DATA ESCURSIONE: 14/08/2017 [IXLK]https://www.facebook.com/Escursioni.Apuane/photos/a.1985769234777600/1993032867384570/?type=3&theater[FXLK][TYLK]
[ILK]Vinca.html[FLK]Qui[TLK]un approfondimento su Vinca.
Iniziamo l'escursione dalla piazzetta di Vinca, cui si arriva dalla strada asfaltata (dopo il cartello stradale di Vinca si deve salire verso sinistra). In questa piazzetta esiste l'unico negozio di alimentari di Vinca che è sempre aperto (produzione del famoso pane di Vinca con forno a legna), inoltre c'è una fontana dove possiamo approvvigionarci di acqua.
Il panorama si apre su tutta l'Alta Valle di Vinca, dal Sagro, con le sue propaggini, sino alla Torre di Monzone e sul Pizzo d'Uccello con la Cresta Garnerone e il Monte Rasori.
Poco sotto la piazzetta si trova la ex scuola elementare, adesso Bed&Breakfast "La Casa di Montagna".
In piazzetta sono ben evidenti le indicazioni dei sentieri 138⇧, 175, 190. Il primo è diretto a Colonnata passando per la Foce di Vinca, mentre il secondo è diretto alla Foce di Giovo, invece il 190 è diretto alla Foce dei Lizzari.
Seguiamo le indicazioni entrando nel borgo (oltre ai segni bianco-rossi ce ne sono altri giallo-verdi che per un po' continuano nella stessa direzione). Saliamo per qualche tratto scalinato e in un paio di minuti siamo a un bivio: i tre sentieri proseguono verso sinistra in salita (Via Mazzanti), mentre a destra la stradina prosegue fino alla chiesa di Sant'Andrea e alla strada, dove recupera il sentiero 139⇧ che inizia dalla Casa di Montagna ed è diretto a Foce di Pianza.
Noi andiamo a destra, superiamo la chiesa e i lavatoi (presente fontana di acqua freschissima). Dopo i lavatoi saliamo verso sinistra per strada asfaltata (la strada di destra scende per recuperare la Via Tedesca, su cui passano i sentieri 139⇧ e 153⇧ e la percorreremo al ritorno).
Adesso saliamo per la ripida strada, panoramica sulla Cresta Nattapiana e sul Pizzo, che ci porta, presso una curva a 8', a recuperare i sentieri 138⇧ e 175. La strada prosegue a sinistra dove è possibile recuperare il sentiero 190 che sale ai Lizzari (oltre al 138⇧/175 che provengono dalla piazzetta).
Entriamo nel bosco in ripida salita, il sentiero è adesso una mulattiera che costeggia alcuni orti tra i castagni, più avanti su un masso, presso una curva a sinistra, troviamo un'interessante icona marmorea con tre santi.
Poi usciamo dal bosco per salire su facili massi scistosi, sulla destra abbiamo la visuale aperta sul Monte Sagro e le sue propaggini. Passiamo poi sopra la gola scavata dal canale Doglio, in basso sono ben evidenti alcune marmitte formate dalla forza delle acque. Sulla sinistra ci sono, in genere, delle pozze d'acqua, ma non oggi essendo la stagione particolarmente asciutta.
A 22’ arriviamo ad una prima maestà, detta del Doglio, nella quale c’è un’immagine marmorea della Madonna Ausiliatrice datata 1890. Qua c’è un bivio: il sentiero 175 sale in alto a sinistra ed è diretto alla Foce di Giovo, mentre il 138⇧ si dirige a destra, un po’ più in basso, ed è uno stradello piuttosto ampio (è detto anche “la via dei tedeschi” poiché fatta costruire in periodo di guerra, esso proviene da destra dalla strada asfaltata che si trova più in basso).
C'è da precisare che alcuni tratti di quest'ultimo sentiero sono infrascati e la sede del sentiero stesso è stata scavata dalla furia delle acque, negli ultimi anni.
