(LU-Vagli Sotto) VAGLI SOPRA-CAVA FORMIGNACOLA (1180 m)-EREMO DI SAN VIANO (1090 m)-CAMPOCATINO (1010 m)-VAGLI SOPRA (ANELLO)      
Loc. di partenza: VAGLI SOPRA(760 mt)
Loc. di arrivo: VAGLI SOPRA (760 mt)
Dislivello mt.: 560
Tempo totale: 6h 30'
Difficoltà: EEA
Punti d'appoggio: Vagli, Campocatino
Rifornimento acqua: Vagli Sopra, Campocatino
Tratti di ferrata:
Sequenza sentieri: strada, sentieri 31/35, sentiero 35, sentiero 147, sentiero per Eremo, 147, 177 (sentiero GT terza tappa), strada
DATA ESCURSIONE: 02/06/2023 [IXLK]https://www.facebook.com/Escursioni.Apuane/photos/a.1985769234777600/1996169177070939/?type=3&theater[FXLK][TYLK]

[ILK]SanViviano.html[FLK]Qui[TLK]un approfondimento su San Viviano.

Entriamo nel borgo di Vagli Sopra con stradine molto strette, deviamo a destra evitando di salire alla Chiesa, ben evidente per il campanile, e parcheggiamo lungo la strada per le cave, presso le ultime case del paese (wp838; 758m).

[Vagli Sopra, o Vagli di Sopra, si trova a 725 metri, alle pendici della Roccandagia, è la parte più vitale e più abitata del comune di Vagli Sotto. Esso possiede la chiesa di S. Lorenzo, di origine romanica (citata nel XIII secolo, ma riedificata nel XIX secolo). Il campanile risale al XVIII secolo. Gli abitanti erano dediti ad attività agro-silvo-pastorale e poi alla lavorazione nelle cave.]

La strada asfaltata che percorreremo segue l’itinerario dell’antica via Vandelli che univa Modena con Massa e che qua è ormai completamente scomparsa. La prima parte del percorso segue la Valle di Arnetola, di origine glaciale, che in testata ha i monti Sella e Alto di Sella che vedremo a lungo. Il raccordo per Campocatino (sentiero 177), che seguiremo al ritorno per tornare a Vagli, inizia pochi metri prima del luogo dove abbiamo parcheggiato.
Sull’ultima casa del paese troviamo le indicazioni dei sentieri 31 e 35, poi la strada prende a salire, ma, più avanti, scende un poco. A sinistra possiamo scorgere il lago di Vagli con l’abitato di Vagli Sotto e dietro quello di Careggine. Di fronte a noi scorgiamo le propaggini del Sella-Alto di Sella che andando avanti si mostreranno sempre meglio. Dopo 5' sulla destra ci sono le indicazioni di una traccia, per esperti, che porta all'Eremo di San Viano e che trascuriamo.
A 11’ arriviamo a un bivio presso alcuni ruderi posti poco sopra (sono i ruderi di un Casone a servizio della Via Vandelli): a sinistra la strada marmifera si dirige a Vagli Sotto, noi continuiamo verso destra. Adesso la strada prende a salire e sulla nostra sinistra scorgiamo alcune cave abbandonate alle pendici del monte Pallerina. Poco dopo, a 20’, sulla destra dentro un riparo sotto roccia (abrì), c’è un presepe permanente, ricordo del Giubileo del 2000 (attualmente piuttosto malmesso). Subito dopo, ancora a destra, c’è il piazzale di una cava abbandonata, con vecchi blocchi.
Continuando la salita scorgiamo sulle rupi in alto, a destra, l’edificio chiaro dell’Eremo di San Viano, abbarbicato alla montagna, che visiteremo più avanti. Non è facile scorgerlo perchè un po’ si mimetizza con la montagna (speriamo che la foto allegata aiuti a identificarlo).
