DATA ESCURSIONE: 26/07/2020 [IXLK]https://www.facebook.com/Escursioni.Apuane/photos/a.1985769234777600/3442181159136393[FXLK][TYLK]
[ILK]Vinca.html[FLK]Qui[TLK]un approfondimento su Vinca.
Questa escursione è una variante dell'Anello del Sagro: [IXLK]itinerario.aspx?Id_Itinerario=312[FXLK]FORNO loc. PIANELLO–VERGHETO (860 m)–VALLINI–F. DELLA FAGGIOLA (1450 m)–F. DEL FANELETTO (1425 m)–F. DEL POLLARO (1356 m)–F. DI VINCA (1332 m)–F. LUCCICA (1033 m)–VERGHETO (860 m)–FORNO loc. PIANELLO (Anello del Sagro)[FYLK] è percorso in senso orario ed è più lungo.
Dopo aver percorso in auto la strada asfaltata, e, a tratti, molto malandata, destinata, negli anni '50, a collegare Vinca con le Cave del Sagro, arriviamo all'inizio del sentiero 153⇧ (anche se nelle cartine più recenti lo stesso viene fatto iniziare a Vinca presso la Casa di Montagna). Siamo presso un ponte sul modesto Fosso dell'Acqua Bianca (a volte, impropriamente, chiamato Fosso Nebbieto). Qua sono presenti le necessarie indicazioni del sentiero 153⇧ (diretto alla Capanna Garnerone) e uno spiazzo parcheggio. La strada continua sterrata sulla destra e al ritorno scenderemo da essa. Ricordiamo che la strada diventa impraticabile con neve e ghiaccio, nel qual caso dobbiamo percorrere a piedi circa 1,5 km dalla Madonna del Cavatore [Facciamo presente che è prevista a breve la sistemazione della strada stessa.] D'altra parte questa escursione è assolutamente sconsigliato in presenza di neve e ghiaccio o anche di terreno scivoloso.
Saliamo per il 153⇧, il cui tratto iniziale fiancheggia il modesto fosso, ridotto a un rivolo d’acqua. Il percorso è in decisa salita in un bel bosco di castagni con esemplari centenari che, in alto, lasciano il posto ai faggi. Poi costeggiamo i ruderi della Casa Farfareto e poco dopo il sentiero si apre tra lamponi, ginestre e ginepri.
A 15' siamo alla confluenza nel sentiero 138⇧ (proveniente da Vinca e diretto a Colonnata) che qua è uno stradello sassoso. La zona è molto panoramica sul gruppo del Monte Sagro che rimane alle nostre spalle e su Pizzo d’Uccello e Cresta Garnerone che rimangono di fronte ergendosi dalle Prade sassose. Proseguiamo sul sentiero 153⇧/138⇧ arrivando a 21' a un secondo bivio: il 153⇧ sale alla Capanna Garnerone, mentre il 138⇧, che seguiamo, prosegue per la Foce di Vinca.
Il sentiero 138⇧, per buona parte del tratto nella Valle di Vinca, è quello che rimane della strada costruita dalla Todt durante l'ultima guerra e presenta muri di contenimento sulla sinistra, alcuni ormai in pessime condizioni. Il primo tratto è ricco di vegetazione e sempre panoramico sul monte Sagro e sulle sue propaggini fino alla Torre di Monzone. Più avanti, presso uno spiazzo panoramico, a una curva del sentiero, vediamo bene il borgo di Vinca sulla destra. Poi in alcuni tratti il sentiero è fiancheggiato da rovi e bisogna fare attenzione. In una decina di minuti torniamo a una vegetazione meno fitta e la salita comincia a farsi più ripida ed entriamo decisamente nel bosco. La vegetazione presenta una predominanza di conifere, frutto di errati rimboschimenti successivi alla guerra.
A 49' troviamo un recente smottamento, di qualche metro sulla sede della strada, che ci costringe a procedere con attenzione scendendo e risalendo tenendoci sulla sinistra. Continuiamo poi a salire con qualche tornante (zona di Acquabomba), superiamo un ponte di cemento presso un ripido tornante e alla curva successiva, a 51', troviamo a sinistra vecchie indicazioni per la Capanna Garnerone. È un vecchio sentiero, con segni ormai stinti, che porta alla Capanna Garnerone e a Foce Rasori con due percorsi distinti (bivio più in alto). Continuiamo a salire e poi troviamo qualche tratto ameno in falsopiano e poi saliamo ancora.
