DATA ESCURSIONE: 12/02/2017 [IXLK]https://www.facebook.com/Escursioni.Apuane/photos/a.1985769234777600/1991299947557862/?type=3&theater[FXLK][TYLK]
Lasciamo l'auto lungo la strada che arriva al paese di Azzano, addossato alle pendici del monte Cavallo (detto anche Cavallino di Azzano), in vicinanza della chiesa di San Michele Arcangelo (XIII secolo, ma ampiamente restaurata nel XIX).
Seguiamo la strada e dopo un centinaio di metri siamo alla chiesa dove iniziamo a conteggiare i tempi. Qua inizia il sentiero 142 diretto alle cave delle Cervaiole dove si interrompe. L'interruzione, risalente ormai a molto tempo fa, è dovuta ai lavori di cava.
All'inizio il sentiero segue una stradina asfaltata che passa tra le case del borgo e arriva, in un paio di minuti, a un tabernacolo con icona marmorea della Madonna e una Croce della Passione (croce del gallo) in legno. Qua la strada da una parte sale (a destra) e dall'altra un vicolo scende a recuperare la strada principale.
Noi seguiamo il ripido percorso cementato che prosegue la strada che abbiamo percorso e costeggia le ultime case di Azzano.
A 08' il sentiero, che è diventato mulattiera, entra nel bosco. Di fronte vediamo tra gli alberi la zona del Monte Altissimo mentre sulla sinistra c'è la dorsale che dal Folgorito arriva al Carchio e al Focoraccia.
All'inizio il percorso è piuttosto ameno, poi la salita andrà ad aumentare e il bosco diventerà più folto. A 22' una panca di legno è a disposizione di chi volesse riposarsi un po'.
Superiamo un piccolo canale che scende da destra su un ponticello di pietra, mentre il sentiero devia decisamente a sinistra. Poi ne superiamo un altro (Botro di Rimone) e intanto il percorso diventa più ripido.
A 30' percorriamo alcuni tornantini. A 47' passiamo tra rovi ben tagliati per permettere la progressione, su tratto abbastanza scivoloso. Subito dopo abbiamo sulla sinistra un rudere.
La zona che scende verso destra è detta la Croce o Alpe di Azzano ed è disseminata di ruderi di vecchie capanne di pastori.
A 54' arriviamo alla Fornace. L'edificio della Fornace ha una forma circolare che ricorda vagamente un nuraghe e un tetto in buone condizioni, ma notiamo che, rispetto a tre anni fa, c'è stato il crollo di una parte del muro anteriore. Speriamo che il danno venga riparato perché l'edificio è veramente molto importante. Questo edificio era una calchera usata per arrostire le pietre carbonatiche, di cui ovviamente la zona è molto ricca, per produrre la calce viva da cui poi si otteneva la calce spenta utilizzata per fare la malta usata in edilizia.
Adesso lasciamo il sentiero 142 per spostarci verso destra, in direzione di Minazzana. Il sentiero non è segnato, ma è molto evidente.
Esso era il sentiero usato dai cavatori di Minazzana per andare a lavorare alle Cave delle Cervaiole e si sviluppa nei pendii occidentali del Monte Cavallo, con tratti panoramici sulla Valle del Serra e i monti circostanti (adesso fa parte del circuito SAV, cioè Sentiero Alta Versilia).
All'inizio c'è una zona ristoro e un vecchio cartello dell'Apuane Trekking di cui questo tratto era una variante (questa zona è conosciuta come Montorno).
Il percorso è un susseguirsi di salite e discese, nella prima parte, poi scenderà costantemente fino a Minazzana, nel primissimo tratto raggiungiamo il punto più alto dell'escursione a 767 m.
Tra le fronde vediamo sulla destra la cresta Folgorito-Carchio-Focoraccia e dietro di noi l'Altissimo. Inoltre si intravedono anche le Cave di Trambiserra, già esistenti nel XVI secolo e che trassero impulso da Michelangelo.
A 01h 08' un ponticello di legno permette di superare un rivolo di acqua che scende da sinistra. Pochi minuti dopo c'è un breve tratto aperto, ma poi si torna nel bosco.
A 01h 15' siamo presso una struttura dell'acquedotto, con fonte e tavolo per la sosta. Dopo 5' cominciamo a vedere i tetti di Azzano e passiamo tra stipe e fastidiosi ginestroni.
A 01h 25' inizia una serie di brevi tratti protetti sulla destra con ringhiere di legno fissate a pali metallici infissi nella roccia. La visuale si allarga fino alla costa. Alcuni tratti del percorso, in discesa, sono scalinati e alcuni sono un po' scivolosi e da percorrere con prudenza.