Noi seguiamo il 175 e iniziamo a salire per il castagneto, ricco di alberi centenari, testimonianza dell’antica cultura del castagno, molto importante anche in questa zona della Lunigiana.
Il sentiero è ben segnato e sale costantemente per il bosco. Costeggiamo alcuni ruderi e il bosco diventa essenzialmente abetaia, infatti il rimboschimento non è stato molto rispettoso dell’ambiente originale.
A 50’ una manina di arenaria posta su una roccia ci saluta e il sentiero diventa piuttosto agevole e, poco più in alto, cominciano a prevalere i pini. Più avanti, sulla destra, c'è una bella finestra sul Sagro.
A 1h 17’ siamo fuori dal bosco e poco dopo, sulla sinistra, troviamo una fonte, presso il rudere di una casa di pastori con diversi alberi di ciliegio. Oggi è completamente secca, ma in genere sgorga acqua freschissima. Su una roccia, vicino alla fonte, una croce ricorda un alpinista caduto nel 2013.
Poco oltre cominciamo la salita, nella zona delle Capanne di Giovo (antico insediamento di pastori) in direzione della foce omonima. Il sentiero è piuttosto ripido e inciso nel paleo, tra mirtilli, ginepri, garofani e carline. La mole del Pizzo incombe a sinistra, mentre a destra c’è la cresta Garnerone, alcune paline aiutano nella progressione quando c'è la neve.
Ad 1h 45’ incrociamo il bivio con il sentiero 137⇧ che, a destra, porta alla Capanna Garnerone. Noi continuiamo per il 175 ancora molto ripido e, a 02h 15’ siamo alla Foce di Giovo, la prima delle quattro foci per cui passeremo oggi. Alla foce è presente una palina con le indicazioni dei sentieri: a sinistra il 181 per Foce Siggioli e Ugliancaldo (dal quale si stacca, alla Foce del Giovetto, la via normale per ascendere al Pizzo d’Uccello), il 175 che scende in basso per Vinca ed è il sentiero che abbiamo percorso, il 137⇧ che scende verso il Rifugio Donegani e Val Serenaia, mentre dalla parte opposta va a Capanna Garnerone e Forno e quindi, nella parte iniziale, coincide con il 175, lo percorreremo tra poco, e il 179 che porta al Rifugio Orto di Donna.
Il panorama da Foce di Giovo è splendido su Sagro, Pisanino e Pizzo d’Uccello che incombe in tutta la sua imponenza e sulla cresta Garnerone. Il luogo è erboso, ameno, ampio e invita al riposo e alla contemplazione. Basta poi salire un poco verso destra e c’è una bella vista sulla val Serenaia, Cavallo e Contrario.
Dopo una breve sosta a 02h 20' torniamo indietro e a 02h 45' siamo nuovamente al bivio 137⇧/175 e prendiamo verso sinistra, sul sentiero 137⇧. Esso porta alla Nuova Capanna Garnerone, alla Foce di Rasori, alla Foce di Navola da cui scende verso Forno (località Mozziconi) attraverso il Canal Fondone. Noi lo seguiremo fino alla Foce di Navola.
Il sentiero continua nel paleo, con tratti tra alberi, ginestre e varia vegetazione, costeggiando a mezzacosta la Cresta Garnerone. Alcuni tratti sono su roccette scistose che richiedono un po' di attenzione in caso di fondo scivoloso. Il primo tratto è in leggera discesa, il panorama è aperto a destra sul Sagro e le sue propaggini, in basso ci sono le sassose Prade. Dietro di noi c'è il Pizzo d'Uccello e in basso si scorge Vinca da cui siamo partiti.
A 03h 05' presso una roccia affiorante, successiva a una breve discesa su roccia da fare con attenzione, troviamo sulla destra l'inizio di una traccia, non segnata, che riporta sul sentiero 138⇧, vicino al bivio con il 153⇧. La trascuriamo e continuiamo sul 137⇧ che adesso prende a salire.