A 01h 07' siamo a Pian di Maggio con uno slargo per la legna a destra e l'indicazione di un raccordo con il sentiero 173 che percorreremo al ritorno. La strada adesso si restringe e percorre una bella faggeta.
A 01h 19' siamo al bivio con il sentiero 173 (Rifugio Carrara-Faneletto-Pollaro-Foce Rasori-Capanna Garnerone) che viene da destra e prosegue a sinistra con breve tratto in comune col 138⇧. Al ritorno ne percorreremo un lungo tratto.
Saliamo con tornantini nel bosco e, a 01h 31', arriviamo alla Foce di Vinca. Sulla foce incombe lo Spigolo Est del Sagro, il panorama è molto ampio sul vicino Picco di Navola e sul Rasori, sulla sinistra, e sullo Spallone e sulle Bore del Sagro, sulla destra. In lontananza vediamo Sella, Macina, Altissimo ela costa. Salendo un pochino verso sinistra si vede anche il Cavallo. Sotto di noi c'è il Canal Regollo, sulla sinistra, e il vallone che scende verso Foce Luccica percorso dal sentiero 138⇧ che andremo a percorrere, in esso si vedono bene le Case al Riccio e la Casa Pisani.
Dopo una breve sosta iniziamo la discesa: il tratto iniziale è ripido per tornanti su roccia e fastidioso paleo. Poi la traccia si fa meno ripida e senza erba. A 01h 54' siamo presso un albero isolato, la cui ombra è utile quando fa molto caldo. Segue un breve tratto ripido, poi andiamo a sinistra per tratto erboso e meno ripido che porta a un picco panoramico a 02h 04'. Oltre alle pendici del Sagro e alla Foce di Vinca si vedono il Rasori e il Picco di Navola con la sua strapiombante parete calcarea liscia e ripida. C'è da dire, però, che tutta la discesa fino a Foce Luccica è particolarmente panoramica.
Adesso scendiamo per paleo e ci spostiamo verso sinistra e, a 02h 16', recuperiamo una traccia che scende dal picco panoramico (percorso alternativo). Scendiamo ancora il costone ripido fino a passare tra qualche albero (a sinistra si vede una vecchia via di lizza). La discesa finisce a 02h 24' presso un ravaneto che scende dalle pendici dello Spallone. Impieghiamo 5' ad attraversarlo, ma serve prudenza nella parte centrale poiché uno smottamento ha portato a valle molti sassi, alcuni ometti aiutano nella scelta del percorso più agevole. Superiamo un canalino sassoso poi saliamo, superiamo il muro di una vecchia via di lizza e, a 02h 38', siamo nei pressi delle Case al Riccio che rimangono pochi metri a sinistra, le vedremo bene procedendo nel percorso. Esse sono una serie di edifici che servivano da ricovero per i cavatori che lavoravano alle vicine Cave delle Bore del Sagro e, inoltre, alloggiavano i motori (macchinari) necessari all’attività estrattiva. Infatti sono conosciute anche come Case dei Macchinari.
Proseguiamo adesso per saliscendi con qualche tratto facile su ravaneto poi una salitina finale ci porta, a 02h 54', alla Casa Pisani. Questo edificio è conosciuto e indicato nelle cartine come Casa dei Pisani, in realtà esso non ha a che fare con gli abitanti di Pisa. Il suo nome, infatti, ricorda Pietro Pisani imprenditore che operò in questa zona negli anni '10 del secolo XX e fece costruire l'edificio. Esso era, quindi, legato all'escavazione del marmo, presenta una torretta per la linea elettrica, resti di motori e una stazione della teleferica. Il tetto dell'edificio è ormai caduto. Le camerate ospitavano i cavatori per la notte. La zona è molto panoramica, dal Sagro al Sella e oltre. In basso si vede il Canal Regollo e i ruderi delle Capanne di Navola. Di fronte c'è il Poggio di Navola con dietro il Monte Rasori. Da parte opposta c'è la zona delle cave ormai abbandonate con tracce delle antiche vie di lizza.