A 38’ la visuale si apre sul monte Fiocca oltre che sul Sella e subito dopo (40’) siamo a un bivio: a sinistra c’è l’ingresso della cava della cooperativa Apuana marmi (cava del monte Pallerina). Qualche metro indietro c’è anche l’ingresso artificiale della Buca della Pompa, chiuso da un cancello metallico: infatti tutta la zona di Arnetola è ricca di fenomeni carsici e di grotte di interesse speleologico. Questo ingresso comunque è a servizio delle cave per rifornirsi di acqua, mentre quello speleologico è più in alto. Il vecchio tracciato della Vandelli era a sinistra, ma è ormai ostruito dai detriti di cava dell'enorme ravaneto di Cava Pallerina.
Noi continuiamo verso destra, per stradello sterrato, incrociamo un masso con incisa una croce, e a 45' ci troviamo presso una caratteristica casetta di pietra sotto roccia (capanna d’abrì (wp839;901m) che è stata recuperata dal parco e funziona da bivacco per gli escursionisti. L'edificio è addossato a un masso ciclopico alto 16 metri ed è costruito con marmo e pietra unite con calce e copertura di lastre, l'interno è diviso in due piani con uso di travi e tavolati di castagno. Nei pressi poi c’è il monumento marmoreo che ricorda che questo percorso è una antica via del sale che univa la costa massese e versiliese con la Garfagnana e la pianura padana. Questo in particolare durante l'ultima guerra a opera delle infaticabili donne apuane.
Ci fermiamo un po' a visitare questa bella costruzione e poi continuiamo e a 54’ troviamo le indicazioni dei sentieri 31 (Arnetola-Passo di Sella-Cave Cervaiola) e 35 (Arnetola-Passo della Tambura-Resceto) che iniziano qua. [I sentieri 31 e 35 hanno un tratto iniziale comune. Il sentiero si dirige verso destra con tratto iniziale ripido, supera un ponte di via di lizza e poi segue la via di lizza. Esce dal bosco, costeggia delle rocce e in 24' arriva sulla marmifera.]
Noi invece seguiamo la marmifera, un po' più noiosa (che comunque segue l'originaria Via Vandelli), e a 01h 23' (wp841; 995m) recuperiamo il vero 31/35 (presenti indicazioni). Subito dopo il sentiero 31 prosegue a sinistra verso il Passo di Sella, noi proseguiamo invece sulla marmifera/35 (Via Vandelli) a destra per il Passo della Tambura. All’inizio c’è una catena metallica che impedisce il passaggio di auto, il sentiero è un ampio stradello in salita con tratti in ombra.
Continuiamo a salire avendo a destra la Cava Pallerina. A 01h 49’ siamo presso un cartello (wp842; 1108m) che indica, verso sinistra, una deviazione per recuperare il sentiero 31 per il Passo di Sella. A 01h 55’ siamo a un edificio (wp843; 1129m) (Casetta Colubraia) da cui si stacca, in alto a sinistra, il sentiero 146 (Arnetola-Focetta dell’Acqua Fredda-Passo della Tambura) che si immette nella vecchia ferrata Vecchiacchi, da molti anni inagibile (vedi relativa escursione). Comunque il 146 è stato cancellato nel tratto fino alla Focetta, mentre il resto è diventato prosecuzione del 164 (Località all'Acqua-Focetta dell'Acqua Fredda-Passo della Tambura).
Pochi minuti dopo siamo presso una cava abbandonata che si sviluppa in galleria. In alto, sulla sinistra, scorgiamo un vecchio edificio di servizio in blocchetti di marmo addossato alla montagna (abrì). A 02h 04' siamo alla cava attiva Colubraia-Formignacola, con un vecchio edificio sulla destra. Dopo 5' siamo al bivio (wp844; 1180m) tra i sentieri 35 e 147 (Campocatino-innesto 35) e seguiamo quest'ultimo. All'inizio c'è un piazzale di servizio per le nuove cave, poi proseguiamo in lieve salita tra scaglie di marmo. A 02h 22' inizia un tratto attrezzato con corda metallica che giustifica la classificazione dell’itinerario in EEA. Infatti il sentiero passa per una costa rocciosa e scende una decina di metri, tenendosi alla corda con le due mani e mettendo i piedi negli appositi appoggi superiamo questo tratto (meglio con l'attrezzatura necessaria). La corda metallica prima scende obliqua per una ventina di metri poi cambia direzione e scende per altri 10 metri con percorso più semplice (attenzione che il cavo in un tratto è sfilacciato e ci si può ferire come è capitato a noi). Meglio sarebbe avere una imbracatura per sicurezza, in ogni modo sconsigliamo a chi non ha dimestichezza con luoghi esposti e con corde di passare: è sempre meglio rinunciare quando non si è sicuri di quello che si percorre. La gita in montagna non deve tramutarsi in tragedia. (In alternativa l’escursionista può salire al Passo della Tambura e tornare indietro effettuando comunque una interessante escursione).
