DATA ESCURSIONE: 01/11/2016 [IXLK]https://www.facebook.com/Escursioni.Apuane/photos/a.1985769234777600/1993032827384574/?type=3&theater[FXLK][TYLK]
[ILK]Vinca.html[FLK]Qui[TLK]un approfondimento su Vinca.
L'escursione inizia alla fine del tratto asfaltato della strada che da Vinca doveva portare alla Foce di Pianza (progetto degli anni 50 del secolo scorso mai portato a termine). La strada non è in buon stato, presenta molte buche e molta vegetazione, ma è percorribile, con cautela, anche in auto. [In alternativa si può partire dalla Madonna del Cavatore allungando il percorso di circa mezz'ora tra andata e ritorno.] Alla fine della strada verso destra c'è uno spiazzo dove è possibile parcheggiare diverse auto. Di fronte allo spiazzo ci sono le indicazioni del sentiero 153⇧ diretto alla nuova Capanna Garnerone che ha preso il posto del vecchio prefabbricato l'anno scorso. Sulle cartine il sentiero 153⇧ viene fatto iniziare da Vinca, ma i primi tre chilometri sono di strada per cui il vero sentiero 153⇧ possiamo farlo iniziare qua. Noi seguiamo la continuazione, non asfaltata, della strada. All'inizio c'è un ponte in cemento sul modesto Fosso dell'Acqua Bianca, la zona che andiamo a percorrere si chiama Nebbieto per cui capita di sentir nominare questo fosso come Fosso Nebbieto. Siamo su un ampio stradello in salita con molta vegetazione sia a destra che a sinistra.
Più avanti lo stradello, a tratti, si allargherà con muri di contenimento sulla sinistra che testimoniano il tentativo di costruire la strada.
Dopo 4' siamo su un altro ponte di cemento sul Fosso dei Giunchi. Più avanti, sulla destra, vediamo bene il Monte Sagro e dopo qualche minuto davanti a noi vediamo il boscoso Monte Rasori. Qua i muri di contenimento sono piuttosto alti.
A 12' superiamo un altro ponte di cemento sul Canale della Costa. Qua la strada devia decisamente verso destra ed è più ripida. Sulla destra il panorama si apre, tra gli alberi quasi spogli, sulla Cresta Nattapiana, il Pizzo d'Uccello, la Cresta Garnerone e il Grondilice. La sede stradale intanto si è ristretta.
Costeggiamo delle rocce scure e a 18' curviamo verso sinistra e di fronte si ripresenta il Sagro. Ogni tanto dalla sinistra scendono canali che raccolgono le acque che andranno poi ad alimentare il Lucido di Vinca.
Salendo attraversiamo rimboschimenti a conifere, ma permangono anche molti faggi che richiamano molti cercatori di funghi.
A 21' c'è un breve tratto ripido cui segue un tratto decisamente più ameno. A 26' c'è una traccia in discesa nel bosco e subito dopo, sulla sinistra, ci sono dei segni rossi che indicano una traccia che sale nel bosco: è il sentiero che seguiremo. Prima di farlo però percorriamo ancora lo stradello fino in fondo (esso è indicato sia nella cartina Multigraphic che in quella 114 Land Cartography). In un paio di minuti siamo a uno spiazzo da cui si vede, in alto, la zona della Foce del Pollaro. Qua due tracce salgono a sinistra nel bosco, noi continuiamo sulla destra per lo stradello che adesso è più stretto e infrascato, ma ben percorribile.
A 32' siamo sotto un ampio ravaneto che in alto si collega con quello che porta alla Foce del Pollaro, siamo sotto la zona del Puntone della Piastra (contrafforte roccioso del Sagro in direzione nord-est). L'ampia traccia costeggia questo ampio ravaneto con bel panorama a destra su Nattapiana e Pizzo e termina a 37' con una bella vista su Vinca. Qua tracce di sentiero piuttosto impervio portano verso il Catino e verso il sentiero 139⇧ per Vinca ed erano usate dai vinchesi nei loro spostamenti.
A 40' torniamo indietro e a 49' siamo nuovamente all'inizio del sentiero per Pian di Maggio che percorreremo. Ci sono segni rossi su due giovani faggi come una porta che sale nel bosco.
All'inizio i segni non sono ben evidenti, comunque basta salire fino a una sorta di pianoro da cui sulla sinistra si scorge una buona traccia larga e con qualche segno.
I segni rossi sono sempre pochi, e lo saranno anche più avanti, ma la traccia è evidente. La seguiamo nella faggeta e a 01h 16' saliamo verso destra e dopo 5' siamo sotto l'ampio ravaneto che scende dalle pendici del Sagro. Lo costeggiamo per poco e poi saliamo nel bosco verso sinistra.
A 01h 21' percorriamo dei tornantini che ci portano in breve a un tratto molto luminoso della faggeta. La faggeta è giovane con qualche rara conifera, è molto bello percorrerla specialmente in autunno con i colori gialli e rossi delel foglie.
