DATA ESCURSIONE: 15/01/2017 [IXLK]https://www.facebook.com/Escursioni.Apuane/photos/a.1985769234777600/1993027440718446/?type=3&theater[FXLK][TYLK]
L'escursione inizia da San Carlo Terme, frazione collinare di Massa. Dalla piazzetta si gode di un notevole panorama su Massa, Carrara, colline del Candia e sulla costa fino al Golfo della Spezia. Il paese è poi dominata dal monte Brugiana e salendo, come vedremo, il panorama si apre sulle Apuane settentrionali.
Il borgo si è sviluppato intorno alle sorgenti di acque oligominerali. Esso deve il suo nome al vescovo di Milano San Carlo Borromeo che venne qua a curarsi nella seconda metà del XVI secolo. L'Oratorio risalente al XVII secolo è dedicato proprio a San Carlo.
È possibile parcheggiare lungo la strada o, se si è fortunati, presso la piazzetta posta a poca distanza dall'Oratorio. Di fronte alla piazzetta inizia la strada per Montignoso, giustamente appellata Via Belvedere (presente fontana).
Iniziamo a conteggiare i tempi dall'inizio della strada. Essa, come già detto, è diretta a Montignoso e costeggia molte abitazioni della parte alta di S. Carlo. Come si vede da un cartello giallo la strada è interrotta per frana dopo 4 km, poco prima di innestarsi nella strada che da Montignoso sale per il Pasquilio e per Altagnana (con deviazione).
Cominciamo la salita per la strada, con il panorama che si apre progressivamente sulla Apuane Settentrionali dal Sagro, al Grondilice, al Contrario, al Cavallo e dietro noi sul Monte Brugiana. Da parte opposta su Massa, su Carrara, sulle Colline del Candia e sulla costa fino a Montemarcello e al Golfo della Spezia.
Passiamo presso abitazioni, sia a destra che a sinistra della strada, e a 31' arriviamo presso l'Hotel "Il Buongustaio". Pochi metri dopo, sulla sinistra, è presente l'indicazione di un sentiero che scende verso San Carlo, ma ci dicono che è piuttosto infrascato.
Continuiamo a salire e dopo 5' lasciamo la Via Belvedere, che sale a destra, e prendiamo un ampio stradello sulla sinistra (presente fontana). Al ritorno scenderemo per Via Belvedere e qua chiuderemo un anello. Volendo è possibile iniziare qua l'escursione, risparmiando un po' di strada asfaltata e circa un'ora di tempo.
Lo stradello è sterrato e, inizialmente, è in falsopiano e leggera discesa. A 43' riprendiamo a salire per tratto asfaltato e dopo 10' siamo ai cancelli di una villa che si trova sulla sinistra dopo la quale siamo a un bivio. Prendiamo verso sinistra, dove si trova una casa presso dei terrazzamenti e qua saliamo, per ripido stradello sassoso, sulla destra, avendo a fianco una recinzione verde.
Poi proseguiamo per uno stradello nel bosco, fino ad arrivare a 01h 02' nei pressi di una bella casa gialla che costeggiamo, lasciandola a sinistra, fino a recuperare lo stradello.
Costeggiamo altre costruzioni e a 01h 09' percorriamo un tratto cementato più ripido. Dopo 5' siamo nei pressi di un edificio dell'acquedotto dove prendiamo verso sinistra.
Proseguiamo per saliscendi e a 01h 23' ci innestiamo nella strada asfaltata che proviene da Montignoso ed è diretta ad Altagnana (dove recupera la Via del Vestito) con deviazione per il Pasquilio.
C'è da dire che nel bosco ci sono diverse tracce, alcune anche segnate, che sono usate dai ciclisti (mountain bike), forse alcune tracce potrebbero abbreviare i nostro cammino, ma non le conosciamo per cui continuiamo a percorrere la strada che è tracciata nel bosco.
A 01h 41' siamo al bivio per il Pasquilio: la strada sale verso destra, invece continuando si va ad Altagnana, borgo montano di Massa. Continuiamo salendo lievemente nel castagneto, mentre più avanti predominerà un rimboschimento a conifere.
A 01h 53' a destra c'è un'area ristoro e subito dopo l'indicazione di Santa Croce (zona climatica), nel Comune di Montignoso, caratterizzata da case sparse.
Più avanti a 02h 04' percorriamo alcune centinaia di metri di strada dissestata. Continuando si intravedono sia il Folgorito che il Carchio e si costeggiano altre abitazioni.
A 02h 22' siamo al Piazzale del Pasquilio, come indicato da un cartello stradale. L'ampio piazzale è dominato da una stele ricordo della Guerra di Liberazione con lapide di marmo del 1971. In realtà questa è la Foce del Campaccio o del Termo che segna il confine tra i comuni di Massa e di Montignoso, mentre Pasquilio è il nome dell'intero alpeggio nel Comune di Montignoso.