Subito percorriamo un tratto abbastanza lungo su ravaneto, poi la salita aumenta come pure la vegetazione arbustiva e a 03h 35' entriamo nel bosco.
Adesso il sentiero è ameno e fiancheggiato da muri di contenimento e in 5' siamo alla Nuova Capanna Garnerone. Il nuovo edificio ha sostituito il vecchio prefabbricato del 1963 ed è stato inaugurato due anni fa. Ha una superficie un po' più grande (72 mq) ed è costruito interamente in legno. Il locale invernale sempre aperto ha 4 posti letto, c'è poi la cucina, un locale sosta e pranzo e due camerate con 12 posti letto. Presso il rifugio c'è la fonte della Vacchereccia, ma oggi è a secco. Al rifugio arriva, da destra, il sentiero 153⇧ che scende alla strada asfaltata, presso il Fosso Nebbieto, inoltre qua arrivano pure i sentieri 173 e 186. Il primo è diretto al Rifugio Carrara a Campocecina passando per la Foce di Vinca, quella del Pollaro, quella del Faneletto e infine quella di Pianza. Invece il 186 arriva alla Foce di Rasori da cui sale alla Finestra Grondilice e poi scende al Rifugio Orto di Donna, nella valle omonima.
Non ci fermiamo alla Capanna ma proseguiamo in salita per il tratto di sentiero comune ai sentieri 137⇧,173, 186. Il sentiero è molto ameno nel bosco di alte conifere, frutto di rimboschimenti poco rispettosi dell'ambiente apuano, risalenti agli anni cinquanta. Superiamo subito un fosso secco, dove in inverno c'è un fonte, proseguiamo trovando più avanti una traccia segnata che si ricollega al sentiero 138⇧ (questa traccia è stata comunque abbandonata e non c'è più manutenzione).
A 03h 56' arriviamo alla Foce di Rasori, con indicazione dei sentieri, il 186 prosegue verso sinistra fino alla piazzola degli elicotteri, presso cui arriva anche il sentiero 168 da Biforco per il Canal Fondone e continua per la Finestra Grondilice. A destra prosegue il tratto comune ai sentieri 137⇧ e 173 e in basso nel bosco scende una traccia non numerata che recupera in sentiero 138⇧ (anch'essa è abbandonata, come la precedente che si immette poi in essa). Il panorama è splendido sui vicini Monte Rasori e Monte Grondilice con la Forbice, la Punta Questa e il Torrione Figari (con caratteristico masso sulla vetta). Poi esso si allarga al Monte Sagro (bisogna però salire alla piazzola dell'elicottero), in parte al Cavallo e poi alla Tambura, Sella, Macina, Altissimo e al crinale dal Monte Focoraccia fino al Folgorito e alla costa.
Proseguiamo in salita nel bosco e ben presto il panorama si apre sul Pizzo e sul Grondilice. In meno di 10' dalla foce c'è una corda metallica di sicurezza in un breve tratto leggermente esposto che potrebbe essere insidioso con ghiaccio e pioggia. Essa ci accompagna per un paio di minuti, ancora godiamo di buon panorama anche sul borgo di Vinca.
Proseguiamo nel bosco con un po' di falsopiano e discesa e a 04h 15' il sentiero si apre e curva verso destra: a sinistra la visuale si apre fino alla costa con le isole dell'arcipelago e la Corsica. Si vedono bene la Brugiana, il Sagro, il Picco di Navola e le valli che scendono verso Forno e Colonnata.
A 04h 18' siamo alla Foce di Navola dove il sentiero 137⇧ scende verso sinistra, per un intaglio nella roccia, diretto alle Capanne di Navola e poi al Canal Regollo. Anche questa foce è panoramica, in particolare sul vicino Monte Rasori.
