DATA ESCURSIONE: 24/05/2020
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[ILK]GrottaAllOnda.html[FLK]Qui[TLK]un approfondimento su Grotta all'Onda.
Trescolli è un gruppo di case dove termina la strada da Casoli. Qua inizia il sentiero 106 (Trescolli-Foce di San Rocchino-Pomezzana-Rifugio Forte dei Marmi) che percorreremo fin quasi alla Foce di San Rocchino. La strada continua, stretta e asfaltata, con varie deviazioni per i gruppi di case presenti in zona e nascosti dalla vegetazione. Noi preferiamo parcheggiare alla fine della strada principale vicino all'ex Ristorante Domenici, che è una grossa costruzione che rimane sulla sinistra salendo.
Saliamo per la ripida strada asfaltata lasciando subito una deviazione sulla destra e in 4' siamo a un parcheggio privato (a sinistra) con indicazioni per la vicina località Luciana dove è possibile inserirsi nella Traversata delle Frazioni Camaioresi (Greppolungo-Casoli). Saliamo sempre ripidamente, avendo dietro a noi il Prana e di fronte, se pure lontano, il monte Matanna, però oggi ci sono nuvole e foschia e si vede ben poco. Molte sono le fioriture lungo la strada.
A 10' il sentiero lascia la strada ed entra nel bosco dove diventa ripida mulattiera. Lo seguiamo per pochi minuti fino a tornare sulla strada a 14’. Qua troviamo subito la deviazione (sentiero non numerato) per la Grotta all’Onda che va a destra, seguendo l’acquedotto. Al ritorno qua chiuderemo l'anello tornando dalla Grotta all'Onda.
Proseguiamo la strada asfaltata per qualche minuto, fino a lasciarla definitivamente a 17’, presso un bivio che a destra porta ad alcune abitazioni. Inizialmente il sentiero è molto ameno, tra rari alberi, poi inizia a salire e il fondo diventa sassoso e anche roccioso, inoltre aumenta la vegetazione che è tipica macchia mediterranea, a sinistra vediamo le propaggini del Monte Gegoli o Gevoli dove ci sono due delle grotte che andremo a visitare oggi.
A 23' siamo presso una croce di legno, continuiamo a salire e a 30' abbiamo delle deviazioni a destra e a sinistra. In particolare a destra ci sono delle piane coltivate con alcune case e si possono vedere anche i tipici fienili conici dell'Alta Versilia. Segue un breve tratto con muretto sulla destra.
A 41’ troviamo, sempre sulla destra, un’altra costruzione immersa nel verde di un’abetaia e subito sopra, presso un grosso muro di contenimento, troviamo un primo bivio: a destra il sentiero 106 va a San Rocchino. Noi seguiamo il breve raccordo che va a sinistra costeggiando per un po' il muro. A 45' siamo a un incrocio: da destra arriva il sentiero 107 da San Rocchino e lo faremo più tardi, in basso scende il Sentiero 113 (Capezzano Monte-Foce di Sant'Anna-Farnocchia-Palagnana) per Farnocchia, infine sulla sinistra continua il sentiero 107 (La Culla-Monte Gabberi-Foce di San Rocchino) diretto al monte Gabberi che noi seguiamo in leggera salita. A 49' sulla sinistra si vedono, in basso, i resti di una teleferica per trasportare la legna e, subito dopo, una deviazione a sinistra che trascuriamo. Un paio di minuti e sulla destra scorgiamo una piccola grotta, che può servire da riparo in caso di pioggia. Essa è utile per orientarsi, infatti poco dopo, a 53', troviamo sulla sinistra una seconda traccia che è quella giusta per accedere alle due prime grotte. Ci sono alcuni segni rossi poco visibili e anche una vecchia minuscola fettuccia di plastica. È comunque impossibile sbagliarsi: dobbiamo seguire la seconda traccia, a sinistra, dal bivio 113/107, a poca distanza dalla piccola grotta, sul sentiero 107 che rimane a destra.
C'è da aggiungere che poco dopo il bivio c'è anche una modesta grotta che rimane un po' in alto (che vedremo al ritorno) da non confondersi con l'altra modesta apertura che si trova sul sentiero.
A questo punto lasciamo il sentiero 107 e seguiamo la traccia che presenta ogni tanto qualche segno rosso. Il sentiero prosegue a saliscendi nel bosco (con prevalenza di salita), sempre evidente, avvicinandosi a rocce che teniamo sulla destra. Queste rocce sono le propaggini sud-est del Monte Gevoli in cui sono scavate le grotte.
Proseguiamo e a 58' troviamo una scritta rossa sulla roccia "Trono del Papa", dobbiamo proseguire tenendoci a sinistra. A 01h 06' troviamo dei modesti segni rossi a terra e saliamo verso destra per portarci alla prima grotta, dove arriviamo dopo un minuto di salita.
Questa grotta è conosciuta come Grotta del Tanaccio e il nome è ridondante, essendo Tanaccio o Tanaccia termine comune per grotta. La lunghezza della grotta è di 14 m e la profondità è di poco inferiore. L'ambiente è carbonatico con fenomeni di deposizione (stalattiti, stalagmiti e colonne).
