(LU-Camaiore) PASSO DEL LUCESE-CASA DEL MAESTRO (887 m)-QUOTA 1062 m - MONTE PEDONE (1013 m)
Loc. di partenza: PASSO DEL LUCESE (550 m)
Loc. di arrivo: MONTE PEDONE (1013 m)
Dislivello mt.: 700
Tempo totale: 06 h
Difficoltà: E
Punti d'appoggio: Bar ristorante Passo del Lucese
Rifornimento acqua: Casa del Maestro
Tratti di ferrata: No
Sequenza sentieri: 101; sentiero NN, crinale, sentiero NN, 101
DATA ESCURSIONE: 22/05/2016 [IXLK]https://www.facebook.com/Escursioni.Apuane/photos/a.1985769234777600/1993022097385647/?type=3&theater[FXLK][TYLK]

L'escursione inizia dal passo del Lucese dove ci sono alcune case e un bar-ristorante (chiuso il martedì). La strada continua poi in direzione di Piè Lucese e le varie diramazioni portano ai borghi in zona, in particolare a Pescaglia, e verso la Garfagnana (Diecimo, Borgo a Mozzano, etc.).
Noi seguiamo il sentiero 101 diretto alla Focetta San Vincenzo e che poi continua per l'Alto Matanna, passando per le Foci del Termine e del Pallone.
Nella parte iniziale il 101 è uno stradello asfaltato in ripida salita (percorribile anche in auto) e subito sulla destra c'è una chiesa pre-romanica risalente all’VIII secolo, dedicata a San Jacopo il Maggiore.
Il toponimo "Lucese" deriva da Lucus (= bosco sacro) e, forse, prima della chiesa cristiana era presente un tempio pagano.
La strada si sviluppa nel bosco con alcune deviazioni che portano alle costruzioni presenti in zona. A 19' la salita si fa meno ripida e cominciamo a scorgere sulla sinistra il monte Pedone, verso il quale siamo diretti. Esso costituisce l'estremità meridionale della cresta del monte Prana e quindi la vetta situata più a sud delle Alpi Apuane, anche se il suo aspetto è decisamente appenninico.
Subito dopo abbiamo una sbarra che impedisce il transito alle auto, le quali si fermano in uno spiazzo precedente, presso una vecchia cava abbandonata.
Segue adesso un ampio sterrato con qualche tratto asfaltato. Si alternano tratti di discesina con falsopiano e lieve salita. Sulla sinistra abbiamo il Pedone e il crinale per il Prana.
Più avanti il percorso sarà nuovamente all'ombra degli alberi del bosco. A 29' trascuriamo una deviazione a sinistra in discesa diretta a Case Bernardi.
Dopo una serie di tornanti a 42' arriviamo presso una edicola del 1986, posta davanti a un gigantesco pino, dedicata alla Madonna, questa zona è la località Casa Bianca dove ci sono coltivi e una costruzione.
Saliamo ancora nel bosco e trascuriamo altre due deviazioni a sinistra, in salita, che raggiungono altre costruzioni in zona, poste a 2' e a 5' dall'edicola (la seconda chiusa da un cancello).
A 52' siamo a un bivio: il sentiero 101 prosegue come stretto sentiero nel bosco, curvando verso destra, (presenti indicazioni).
Invece a sinistra sale uno sterrato ampio, con cartello Monte Prana: esso è diretto alle case della Località Stradone e noi lo seguiamo.
In pochi minuti siamo a un gruppo di tre case, dove dobbiamo prendere verso destra (presenti segni) e seguire il cartello Prana, per un sentiero nel bosco che a 01h 01' ci porta a un bivio: a destra continua la traccia per il monte Prana, mentre a sinistra c'è un'altra traccia che seguiamo [avremmo potuto anche, dalla zona delle case Stradone, salire verso sinistra dalla indicazione Prana e in pochi istanti avremmo recuperato il sentiero giusto]. Proseguiamo per gradevole sentiero nel bosco e a 01h 05' superiamo quello che sembra un ex-cancello che ci porta fuori dal bosco con vista sul Pedone.
Poi rientriamo nel bosco con discesina e poi salita lieve: siamo in un rimboschimento a conifere molto alte che ci porta a 01h 10' alla Casa del Maestro. Questa è una costruzione, in fase di ristrutturazione, destinata forse a essere un rifugio a servizio di chi sale al Prana e al Pedone. La casa è immersa nel bosco di conifere e da qua sale il sentiero, ben evidente, che ci porta a 01h 16' presso una bella fonte, con ceppo ligneo con iscrizione poetica.
