(MS-Carrara) FOCE DI PIANZA-FOCE DELLA FAGGIOLA(1455m)–FOCE LUCCICA-FOCE DI VINCA–FOCE DEL POLLARO-FOCE DEL FANELETTO-FOCE DI PIANZA (GIRO DEL SAGRO)
Loc. di partenza: Foce di Pianza (1273m)
Loc. di arrivo: Foce di Pianza (1273m)
Dislivello mt.: 427m
Tempo totale: 06h 45’
Difficoltà: EE
Punti d'appoggio: Rifugio Carrara – Ristorante Belvedere
Rifornimento acqua: Assolutamente no
Tratti di ferrata: No(brevi tratti assicurati)
Sequenza sentieri: 172/173 – 172 – 38 – 173 – 172/173
DATA ESCURSIONE: 01/05/2010 [IXLK]https://www.facebook.com/Escursioni.Apuane/photos/a.1985769234777600/1992968607390996/?type=3&theater[FXLK][TYLK]

[ILK]Sentiero172.html[FLK]Qui[TLK]un approfondimento sul sentiero 172.
[ILK]Sentiero173.html[FLK]Qui[TLK]un approfondimento sul sentiero 173.
[ILK]Sentiero38.html[FLK]Qui[TLK]un approfondimento sul sentiero 38.


Con l’auto arriviamo alla foce di Pianza (1273m) dove c’è molto spazio per parcheggiare.
Il luogo è molto panoramico sulla costa, sul golfo della Spezia e sulle cave di Carrara che si distendono davanti a noi.
Sulla destra una marmifera si dirige a un tunnel per le cave del monte Maggiore.
A sinistra scendono i sentieri 39 e 174, il 39 proveniente dalle cave della Conca di Torano è diretto a Vinca, mentre il 174, che si stacca da esso più in basso, presso le cave Walton, è diretto ai Pozzi ed al Cardeto.
Davanti a noi ci sono ben evidenti le indicazioni 172-173 che seguiamo.
Il sentiero 172 per Foce della Faggiola è diretto a Foce Luccica, mentre il 173 per Foce del Faneletto percorre il catino del Sagro per arrivare a Foce di Vinca e Capanna Garnerone.
Da entrambi i sentieri si staccano facili vie di ascensione al monte Sagro, segnate di blu.
Il panorama, sulla destra, spazia sui bacini marmiferi ed arriva fino al mare.
A 10’ siamo al bivio 172-173, a sinistra scende il 173, che faremo al ritorno, mentre il 172 continua in avanti salendo rapidamente ed aggirando quota 1341, fino ad un vicino intaglio dal quale si ammira la piramide del Sagro e in basso si nota l’ingresso del tunnel di cui ho parlato.
Ora saliamo per alcuni metri e poi costeggiamo il crinale della Faggiola, che costituisce confine amministrativo tra i comuni di Carrara e Fivizzano.
Il sentiero è sempre su terreno carsico e su marmo con rari alberi, molte fioriture di Erica carnea, di Hepatica nobilis, di Saxifraga latina, inoltre qualche Primula auricula (Orecchia d’orso).
A 27’ arriviamo ad un pianoro panoramico sulle cave e sul mare ed in pochi minuti aggiriamo, lasciandola sulla destra, quota 1456, sulla quale è ben evidente un cippo confinario.
Da qui per tracce di sentiero si può salire al monte Maggiore (1396m).
Adesso il panorama si apre sulle sottostanti cave del Maggiore, sul crinale della Cima d’Uomo e sul paese di Colonnata.
Più in alto c’è il Vergheto ed il relativo crinale per le Casette e la zona di Gioia e della Brugiana, in secondo piano abbiamo le Apuane centrali fino alle Panie.
Seguiamo ancora il crinale, fiancheggiando il boschetto della Faggiola e l’ingresso di una grotta, e a 38’ siamo a Foce della Faggiola (1455m ) alla base dello Spallone.
Il sentiero segnato continua per Foce Luccica a destra mentre a sinistra il sentiero blu continua diventando la via normale al Sagro.
Continuiamo a destra inizialmente in salita per un sentiero a mezza costa sulle pendici dello Spallone, a destra c’è una bella vista sul Monte Maggiore e le sue cave.