Continuiamo adesso in discesa con percorso agevole e qualche tratto su ravaneto. A 03h 09', presso un blocco di marmo, c'è un bivio: in alto si va alla zona delle cave mediante una via di lizza, in particolare si può accedere alla Cava Pisani da cui è possibile scollinare nel versante carrarino.
[Ricordiamo che questo versante si trova nel Comune di Massa e fu oggetto di escavazione, o tentativi, a quote molto alte a iniziare dalla seconda metà del XIX secolo. Questo ha lasciato tracce sulla montagna con cave, edifici, ravaneti e incredibili vie di lizza che scendevano verso il Canale Regollo con pendenze impressionanti. Nonostante questo, comunque, il luogo rimane ancora selvaggio, anche perché l'escavazione non ha avuto molta fortuna.]
Procediamo e superiamo anche delle grosse funi metalliche di una teleferica che scende da sinistra e, a 03h 19', arriviamo a Foce Luccica. Questa è un intaglio alla base del cresta est del monte Spallone. È presente un’icona marmorea della Madonna. Il luogo è ameno e molto panoramico sulle Apuane. Il sentiero 138⇧ prosegue per Colonnata, noi adesso seguiremo il sentiero 172 (Foce Luccica-Vallini-Foce della Faggiola-Foce di Pianza). Potremmo scende qualche metro per il bivio 138⇧/172, ma preferiamo tenerci in alto e recuperare il 172 in pochi minuti. Il panorama ora si apre sulla Cima d'Uomo, sulla Cava dei Campanili e il Monte Maggiore.
Il sentiero è stato sistemato qualche anno fa per renderlo fruibile nella zona di cava. Lo seguiamo in salita su sfasciumi, la traccia si sviluppa a mezzacosta delle pendici meridionali dello Spallone. A 03h 35' incrociamo la via di lizza del Padre Nostro (195A) che scende a sinistra (seguendola si recupera il sentiero 195 per la Cima d'Uomo). Poi seguiamo qualche metro su via di lizza che lasciamo per seguire il sentiero verso sinistra, costeggiando prima un ravaneto e poi salendo per una parete con sentiero sassoso, ben segnato e sicuro.
A 03h 46' siamo a un intaglio dove si vedono bene le cave del bacino di Colonnata in piena attività. Proseguiamo per un tratto usato dai cavatori, con tratti scalinati, che costeggia il monte con davanti la mole del Maggiore. Esso è un po' esposto che va percorso con piede sicuro.
A 03h 53' cominciamo a vedere la zona delle Cave dei Vallini (Gruppo Alba Ventura). Subito dopo c'è un tratto con cavi metallici e poi inizia la ripida salita gradinata e protetta da ambo i lati da catene metalliche rugginose, ma sicure. A 04h 02' siamo sul piazzale di cava e i segni ci indicano chiaramente il percorso che dobbiamo seguire.
Scendiamo un po' per via di cava che poi si biforca, un ramo scende a valle mentre a destra saliamo alla cava attiva. Saliamo anche su marmo col sole a picco su di noi costeggiando vecchi tagli e, a 04h 19', saliamo un tratto inizialmente gradinato nel marmo e poi per ciottoli. Il tratto è provvisto di protezioni. Dopo 5' siamo alla base di un ravaneto che costeggiamo per qualche metro e poi ci spostiamo verso sinistra. Costeggiamo una rete di protezione che rimane a sinistra e, a 04h 30', prendiamo a salire un facile crinale roccioso verso destra.
A 04h 41' siamo vicino alla parte alta del ravaneto di prima, qua ci spostiamo verso sinistra lasciando la cresta. Poi saliamo qualche tornantino tra erba e rocce. Saliamo per un facile canale erboso con sullo sfondo la Cresta dello Spallone.
A 04h 55' siamo nei pressi di un rudere che lasciamo a sinistra e saliamo poi un altro facile crinale erboso fino ad avere a destra, a 05h 07', un muretto di sassi che forse delimitava un recinto per pecore. Adesso prendiamo a sinistra a mezza costa per tratto prima erboso e poi roccioso. Questo tratto è panoramico e non difficile, ma sempre esposto, per cui è necessaria sempre attenzione. Un ultimo tratto semplice ci porta, a 05h 21', alla Foce della Faggiola. Questo è un valico erboso ai piedi dello Spallone tra il canale del Sagro e quello di Colonnata.
