DATA ESCURSIONE: 15/05/2021
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Il breve percorso è finalizzato a vedere l'Oratorio di San marco e le coppelle lungo il percorso. Volendo è possibile scendere verso Redicesi.
Superato il borgo di Antona e le ultime case, in direzione Passo del Vestito, si arriva a una larga curva ad U sotto il cimitero del paese. Da qua iniziamo l'escursione finalizzata ad arrivare all'Oratorio di San Marco mediante l'antica Via della Croce. Il posto per parcheggiare è molto limitato per cui si può partire direttamente da Antona. Saliamo per la strada (Via dei Colli) e dopo un centinaio di metri troviamo, sulla sinistra della strada, un cementato che porta al vicino Oratorio della Santissima Annunziata e al cimitero. Il panorama sulla destra è su Antona con dietro la cresta Carchio-Focoraccia, più lontano c'è Altagnana e la costa. All'inizio dello stradello un cartello indica Oratorio di San Marco a 2 km, proprio questo è l'obiettivo di questa breve escursione. Sulle rocce e sui muretti c'è una gran quantità di valeriana rossa (Centranthus ruber) con le sue belle infiorescenze lilla.
A 4' siamo sotto l'oratorio. Il piccolo edificio, a pianta esagonale, risale agli anni 60 dello scorso secolo, è costruito in cemento armato rivestito in pietra. Ha un piccolo portico di accesso. Aggiriamo a sinistra la chiesa, tralasciamo la stradina per il cimitero e saliamo a destra per tratto cementato e ripido che poi lascia posto al sentiero. Tralasciamo una traccia che sale verso destra nel bosco e proseguiamo, incontrando subito una casa solitaria, gialla, posta in posizione panoramica. Sulla sinistra vediamo la località Al Santo, sopra Canevara, Caglieglia, le Casette e più avanti anche Forno. Dietro la Rocchetta con la strada di accesso e dietro la Brugiana, poi la Cava Lavagnina e il monte Tamburone. Oggi ci sono molte nuvole altrimenti avremmo un bel panorama su Sagro, Cavallo e Tambura. Ricordiamo che la zona boscosa sulla nostra destra, le pendici ovest del Monte di Antona, è conosciuta come San Marcora.
Proseguiamo e subito sulla sinistra a 9' troviamo dei ripari di lamiera, probabilmente per animali. Subito dopo, su un grosso masso sulla sinistra, coperto da muschi, scorgiamo una coppella.
[Le coppelle sono incavi emisferici, di pochi centimetri di diametro scavati nella roccia. Risalgono al periodo dal mesolitico all'età del ferro (da 8000 a 500 anni AC). Sono probabilmente legate a culti naturali, forse all'acqua che esse raccoglievano. Forse venivano riempite di grasso per creare fuochi. In alcuni casi le coppelle erano disposte a rappresentare costellazioni celesti.]
Le coppelle ci fanno pensare ai Liguri-Apuani che frequentavano queste zone, come testimoniato da varie incisioni e coppelle presenti nella Valle del Frigido. Tutto fa pensare che questo sentiero fosse usato da loro per scendere al Frigido.
Lungo il percorso ci sono numerose fioriture, vediamo molto ginestrino (Lotus corniculatus), erba di San Lorenzo (Ajuga reptans), ranuncolo comune (Ranunculus acris), silene italica e qualche esemplare di concordia (Dactylorhiza maculata). Ancora molto cisto femmina (Cistus salvifolius), erica arborea, conosciuta comunemente come stipa, qualche raro esemplare di cefalantera maggiore (Cephalanthera longifolia) con i suoi fiori bianchi e molto ginestrone (Ulex europaeus).
Il sentiero all'inizio pianeggia tra i castagni sulla destra. Più avanti qualche salita e falsopiano, nel complesso la salita sarà modesta, meno di cento metri. Qualche segno rosso lungo il percorso, ma il sentiero è sempre evidente. Saliamo qualche tratto lastricato e intanto cominciano ad esserci muri di contenimento sulla destra, anche alti, su cui prospera l'ombelico di venere (Umbilicus rupestre) una bella succulenta.
A 20' sulla destra c'è una casetta, seguono saliscendi, cinque minuti dopo degli scalini portano sulla destra nel castagneto, con segni verdi, ma li tralasciamo. A 29' arriviamo a una marginetta con dentro immagine in marmo della Madonna col Bambino di recente fattura, probabilmente in precedenza c'era un'immagine più antica. Scendiamo un po' con qualche tratto aperto a sinistra con visuale anche su Forno.
A 35' su un masso vediamo una grossa coppella, continuiamo a salire e a 38' siamo presso un masso con croce metallica bianca. Proseguiamo e a 42' arriviamo all'Oratorio di San Marco o di Croce. L'edificio risale al XV secolo è di piccole dimensioni con un modesto affresco sopra l'altare. È costruito su un affioramento roccioso in posizione panoramica, a fianco c'è una modesta fontana con faccia apotropaica e una campana esterna; si accede all'edificio con tre scalini. Esso è stato restaurato di recente e si celebra messa il 25 aprile, festa del Santo.
Tra le fioriture citiamo ancora: il geranio di San Roberto (Geranium robertianum), la cinquefoglie comune (Potentilla reptans), la cicerchia primaticcia (Lathyrus vernus), l'erba stella (Saxifraga rotundifolia), il raponzolo (Phyteuma scorzonerifolium e Phyteuma orbiculare).
Sulla destra dell'oratorio una traccia segnata in rosso scende nel bosco diretta a Radicesi e Gronda. La percorriamo in piccola parte fino a 52' quando arriviamo a un bivio con indicazione Gronda e segni rossi verso sinistra. Scendiamo un po' tra felci e poi torniamo indietro. È previsto il recupero di questo sentiero che scende in località Redicesi nel fondovalle del Frigido presso il torrente di Renara. A 01h siamo di nuovo a San Marco, torniamo indietro seguendo il sentiero già percorso e a 01h 30' concludiamo la breve escursione.
Lungo il percorso abbiamo visto alcune coppelle, ma ce ne sono altre che non siamo riusciti a scorgere.
Da Massa, passando per Altagnana e Antona (8,4 km). Superato questo borgo si prosegue per altri 700 m fino a una ampia curva ad U proprio sotto al cimitero e all'Oratorio della SS. Annunziata. Qua c'è poco spazio per parcheggiare per cui è possibile parcheggiare ad Antona e arrivare a piedi all'imbocco del sentiero.
Questo percorso molto breve permette di arrivare all'Oratorio di San Marco, nei pressi di Antona, partendo dall'altro oratorio intitolato alla Santissima Annunziata.
Il percorso è in parte panoramico sulla valle del Frigido, in particolare su Caglieglia, Casette e Forno. Nelle belle giornate i panorami si aprono su Sagro, Cavallo e Tambura.
l'itinerario è breve e non presenta difficoltà. Di interesse l'Oratorio di San Marco del XV secolo e poi ristrutturato. Inoltre lungo il percorso si notano coppelle che fanno pensare che questo itinerario fosse usato dai Liguri-Apuani per collegare il fondovalle del Frigido con l'attuale zona di Antona.
Ricordiamo che un analogo itinerario si trova a mezzacosta, sull'altro versante della valle, dove si trovano incisioni e coppelle, in parte descritto nell'escursione dal Santo alla Ciampa del Diavolo. Dall'oratorio una traccia porta verso Gronda e ci ripromettiamo di percorrerla in futuro.
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