Poi il sentiero procede in discesa sviluppandosi tra erbe con una certa esposizione per cui va fatto con attenzione, di fronte abbiamo le Apuane centrali e meridionali.
A 54’ la discesa si fa più ripida per un costone che si dirige verso la zona delle cave dei Vallini in basso.
A 01h siamo presso un rudere e curviamo a sinistra e la discesa adesso segue un canalone avvicinandosi alla cava e a un ravaneto che rimane a sinistra.
Poi il canalone diventa un costone roccioso che ci porta alla rete metallica che delimita la cava a 01h 26’ e che costeggiamo deviando a sinistra fino al vecchio ravaneto.
Poi scendiamo per un tratto scalinato fino al piazzale di cava dove arriviamo a 01h 38’.
Il sentiero è ben segnato fino a diventare un’ampia via di cava.
A 01h 45’ la via di cava scende a destra mentre noi saliamo a sinistra presso un‘altra zona di cava che poi lasciamo per un tratto scalinato in discesa protetto da ambo i lati da catene metalliche che ci porta a recuperare il vecchio sentiero dopo cinque minuti.
C’è da aggiungere che le attività estrattive hanno completamente sconvolto questa zona portando alla distruzione del vecchio sentiero che arrivava ad un edificio ormai inglobato dalla cava, fortunatamente i proprietari delle cave garantiscono l’accesso e la manutenzione del sentiero.
Continuiamo con la vista che si allarga anche alla Cima d’Uomo e al Vergheto mentre il sentiero, in discesa, si fa più agevole con belle fioriture di orchidee apuane.
A 02h 20’ siamo alla confluenza del sentiero 172, che stiamo percorrendo, con il 38 che sale da Colonnata.
Seguiamo quest’ultimo in un breve tratto in salita e in un paio di minuti siamo a Foce Luccica (1029m) che è un intaglio alla base del cresta est del monte Spallone.
È presente un’icona marmorea dedicata alla Madonna.
Il luogo è ameno e molto panoramico sulle Apuane dal Sagro fino al monte Sella con in primo piano il monte Rasóri.
Il sentiero continua in lieve salita a mezza costa delle pendici est dello Spallone e attraversa alcuni ravaneti che scendono dalle vecchie cave sovrastanti, fino ad arrivare alla casa dei Pisani (1071m) a 02h 42’.
La casa dei Pisani è un edificio, ormai diruto, legato all’attività delle cave e conserva macchinari che fornivano energia alle cave sovrastanti.
Siamo circondati da zone molto selvagge che mostrano comunque la presenza dell’uomo con le cave e le strade di lizza che segnano i pendii con pendenze incredibili.
In basso il canal Regollo con l’edificio che ospitò in passato un rifugio del Cai di Pisa, adesso adibito a ricovero di pecore e pastori.
Continuiamo il sentiero che adesso è più ameno ed erboso e si sviluppa in discesa e in falsopiano fino alla salitina finale per un secondo complesso di edifici di cava detti Casa al Riccio o Casa dei Macchinari (1080m) dove arriviamo a 02h 57’.
Ora c’è una breve discesa fino al muro di contenimento di una via di lizza e poco dopo la quale inizia la salita finale.
Superiamo un grosso ravaneto e poi iniziamo la salita di un costone erboso molto ripido e faticoso che si addolcisce poi in alto svoltando verso sinistra e nei pressi si trova anche un’ampia piazzola panoramica.
A 03h 36’ ci godiamo l’ombra di un albero solitario e riprendiamo la salita che a 03h 55’ ci porta alla Foce di Vinca (1333m) molto panoramica in particolare sulla vallata che abbiamo salito.
A sinistra incombe lo spigolo est del Sagro, a destra il sentiero 173 porta a Foce di Navola e oltre fino alla Capanna Garnerone, con una deviazione per il monte Grondilice.
Sostiamo circa un quarto d’ora e poi scendiamo nel bosco verso sinistra seguendo il tratto a comune tra il 38 e il 173.
A 04h 16’ siamo al bivio, prendiamo a sinistra per il 173 mentre il 38 scende verso Vinca.
Poco dopo passiamo per un ravaneto e a destra il panorama si apre splendido sul Pizzo d’Uccello e sul Grondilice.
A 04h 26’ dalla destra in basso arriva un sentiero non numerato dalla zona di Vinca , qui troviamo una scritta su una roccia "Foce del Pollaro", che però troveremo un pò più avanti.