La presenza di un termine di marmo, ben visibile salendo lungo il sentiero 140, giustifica poi l'appellativo di Foce del Termo. Qua si gode di bella vista sulle Apuane settentrionali e sulle cave delle Madielle.
Da qua partono due sentieri: il 153⇩ e il 140. Il 153⇩ per Passo della Focoraccia, il Passo degli Uncini, le Gobbie e poi Arni. Il 140⇩ invece si dirige al Folgorito e a Riomagno di Seravezza.
A piccola distanza dalla Foce, salendo di poco le pendici del Monte Belvedere (che si trova di fronte), c’è un busto del poeta e prosatore versiliese Enrico Pea.
Saliamo sulla sinistra, trovando subito le chiare indicazioni del sentiero 153⇩ che sale, mentre noi seguiamo l'ampio stradello nel bosco di conifere che costituisce il sentiero 140, avendo sulla destra il termine di marmo infisso in un blocco dello stesso materiale.
In tre minuti siamo a un bivio: a sinistra sale una traccia non segnata, essa si dirige al Carchio e da qua prosegue per la cresta, fino al Monte Focoraccia.
Noi continuiamo il sentiero verso destra che in breve esce dal bosco. Costeggia alcune costruzioni e poi si apre su Carchio e Folgorito mentre scende ampio tra ginestroni e stipe.
A 02h 41' siamo alla base del ravaneto che scende dal Carchio sulla cui zona sommitale spiccano alcuni ripetitori.
Le cave del Carchio sono ormai inattive e hanno completamente devastato la cima del monte. Costeggiamo per qualche minuto il ravaneto e poi dopo 3' il sentiero sale verso sinistra, lasciando lo stradello che si dirige allo spiazzo sottostante il cippo ricordo della Linea Gotica (lo faremo al ritorno).
[Il tratto di sentiero che andiamo a percorrere è ricco di testimonianze della Linea Gotica. Questa era una barriera fortificata che divise in due l'Italia per diversi mesi dal 1944 al 1945. Localmente tutta la dorsale dal Passo degli Uncini, Passo della Greppia, Passo del Pitone, Passo della Focoraccia, monti Carchio e Folgorito faceva parte di questo baluardo difensivo. Negli ultimi mesi della guerra il fronte di guerra si attestò proprio in zona: Seravezza era sotto il controllo alleato mentre Massa-Carrara era ancora sotto il giogo nazi-fascista. Qua il 5 aprile 1945 avvenne lo sfondamento del fronte a opera di soldati nippo-americani con l'aiuto dei partigiani. Oggi rimangono molte testimonianze storiche di questa linea difensiva, in particolare lungo il sentiero 140⇩ (detto sentiero della linea gotica). Si tratta di buche, trincee, camminamenti, caverne rifugio e dormitorio e postazioni di tiro, tutte della Wermacht. Invece nel versante verso Azzano ci sono analoghe opere dei soldati americani. In zona esistono cartelli esplicativi in pessime condizioni che dovrebbero essere restaurati.]
Adesso il sentiero sale, abbiamo a sinistra il Carchio e di fronte la cresta del Folgorito, a destra la costa fino al porto di Marina di Carrara e alle montagne liguri di Monte Marcello.
A 02h 55' passiamo per un tratto ricco di fastidiosi ginestroni spinosi che devono essere tagliati altrimenti la progressione non sarà più possibile.
A 03h 04' siamo in cresta, in zona detta Le Forche, dove ci fu lo sfondamento del fronte nel 1945. Qua il panorama è splendido sul Monte Altissimo, sul Picco di Falcovaia dilaniato dalle cave, sul Freddone, sul Corchia e sulle Apuane Meridionali. In primo piano c'è il Cavallino di Azzano con sotto il borgo. Sulla sinistra c'è la cresta Focoraccia - Carchio che si prolunga, sulla destra, fino al Folgorito.
Noi seguiamo il 140⇩ verso destra, ma è possibile per tracce sulla sinistra portarsi al monte Carchio, alla zona dei ripetitori e scendere poi, per via di cava, a recuperare il sentiero di cui abbiamo detto prima che si stacca dal 140, poco dopo la Foce del Termo.
La cresta che stiamo per percorrere è ricca in primavera di belle e variate fioriture (orchidee di varie specie, centauree di Trionfetti, eliantemo, moltkia, saponaria, verbasco, cisto bianco e Anthericum liliago). Inoltre qua vegeta la bellissima Rosa serafinii, non molto comune sulle apuane.
