quelli fiorentini, furono i primi a scalare le vette delle Apuane. In questo furono favoriti dalla presenza a Forno di Massa del Cotonificio Ligure, proprietà del genovese Giovanni Battista Figari, amante della montagna, che volentieri ospitava i conterranei. Inoltre i collegamenti erano buoni: la ferrovia Genova-Pisa con fermata a Massa e la tramvia Massa-Forno. Tra i genovesi si distinsero Lorenzo Bozano (morto nel 1918), Emilio Quèsta (1878 - 1906) e Bartolomeo Figari che salirono per primi diverse vette apuane, Figari dal 1947 fu presidente nazionale del CAI meritandosi l’appellativo di “Presidente della ricostruzione”.

Nel 1901 il Cai ligure fece richiesta al comune di Massa di 100 mq al Passo della Focolaccia (comunello di Resceto) per costruirvi un rifugio. La scelta non fu casuale, ma legata all’importanza strategica della zona, nodo di sentieri frequentati da pastori, uomini delle nevi e uomini del sale. Il 25 maggio 1901 fu dato il consenso ed i lavori iniziarono subito, a giugno, su progetto di Carlo Agosto. La struttura è a sesto acuto, un solo ambiente con cucina a legna e due tavolati sovrapposti per dormire. Dimensioni 4x6 metri, altezza circa 4metri. I lavori finirono il 2 ottobre 1901 e l’inaugurazione avvenne il 18 maggio 1902 con la presenza di 46 persone tra cui Bozano, Quèsta e Bartolomeo Figari. La giornata era fredda e piovosa.

Il pastore rescetino Giovanni Conti (morto nel 1934) fu a lungo custode del rifugio e guida per gli escursionisti, suo successore fu poi il figlio Nello.

Il 27 maggio 1928, in ritardo di un anno, furono festeggiati i 25 anni del bivacco con l’inaugurazione di una lapide che ricorda anche Bozano e Quèsta, entrambi morti in giovane età, il primo di spagnola ed il secondo in montagna.

Durante la guerra il rifugio fu anche brevemente occupato da soldati tedeschi. L’11 maggio 1952 furono festeggiati i 50 anni.La fotografia è presa dalla cresta del Monte Tambura. Il bivacco Aronte è contrassegnato dal cerchietto. Esso è dominato dal Monte Cavallo e si vedono bene le cave con la marmifera.

Verso gli anni ’70 iniziò la decadenza, la zona ormai era invasa dalle cave che avevano anche distrutto le antiche fonti di acqua ed il Cai ligure non era più interessato al suo antico rifugio. Questo era ormai tutto scrostato e decrepito ed abbandonato al vandalismo. Finalmente nel 1988 il Cai ligure lo cedette alla sezione di Massa in comodato gratuito per 30 anni e questa provvide a consolidarlo e restaurarlo, esso fu impermeabilizzato ed intonacato e reso di nuovo agibile.

Il 15 settembre 2002, Anno internazionale della Montagna, i Cai toscani, emiliani e liguri celebrarono il centenario del rifugio con l’inaugurazione di una lapide ricordo. In effetti nel 2007 la lapide non c’era più, presumo a causa di atti di vandalismo. Sul retro altre due lapidi: una marmorea del 25 settembre 1932 in memoria dei morti in montagna tra cui Costantino Vatteroni di Carrara ed una targa metallica in memoria di Carlo Genoni morto sulle Apuane nel 1970. Il bivacco è sempre aperto, ma purtroppo esposto agli atti di vandalismo.

Nel 2002, in occasione del centenario dell’Aronte, la sezione di Massa del CAI ha pubblicato un opuscolo molto interessante con testi ed immagini dal titolo “ 1902 – 2002 CENTO ANNI DI ARONTE”, esso è a disposizione gratuitamente, fino ad esaurimento delle scorte, presso il Rifugio Nello Conti ai Campaniletti.

 

In data 01/07/2017, riceviamo dal Sig. Franco Mori la seguente mail, che, con il consenso dell'Autore, abbiamo voluto rendere pubblica quale testimonianza dell'affetto con cui il Bivacco Aronte (allora chiamato "Rifugio") ancor oggi vive nella memoria di chi ha ospitato, pur a distanza di quasi 3/4 di secolo.

Sono ormai vecchissimo e per caso oggi mia figlia mi ha detto che su internet aveva trovato notizia del "Bivacco Aronte", del quale tanto le ho parlato e mostrato le foto, nel corso degli anni: così ho trovato notizia di quello che "ai miei tempi" si chiamava il Rifugio Aronte.
Lì ho passato tante belle e serene giornate, e tante notti, tanti anni fa: ci andavo il più spesso con il collega Paolo Sberna, è lui che me lo ha fatto conoscere, eravamo studenti di medicina, era il 1943.
Andavamo a Massa in treno da Firenze e poi a piedi a Resceto: Nello Conti ci dava le chiavi del rifugio Aronte e noi due andavamo pian piano fino a lassù. C'era lì vicino una piccola polla di acqua da bere, per i bisogni corporali cercavamo di farli il più in là possibile.
Andavamo a letto -si fa per dire, perchè per riposarci e dormire c'erano soltanto per terra dei pagliericci e qualche consunta coperta: al mattino si presentava davanti all'uscio il Nello Conti salito su da Resceto con la sua corda da guida, ed andavamo a fare un pò di roccia, sia sulla Punta Carina che nei dintorni.
Lui raccomandava di aggrapparsi all'erba -dove c'era- il più vicino possibile alle radici. Nel pomeriggio lui tornava a Resceto perchè aveva "altro da fare", e la mattina dopo era di nuovo lassù.

Siamo tornati all'Aronte molte volte, nel corso degli anni; dopo laureati con le nostre auto fino a Resceto, spesso insieme ad alcuni compagni: Giorgio Weber, Gianni Cascino ed altri dei quali adesso non ricordo il nome.
Molte volte volte siamo scesi a Orto di Donna, -lì c'era da dormire proprio su un letto, e c'era anche chi preparava da mangiare- a volte salivamo sul monte Cavallo o sul Pisanino, quante belle escursioni! A volta da Firenze andavamo con la macchina a Orto di Donna od in un rifugio del quale non ricordo il nome (Donegani?) dove si dormiva, e si saliva all'Aronte da quella parte, quante gite lassù fra quelle belle montagne!

  Grazie per l'attenzione

  Franco Mori



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