La grotta fu esplorata per la prima volta dal medico pisano Carlo Regnoli (1838-1873) nel 1867 e poi dal naturalista fiorentino Nello Puccioni (1881-1937) nel 1913. In una nicchia sulla sinistra fu individuato un cunicolo contenente ossa umane, conchiglie e ceramiche. Furono poi rinvenuti strumenti in selce e ossa di animali. È presumibile che la grotta sia stata utilizzata come sepoltura collettiva durante l'Eneolitico (3800 aC-2200 aC). L'elemento più importante della grotta è il masso calcareo (concrezione stalagmitica), situato sulla sinistra, che Regnoli chiamò "il sedile" attribuendogli funzioni sacrali per cerimonie funebri. Il sedile presenta una croce di cristianizzazione. Tutto fa pensare che il sedile sia stato lavorato per fare la spalliera e la seduta scavata per contenere acqua che scende dalla volta della grotta ancora oggi. Alcuni sostengono che nella grotta si celebrassero riti di iniziazione e di fertilità e che il sedile rappresentasse l'unione sacra del maschile e del femminile. Noi esploriamo la grotta e dopo una decina di minuti la lasciamo.
Scendiamo spostandoci verso destra e troviamo subito sulla destra la seconda grotta conosciuta come Grotta della Vulva per la presenza di una cavità che ricorda l'organo femminile. Forse anche questa seconda grotta, più piccola della precedente, era legata a riti di fecondazione. La traccia scende poi piuttosto ripida mantenendosi a lato delle pareti calcaree del Gevoli. Trascuriamo questa traccia e torniamo indietro a 01h 25'.
A 01h 40' siamo nuovamente sul sentiero 107 che seguiamo verso San Rocchino. A 01h 46' vediamo in alto sulla sinistra alcune grotte forse usate per custodire gli animali (lo abbiamo accennato prima).
Siamo subito al bivio con il sentiero 103 e proseguiamo sul 107. Superiamo una costruzione, sulla sinistra, e a 01h 50' siamo alla Foce di San Rocchino. Qua arriva il 106 da Trescolli, che poi prosegue per Pomezzana come sterrato nel bosco, e il 113/107. Il Sentiero 113 poi prosegue per la Foce del Pallone e Palagnana. Qua si trova una cappella intitolata a San Rocco, siamo nel comune di Stazzema, ma a pochi metri da quello di Camaiore per cui questa zona fu, a lungo, luogo di controversie tra la comunità di Pomezzana e quella di Càsoli per diritti di pascolo. Proseguiamo subito sul Sentiero 113 per zona di terrazzamenti coltivati. A 01h 53' lasciamo il sentiero e prendiamo verso destra per un comodo stradello in lieve discesa con orto a sinistra e a destra troviamo, poco più avanti, uno spiazzo recintato panoramico su Camaiore e la costa, con una croce di legno.
Subito dopo siamo sotto l'Agriturismo Il Paesaggio, che rimane a sinistra, continuiamo a scendere nel verde, costeggiando alcune costruzioni e a 02h 02' arriviamo alle case della località "Al Monte" alcune delle quali sono state riattate.
Scendiamo e dopo un minuto troviamo, sulla sinistra, l'indicazione di un sentiero di raccordo per il Matanna (arriva alla Foce di Grattaculo) che trascuriamo. Scendiamo per quella che adesso è una mulattiera con tratti anche ripidi.
A 02h 05' trascuriamo una traccia che va a destra, cinque minuti dopo passiamo presso dei ruderi, scendiamo trascurando un'altra deviazione e a 02h 20' siamo a una captazione di acqua con fonte e vasche.
A un successivo bivio scendiamo verso destra e poco dopo, a 02h 24', siamo a un altro bivio: a sinistra si trova una teleferica per il trasporto della legna. La traccia principale scende a recuperare il sentiero dell'Acquedotto che percorreremo al ritorno dalla Grotta all'Onda.
Seguiamo adesso la traccia di sinistra, dove si trova la teleferica, che ci porterà a innestarci nel sentiero principale per la Grotta all'Onda, la traccia è ben evidente nel bosco, all'inizio abbiamo a sinistra un monolito simile al Procinto che poi ci lasceremo dietro. Peccato che oggi, con le nubi non riusciamo a vederlo. Inizialmente siamo in salita poi seguiranno saliscendi.
Subito a 02h 27' troviamo una fonte sulla sinistra. Poi la traccia si allarga, a 02h 30', c'è una deviazione verso destra che trascuriamo, troveremo diverse tracce sia a destra che a sinistra, ma dobbiamo seguire quella principale. Dopo circa 5' siamo in una zona dove è stato effettuato un recente taglio del bosco, la visuale si apre su Camaiore e la costa. Poco dopo superiamo, su un ponticello di legno, un canalino per trasportare la legna a valle. Essendo la zona assolata qua prospera il cisto .