Ci fermiamo 10' e poi riprendiamo il cammino. Il sentiero 172 va a sinistra mentre noi seguiamo il sentiero segnato di blu per la vetta del Monte Sagro. Sulla destra della foce sale una traccia per il Poggio della Signora e il Monte Spallone che poi prosegue per il Sagro. Il panorama è aperto fino al Golfo della Spezia con le isole e davanti abbiamo il Monte Borla.
Saliamo lievemente per tratto erboso fino al modesto risalto di quota 1483 che rappresenta il punto più alto dell'escursione. Scendiamo un po' e, a 05h 46', prima che il sentiero riprenda a salire, deviamo a sinistra a recuperare la traccia per i Capannelli del Sagro che è inerbita, ma facile a vedersi e a percorrere.
[I capannelli sono ruderi di vecchie abitazioni di pastori. Alcuni sono addossati alle circostanti rocce e presentano anche interessanti graffiti. Poi furono usati anche dai cavatori.]
Questa traccia ci permetterà di innestarci nel sentiero 173 nella maniera più veloce. Dopo 5' siamo al pianoro sopra ai Capannelli, andando a sinistra si va direttamente ai ruderi più alti, noi invece seguiamo l'evidente traccia di fronte a noi per poi scendere al meglio le pendici erbose a 05h 56'. Comunque sarebbe preferibile scendere ai ruderi più bassi dove si trova una traccia più evidente. In ogni modo scendiamo al meglio avendo di fronte la traccia del sentiero 173 fino ad arrivare a un canalone che attraversiamo a 06h 12' su un passaggio di sassi fatto dall'uomo.
Adesso una traccia sull'erba ci porta in un minuto a innestarci nel sentiero 173. Esso proviene dal Rifugio Carrara di Campocecina e termina alla Nuova Capanna Garnerone, passando diverse foci, noi lo seguiremo fino al raccordo per il sentiero 138⇧ poco prima della Foce di Vinca. Adesso saliamo su roccia seguendo anche i segni gialli del Grande Trekking (Marina di Carrara - Sagro).
[Il Grande Trekking (GT) è una camminata di 32 km, con 2200 m di dislivello, che parte dalla spiaggia di Marina di Carrara e arriva alla vetta del Monte sagro (1753 m) per concludersi poi al Piazzale di Pianza. È prevista una gara competitiva (Trail Running) e una camminata libera (Walk Trail). La prima edizione risale al 2014. L'organizzazione è privata, ma il Cai Carrara dà il suo patrocinio. Il percorso è il seguente: dalla spiaggia a Fontia, poi Castelpoggio, Campocecina, Sagro, Pianza. ]
Fino a qualche anno fa faceva da riferimento un pino che, purtroppo, è caduto e giace secco a terra. Lo superiamo lasciandolo a destra e in breve, a 06h 22', siamo a un bivio: la traccia segnata di blu (e di giallo) prosegue sulla cresta SO per salire alla vetta del Sagro. Noi invece ci manteniamo sul sentiero 173 che svolta a sinistra. Esso è, inizialmente, ameno in lieve salita, ma in breve cambiamo versante. Il sentiero prosegue adesso a mezzacosta stretto e inciso nel versante ovest del monte, vediamo bene il Borla, la cresta nord-ovest del Sagro fino alla Cima Tre Omi e dietro l'Appennino. Questo tratto, abbastanza esposto, si sviluppa in parte su paleo e su rocce sicure, ma insidiose in caso di neve, ghiaccio e pioggia. Per agevolare la progressione alcuni tratti (in totale nove) sono attrezzati con corda metallica.
Iniziamo il tratto attrezzato a 06h 28' e lo terminiamo a 06h 51' procedendo sempre con attenzione. Siamo così arrivati alla Foce del Faneletto che si trova in testata del Catino del Sagro. Quest'ultimo è una conca boscosa con il fondo prativo tra il versante Nord del Sagro (con il suo crinale nord-ovest che prosegue verso la Punta Tre Uomini) e i contrafforti del Puntone della Piastra e la Punta Varino. La Foce del Faneletto è molto panoramica sul monte Borla, alla cui base si trovano cave in frenetica attività, e poi sulle cave del Sagro. Inoltre si vede bene la costa con il Golfo della Spezia e, da parte opposta il Pizzo d'Uccello con la Cresta Nattapiana e Vinca. Qua inizia la cresta per la Cima Tre Omi che è percorribile con un minimo di attenzione.