Trascuriamo una traccia in salita e proseguiamo incontrando subito una seconda fonte con deviazione in salita a destra.
Noi proseguiamo il sentiero evidente nel bosco che ben presto diventa degradato per caduta di alberi, nonostante la traccia sia buona e abbastanza ampia.
Dopo pochi minuti superiamo alcuni alberi caduti, presso un canalino che scende da destra, e proseguiamo verso sinistra.
A 01h 32' la traccia si fa più stretta ed erbosa e sale più ripida nel bosco. La traccia è visibile e va percorsa con un minimo di attenzione, è aperta verso sinistra e scorgiamo la vetta del monte Pedone.
La traccia ci porta a 01h 45' a incrociare un canalino secco. Qua saliamo verso destra, un po' a caso e arriviamo, dopo 3', fuori dal bosco su un dosso erboso panoramico.
Lo risaliamo verso destra, tra eriche e biancospini, e a 02h 03' siamo su un cucuzzolo panoramico dove raggiungiamo l'altezza massima di questa escursione. Il panorama è notevole. Scorgiamo la croce sommitale del Prana e la cresta erbosa che ci porterà al Pedone. Vediamo poi l'Appennino, la piana di Lucca, il monte Serra con i suoi ripetitori e il lago di Massacciucoli. Poi la costa con le isole, tra cui l'Elba, la Corsica, la Capraia e la Gorgona, il porto di Marina di Carrara e il golfo della Spezia. La visuale ci accompagnerà per tutta la cresta fino al Pedone, aprendosi anche a interessanti scorci sulle Apuane.
Cerchiamo adesso il percorso più favorevole per scendere alla cresta. Scendiamo verso una duplice recinzione in legno e la superiamo, scendendo verso sinistra per una cresta erbosa sparsa di eriche, fino a recuperare una facile traccia che ci porta a 02h 17' a un bel punto panoramico su Camaiore e sul Gabberi, sulla nostra sinistra c'è un ampio recinto per gli animali, ormai abbandonato.
Da qua dobbiamo salire per la cresta, descrivendo un semicerchio che ci porterà alla quota 1062. Salendo pochi minuti ci portiamo a una modesta quota (1042 m) dove il panorama si apre anche sul monte Altissimo e la cresta che porta al Macina e al Sella. Dietro scorgiamo le Apuane settentrionali (Grondilice, Contrario, Cavallo e dietro Pizzo e Pisanino).
Adesso proseguiamo per la cresta e a 02h 25' saliamo per raggiungere, a 02h 31', la quota 1062, con modesto ometto sommitale e buona visuale sul monte Piglione nella sua interezza, il Pedone si trova di fronte a noi.
Dobbiamo scendere l'ampia e facile cresta erbosa, cosparsa di massi, che ci porterà alla quota 978 e da qua alla vetta del Pedone.
A 02h 52' iniziamo la salita finale e arriviamo in vetta a 03h. Questa è indicata da un gruppo si sassi, con un cippo ricordo sdraiato e un bastone di legno con coperchio di pentola.
Sulla vetta il panorama si apre sulla Pania Secca oltre che sull'Appennino, la costa e i monti verso Pisa. Sostiamo per una ventina di minuti e a 03h 23' torniamo indietro, seguendo lo stesso itinerario fatto all'andata. In realtà noi facciamo una deviazione: dopo aver raggiunto quota 1062 (03h 52') scendiamo alla successiva sella, in direzione del recinto, che costeggiamo riportandoci a 04h 15' alla sella panoramica su Camaiore da cui saliamo alla recinzione.
A 04h 36' entriamo nel bosco e a 05h 04' siamo alla Casa del Maestro, A 04h 52' siamo sul sentiero 101 e a 06h 02' siamo al Passo del Lucese dove terminiamo l'escursione.
Da Camaiore si segue la SP1, si supera Montemagno (7,5 km), poi (9,4 km) si devia per Gombitelli (14 km) da cui si continua fino al bar ristorante del Passo (16,8 km). Ricordiamo che la strada per Gombitelli e il Lucese è stretta e da percorrere con prudenza.
Questa escursione esplora la zona più meridionale delle Apuane e sale l'ultima vetta sud. Il crinale erboso che porta al monte Pedone è molto panoramico sull'Appennino, sui monti di Pisa, sul Gabberi, sul Piglione e offre anche qualche squarcio sulle Apuane settentrionali. Inoltre è aperto sulla costa fino al golfo della Spezia e permette di vedere Capraia, Gorgona, Elba e Corsica.
La salita è semplice, ma il percorso non è segnato e richiede un minimo di capacità di orientamento. È possibile salire anche al Prana e descrivere interessanti anelli.

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