La cresta è facile a percorrersi nei suoi saliscendi, alcuni tratti sono aperti per facili roccette, altri invece si sviluppano tra stipe e felci.
A 03h 15' siamo nel punto più alto della nostra escursione (quota 917 m). Poi scendiamo e lungo la discesa percorriamo 5' tra ginestroni spinosi estremamente fastidiosi.
Risaliamo alla quota 896 e nella discesa abbiamo un altro tratto fastidioso che termina poco prima di arrivare al Cippo della Linea Gotica, dove siamo a 03h 40'.
Osservando la Cartina Multigraphic dei sentieri delle Apuane del 2014 è possibile notare che il 140⇩ non passa in cresta, ma scende per lo stradello che tra poco percorreremo, comunque questo tratto di sentiero non è segnato. C'è da dire, comunque,che la cresta è veramente molto bella e panoramica e merita di essere percorsa anche se questo richiede una manutenzione continua.
Nella sella in cui siamo arrivati si trova una lapide di marmo ricordo della Linea Gotica (con scritta "Linea Gotica settembre 1944 - aprile 1945").
Da qua è possibile salire in 10' alla vetta del Monte Folgorito dove si trova una croce molto alta eretta nel 1986.
Invece il sentiero 140⇩ prosegue per lo stradello sottostante, diretto a Cerreta San Nicola e a Riomagno di Seravezza.
Non saliamo alla vetta e scendiamo poi a recuperare il sottostante stradello per traccia evidente sulla destra del cippo.
Lo stradello è ampio e piacevole ed è percorribile con fuoristrada, ma più avanti una frana ha rimpicciolito la sede stradale per cui la progressione anche dei fuoristrada è difficile.
Di fronte abbiamo subito una bella visuale sui monti Sagro e Maggiore e sul Carchio. Più avanti vedremo bene il Carchio e la cresta fino al Focoraccia, Uncini e Altissimo.
Più avanti, a 03h 55', una lapide ricorda il sacrificio di due pastori (Carlo Paolini, Orlindo Tonacci) che non vollero dare informazioni ai tedeschi sui loro amici partigiani.
Continuiamo sullo stradello e in 10' siamo nuovamente ai piedi del Carchio, presso il bivio con il 140. Saliamo e a 04h 25' siamo al Piazzale del Termo. Proseguiamo per la strada e lungo la discesa ci fermiamo un quarto d'ora a mangiare qualcosa.
A 05h 16' ci innestiamo nella strada Montignoso - Altagnana e prendiamo a sinistra verso Montignoso e S.Carlo.
In 10' siamo nel punto dove lo stradello percorso all'andata si innesta nella strada asfaltata, decidiamo di proseguire per la strada e di tornare a S. Carlo mediante la Via Belvedere.
Scendiamo per la strada asfaltata e lungo il percorso si aprono panorami sul Carchio, sul Folgorito e sulla cresta che li unisce.
A 05h 43' arriviamo la bivio con via Belvedere che è chiusa al traffico. Prendiamo a destra per la Via Belvedere e dopo un paio di minuti siamo presso la frana che ha interrotto la strada. La frana impedisce il passaggio delle auto, ma possono facilmente passare i ciclisti e i pedoni.
Dopo altri 2' la strada torna agibile, ma, ovviamente, gli automobilisti qua si devono fermare. In questa parte alta di Via Belvedere il panorama si apre su tutta la costa fino a oltre Viareggio e alle isole dell'arcipelago e, nelle belle giornate, è possibile scorgere anche la Corsica.
Dopo un tratto nel bosco compaiono le prime abitazioni e a 06h 10' chiudiamo l'anello, arrivando alla deviazione per lo stradello percorso all'andata.
Continuiamo la discesa fatta in mattinata e a 06h 40' siamo alla Piazzetta di San Carlo dove terminiamo l'escursione.
Dal centro di Massa (Piazza della Liberazione con monumentale fontana con 4 putti in marmo) all'incrocio tra la Via Aurelia e Via Eugenio Chiesa si procede in direzione del municipio, si seguono le indicazioni per S. Carlo percorrendo Via dei Colli e in 4,5 km si arriva all'innesto di Via Belvedere presso la piazzetta del borgo.
Questo lungo percorso presenta lo svantaggio di seguire diversi chilometri di strada asfaltata, anche se molto panoramica sulla costa e sulle Apuane. Comunque lunghi tratti della strada si snodano nei boschi. L'escursionista può accorciarlo di circa un'ora partendo un po' più in alto, come descritto nella relazione.
Di interesse è la zona del Carchio e del Folgorito con il crinale molto bello e panoramico. La zona inoltre è ricca di belle fioriture tra cui spicca la rara Rosa serafinii.
Il dislivello richiede allenamento, ma per il resto il percorso non presenta difficoltà.
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