Dopo una breve sosta riprendiamo il cammino. Adesso scendiamo sulla destra e cambiamo versante portandoci a nord del Sagro nella parte alta del Catino. Il sentiero si sviluppa con saliscendi con qualche tratto da percorrere con attenzione. All'inizio ci sono due tratti di ripida discesa attrezzati con corde metalliche che danno sicurezza, ma la seconda è spezzata.
Proseguiamo a saliscendi nel bosco abbarbicato alla parete nord del Sagro, con qualche tratto di sentiero stretto da percorrere con prudenza. Tra le fronde il panorama si apre sulla zona del Pizzo e, a 07h 06', percorriamo un breve tratto su sfasciumi, sempre nel bosco. Più avanti, a 07h 14', siamo a un bel punto panoramico su Pizzo, Foce di Giovo, Cresta Garnerone e Grondilice con dietro il Pisanino, in basso si vede anche il fondo erboso del Catino. Aggiriamo la roccia della zona panoramica e c'è un tratto di corda metallica. Dopo 5' la corda finisce e il bosco termina e scendiamo per un ravaneto che scende dalla parete nord del Sagro. Qua la traccia non è molto segnata, ma la progressione è evidente, aiutata anche da qualche ometto, e il panorama è aperto su Nattapiana e Pizzo e si vede anche Vinca.
A 07h 27' entriamo nuovamente nel bosco, è una faggeta molto bella e la traccia si fa più tranquilla. A 07h 39' arriviamo presso una roccia segnata con sopra un ometto e a fianco un altro ometto. Qua inizia una breve traccia segnata di rosso che porta al fondo erboso del Catino. Proseguiamo sul sentiero e in 5' arriviamo a uno spiazzo che costituisce la Foce del Pollaro, essa è molto panoramica su Pizzo d'Uccello, Cresta Garnerone, Grondilice, Coda del Cavallo e Tambura.
Qua inizia la discesa di un ripido canalino attrezzato con corda metallica (attenzione perché l'ultimo tratto è spezzato). Scendiamo a zig-zag con attenzione su sfondo di sfasciumi e a 07h 59' siamo alla fine del canalino. Scendiamo per tratto meno ripido, sempre tra sfasciumi, e a 08h 07' siamo a un bivio segnalato. A sinistra, per il ravaneto, scende una traccia segnata, ma non numerata, che porta a Pian di Maggio dove recupera il sentiero 138⇧ per Vinca che seguiremo. Invece il 173 prosegue per la vicina Foce di Vinca.
Scendiamo per il ravaneto seguendo la traccia e a 08h 14' siamo nel bosco. Il sentiero è ben segnato e agevole. In una decina di minuti ci porta a una fonte che oggi è a secco. Siamo a Pian di Maggio vicini al sentiero 138⇧. Scenderemo adesso con una traccia nel bosco segnata di rosso che ci porterà allo stradello che continua la strada asfaltata dove abbiamo lasciato l'auto. La traccia è abbastanza evidente e segnata, ma chi non la volesse percorrere può scendere con il 138⇧ percorso all'andata.
Lasciata la fonte saliamo qualche metro e poi giriamo a sinistra e seguiamo le prime tracce sugli alberi. A 08h 31' superiamo con un minimo di attenzione un canalino umido e scivoloso. Proseguiamo per tratto tranquillo anche se il sentiero a volte è un po' stretto e a 08h 48' scendiamo e superiamo un altro canalino in maniera più agevole dell'altro. Saliamo e troviamo delle vecchie scritte sui faggi con frecce indicatrici. Su uno c'è scritto "Vinca" e indica il percorso da fare, da parte opposta c'è "Rasori (Cai Pisa)" ed è quello che abbiamo percorso. Inoltre in alto c'è scritto "Sagro" e presumibilmente porta alla vicinissima traccia segnata che collega Pian di Maggio con il sentiero 173 poco prima della Foce del Pollaro.