A 02h 40' siamo un po' in discesa nel bosco. A 02h 43' siamo a un bivio e dobbiamo prendere a destra tralasciando la traccia che sale a sinistra. Dopo 3', sulla destra c'è una breve recinzione che termina con un cancello.
A 03h troviamo una roccia con dei segni rossi che indicano di andare verso sinistra, con lettere SR e CA, che trascuriamo. Continuiamo e a 03h 02' ci immettiamo nel sentiero segnato di rosso per la Grotta che proviene dal sentiero dell'acquedotto. Il sentiero è segnato di rosso molto bene.
Un breve tratto in discesa ci porta al sito della Grotta all'Onda, a 03h 12', di fronte abbiamo una parete calcarea da cui scendono rivoli di acqua. La grotta rimane sulla destra a poche decine di metri. Dalla grotta una traccia continua a recuperare, in pochi minuti, il Sentiero 105 (Casoli-Foce del Crocione-Pascoso). Dopo la visita alla grotta ci fermiamo per una breve pausa e torniamo indietro a 03h 30'.
[La Grotta All'Onda si trova nel versante meridionale del Monte Matanna, alla base di un’imponente parete calcarea, da cui sgorga continuamente l’acqua, formando suggestive cascatelle. È un’ampia cavità con presenza di massi crollati dalla volta e dalle pareti, l’apertura è di circa 40 metri e la lunghezza raggiunge i 60, l’altezza non va oltre i 3 metri. Carlo Regnoli fu il primo ad esplorarla in modo scientifico nel 1867, ma egli si limitò alla parte superficiale profonda 35 centimetri. Regnoli trovò, in corrispondenza di un grande focolare, frammenti ceramici, resti di animali, oggetti di osso e in pietra. Seguirono altre ricerche nel 1886 (Carlo Tonini), nel 1914 (Aldobrandino Mochi, Ruggero Schiff-Giorgini) e nel 1931 (Luigi Cardini, Nello Puccioni, Paolo Graziosi) quest’ultima è quella ritenuta la più attendibile. La grotta fu a lungo abitata dall’uomo come documenta il materiale trovato che inizia dal Paleolitico medio, ma l’Eneolitico ha fornito la maggior parte di reperti. Qualche reperto risale all’età del bronzo e a quella del ferro e, presumibilmente, allora essa fu frequentata solo saltuariamente. Nella grotta sono stati ritrovati anche resti umani: una femmina adulta, un maschio giovane e due bambini. Dallo studio dei reperti umani della Toscana del Nord vediamo che l’uomo prediligeva siti prossimi alla costa abitabili anche nella stagione avversa e ricchi di metalli. Ricordiamo che nella zona della grotta partiva la funicolare per l'Alto Matanna che ebbe vita effimera nel 1910.]
Seguiamo il sentiero segnato di rosso e a 03h 36' siamo nuovamente al bivio con il sentiero percorso dalla teleferica. Scendiamo per l'ampia traccia segnata di rosso e a 03h 53' siamo a una captazione con vasca e fonte. Proseguiamo con qualche tratto in salita per poi scendere anche abbastanza ripidamente.
A 04h 05' costeggiamo una parete rocciosa per qualche metro. Dopo 10' siamo sull'acquedotto che proviene da sinistra e sulla destra si trova una roccia sporgente e per evitarla passiamo su una passerella metallica.
A 04h 14' sulla destra c'è una zona terrazzata con costruzione. Dopo 5' c'è una casetta sulla sinistra e poco dopo attraversiamo una strada asfaltata che porta a case in basso, ma prosegue anche in alto.
Proseguiamo e a 04h 23' incrociamo una stradello sterrato che sale, a destra, a recuperare la traccia che porta alla località Al Monte e al sentiero da noi percorso in precedenza. Subito dopo sulla sinistra, a qualche metro dal sentiero, si trova un tabernacolo con icona marmorea della Sacra Famiglia del 1907 (dono di G. Pardini).
A 04h 39' il sentiero si apre con case sulla destra. Passiamo su un ponticello e a 04h 43' siamo sulla strada dove chiudiamo l'anello immettendoci nel sentiero 106. A 04h 55' terminiamo l'escursione.
Da Camaiore facilmente raggiungibile da Viareggio, Lucca e da Massa si seguono le indicazioni per Vado, Lòmbrici (2,5 km) e Càsoli (7 km). Superato Casoli dopo circa 3 km si arriva a Trescolli.
Questa escursione permette di visitare tre grotte apuane. Di queste la Grotta all'Onda è la più grande e la più conosciuta. Le altre due sono poco note, ma meritevoli di visita, in particolare il Tanaccio per la presenza del "sedile" di epoca preistorica e pieno di significati misteriosi.
I sentieri si sviluppano nei boschi e sono per lo più non segnati, ma di facile percorrenza. Serve solo un minimo di attenzione nel seguire la descrizione dell'itinerario.
I tempi di percorrenza sono riducibili, ma vanno considerati i tempi per visitare le grotte senza fretta.
In rete esiste molta documentazione sulle grotte visitate. Può essere utile il testo: AAVV, L'età dei metalli nella Toscana nord-occidentale, Pacini Editore Pisa 1985
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