Costeggiamo un canale che ci rimane a sinistra per tratto molto ripido. Ci spostiamo poi verso sinistra e a 01h 26' superiamo il canale, proseguiamo e a 01h 34' troviamo delle vecchie scritte sui faggi con frecce indicatrici. Su uno c'è scritto "Vinca" e indica il percorso da noi appena fatto, da parte opposta c'è "Rasori (Cai Pisa)" ed è quello che percorreremo. Inoltre in alto c'è scritto "Sagro" e presumibilmente porta alla vicinissima traccia segnata che collega Pian di Maggio con il sentiero 173, prima della Foce del Pollaro (circa 30 m di dislivello come stimiamo poi dalla traccia GPS). Diamo un'occhiata in giro, ma non troviamo le indicazioni per questo tracciato. Dopo 10' di esplorazione, a 01h 44', seguiamo le indicazioni per Rasori.
Scendiamo per qualche metro per poi superare un canalino con un po' di attenzione perché il sentiero è stretto e pieno di foglie e un po' esposto, poi risaliamo e continuiamo per tratti tranquilli.
Segue il superamento di un altro canale con qualche tratto scivoloso a 2h e poi, per tratto ameno, arriviamo a 02h 06' all'innesto nel sentiero 138⇧ che da Vinca sale alla Foce omonima da cui scende per Colonnata. Questa zona è Pian di Maggio, qua parte un sentiero ben segnato che si innesta, come già detto, nel 173. A poca distanza c'è una piccola fonte (seguendo il sentiero per il 173) e in uno slargo ci sono alcune cataste di vecchia legna di un taglio del bosco di qualche anno fa.
Adesso saliamo alla Foce di Vinca seguendo il sentiero 138⇧. Il tratto iniziale è molto ameno e luminoso con panorami sul Pizzo tra le fronde. Poi curviamo verso sinistra e a 02h 22' siamo al bivio con il sentiero 173 che si dirige a destra, esso proviene dalla Capanna Garnerone e, passando per le foci del Pollaro, del Faneletto e di Pianza, arriva al Rifugio Carrara a Campocecina.
Noi proseguiamo in salita per il 138⇧ (tratto comune con il 173) con qualche tornante che ci porta a 02h 33' alla Foce di Vinca, poco prima di essa il sentiero 173 prosegue verso sinistra per la vicina Foce di Navola.
Sulla foce incombe lo Spigolo Est del Sagro, il panorama è molto ampio sul vicino Picco di Navola, sul Rasori, sullo Spallone del Sagro, in lontananza su Sella, Macina, Altissimo e sulla costa.Salendo un pochino verso sinistra anche sul Cavallo. Sotto di noi vediamo il Canal Regollo e il vallone che scende verso Foce Luccica percorso dal sentiero 138⇧.
Dopo 10' scendiamo, a 02h 56' siamo nuovamente al bivio con il 173 e a 03h 11' siamo a Pian di Maggio. Continuiamo adesso sul 138⇧, in discesa per ampio stradello, che costituisce la cosiddetta Via dei Tedeschi, costruita a fini militari dalla Todt nell'ultima guerra. Sono presenti muri di contenimento in calcestruzzo sulla destra, in parte distrutti.
Al primo tratto ameno segue poi un tratto di discesa più ripida a 03h 24'. A 03h 27', presso una curva, ci sono vecchie indicazioni di sentieri di raccordo con Foce Rasori e Capanna Garnerone. [Questi sentieri non sono ben segnati e percorrono tratti degradati per la caduta di alberi.]
Continuiamo a scendere per tratti meno ripidi e usciamo dal bosco e a 03h 41' siamo in un tratto panoramico sul Sagro e si vede bene la zona dei ravaneti da noi costeggiata precedentemente. Poi più avanti ci sono rovi e molta vegetazione, ma il percorso è comunque agevole.
A 03h 50' ci troviamo all'aperto in punto panoramico su Vinca, Sagro e Pizzo d'Uccello. Scendiamo e in 5' siamo al raccordo con il sentiero 153⇧ che sale verso destra diretto alla Capanna Garnerone.
Scendiamo avendo a destra bei panorami su Pizzo e Cresta Garnerone e in breve siamo a un secondo bivio: il 153⇧ scende verso sinistra. Lo seguiamo abbandonando il sentiero 138⇧ e subito entriamo nel castagneto.
A 04h 04' siamo presso dei ruderi (casa Farfareto) poi scendiamo per il castagneto ricco di esemplari ultracentenari e a 04h 21' siamo sulla strada dove concludiamo l'escursione.
Da Aulla si segue la statale 63 per Fivizzano, superata Rometta (6,6 Km) si prende la deviazione a destra per Gassano (13,3 km) e da qua si continua, a destra, per Gragnola (15,7 Km) e Monzone (19,8 km) da cui si prosegue per Vinca. L’ultimo tratto è incanalato in una valle selvaggia per poi inerpicarsi verso il borgo con 12 ripidi tornanti. Al cartello indicatore di Vinca (27 km) si prende a destra, si lascia il borgo, si supera la Madonna del Cavatore e si prosegue per strada dissestata con buche e vegetazione. Si parcheggia nello slargo alla fine della strada (29,9 km).
Questo percorso è finalizzato a percorrere il sentiero che unisce lo stradello che segue alla strada asfaltata di Vinca con Pian di Maggio. La traccia è segnata con rari segni rossi ed è abbastanza evidente. Richiede però attenzione nel superamento di qualche canale umido e scivoloso.
L'escursionista deve essere in grado di orientarsi e questo giustifica la valutazione EE dell'itinerario che per il resto è facile.
Naturalmente sono possibilI numerose varianti utilizzando la ricca rete di sentieri presenti in loco.
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