Noi proseguiamo adesso per il sentiero 173 che riprende a salire nel bosco che adesso è una bella faggeta. Il primo tratto di sentiero è stretto ed esposto e richiede la giusta attenzione, comunque è attrezzato con una lunga corda metallica. Poi proseguiamo per tratto agevole nel bosco che ci porta a una piccola foce anch'essa molto panoramica (bisogna però salire qualche metro rispetto al sentiero) e subito dopo, a 04h 45' siamo alla Foce di Vinca. La foce è molto panoramica fino al mare, in particolare sulle Bore del Sagro e sul vallone percorso dal sentiero 138⇧ con ben evidente la Casa Pisani e la Casa del Riccio, vecchi edifici di servizio delle cave. Il sentiero 138⇧ arriva qua da Colonnata e prosegue per Vinca, noi ne percorreremo un tratto. Sulla destra incombe lo Spigolo Est del Sagro, di interesse alpinistico, verso cui portano delle tracce.
Qui sostiamo un quarto d'ora. Poi scendiamo per tratto comune ai sentieri 138⇧ e 173, il tratto iniziale sono tornantini che ci portano in una decina di minuti al bivio tra i due sentieri: il 173 prosegue a sinistra per sfasciumi diretto a Campocecina. Noi scendiamo con il 138⇧ che ci porta a 05h 20' a Pian di Maggio da cui la traccia del sentiero si allarga. In ogni modo non ci si può sbagliare perché a sinistra c'è uno slargo con qualche catasta di legna e sono ben evidenti dei segni rossi. In realtà ci sono anche segni bianco-rossi che segnano un sentiero di raccordo per il 173 e subito su questo sentiero c'è una piccola fonte.
Noi adesso scenderemo per il sentiero segnato di rosso che ci porterà su uno sterrato che continua la strada asfaltata di Vinca. Questa strada, che percorreremo per tornare a Vinca, e lo sterrato di cui ho detto, dovevano portare alla Foce di Pianza (progetto degli anni 50 del secolo scorso mai portato a termine per insormontabili difficoltà).
Il sentiero che adesso percorriamo è segnato con segni rossi ed è evidente e seguendo i segni non ci si può perdere, naturalmente serve la prudenza necessaria quando si percorrono sentieri non segnati ufficialmente. Dopo circa 5' superiamo un canalino umido con attenzione, il sentiero qua è stretto e sempre pieno di foglie. Proseguiamo nel bosco, superiamo un altro ripido canalino in discesa e a 05h 32' troviamo delle vecchie scritte sui faggi con frecce indicatrici. Su uno c'è scritto "Vinca" e indica il percorso che dobbiamo seguire, da parte opposta c'è "Rasori (Cai Pisa)" ed è quello che abbiamo percorso. Inoltre in alto c'è scritto "Sagro" e presumibilmente porta alla vicinissima traccia segnata che collega Pian di Maggio con il sentiero 173 prima della Foce del Pollaro, di cui abbiamo detto sopra.
Proseguiamo, superiamo facilmente un altro canale poi scendiamo per tratto molto ripido mantenendo il canale verso destra, poi percorriamo un tratto a tornantini dopo il quale costeggiamo l'ampio ravaneto che scende dal Sagro. Poi la traccia, adesso larga ed evidente, ci porta a una sorta di pianoro con un bel segno rosso, qua proseguiamo di fronte per una traccia che ci porta subito a 06h sullo stradello di cui abbiamo detto prima. Siamo alla fine dello stradello da cui sale a sinistra una traccia che finisce alle falde del ravaneto.
Noi proseguiamo in discesa sullo stradello che in qualche tratto si apre panoramico su Pizzo e Cresta Nattapiana, su Grondilice e Cresta Garnerone. Ogni tanto sulla sinistra scendono canali che raccolgono le acque e andranno ad alimentare il Lucido di Vinca.
