PINGUICOLA
(Pinguicula apuana - Pinguicula mariae)
LO SPAZIO DI FABIO - rubrica curata da Fabio Frigeri
27 MAGGIO 2010

(f.f.) l’escursionista disattento potrebbe confondere la pinguicola con una comune viola, ma basta fermare l’attenzione per rendersi conto dell’errore. È questa una pianta molto interessante: infatti si tratta di una specie carnivora. Studi recentissimi hanno stabilito che le pinguicole apuane appartengono a due specie distinte ed esistenti solo da noi e questo va ad arricchire il già nutrito numero di specie endemiche delle nostre montagne. Fotografiamole e lasciamole in pace, infatti le due specie sono molto rare e vanno salvaguardate.

IL GENERE PINGUICULA

Famiglia: Lentibulariaceae Pinguicula apuana

Pinguicula L. classificata da Linneo nel 1753.

Il nome del genere deriva dal tardo latino pinguicǔlus diminutivo di pinguis (= grasso) con riferimento all’aspetto carnoso e vischioso delle foglie.

Questo genere comprende piccole piante erbacee insettivore, prevalentemente perenni, con scapi eretti da 10 a 15 cm senza foglie che portano un solo fiore di colore purpureo o violetto. Le foglie formano una rosetta basale, sono carnosette e sono rivestite da ghiandole che producono gocce vischiose per intrappolare insetti dai quali la pianta ricava azoto scarso negli habitat tipici di questo genere come torbiere, prati umidi, terreni calcarei. L’apparato radicale è poco sviluppato per cui il fatto di essere insettivore ovvia al problema dello scarso apporto di nutrimenti dalla radice.

Le pinguicole sono diffuse in tutto l’emisfero boreale, ma sono presenti anche nell’America centrale e meridionale. Proprio l’America centrale potrebbe essere la zona di origine di questo gruppo di piante. Attualmente sono conosciute una ottantina di specie diverse una decina delle quali sono presenti anche in Italia.

Sulle foglie sono presenti piccole ghiandole che producono una sostanza collosa che invischia piccoli insetti mentre la foglia si involve e lo imprigiona. Poi agiscono altre ghiandole che producono sostanze che digeriscono l’insetto. In questo modo la pianta assorbe sia proteine che sali minerali, come nitrati e fosfati, e questo diventa importante quando la pianta si trova a vivere in un ambiente povero di azoto e di fosforo.

Durante il riposo invernale le pinguicole formano un hibernaculum cioè una rosetta particolarmente compatta che resiste alla siccità e al gelo. In primavera gli hibernacula si aprono formando in pochi giorni la rosetta vegetativa.

Queste piante sono coltivate e ibridizzate per la bellezza dei loro fiori e sono particolarmente apprezzate dai collezionisti di piante carnivore.

Hanno proprietà antisettiche e vulnerarie (cioè cicatrizzanti) per cui le foglie venivano usate per curare le ferite degli animali. Gli sono riconosciute anche proprietà emetiche e purgative.

Venivano usate anche per cagliare il latte e il burro ottenuto in questo modo era particolarmente apprezzato per i neonati.

Si riconosceva poi all’infuso delle foglie della pianta proprietà contro la caduta dei capelli e contro i pidocchi.

Era considerata anche protezione dall’influsso malefico delle streghe proprio per il fatto di essere pianta carnivora.

PINGUICULA APUANA e PINGUICULA MARIAE

Pinguicula apuana Casper et Ansaldi nova spec.Pinguicula mariae

Pinguicula Mariae Casper nova spec.

Classificate da Maria Ansaldi e da Siegfried Jost Casper nel 2009.

Conosciuta volgarmente come: erba unta, pinguicola bianco maculata.

Consultando il testo “I fiori delle Apuane”[1] e testi simili si nota come le pinguicole apuane abbiano ricevuto nomi e interpretazioni sistematiche molto diverse a seconda degli autori che le hanno studiate nel corso degli anni.

Il testo citato parla di due specie distinte: Pinguicula leptoceras Rchb. e Pinguicula reichenbachiana Schindler, mentre Pellegrini parla di Pinguicula vulgaris. L’intervento della massima autorità mondiale nel campo del genere Pinguicula, Siegfried Jost Casper[2], in collaborazione con la studiosa locale Maria Ansaldi[3] , esclude ormai la presenza di queste specie sulle Alpi Apuane e attribuisce le pinguicole locali a due nuove specie che diventano endemismi[4].

Gli studi continuano usando i metodi della moderna analisi sistematica e potrebbero portare a ulteriori novità.

I nomi proposti per le due specie sono uno omaggio alla terra apuana e l’altro a Maria Ansaldi da parte di Siegfried Jost Casper.

Con una certa approssimazione le precedenti segnalazioni di Pinguicula reichenbachiana e di Pinguicula longifolia vengono ora attribuite a Pinguicula Mariae e quelle relative a Pinguicula leptoceras e a Pinguicula vulgaris vengono attribuite a Pinguicula apuana.

Così riporta il botanico apuano Pietro Pellegrini[5]:

960.- Pinguicula vulgarisL. [Pinguicula apuana Casper]

(luoghi in cui è stata osservata:) indicata nelle Alpi Apuane al Sagro in loc. Poggio e tra Vinca e il Forno, nella Tambura (Bert.), alle sorgenti del Frigido (Somm.) e alla Focoraccia (Somm.). nella valle di Renara.