A 01h 40' un secondo ponte ci permette di superare il modesto Fosso San Michele, poi proseguiamo per tratto ameno nel bosco che ci porta, a 01h 51', a un bivio con panca in legno, a destra scende una traccia SAV diretta ad Azzano che trascuriamo per andare in direzione Minazzana.
Adesso scendiamo, dopo 5' superiamo un rudere sulla sinistra e, a 02h 05', oltrepassiamo un canale con presente struttura di captazione dell'acquedotto (zona Sorgente Bovàlico), cui segue tratto ameno nel bosco.
Segue ancora la discesa e passiamo presso una vecchia teleferica (02h 14'). Poi la visuale si apre fino al mare, scendiamo alcuni ripidi tornanti e a 02h 26' siamo presso un'altra struttura dell'acquedotto.
Quindi ancora un tratto ameno, in falsopiano, con muretto sulla sinistra e terrazzamenti, intanto la vegetazione è cambiata, siamo in un rimboschimento a pini.
La traccia del sentiero si allarga e poi diventa lastronato che ci porta al paese. A destra in basso vediamo il campo da calcio che poi costeggeremo.
Passiamo presso le prime case di Minazzana e a 02h 42' siamo su uno stradello asfaltato, presso la sede della Pubblica Assistenza di Minazzana. Qua c'è un altro bivio: a sinistra si va a Basati mentre a destra si va alla Cappella. Si vede bene Procinto, Nona e Matanna, poi il modesto crinale che dal Monte Costa (che vedremo più avanti andando verso La Cappella) si dirige verso il Monte Lieto, con i Pizzi del Bottino, e i monti Rocca e Ornato. Localmente il crinale è chiamato L'Uomo che dorme. Si vede bene anche il borgo di Gallena. Ci spostiamo di pochi metri verso sinistra a vedere i tetti del nucleo principale di Minazzana con la chiesa, provvista di campanile, di San Pellegrino (XVIII secolo). Poi torniamo indietro e riprendiamo l'escursione.
Seguiamo un ampio stradello a destra dell'edificio della PA, con panorama che si apre sulla sinistra su Seravezza, sulle cave del Monte Costa, sulla piana e sulla costa.
Passiamo tra coltivi e a 02h 49' siamo presso il locale campo sportivo, con visuale su Folgorito, Carchio e sul crinale che li unisce.
Continuiamo lo stradello che diventa cementato e a 02h 56' lo lasciamo per entrare in un bel bosco (presente cartello) per tratto molto ameno che diventa poi una bella mulattiera.
A 03h 05' siamo a un bivio: a sinistra il sentiero si dirige a Giustagnana, noi proseguiamo il percorso principale e saliamo in 3' a raggiungere una marginetta presso dei ruderi. È presente una modesta icona marmorea della Madonna che sostituisce un'icona più antica trafugata dai soliti ladri.
Subito dopo c'è una grossa costruzione, con annesso mulino alimentato da un ramo del Canale di Riomagno (località Al Molino).
La mulattiera sale e a 03h 16' arriviamo a un bivio, il nostro sentiero sale verso destra (presente indicazione). Proseguiamo fino a costeggiare alcune case, mentre il percorso diventa cementato e permette anche il transito delle auto e a 03h 24' curviamo a destra (presente segno SAV), presso un rudere di una costruzione fatta da blocchetti di marmo. Lo sterrato ci porta al locale cimitero in 3'.
Scendiamo alla strada asfaltata che da Seravezza porta ad Azzano e ci portiamo nel sito della Cappella. A 03h 30' siamo nella parte anteriore della chiesa, presso il Campanile.
La Cappella che dà il nome alla zona è la Pieve romanica di San Martino (XI secolo, ma costruita su struttura precedente). L’esterno della chiesa è interamente in marmo e l’interno possiede pregevoli altari marmorei. La chiesa nella sua storia subì diversi rifacimenti tra cui, nel secolo XVI, la costruzione di un colonnato marmoreo esterno attribuito a Michelangelo e andato distrutto con la seconda guerra mondiale. Di gran pregio è poi il rosone della facciata, detto Occhio di Michelangelo (anch'esso attribuito a Michelangelo). Sul prato antistante la facciata è presente un tozzo campanile di marmo a pianta quadrata. A lato della pieve, lasciati all’incuria, si trovano i ruderi dell’Oratorio dell’Annunziata, costruito nel XVII secolo al posto dell’ospedale di Santa Maria, oggi esso è adibito ad atelier di scultura. L'antico Hospitale era destinato al ricovero dei viandanti che si recavano dalla Versilia al Ducato di Modena, passando per il Passo di Sella. Nel sito della Cappella è presente una fontana oltre a cippi monumentali. Il panorama si apre alle cave di Trambiserra e al Monte Altissimo.
