DATA ESCURSIONE: 09/09/2019
Superata Corvaia invece di prendere il ponte sul Torrente Versilia (formato dalla confluenza del Serra e del Vezza) che porta a Seravezza, deviamo a sinistra per la valle del torrente Serra. Continuiamo per poco più di un chilometro e siamo a Riomagno, frazione di Seravezza. [Riomagno, localmente Rimagno, è frazione di Seravezza sulle sponde del Serra. È citato dal XIV secolo come borgo in cui si lavorava il ferro estratto nelle vicinanze. In seguito ebbe un’importante sviluppo in seguito all’apertura delle cave di marmo da parte del Granducato di Toscana. Le cave più importanti sono quelle de La Cappella e quelle di Trambiserra. Inoltre fu costruito uno stabilimento per segare il marmo e molti abitanti fabbricavano mortai, colonnine e vasetti usando gli scarti della lavorazione del marmo. Il borgo possiede una chiesa dedicata a San Giovanni Battista dell’inizio del XVII secolo, poi ingrandita e ristrutturata. Il campanile è del 1871. La strada che costeggia il Serra arriva poi alle pendici dell’Altissimo e alle sue cave. Lungo la strada si trovano, nel torrente, numerose polle dove in estate si fa il bagno.] Proseguiamo lasciando sulla sinistra l'inizio del sentiero 140⇩ per il Monte Folgorito e parcheggiamo dove possibile. Noi iniziamo non distanti dalla chiesa di cui si scorge bene il campanile sull'altra sponda del Serra.
Ci spostiamo nelle strade interne del borgo, passando subito nei pressi della chiesa (2'). Continuiamo per qualche decina di metri e ci riportiamo a 4' sulla strada principale (Via dell'Altissimo) e qua prendiamo sulla destra (Via Paesetto) dove si trova il cartello di un negozio di alimentari e, quel che conta, l'indicazione del sentiero SAV. [Il sentiero SAV (Sentiero Alta Versilia) è un percorso ad anello che collega i borghi della montagna versiliese. Non è molto segnato, ma usa mulattiere e sentieri evidenti, con le necessarie indicazioni dove servono.] Superiamo un arco sotto una casa e poco dopo troviamo sulla destra l'indicazione Via di Fabiano (il nome del borgo verso cui siamo diretti è indicato con una o con due b). Qua prendiamo a destra e a 5' siamo presso una breve scalinata che ci porta sulla mulattiera per Fabbiano. Come già detto, il sentiero non è segnato, ma è una bella mulattiera lastricata che dobbiamo seguire fino a Fabbiano evitando ogni deviazione.
Il primo tratto è ripido, a tornanti, in un boschetto essenzialmente di lecci. A 12' passiamo presso una casa e altre ne seguiranno. A 20' siamo presso un'altra casa e 5' dopo percorriamo un tratto aperto, sulla destra, sui monti sopra Seravezza (in particolare il Monte Costa).
Subito dopo c'è un'altra casa e cominciano a comparire i castagni. A 30' siamo presso una proprietà recintata, sulla sinistra, da cui vediamo bene le Cave Trambiserra (aperte nel XVI secolo e ancora attive nell'estrazione di marmo).
Salendo passiamo presso una casa bianca e a 40' abbiamo un'ampia proprietà sulla destra, mentre a sinistra ci sono improbabili pini e abeti, frutto degli sciagurati rimboschimenti degli anni '50 poco rispettosi della vegetazione locale.
Più avanti la mulattiera diventa molto ampia, ma poi si restringerà di nuovo. A 44' a sinistra c'è lo spiazzo di una vecchia cava chiuso da cancello, con vista sulla Trambiserra. Subito dopo sulla destra c'è un bell'uliveto con arnie e, tra le fronde, sulla sinistra, si scorge il ravaneto della cava vista in precedenza.
A 53' siamo presso un'altra casa e poco sopra si scorge il mare e un'isola dell'arcipelago. Dopo 5' la mulattiera diventa cementato e siamo presso le prime case di Fabbiano. [Piccolo borgo soleggiato alle pendici del Monte Cavallo. È citato sin dall'VIII secolo come Fundum Fabianum e dovrebbe essere quindi di origine romana. Gode di bella vista sul litorale e i suoi abitanti furono cavatori e piastrellai. C'è una piccola chiesa con facciata di marmo bianco risalente al XVIII secolo, essa è di proprietà privata ed è intitolata a San Giuseppe.]
Subito c'è una fontana-lavatoio. A 01h siamo presso una bella icona della Madonna col Bambino e Santi e seguiamo la strada verso sinistra (via Botteghino). Lasciamo sulla destra la piccola piazza dedicata ai cavatori e in breve, a 01h 04', percorrendo Via Croce, siamo all'edificio della locale Pubblica Assistenza. A sinistra c'è la piccola chiesa privata, intitolata a San Giuseppe, a cui non è possibile accedere. Qua inizia la mulattiera che ci porta fuori del paese.
