MONTE BRUGIANA

LO SPAZIO DI FABIO - rubrica curata da Fabio Frigeri

04 Aprile 2010

(f.f.) la Brugiana è una modestissima vetta a confine tra Carrara e Massa. Non raggiunge nemmeno mille metri di quota, ma è notevole balcone panoramico sulla costa toscana e ligure, sulle due città capoluogo e sulle Alpi Apuane. Alle sue pendici si trova il Parco all’aperto della resistenza Apuana.

Sot’ ‘l mont’ d’ la Brugiana

a i è la gamba d’la Mariana

a i è il capel d’ Noè

'nduvin’ cos’ i è!

(Sotto il monte della Brugiana / c'è la gamba della Marianna / c'è il cappello di Noè / indovina che cos'è!)

indovinello[1]

MONTE Brugiana

Il monte Brugiana raggiunge 973,7 metri di quota e si trova al confine tra i comuni di Carrara e di Massa alla testata delle valli del Carrione e del Frigido, rispettivamente nei due comuni apuani.dalle alture di Santa Lucia: la Brugiana spicca col verde dei suoi boschi mentre dietro ci sono le Apuane: a sx il Sella e a dx l’Altissimo.

Nonostante la quota modesta è un eccellente punto panoramico sul litorale toscano e ligure, sui bacini marmiferi carraresi e sulle Apuane dal Sagro fino all’Altissimo.

Anticamente il monte era conosciuto come Piastraro o Piastricce per il fatto che da esso si ricavavano piastre di ardesia per ricoprire i tetti delle abitazioni massesi.

Il monte è stato oggetto di escavazione di marmo e rimangono ancora attive alle sue pendici alcune cave tra cui la cava Combratta. Visto dal mare è ben evidente la ferita aperta dalle cave meridionali.

Sulle sue pendici massesi si trovano la Comunità Brugiana, un agriturismo specializzato in trekking a Cavallo ed il Parco della Resistenza.

Il monte è facilmente raggiungibile sia da Carrara (Bergiola[2] Foscalina) che da Massa (Bergiola Maggiore). A ovest si trova un’antecima di 960 metri mentre a sud est due antecime ravvicinate la più alta delle quali raggiunge i 942m.

IL TOPONIMO

Deriva da Eburciānu a sua volta da Eburcius con aferesi (= soppressione di vocale o sillaba iniziale) della e, metatesi (= trasposizione di fonemi all’interno di una parola) del gruppo ur e sonorizzazione della c intervocalica (fonte d’archivio: Statutae Massae, apud Vincentium Busdrachium, Lucca, 1592)[3].

Il verbo bruciare deriva dal latino volgare brusiare, toscanizzato in bruciare, forse da una parola mediterranea brusa (= bruciatura di foglie ).

Nella pronuncia locale (carrarese e massese) la g ha suono fricativo[4] (trascrizione fonetica: ʒ) come la g dolce francese e la g fiorentina.

Nella zona è piuttosto diffuso il proverbio: Quand la Brugiana a s’ met ‘l capel, cararin pigh l’ombrel (quando la Brugiana è coperta di nuvole, carrarino prendi l’ombrello); questo proverbio è comune in tutta Toscana[5] e non solo, cambiando il nome del monte. A Gragnana dicevano anche: quand a i è la nebia basa a la Piza[6] e ‘n t la Brugiana ‘l temp i piov (quando c'è nebbia bassa alla Pizza e nella Brugiana, il tempo è piovoso).

Sempre localmente, è ancora piuttosto diffusa la diceria che il nome Brugiana derivi dal fatto che il monte sia un antico vulcano spento. In realtà queste voci di popolo sono completamente destituite di ogni fondamento perchè il Monte Brugiana non è affatto un vulcano e perchè il suo nome deriva, con tutta probabilità, dalla consuetudine che avevano i pastori di bruciare le erbe dei suoi versanti per avere pascoli migliori, come qualcuno continua a fare anche oggi.