Infatti ill sentiero continua con saliscendi e a 04h 55’ saliamo un ripido canalino che nel tratto in alto è attrezzato con corde metalliche e in 10’ siamo alla Foce del Pollaro, un ameno spiazzo panoramico, dove sostiamo qualche minuto.
La zona è ricca di belle fioriture tra cui qualche Daphne Mezereum, e, a profusione, Hepatica nobilis e Anemonoides nemorosa.
Facciamo una breve sosta e poi riprendiamo entrando in un ameno bosco di faggi prima in lieve discesa, poi riprendiamo a salire e il sentiero si fa più roccioso.
Un breve tratto un po’ esposto è attrezzato con una corda metallica che dà sicurezza.
Continuiamo fino alla salitina finale per la foce del Faneletto (1426m) che è anch’essa attrezzata in due tratti con vecchie corde metalliche.
A 05h 40’ siamo alla Foce, che si trova in testata del Catino del Sagro ad ovest e della valle di Vinca a sud.
Il luogo è molto panoramico sul monte Borla, alla cui base si trova la devastazione delle cave del Sagro, e sul Puntone della Piastra.
Iniziamo a percorrereil versante ovest del Sagro, dove si sviluppa il sentiero agevole su rocce sicure ricco di belle fioriture di Saxifraga oppositifolia (var. latina) e di Primula auricula.
Il percorso è pericoloso in inverno con il ghiaccio per cui è attrezzato con una decina di tratti di corde metalliche nelle parti più esposte.
In ogni modo va sempre fatto con la dovuta cautela.
A 06h 06’ finiamo la parte più difficile di questo versante e deviamo decisamente a sinistra per tratto ameno fino ad arrivare in un paio di minuti al punto dove si stacca a sinistra il sentiero blu per la larga dorsale ovest del Sagro.
La discesa è piuttosto tranquilla, un tratto del sentiero è tra l’erba e poi di nuovo sul marmo proprio a fianco della cava.
A 06h 27’ siamo al punto più basso in un canalone da cui risaliamo per aggirare quota 1341 sulla sinistra ed arriviamo di nuovo al bivio 172-173 completando così il nostro anello (06h 35’) e pochi minuti dopo siamo a Pianza dove finiamo l’escursione (06h 45’).
Da Carrara si segue la strada per Gragnana, Castelpoggio e Fosdinovo, un po’ prima di quest’ultimo paese si prende la deviazione a destra per Campocecina (9,5km) che si segue per altri 10 km fino al punto di soccorso delle Cave ed al Piazzale dell’Uccelliera pochi metri avanti.
Trascurare la deviazione a sinistra e continuare costeggiando il monte Borla per un altro chilometro fino alla Foce.
C’è da aggiungere che quest’ultimo tratto di strada è in pessimo stato per presenza di buche e detriti caduti dal monte.
Questo bellissimo itinerario è adatto a persone allenate, con buona conoscenza del terreno apuano e non deve essere assolutamente percorso in inverno con neve o ghiaccio poiché diventa molto pericoloso in alcuni tratti.
Molto belle le fioriture e belli e variati i panorami dal Sagro, alla costa, al Monte Maggiore, alle Apuane settentrionali e centrali.
Mentre il tratto fino alla Foce della Faggiola è semplice, un po’ esposto e da fare con concentrazione è il primo tratto in direzione delle cave subito dopo la foce.
Semplice anche se faticoso, nella parte alta, è il tratto da Foce Luccica a Foce di Vinca.
Il tratto tra la foce del Pollaro e la Foce del Faneletto (Catino) presenta alcune corde metalliche che aiutano nella progressione in qualche punto più difficoltoso.
Infine il tratto più pericoloso del versante ovest del Sagro è quasi completamente attrezzato e si percorre con facilità, il resto è privo di problemi.
Da sottolineare l’assoluta mancanza di sorgenti per cui è necessario partire ben provvisti di acqua, specialmente se è molto caldo, infatti molta parte del percorso è completamente esposta al sole.
È preferibile percorrere il giro nel senso da noi indicato per evitare il tratto da Luccica a Faggiola in salita alla fine dell’escursione e magari sotto il sole.
Il dislivello è molto più grande considerando i saliscendi e il numero indicato indica solo la differenza tra la quota maggiore e quella minore.
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