Passiamo presso una casa dove tipiche pietre bucate sostengono pali di un piccolo vigneto e, a 01h 07', siamo al piazzale panoramico di una vecchia cava fuori del borgo. Qua troviamo le indicazioni del nostro sentiero verso destra.
Siamo adesso su un ampio sterrato, fiancheggiato da vegetazione, che inizia ad attraversare la zona delle Cave della Cappella. Qua cominciamo a vedere il Monte Altissimo la cui visione ci accompagnerà per un po'.
A 01h 13' siamo a un bivio (questo è il punto più alto dell'escursione a 401 m): a destra sale la traccia per la Cappella, mentre a sinistra quella per Azzano. Sono entrambi sentieri SAV, il primo è quello principale per la Cappella, Minazzana e Basati, mentre il secondo è un sentiero di collegamento. Per chi non ci fosse mai stato consigliamo una breve visita al sito della Cappella con pieve romanica dell'XI secolo e ruderi dell’Oratorio dell’Annunziata costruito nel XVII secolo al posto dell’ospedale di Santa Maria, oggi esso è adibito ad atelier di scultura.
Noi andiamo a sinistra in direzione Azzano. La zona che andiamo a percorrere costituisce l'Area Archeomineraria della Cappella dove si trovano cave attive fino a cinquanta anni fa. Esse furono aperte nel XII secolo e trovarono impulso con Michelangelo mandato qua dal Papa Leone X (Giovanni de' Medici) che voleva rivestire di marmo la Chiesa di San Lorenzo a Firenze, impresa, comunque, mai realizzata (il Papa voleva usare queste cave e non quelle di Carrara, preferite dallo scultore, poiché la zona di Seravezza era sotto il controllo di Firenze e quindi il marmo meno costoso). Le cave furono attive più che altro nella produzione di marmette da rivestimento dando lavoro agli abitanti della zona. L'Area è molto interessante e sono presenti cartelli esplicativi molto utili. Il panorama si apre sulla cresta Folgorito-Carchio-Focoraccia-Uncini-Altissimo-Falcovaia e sulle Cave di Trambiserra e sulla costa. Sono presenti modesti ravaneti, piccole cave e blocchi di marmo ormai abbandonati e, a volte, semilavorati.
Quindi scendiamo per questa zona guardando i vari siti, a 01h 22' superiamo una casa lasciandola a sinistra e seguendo l'ampia traccia per tratto ameno tra i castagni. Subito dopo la casa c'è un bivio noi prendiamo verso sinistra, ma è possibile anche seguire l'altra traccia, per un breve tratto, poiché poi si ricollegano. Il sentiero scende, pulito, nel bosco.
A 01h 29' siamo presso una casa panoramica sull'Altissimo. Proseguiamo nel castagneto per tratti ameni. Dopo pochi minuti prendiamo a salire e a 01h 38' siamo nei pressi di una bella costruzione (La Casina nel bosco), sulla destra, che fa servizio di Bed&Breakfast. Proseguiamo per tratto cementato che poi torna sentiero e dopo 5' siamo a un altro bivio. A destra il sentiero prosegue per Azzano e in 10' porta alla strada principale che attraversa il paese. Noi invece scendiamo verso sinistra seguendo l'indicazione Riomagno, ma, in realtà, scenderemo alla Desiata. Il percorso è una mulattiera lastricata che scende a tornanti tra i castagni.
A 01h 53' superiamo il Fosso di San Michele che scorre sotto la mulattiera che poi diventa molto larga. Dopo 5' superiamo un altro fosso e la mulattiera si restringe.
Proseguiamo e a 02h 05' evitiamo una traccia che sale verso sinistra e continuiamo per la mulattiera. Adesso la zona è molto umida e la mulattiera è coperta da vegetazione eccetto il tratto centrale che è piuttosto scivoloso.
A 02h 17' siamo presso una casa e si vede la Cava di Trambiserra. Scendiamo e poco dopo, sulla destra, c'è una piccola marginetta senza icona marmorea e a 02h 22' siamo sulla strada (Via dell'Altissimo) presso un'altra costruzione. Qua si trova un parcheggio e un cartello indica che il tratto in salita della Via dell'Altissimo (fino alla marmifera per le cave dell'Altissimo) è a traffico limitato limitatamente al periodo estivo. Il motivo del divieto di transito dei veicoli è legato alla necessità di limitare il traffico estivo dei bagnanti che vanno a rinfrescarsi nelle numerose pozze di acqua freschissima del Serra. Lungo la strada ci sono diversi accessi al torrente, di cui cinque indicati con cartelli che sono (salendo): 1-Desiata, 2-Fosso del Monte, 3-Fosso di Rimone, 4-Cappello e 5-le Ruote.
Noi saliremo la strada fino a Cappello dove seguiremo la traccia per lo spettacolare Pozzo della Madonna. A fianco della strada sulla sinistra c'è il letto del Serra qua per lo più sassoso (ciottoli bianchi di marmo). Più avanti la sede stradale sale rispetto al letto del torrente. Davanti a noi il panorama è aperto sull'Altissimo e poi si aprirà anche alle zone circostanti.