Altri sostengono invece che l'appellativo e la diceria stessa abbiano origine dal fatto che, anticamente, su di esso si facessero grossi fuochi di segnalazione.

VERSANTI DEL MONTE

Il versante sud degrada verso Bergiola Maggiore e la zona del Mirteto di Massa ed è pesantemente sfregiato da cave, una delle quali ancora attiva, che contrastano con il verde dei boschi che lo ricoprono.

Il versante nord, pure boscoso, è rivolto verso i bacini marmiferi carraresi e anche su di esso si aprono alcune cave tra cui la ancora attiva cava Combratta.

A ovest, nel comune di Carrara, c’è Bergiola Foscalina mentre a est, nel comune di Massa, c’è la Rocchetta, la Cima di Gioia e la zona delle Casette tutte ricche di ottimo marmo.

REPETTI

Così scrive il geologo carrarese Emanuele Repetti[7]: la vetta vista dalla sella per l’antecima 942. È possibile salire per questo crinale, in parte roccioso, facendo molta attenzione.

I termini tra questi due ultimi paesi [Massa e Carrara] cominciano dallo sprone orientale del Monte Sagro, donde inoltrandosi sui poggi di Colonnata e per l’Alpe Bassa corrono lungo la schiena del Monte Brugiana, da cui declinano verso la sua pendice occidentale fino sotto al varco della Foce. Costà prolungandosi nella direzione di ostro-lib. passano sul crine dei colli vitiferi che distendonsi fino alle più umili colline di Codepino e di Monte Libero le quali si avvallano terminando nella pianura un mezzo miglio a lev. di Avenza[8].

Oggi diciamo che il confine tra Carrara e Massa è costituito da una lunga costiera che si distacca dal monte Spallone[9] (1650 m) in direzione sud-est che si abbassa al valico di Foce Luccica (1029m). Poi si mantiene in quota nella stessa direzione formando il crinale boscoso del Vergheto e poi si rialza in direzione sud-ovest a formare i modesti rilievi del monte Tamburone (806m), della Cima di Gioia (828m) e della Rocchetta (897m) che Repetti chiamava collettivamente Alpe Bassa. Infine essa culmina col monte Brugiana che declina dolcemente verso il valico della Foce (226m) e le colline del Candia. (Monte Libero è oggi chiamato Piana Maggio ed è posto a 413 m).

MARMO E GEOLOGIA

Il monte Brugiana appartiene ad una zona geologica, detta “Unità di Massa”, diversa dal nucleo metamorfico principale delle Alpi Apuane detto “Autoctono”.

La zona è ricca di marmi a muscovite ricchi appunto di questa roccia silicea e sono caratterizzati dalla presenza di fossili per cui sono conosciuti anche come marmi a crinoidi. Queste rocce sono bianco-grigiastre e sono geologicamente più antiche dei normali marmi apuani. Scendendo verso la Rocchetta inizia l’Autoctono apuano ricco di marmi bianchi e venati.

Le prime cave sulla Brugiana furono aperte nel XVII secolo.

Le due grandi cave meridionali, indicate nelle antiche cartine come cave di pavonazzo chiaro, sono poste a oltre 700 metri di quota e sono ben visibili dal mare. Comunque tutto il monte è disseminato da cave o tentativi a quote diverse ormai poco riconoscibili poiché ricoperte dalla vegetazione. La maggior parte di queste cave ha fornito una produzione assai scarsa di marmo.

Alcune cave fornivano piastre di ardesia da copertura.

Nonostante la maggior parte delle cave siano state abbandonate e dimenticate almeno cinque cave rimangono attive nei vari versanti del monte tra cui la cava Aldovello nel versante meridionale.

COME SI SALE

Dalla parte carrarese inizia il percorso più adatto agli escursionisti che possono iniziare anche da Carrara, quindi da quota molto bassa seguendo, il sentiero 152. Altrimenti la partenza può essere Bergiola Foscalina accorciando il percorso di circa un’ora. Il sentiero sale in vetta aggirando l’antecima ovest alta 960 metri. Da Bergiola Foscalina è possibile salire anche con il sentiero 151, una via di cava nel bosco, che comunque non è ben segnato nella parte più alta. Questo secondo percorso aggira l’antecima 942 metri posta a sud-est.

