(MS-Carrara) PIAZZALE DELL'UCCELLIERA - FOCE DI PIANZA (1273 m) – PUNTA TRE UOMINI (1329 m)
Loc. di partenza: Piazzale dell’Uccelliera (1236 m)
Loc. di arrivo: Punta Tre Uomini (1329 m)
Dislivello mt.: 200
Tempo totale: 04h 30'
Difficoltà: EE
Punti d'appoggio: Con deviazione Rifugio Carrara e Ristorante Belvedere
Rifornimento acqua: nessuno
Tratti di ferrata: No
Sequenza sentieri: 182, marmifera, 39/174, 39, fuori sentiero, 39, 39/174, marmifera, 182
DATA ESCURSIONE: 19/10/2014 [IXLK]https://www.facebook.com/Escursioni.Apuane/photos/a.1985769234777600/1993021544052369/?type=3&theater[FXLK][TYLK]

[ILK]MonteSagro.html[FLK]Qui[TLK]un approfondimento sul Monte Sagro.

La partenza è dal Piazzale dell'Uccelliera, notevole punto panoramico su diversi canali marmiferi, su Carrara, sul mare e sul golfo della Spezia e sulle isole dell'arcipelago toscano. Esso è dominato dall'omonimo monte (1255 m).
È possibile proseguire in auto fino al Piazzale di Pianza, ma la strada marmifera è sconnessa, piena di buche e soggetta a cadute di massi. Noi preferiamo percorrere a piedi questo chilometro e mezzo, con le pendici del monte Borla sulla sinistra e il panorama verso le cave e la costa verso destra, di fronte si staglia la mole del monte Sagro.
Il tratto iniziale è in lieve discesa, poi subentra la salita, anch'essa non ripida. Nella giusta stagione prosperano lungo la strada belle fioriture, tra cui la Centaurea arachnoidea (fiori gialli) e, più avanti, la Centaurea montis-Borlae, rarissimi endemismi apuani.
In pochi minuti troviamo sulla destra l’imbocco (in discesa) del sentiero 182, proveniente dalla Piastra (cava che si trova dopo il paese di Torano, frazione montana di Carrara) attraverso la zona di Lorano.
Quindi il tratto iniziale della strada asfaltata che abbiamo percorso fino a questo momento viene considerato sentiero 182.
Proseguiamo ancora per qualche centinaio di metri e troviamo sulla destra la strada di cava che, sempre in discesa, porta alla Cava dei Poeti (ex-cava Morlungo) che è stata decorata con brani di poesie incisi sul marmo, è molto interessante e merita una visita, in essa, in estate, venivano tenuti spettacoli musicali e teatrali, poi è subentrato disinteresse da parte degli amministratori locali.
Continuiamo e, in prossimità della Foce di Pianza, sempre a destra, c’è l’arrivo del sentiero 39, proveniente sempre dalla Piastra attraverso La Conca (comunque questo sentiero è attualmente inagibile).
A 24' siamo al piazzale della Foce di Pianza, dove è possibile trovare molte auto parcheggiate degli escursionisti che salgono alla cima del monte Sagro.
Sulla sinistra abbiamo il monte Borla e in un paio di minuti siamo all'intaglio dove la marmifera inizia a scendere verso la zona delle cave.
Per salire al Sagro ci sono i sentieri 172 e 173 che salgono a destra della Foce. Il 173 continua sulla sinistra, dove sale presso una vecchia cisterna di acqua e si dirige a Campocecina e al Rifugio Carrara.
Noi scendiamo per la via di cava che svolta a sinistra e porta le indicazioni dei sentieri 39 e 174. Sulla destra ammiriamo il monte Sagro con le sue cave imponenti e devastanti. Invece verso sinistra vediamo la cresta nord-ovest del monte che si abbassa fino alla Cima Tre Uomini (o Tre Omi), verso la quale siamo diretti, dietro c'è l'Appennino.
La via di cava è ampia e agevole e volendo è possibile tagliarne un pezzo seguendo il vero sentiero (sono presenti i segni), ma noi preferiamo percorrere la marmifera (al ritorno faremo comunque questo tratto del sentiero come risulta dalla traccia GPS).
A 40' siamo alle Case Walton, in passato costruzioni di servizio delle cave, oggi ridotte a ruderi, con un edificio comunque ancora agibile e saltuariamente abitato. Prima della costruzione principale è presente un altare di marmo con statua della Madonna. Presso queste costruzioni si trova una deviazione, a sinistra della marmifera, chiusa da una sbarra metallica. Essa porta alle cave del Borla e costituisce il sentiero 174 diretto alla Foce dei Pozzi e alla Casa Cardeto.
Noi continuiamo la marmifera in discesa che come sentiero 39 si dirige a Vinca. In un paio di minuti troviamo l'ingresso di cava chiuso da una sbarra e proseguiamo verso sinistra, scendendo alcuni tornanti fino a trovare a 49', sulla sinistra, una deviazione per il Balzone, siamo praticamente nel punto più basso dell'escursione (circa 1130 metri). La marmifera piuttosto degradata di sinistra porta al Balzone e alla via di lizza omonima che conduce alla Canalonga e alla strada per Monzone e Vinca.