Intanto la sede stradale si è allargata e a 06h 19' passiamo per un primo ponte di cemento sul Canale della Costa. Pochi minuti dopo passiamo per un secondo ponte sul Fosso dei Giunchi, qua ben evidente è il muro di contenimento sulla destra, testimonianza del tentativo di costruire una strada carrozzabile. Infine subito dopo il terzo ponte di cemento sul Fosso dell'Acqua Bianca arriviamo al cartello con le indicazioni del sentiero 153⇧ a 06h 30'.
L'ultima zona che abbiamo percorso si chiama Nebbieto per cui capita di sentir nominare questo fosso come Fosso Nebbieto. Qua si trova uno spiazzo parcheggio per chi vuol salire verso la Capanna Garnerone.
Adesso seguiremo la strada ampia e asfaltata per Vinca (sulle cartine il sentiero 153⇧ viene fatto partire dalla Casa di Montagna di Vinca per cui la sede stradale è sentiero, anche se sembra più logico fare iniziare il sentiero da questo spiazzo). La strada non è in buon stato, presenta molte buche e molta vegetazione, ma è percorribile, con cautela, anche in auto.
Proseguiamo in discesa sulla strada costeggiata dal bosco sia a destra che a sinistra e a 06h 50' abbiamo sulla destra uno stradello in salita (piuttosto malmesso) che porta alla maestà del Doglio. Questa deviazione e poi quello che oggi è il sentiero 138⇧ erano la strada costruita per motivi militari dall'organizzazione tedesca Todt durante la guerra.
Dopo 5' ancora a destra c'è una manichetta da cui sgorga acqua usata dai vinchesi per annaffiare gli orti. A 07h abbiamo a sinistra le indicazioni del sentiero 139⇧ diretto a Foce di Pianza e usato in passato dai cavatori che andavano a lavorare alle cave del Sagro e del Borla.
Dopo un altro paio di minuti alla curva della strada c'è la Madonna del Cavatore (fontana) con marginetta (icona marmorea della Madonna col Bambino del 1569) e statua di marmo della Madonna che protegge i cavatori, risalente al 1963, sistemata sulla roccia con sullo sfondo il Pizzo.
Continuiamo a scendere per la strada e a 07h 10 (poco dopo una fontana a destra) prendiamo una strada in salita che ci porta in breve ai lavatoi, dove chiudiamo l'anello. A 07h 15' siamo in piazzetta dove terminiamo l'escursione.
Da Aulla si segue la statale 63 per Fivizzano, superata Rometta (6,6 Km) si prende la deviazione a destra per Gassano (13,3 km) e da qua si continua, a destra, per Gragnola (15,7 Km) e Monzone (19,8 km) da cui si prosegue per Vinca (27,6 Km).
L’ultimo tratto è incanalato in una valle selvaggia per poi inerpicarsi verso il borgo con 12 ripidi tornanti. Al cartello indicatore di Vinca si prende a sinistra e la strada termina nella piazzetta, è possibile parcheggiare in piazzetta o lungo la strada.
Questa escursione passa per le quattro foci principali dell'alta valle di Vinca, tutte molto panoramiche su zone diverse delle Apuane. In particolare ammiriamo Pizzo d'Uccello e Sagro, ma anche Pisanino, Cavallo, Grondilice, Tambura e Sella. Possiamo vedere la costa con le isole dell'arcipelago e, a volte, anche la Corsica. Passiamo anche presso la Nuova Capanna Garnerone.
Il tratto finale percorre un sentiero di raccordo non numerato, ma ben segnato, che porta alla fine dello stradello che continua la strada asfaltata che inizia a Vinca.
È richiesto allenamento e gamba sicura, qualche tratto è attrezzato con corda metallica di sicurezza e qualche altro tratto richiede un minimo di attenzione.
Con neve e ghiaccio tutto diventa molto più complicato ed è bene non effettuare l'escursione.
Di grande interesse la vegetazione con arbusti e belle fioriture. I tempi dell'escursione sono indicativi, giovani allenati impiegheranno meno tempo.
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