Dal versante massese raggiunta Bergiola Maggiore si sale alla fine della strada prima asfaltata e poi sterrata e tramite il 151 si va in vetta. Questo percorso permette di accedere anche al Centro Trekking a cavallo, alla Comunità e al Parco della Resistenza.

Combinando i due sentieri 151 e 152 è possibile percorrere un anello da Bergiola Foscalina.

Inoltre la zona è percorsa da sentieri e viottoli non numerati e ben conosciuti dai locali che uniscono tra loro le due Bergiole.

Altri sentieri si dirigono poi verso i bacini marmiferi carraresi come il sentiero dei Cavatori che scende alla strada Bedizzano-Colonnata per risalire come sentiero del Marmo alle cave di Fantiscritti passando dalla località Belgia.

LA VETTA

la croce di vettaLa vetta è ampia ed erbosa e ospita una alta croce bianca. Verso nord-est un piccolo crinale roccioso scende a una selletta tra la vetta principale e le due antecime sud-est. A questa selletta arriva anche il sentiero normale 151.

La vetta è ottimo punto panoramico sui bacini marmiferi di Carrara, sul mare e sulle vette Apuane che gravitano attorno alla valle del Frigido dal Sagro fino all’Altissimo.

La vista sul litorale spazia da Livorno fino alla Spezia ed è possibile ammirare le isole dell’arcipelago toscano e anche la Corsica nei giorni di gran visibilità.

INTORNO AL MONTE

Bergiola Foscalina

Pronuncia Bèrgiola, citata da Repetti come Foscarina per differenziarla dalla Bergiola massese detta Maggiore. È un borgo collinare del comune di Carrara, dal cui centro storico dista 7 km. Si trova a 495 metri di quota ed è situato ai piedi del monte Brugiana su una panoramica terrazza naturale tra la valle del Carrione e quella del Frigido. È di probabile origine longobarda come stanziamento militare come si evince dalla radice tedesca berg- cioè monte. Comunque le prime notizie storiche risalgono al 1232, gli abitanti erano dediti ad attività agro-silvo-pastorale solo in seguito molti si diedero al lavoro nelle cave. La chiesa è dedicata al Nome di Gesù e di Maria e risale al XIX secolo. Nel 1944 il paese fu devastato dalla furia nazi-fascista che fece 71 vittime. Qua arriva il sentiero 152 (ex 50) per la Brugiana e inizia il 151 (ex 49) per la Rocchetta e la Brugiana con percorso diverso. Esiste poi tutta una fitta rete di sentieri non segnati diretti alle zone circostanti come Bergiola Maggiore, Bedizzano e i bacini marmiferi.

Eccidio di Bergiola

In seguito all’uccisione di un soldato tedesco, avvenuta la mattina del 16 settembre 1944 in località la Foce al confine tra Carrara e Massa, avvenne la strage di Bergiola nel pomeriggio dello stesso giorno. C’è da aggiungere che quello stesso giorno a San Leonardo presso il Frigido, nel comune di Massa, furono uccise altre 146 persone. La strage vide la collaborazione dei soldati tedeschi e della milizia fascista apuana della Mai Morti e molto probabilmente l’ordine fu dato dal criminale di guerra Walter Reder. I criminali diedero fuoco al paese uccidendo 71 tra donne, vecchi e bambini, una cinquantina dei quali furono rinchiusi nella locale scuola elementare e poi dati alle fiamme. Tra le vittime vi fu il maresciallo della guardia di finanza, in servizio a Carrara, Vincenzo Giudice che inutilmente cercò di salvare le vittime innocenti. Al processo di Perugia numerose furono le condanne, ma le varie amnistie svuotarono completamente la sentenza. Dal 2004 è presente un monumento marmoreo vicino alla scuola con l’epigrafe Per non dimenticare/ 16 9 1944/ 2004.