Passato il tratto attrezzato seguono circa 5’ molto ripidi nel bosco, con alcuni tornantini e poi il sentiero si fa più tranquillo, anche se piuttosto stretto e, in alcuni tratti, degradato e da percorrere con un minimo di attenzione, a destra incombe la vista della cava Pallerina. Il percorso è a saliscendi con prevalenza di discesa. A 03h a destra c’è un tratto di rete metallica e dopo circa 5’ c'è una vecchia scaletta di legno che impediva al bestiame di passare e subito dopo il percorso diventa molto ameno nel bosco e prevale la discesa. Dopo una decina di minuti superiamo un’altra scaletta per il bestiame e continuiamo con saliscendi.
A 03h 30' siamo a un bivio con indicazione sulla sinistra "Massi erratici di Campocatino". Intanto abbiamo raggiunto il punto più alto dell'escursione (1190 m) e adesso scendiamo. A 03h 34' siamo al bivio per l'Eremo (wp845; 1166m). Presso il bivio c'è il masso di Campocatino, cui arriva un ponticello in legno, che vedremo al ritorno. Ricordiamo che la chiave dell'eremo è disponibile al Ristorante “La buca dei Gracchi” a Campocatino, basta lasciare un documento di identità, oppure si recupera dagli escursionisti che salgono.
Il sentiero è ampio con un primo tratto in leggera discesa e poi il resto in discesa anche piuttosto ripida, a voltoline, con staccionata di protezione. Dopo pochi minuti siamo presso un primo punto panoramico su Sumbra, Fiocca, Sella e Valle di Arnetola e poco dopo a 03h 41’ c’è un altro punto panoramico posto una decina di metri sulla sinistra del sentiero. Il bosco è una bella faggeta con qualche esemplare di notevoli dimensioni.
A 03h 52' siamo sotto l'eremo e il sentiero prende a salire per arrivare all'edificio, con il tratto finale costituito da una ripida salita scalinata in roccia. Prima della salita finale, sulla destra, si trova una pietra incisa con croci dove il santo si raccoglieva in preghiera. A 4h siamo all'eremo che visitiamo e torniamo indietro dopo 10'. L’eremo è addossato alla parete del monte, con mura perimetrali di pietra locale e tetto ricoperto di pietre scistose, il pavimento è inclinato per permettere lo scorrimento delle acque. Dietro all’altare una porta permette di accedere a una terrazza panoramica. L'eremo dovrebbe risalire alla seconda metà del XV secolo, ma fu ricostruito nel 1914 in seguito a un incendio che lo distrusse. Il santo o beato Viano o Viviano è un santo popolare, non riconosciuto dalla chiesa, il cui culto somiglia a quello di San Francesco. Ricordiamo che sulla destra dell'eremo un breve sentiero che inizia prima della scalinata porta a un notevole punto panoramico sul Lago di Vagli. Questo sentiero è attrezzato con corda metallica essendo esposto, è in lieve discesa e richiede meno di 5’ di cammino.
Torniamo indietro e a 04h 24' siamo di nuovo sul sentiero principale, adesso andiamo a vedere il masso di Campocatino (vedi foto). È una roccia piatta con inciso un tris, un tavoliere per alquerque (gioco simile alla dama) con a fianco un rettangolo con inscritto un cerchio. C'è poi una grossa croce di cristianizzazione con altre più piccole, arabeschi e un pennato. Vicino un masso principale ce n'è un altro più piccolo con coppella e croci. Il masso è posto in posizione molto panoramica sulla valle di Arnetola.