Fiorisce tra giugno e luglio. Pianta erbacea perenne.

961. – Pinguicula vulgarisL. βleptoceras (Rchb.) [Pinguicula apuana Casper]

= Pinguicula longifolia – Gaud.

= Pinguicula grandiflora – Bert.

(luoghi in cui è stata osservata:) a Fontana Antica, al Ponte Storto sopra Gragnana e presso il Poggio Uccelliera in territorio di Carrara (Bolzon), in varie altre località del gruppo del Sagro, alla Tambura, nella valle di Antona e tra Redicesi e il Passo del Vestito.

Fiorisce tra giugno e luglio. Pianta erbacea perenne.

LE PIANTE

Differenze principali tra le due specie per facilitarne il riconoscimento:

Pinguicula Mariae: ha 2n = 32; una ampia macchia bianca a forma di goccia nella parte prossimale del lobo medio inferiore e nella fauce; petali parzialmente sovrapposti; fiore più grande; vegeta ad altezze inferiori fino a 1000 metri.

Pinguicula apuana: ha 2n = 64; una macchia bianca sul lobo medio inferiore in posizione centrale divisa in due parti con presenza di strie violacee più scure che segnano particolarmente la fauce; petali non sovrapposti; fiore più piccolo; vegeta fino ad altezze maggiori oltre i 1000 metri.

Classificazione: Superdivisione: Spermatophyta; Divisione: Magnoliophyta (Angiospermae); Classe: Magniliopsida; Ordine: Scrophulariales; Famiglia: Lentibulariaceae; Genere: Pinguicola; Specie: Mariae e apuana (distinte).

Forma biologica: emicriptofite rosulate (simbolo H ros). Emicriptofite (simbolo H) sono piante erbacee biennali o perenni con gemme svernanti a livello del suolo e protette dalla lettiera o dalla neve. Rosulate (simbolo ros) hanno le foglie disposte a rosetta basale.

Descrizione: pianta erbacea perenne le cui foglie formano delle rosette a livello del terreno, sono ovali, intere, carnose, dal colore giallo-verdastro e dall’aspetto untuoso. I peduncoli, privi di foglie, alti fino a una decina di centimetri portano un unico fiore viola più o meno intenso. Il labbro superiore è bilobo mentre quello inferiore è trilobo e la corolla si prolunga in uno sperone. Il frutto è una capsula ovoide. È una pianta insettivora.

Antesi: aprile-luglio.

Tipo corologico: endemismo apuano

Habitat: cresce dai 250 metri fino alla montagna e ama i prati umidi, le torbiere e i massi bagnati generalmente calcarei. Può crescere anche in ambienti ombreggiati[6].

Conservazione: in Toscana sono comprese nella lista delle specie protette la Pinguicula leptoceras Rchb classificata come VU (vulnerabile) e la Pinguicula longifolia DC. subsp. reichenbachiana (Schindl.) Casper classificata anch’essa VU. A maggior ragione le due nuove specie apuane devono considerarsi specie protette di cui va salvaguardato l’habitat.

Altre foto possono essere consultate qui e qui

Attenzione: le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimentari eventualmente indicati sono a puro scopo informativo. Decliniamo pertanto ogni responsabilità sul loro uso a scopo alimentare, curativo e/o estetico.



note

1 Maria Ansaldi, Enrico Medda, Sara Plastino, I fiori delle Apuane, Mauro Baroni Editore, Viareggio, 1994. 347 pagine. Introduzione sull’ambiente apuano, glossario e 129 schede di piante.

2 Siegfried Jost Casper (1929), botanico tedesco, è stato direttore dell’Orto Botanico dell’Università di Jena. Autore della Monographie der Gattung Pinguicula L.”, Bibliotheca Botanica, Heft 127/128, 1966, Stuttgart considerato un classico sull’argomento. Ha descritto molte nuove specie di Pinguicula oltre a quelle apuane.

3 Maria Ansaldi (Massa 1959) è direttrice dell’Orto Botanico delle Alpi Apuane “P. Pellegrini” di Pian della Fioba a Massa e ha pubblicato diversi contributi scientifici sulla flora apuana, tra cui quello citato nella nota precedente.

4 S. J. Casper, M. Ansaldi, “Pinguicula mariae Casper nova spec. and Pinguicula apuana Casper et Ansaldi nova spec. - A contribution to the occurrence of the genus Pinguicula L. (Lentibulariaceae) in the Apuan Alps (Italy)” Wulfenia 16 (2009): 1-31.

5 Pietro Pellegrini “Flora della Provincia di Apuania ossia Rassegna delle piante fanerogame indigene, inselvatichite, avventizie esotiche e di quelle largamente coltivate nel territorio di Apuania e delle crittogame vascolari e cellulari, con la indicazione dei luoghi di raccolta”, Stab. Tip. Ditta E. Medici, Massa, 1942. Il testo è stato ristampato in copia anastatica nel maggio 2009 dalla Società Editrice Apuana di Carrara per conto della Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara. Pag. 198.

6 Posso testimoniare della presenza di questa pianta in ripari umidi e ombreggiati nella zona di Renara e su calcare cavernoso sia umido che ben esposto al sole sul sentiero 8 per la Foce delle Porchette.