A 02h 27' una prima traccia porta al torrente. Dopo 5' c'è l'indicazione della località 2 Fosso del Monte. A 02h 39' c'è l'indicazione per la località 3 Fosso di Rimone. Pochi minuti dopo, sulla destra, c'è una casa sulla riva opposta raggiungibile con un sentiero e un ponticello. La casa è circondata da numerosi banani.
Adesso la salita per la strada si fa più ripida e a 03h siamo all'indicazione per la località 4 Cappello. Adesso scendiamo un po', tra bassa vegetazione, fino ad arrivare presso i ruderi di un mulino a 03h 05'. Qua prendiamo verso destra in salita, nel bosco, con tratti scalinati.
A 03h 11' scendiamo sempre per tratto scalinato e ripido e dopo 2' siamo presso un riparo con muretto sotto roccia che è stato trasformato in discarica di bottiglie e cartacce dagli incivili che non sanno apprezzare la bellezza di questi luoghi e che danneggiano anche se stessi. Purtroppo troveremo bottiglie e cartacce anche più avanti alla pozza. Subito dopo, sulla sinistra, c'è uno slargo panoramico sulla pozza dove arriviamo a 03h 15'.
Il luogo è bellissimo. Il Pozzo della Madonna è una profonda pozza di acqua limpidissima alimentata da una cascatella di una decina di metri che ha scavato la roccia. I ragazzi usano la cascata come uno scivolo per tuffarsi nella pozza. Il nome della pozza deriva dal colore dell'acqua, azzurro come il tradizionale velo con cui è rappresentata nell'iconografia classica. In realtà il colore dell'acqua è verdastro anche per il riflesso degli alberi sovrastanti. Sulla sinistra un cavo di acciaio permette di salire alla parte alta della cascata agli intrepidi tuffatori. La pozza è larga una ventina di metri, è circondata da massi e sulla destra c'è un sorta di spiaggetta di ciottoli. Invece sulla sinistra c'è un salto tra i massi. Naturalmente è necessario il massimo rispetto, non lasciamo rifiuti e se vogliamo fare il bagno facciamolo con prudenza. Lo scivolo può essere pericoloso come attestano gli incidenti che ogni tanto avvengono agli incauti tuffatori. Ci togliamo gli scarponi ed esploriamo la zona. A 03h 35' torniamo indietro. A 03h 46' siamo al bivio presso i ruderi del mulino e a 03h 53' siamo sulla strada. Percorriamo in discesa la strada fatta all'andata e a 04h 25' siamo nuovamente alla Desiata dove sostiamo una decina di minuti.
Adesso scenderemo per la strada fino a tornare a Riomagno. Costeggiamo il torrente ed evitiamo subito una deviazione in salita a sinistra. A 04h 38' sulla destra ci sono le indicazioni per la Cava Trambiserra e gli edifici di servizio che si trovano sul torrente. Poco dopo c'è un ponte che porta a edifici sulla destra. Invece sulla sinistra ci sono i ravaneti che scendono dalle Cave della Cappella immersi nella vegetazione.
A 04h 50' sulla destra c'è un grosso edificio, forse i ruderi di un mulino, invece sulla sinistra ci sono le indicazioni della Cava IMP della zona della Cappella che è inattiva.
Pochi minuti dopo siamo al cartello stradale Malbacco. Questo è un gruppo di case, ruderi e stabilimenti industriali per la lavorazione del marmo e, in passato, per la lavorazione del ferro estratto localmente.
Proseguiamo e dopo 5' siamo presso l'edificio della Filarmonica di Riomagno (fondata nel 1974). A 05h siamo al cartello stradale di Riomagno e a 05h 04' chiudiamo l'anello tornando all'imbocco di Via Paesetto. Facciamo una breve deviazione per la fontana che si trova a destra e a 05h 08' terminiamo l'escursione.
Da Massa seguire l’Aurelia e, passato Montignoso, seguire le indicazioni per Strettoia e Seravezza, andare poi a Ripa e proseguire per Corvaia e prima del ponte sul Versilia prendere a sinistra e fermarsi a Riomagno. Da Querceta la strada per Ripa e Seravezza è più diretta.
Questa escursione percorre mulattiere del circuito SAV e, in parte, la strada asfaltata. Non presenta difficoltà anche se serve un minimo di prudenza in caso di fondo scivoloso.
Di interesse è l'Area Archeomineraria della Cappella e la Pieve, raggiungibile con un piccola deviazione. Poi c'è la Pizza della Madonna alimentata da una cascatella.
Quest'ultimo sito è, purtroppo, molto sporco e il degrado sta aumentando. Consigliamo quindi di non lasciare rifiuti come è doveroso, comunque, in qualsiasi luogo. I panorami si aprono sul Monte Altissimo e sulla cresta che dal Carchio arriva al Monte Focoraccia e agli Uncini.
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