Proseguiamo in discesa superando un altro facile canale, poi scendiamo più o meno paralleli allo stesso e poi ci spostiamo verso sinistra. Superiamo un tratto a tornantini, poi più avanti costeggiamo l'ampio ravaneto che scende dalle pendici del Sagro.
Continuiamo a seguire i segni e a 09h 08' siamo sullo stradello dopo aver percorso un ultimo tratto piuttosto largo. Qua lo stradello praticamente termina continuando come stretta traccia che va, in salita e verso sinistra, all'ampio ravaneto poco lontano sotto il Puntone della Piastra. Andiamo verso il parcheggio seguano lo stradello in discesa, a destra, tra faggi e conifere.
Ogni tanto dalla sinistra scendono canali che raccolgono le acque che andranno poi ad alimentare il Lucido di Vinca. Più avanti il panorama si apre, sulla sinistra, sulla Cresta Nattapiana, il Pizzo d'Uccello, la Cresta Garnerone e il Grondilice.
Superiamo un ponte di cemento sul Canale della Costa e poco dopo un altro ponte di cemento sul Fosso dei Giunchi. Ancora pochi minuti e a 09h 32' siamo al punto di partenza dopo aver superato un ponte in cemento sul modesto Fosso dell'Acqua Bianca
Da Aulla si segue la statale 63 per Fivizzano, superata Rometta (6,6 Km) si prende la deviazione a destra per Gassano (13,3 km) e da qua si continua, a destra, per Gragnola (15,7 Km) e Monzone (19,8 km) da cui si prosegue per Vinca. L’ultimo tratto è incanalato in una valle selvaggia per poi inerpicarsi verso il borgo con 12 ripidi tornanti. Al cartello indicatore di Vinca (27 km) si prende a destra, si lascia il borgo, si supera la Madonna del Cavatore e si prosegue per strada dissestata con buche e vegetazione. Si parcheggia nello slargo alla fine della strada (29,9 km).
Questa escursione è adatta a persone allenate, con buona conoscenza del terreno apuano. Non deve essere assolutamente effettuata in inverno con neve o ghiaccio, poiché diventa molto pericolosa in alcuni tratti. È sconsigliata anche in giornate piovose e con il fondo bagnato e scivoloso.
Da sottolineature l’assoluta mancanza di sorgenti per cui è necessario partire ben provvisti di acqua, specialmente se è molto caldo, infatti molta parte del percorso è completamente esposta al sole.
Molto belle e varie sono le fioriture come pure i panorami, dal Sagro alla costa, al Monte Maggiore, alle Apuane settentrionali e centrali.
Senza problemi il tratto iniziale fino a Foce di Vinca; agevole anche la discesa fino a Foce Luccica con la presenza di strutture a servizio delle cave (Casa al Riccio e Casa Pisani).
Il tratto di sentiero 172, oltre la Via di Lizza del Padre Nostro fino a Foce della Faggiola, va percorso con attenzione, infatti alcuni tratti presentano un po' di esposizione e richiedono piede sicuro. Inoltre questo tratto è allo scoperto e con il sole la salita diventa molto faticosa.
Di interesse è poi l'agglomerato di ruderi dei Capannelli del Sagro.
Il tratto alto del 173 per la Foce del Faneletto è quasi completamente attrezzato e va, anch'esso, percorso con attenzione e piede sicuro. Qualche tratto attrezzato c'è ancora sul 173 nella parte alta del Catino.
La discesa dalla Foce del Pollaro per canalino è anch'essa attrezzata e abbastanza ripida, ma senza esposizione.
Non presenta problemi il tratto per Pian di Maggio. Il tratto finale percorre una traccia nel bosco poco segnata, ma agevole, e può essere evitato scendendo con il 38 fatto in salita.
Questo Anello del Sagro è percorso in senso orario ed è più lungo di quello descritto partendo dalla zona del Pianello-Vergheto.
Naturalmente partendo da Vinca si sale e poi si scende per Foce Luccica per risalire fino al Faneletto, da cui si scende fino in fondo. Questo aumenta la fatica dell'escursionista.
I tempi sono riducibili per giovani allenati che si fermano poco.
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