Bergiola Maggiore

Borgo collinare del comune di Massa posto a 377 metri sul versante meridionale della Brugiana. È ricordato sin dal 1174 e fu centro agro-silvo-pastorale, in seguito gli abitanti lavorarono anche alle cave. Il paese è formato da piccoli gruppi di case uniti da vicoli e piazzette tra cui le case bergiolesi che hanno dato nome al paese. La chiesa risale al 1628 ed è dedicata alla Santissima Annunziata. Da Bergiola è possibile salire facilmente al monte Brugiana.

Comunità della Brugiana

Si trova a circa 800 metri ai piedi del monte Brugiana, in territorio massese, sul versante est. Vi si accede da Bergiola Maggiore per strada sterrata. La comunità di impronta cristiana nacque a Tirrenia nel 1982 collegata a quella di San Patrignano da cui poi si distaccò. Si trasferì sulla Brugiana nel 1984-85 recuperando zone brulle senza alcun edificio. Essa è destinata a tossicodipendenti e a persone con disagio esistenziale di varia natura che vengono recuperati mediante il lavoro e la responsabilizzazione.

Parco della Resistenza del monte Brugiana

È un museo all’aperto della lotta partigiana alle falde del monte Brugiana. Circa 1 km oltre Bergiola Maggiore, nel comune di Massa, un sentiero sulla destra sale ripidamente fino all’ingresso del Parco: il percorso si snoda in due sentieri che si uniscono presso una cappella. Nel Parco ci sono lapidi commemorative della resistenza e diversi cimeli e residuati bellici trasformati in veri e propri monumenti che testimoniano la lotta di liberazione dei patrioti apuani. Fu ideato e realizzato dai partigiani apuani sotto la guida del pittore e comandante partigiano Mario Angelotti conosciuto col nome di battaglia di Conte Giò. Ricordiamo che il monte fu sempre saldamente nelle mani dei partigiani durante la guerra di Liberazione. dal porto di Marina di Carrara: la Brugiana è a dx sfregiata dalle cave, più dietro le Apuane con al centro il monte Sagro

Rifugio Brugiana

È agriturismo e Centro Trekking a cavallo ed è posto a circa 600 metri di quota a 5 km da Massa. Esso si trova in posizione panoramica, superata Bergiola Maggiore, alle pendici del monte Brugiana in località Le Prade. È specializzato nell’organizzazione di escursioni a cavallo.

Combratta

È la zona a nord e nord-ovest della Brugiana in territorio carrarese dove esistono delle cave alcune ancora attive. È percorsa dal sentiero 151.

Cava Combratta

Si trova a circa 750 metri di quota nel versante nord-ovest del monte Brugiana nel comune di Carrara. È raggiunta da via di cava proveniente da Bergiola Foscalina diretta anche alle cave della Rocchetta oggi sentiero 151 (ex 49) malamente segnato. Essa produce un marmo bianco venato di un certo pregio oltre a un marmo paonazzetto detto anche verdello. Ha numero catastale 181. Più vicino a Bergiola, nel bosco, esiste un’altra cava ormai abbandonata con ampio ravaneto deturpante.

La Rocchetta

Monte di 898 metri tra la valle del Carrione e quella del Frigido, diviso tra Carrara e Massa. Nei pressi transita il sentiero 151. Alle falde del monte sono aperte alcune cave sia in territorio carrarese che massese.

LEGGENDE

Sulle pendici del monte Brugiana si apre una grotta chiamata localmente “Buca del Diavolo” che leggende locali considerano direttamente collegata con le pozze ardenti dell’inferno. Questa storia è naturalmente collegata alla credenza del monte come antico vulcano di cui una pozza d’acqua sarebbe il resto dell’antico cratere.

Sono poi molto diffuse le storie di paura legate a raduni di streghe nei castagneti delle pendici del monte.