Il Balzone è il punto di arrivo di una teleferica, ormai dismessa, che portava il marmo delle cave del Sagro verso Monzone (valle del Lucido).
Noi proseguiamo in salita lungo il 39. Alla salita segue poi un breve tratto di discesa fino a 55' quando, presso dei segni Cai, il sentiero riprende a salire lievemente. Il sentiero è adesso un largo stradello (detto marmifera della Stretta) che qualcuno, in passato, pensava di collegare con Vinca. Sulla sinistra abbiamo il monte Borla con le sue cave attive e sulla destra la cresta nord- est del Sagro che scende dalla Foce del Fanaletto verso la Punta Tre Uomini e il Passo dello Zappello.
Noi percorriamo solo il primo tratto della marmifera della Stretta, seguendo la curva verso sinistra che abbiamo di fronte e, prima che il percorso curvi verso destra, saliamo per le balze erbose, a 01h 02', lasciando il sentiero. È agevole farlo salendo facili roccette e paleo.
Il percorso che seguiamo non è segnato e si dirige verso il crinale seguendo la via più agevole, spostandosi verso destra, la salita è continua (circa 180 metri di dislivello fino al crinale e poi un'altra ventina per raggiungere la Cima) e faticosa.
Non ci sono difficoltà oltre a quella di scegliere il percorso più favorevole. La zona è ricca di Sempervivum anche se ormai seccati. A 01h 35' siamo in cresta e qua il panorama si apre sul Pizzo d'Uccello e la Cresta Nattapiana, sul Pisanino, sulla Cresta Garnerone e sul Grondilice. In basso ammiriamo il borgo di Vinca e a destra il Sagro.
Saliamo ancora qualche metro a sinistra e a 01h 38' siamo sul punto più alto (Cima Tre Uomini), da cui scendiamo in pochi minuti al crinale, più in basso di una ventina di metri. Qua si trovano tre ometti di pietre (01h 43') posti a poca distanza tra loro, l'ultimo è il più alto.
Il panorama è sulla Lunigiana e l'Appennino e a sinistra sulla Torre di Monzone, in basso si scorge l'edificio di servizio della Teleferica del Balzone. I tre ometti hanno dato il nome a questo crinale e alla vicina cima e furono costruiti dai pastori di Vinca che portavano le loro pecore su questi pascoli di altura. Dal vicino paese di Vinca essi sono ben visibili e sono chiamati I Tre Omi.
Sostiamo fino a 02h' e poi torniamo in direzione del punto più alto della Cima dei Tre Uomini, ma, prima di esso, scendiamo verso destra, per le balze erbose, percorrendo una discesa alternativa alla salita di poco fa.
Scendiamo così piuttosto ripidamente e in basso troviamo diverse piante di cavolo selvatico. A 02h 40' siamo nuovamente sul sentiero 39, nello stesso punto da cui eravamo saliti. Poi proseguiamo qualche minuto, in salita, sullo stesso per vedere un'altra possibile via di salita ai Tre Uomini, presso un canalino che sale nei pressi di un segno Cai ben evidente, con alcune scritte sulla roccia.
Torniamo sui nostri passi e percorriamo la strada fatta all'andata. Dopo le case Walton però saliamo seguendo le tracce segnate del 39, a 03h 30', e la salita ci impegna per 9'. A 03h 45' siamo a Foce di Pianza, dove ci fermiamo a mangiare qualcosa presso uno dei tentativi di cava presenti in loco. La sosta dura fino a 04h e poi a 04h 30' siamo all'auto.
Da Carrara si segue la strada per Gragnana, Castelpoggio. Superato quest’ultimo paese si prende la deviazione a destra per Campocecina (9,5km) che si segue per altri 10 km fino al punto di soccorso delle Cave e al Piazzale dell’Uccelliera, pochi metri avanti.
L'escursione permette di salire alla Punta Tre Uomini (gruppo Monte Sagro) che non è molto frequentata.
Il luogo è molto panoramico sulla valle di Vinca, Pizzo e Pisanino, sulla Torre di Monzone, Borla e Sagro.
I tre ometti giganti sono molto interessanti e testimoniano il lavoro duro dei pastori. Tutto il percorso si sviluppa in una zona molto trasformata dall'estrazione del marmo, piuttosto aggressiva alle pendici del monte Borla.
Il percorso è breve e può essere allungato con una visita al Balzone e al suo Belvedere panoramico, oppure con la salita del monte Borla o con una visita a Campocecina e al Rifugio Carrara.
Il percorso è facile, ma la salita alla cresta avviene un po' a caso e richiede prudenza ed esperienza, su tratti non segnati, da cui la classificazione EE.
Neve e ghiaccio naturalmente rendono tutto più complicato.
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