Poi proseguiamo per il 147 che continua ameno in lieve discesa, con una discreta presenza di betulle, nel bosco. Dopo 5' sulla sinistra c’è un’antenna per i telefoni e a 04h 43' siamo a un bivio: a sinistra la traccia porta sempre a Campocatino, noi scendiamo verso destra. Subito dopo cominciamo a vedere la conca glaciale di Campocatino con le sue caratteristiche costruzioni (dette caselli) sovrastata dalla mole della Roccandagia. Scendiamo per tratto aperto tra arbusti godendo di bella vista sul Lago di Vagli e paesi circostanti.
A 04h 58' siamo a Campocatino presso l'indicazione (wp846; 1008m) del sentiero per Vagli che tra poco seguiremo. Qua inizia il sentiero 177 (Vagli Sopra-Campocatino-Passo della Focolaccia) Nei pressi c'è una statua del Santo Viviano, un monumento al pastore con il suo cane, poi una struttura del parco, una fonte e un ampio spiazzo attrezzato con tavoli e panche di fronte alla nuova chiesa di Campocatino. Il tutto è dominato dalla Roccandagia, noi rimaniamo qua fino a 05h 27’.
Seguiamo adesso il sentiero per Vagli all'inizio del quale c'è una interessante casa sotto roccia (abrì). Essa è costruita sotto un grande masso scistoso lungo 12 metri, alto 2 e largo cinque con un piano unico, una porta e una finestra. Ci sono altre case e sulla sinistra diversi ruderi, il primissimo tratto è aperto con molti arbusti di rosa canina, poi entra nel bosco dove predomina il castagno. A 05h 42' c’è una prima maestà con icona marmorea di un santo con palma del martirio e graticola, si tratta di San Lorenzo, il patrono di Vagli Sopra. Poi il sentiero assume l’aspetto di mulattiera. Dopo una decina di minuti troviamo un’altra maestà con icona marmorea della Madonna molto recente a sostituirne una probabilmente trafugata. A 06h 13' siamo a Vagli (wp847; 768m) sulla strada, curviamo verso destra e in pochi minuti siamo all'auto e concludiamo l'escursione.
Da Aulla si segue la statale 63 per il Cerreto in direzione Fivizzano, si supera Pallerone, Rometta e Soliera, oltrepassata la quale, la si abbandona per imboccare, a destra, la strada per Gassano, che si seguirà fino a Casola in Lunigiana.
Raggiunta Casola si lascia la SR445 deviando a destra per Minucciano, quindi si prosegue per Gramolazzo. Qua si devia a destra per Gorfigliano evitando il paese e si prosegue in direzione Campocatino e poi si devia a sinistra per Vagli Sopra in discesa.
Da Lucca si arriva a Vagli Sopra, dalla SR445 della Garfagnana superando Castelnuovo Garfagnana e quindi svoltando a sinistra, in località Poggio, seguendo la strada che costeggia il fiume Edron.
Dalla Versilia attraverso Seravezza e la Via d’Arni (Galleria del Cipollaio) fino a Castelnuovo Garfagnana, da dove ci si immette nella SR445 e si continua seguendo poi le istruzioni precedenti.
Il percorso descritto è interessante dal punto di vista naturalistico essendo la valle di Arnetola un esempio didattico di valle glaciale e Campocatino a sua volta una conca glaciale. Inoltre dal punto di vista storico poiché qua passava la Vandelli anche se ormai quasi completamente scomparsa in questo versante. Anche Vagli Sopra merita una visita e volendo Vagli Sotto e il lago omonimo. Notevole è poi Campocatino dominato dalla Roccandagia e formato da decine di costruzioni, oggi in parte recuperate, testimonianza di antiche attività silvo-pastorali. Analogamente merita una visita l’eremo di San Viviano abbarbicato alla roccia. Il problema di questa escursione, che giustifica la classificazione EEA è il breve tratto attrezzato sul sentiero 147 da percorrere solo se esperti, altrimenti è meglio rinunciare e tornare indietro o salire al Passo della Tambura. Di interesse sono poi alcune costruzioni in abri-sous-roche (notevole quella di Campocatino) e la pietra incisa posta all'inizio del sentiero per Campocatino. Interessanti le fioriture.

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