SENTIERI

Sentiero 151

Nuova numerazione del vecchio sentiero 49. Bergiola Foscalina (495m) – Cava Combratta (ca 750m) – sella della Rocchetta (825m) - Monte Brugiana (974m). È un ampio dalla collina di S. Lucia a Carrara: Brugiana con dietro la Tambura innevata.sterrato che funziona come via di cava che parte da Bergiola, lascia quasi subito a destra la deviazione per il 152 e continua nel bosco da cui si intravedono i paesi del versante carrarese come Miseglia e Bedizzano, salendo raggiunge una cava abbandonata con edifici e depositi per l’acqua ed un ampio ravaneto. Continua poi per la cava Combratta ancora attiva e per la sella della Rocchetta da dove sale ad una cava abbandonata presso l’antecima sud-est della Brugiana. Qua segue su facili roccette il versante est dell’antecima fino a aggirare la Brugiana stessa per ginestre ed eriche fino in vetta.

Sentiero 152

Nuova numerazione del vecchio sentiero 50. Carrara località Bugliolo (ca 110m)- Scalinata del Littorio – Codena S. Croce (264m) – Bergiola Foscalina (495m) – Monte Brugiana (974m). Il sentiero a sinistra si immette nella scalinata che arriva al quartiere Santa Croce di Codena, attraversa il borgo fino a prendere la via antica di Bergiola che passando per un bosco porta al paese. Dopo averlo attraversato entra nel bosco che percorre fino ad arrivare alla sella tra l’antecima 960 e la vetta da cui in breve raggiunge la vetta.



ITINERARI RELATIVI AL MONTE BRUGIANA:

note

1 È il fungo ('l funz).

2 Esistono due borghi con questo nome, poco distanti tra loro, alle falde del monte Brugiana, uno nel comune di Carrara, l’altro in quello di Massa. La derivazione del toponimo è la stessa dal germanico berg- monte con la differenza che il borgo carrarese aveva questo nome come entità complessiva, mentre il borgo massese deriva il nome da un gruppo di case dette case bergiolesi. Repetti chiama Maggiore il borgo massese poiché ai suoi tempi era sicuramente più grande di quello carrarese, anche se oggi è il contrario. Il termine Foscalina o Foscarina viene forse da fuscu (= scuro, buio) col significato di luogo cespuglioso, ricoperto da boschi.

3 Vedi: Carlo Alberto Del Giudice, Toponomastica storica della valle del Frigido (Massa di Lunigiana), Biblioteca Nuova Serie N. 125, Deputazione di storia patria per le antiche provincie modenesi, Aedes Muratoriana, Modena, 1992, pag 8.

4 Suono fricativo è quello della consonante che per essere articolata richiede il restringimento del canale vocale in modo che l’aria produca una sorta di fruscio quando passa. Sono fricative in italiano la f, la s e la v.

5 Vedi: Luciano Luciani, Il dialetto carrarese - suoni forme costrutti parole, Aldus Casa di Edizioni in Carrara, Carrara, 1999, pag: 31-32.

6 La Pizza, quota 951 metri, è un modesto rilievo a nord di Gragnana e Castelpoggio. A sud di esso passa la carrozzabile per Campocecina e a nord il sentiero 47.

7 Emanuele Repetti (Carrara 1776 – Firenze 1852) geografo, storico e naturalista. Fu autore di un monumentale Dizionario Geografico Fisico Storico della Toscana.

8 Emanuele Repetti, Dizionario Geografico Fisico Storico della Toscana, tipografie Tofani e Mazzoni, Firenze, 1833-1845. ristampa anastatica a cura della Federazione delle Casse di Risparmio della Toscana, Grafiche Fratelli Stianti, Firenze 1972. Pag. 130 volume III (altre notizie sulla Brugiana sono nelle pagine successive). Questo testo è ancora molto importante per la storia e la geografia delle città e dei borghi della Toscana ed è consultabile e scaricabile dal web essendo stato digitalizzato.

9 La vetta dello Spallone è confine tra i tre comuni di Carrara, Fivizzano e Massa.

 

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