Sostiamo e facciamo una breve visita alla chiesa e a 03h 52' riprendiamo il cammino. Scendiamo passando davanti ai ruderi dell'Oratorio dell'Annunziata seguendo una bellissima mulattiera.
A 03h 56', sulla sinistra, c'è una marginetta con icona marmorea, recente, raffigurante San Giovanni Battista che battezza Gesù.
Scendiamo costeggiando alti muri di contenimento formati da marmo e a 04h 01' siamo a un bivio: a sinistra si va al vicino borgo di Fabbiano, mentre da parte opposta si va ad Azzano e Riomagno. Tutta la zona che andiamo a percorrere costituisce l'Area Archeomineraria della Cappella, infatti qua si trovavano cave attive fino a cinquanta anni fa. Esse furono aperte nel XII secolo e trovarono poi impulso con Michelangelo, mandato qua dal Papa Leone X (Giovanni de' Medici) che voleva rivestire di marmo la Chiesa di San Lorenzo a Firenze, impresa poi mai realizzata (il Papa voleva usare queste cave e non quelle di Carrara, preferite dallo scultore, poiché la zona di Seravezza era sotto il controllo di Firenze e quindi il marmo meno costoso).
Le cave furono attive più che altro nella produzione di marmette da rivestimento. La zona è alquanto interessante e sono presenti cartelli esplicativi molto utili. Il panorama si apre sulla cresta Folgorito-Carchio-Focoraccia-Uncini-Altissimo-Falcovaia e sulle Cave di Trambiserra e la costa. Sono presenti modesti ravaneti, piccole cave e blocchi di marmo ormai abbandonati e, a volte, semilavorati. Guardiamo i vari siti e a 04h 11' lasciamo la zona, superiamo una casa lasciandola a sinistra e seguendo l'ampia traccia per tratto ameno.
Dopo la casa c'è un bivio, noi prendiamo verso destra, ma è possibile anche seguire l'altra traccia poiché poi si ricollegano.
A 04h 19' siamo presso una casa pericolante, da cui scendiamo a recuperare in pochi metri l'altro sentiero, presso un altro rudere.
Proseguiamo verso destra, ancora nel bosco, (in questo tratto raggiungiamo il punto più basso dell'escursione a 379 m) e in una decina di minuti arriviamo presso una bella costruzione (La Casina nel bosco) che fa servizio di Bed&Breakfast.
Saliamo per la mulattiera e a 04h 37' siamo a un bivio: a sinistra il sentiero prosegue per Riomagno, noi continuiamo per Azzano, tra belle piane fiorite di crochi, con panorami aperti sul Monte Altissimo.
Poi il sentiero arriva a un cementato che sale per la parte bassa di Azzano, diventa scalinato e a 04h 48' arriva alla strada principale che seguiamo verso destra, in tre minuti siamo all'auto dove chiudiamo l'anello.
Da Seravezza si continua per immettersi nella provinciale per Castelnuovo Garfagnana e si torna subito indietro a sinistra per il senso unico verso Seravezza e ci si immette sulla strada che sulla destra porta a Giustagnana (2 km), La Cappella e ad Azzano (8 km). In alternativa si può seguire la strada che inizia prima del ponte per Seravezza che passa per Riomagno (2,4 km) e per Malbacco (3 km). Essa costeggia il torrente Serra fino a cambiare direzione e incontrare la marmifera (7,3 km) per le cave dell'Altissimo sulla sinistra, dopo circa un chilometro inizia l'abitato di Azzano. Il secondo percorso è più panoramico sul monte Altissimo.
Questa escursione offre bei panorami sul Monte Altissimo e zone circostanti. Passa per l'interessantissima calchera (La Fornace) sopra Azzano che ha bisogno di urgente manutenzione.
Tramite un antico sentiero dei cavatori porta al piccolo borgo di Minazzana e da qua alla Cappella che merita una visita non frettolosa.
Presso la Pieve c'è poi una zona estrattiva ormai abbandonata che è diventata un parco archeominerario molto interessante.
Il percorso non è difficile a parte qualche breve tratto che può essere scivoloso.
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