(MS-Carrara) PIAZZALE DELL'UCCELLIERA-MARMIFERA MORLUNGO-FOCE DEL GIACCHETTO (1355 m)-INN. SENT.172 (1420 m)-FOCE DI PIANZA (1272 m)-PIAZZALE DELL'UCCELLIERA (ANELLO) [§]
Loc. di partenza: Piazzale dell'Uccelliera (1230 m)
Loc. di arrivo: Piazzale dell'Uccelliera (1230 m)
Dislivello mt.: 290
Tempo totale: 04h 40'
Difficoltà: EE
Punti d'appoggio: Rifugio Carrara
Rifornimento acqua: nessuno
Tratti di ferrata: No
Sequenza sentieri: 182◆marmifera◆traccia◆traccia segnata◆172◆172_173◆marmifera Walton◆182
DATA ESCURSIONE: 06/06/2021
[IXLK]https://www.facebook.com/Escursioni.Apuane/photos/a.1985769234777600/4222561961098305[FXLK][TYLK]

[IWLK]http://www.escursioniapuane.com/Fotoalbum/Slideshow/Uccelliera-Giacchetto.mp4[FWLK][TWLK]

Il punto di partenza di questa escursione è il Piazzale dell'Uccelliera vicino al modesto Monte Uccelliera (1255m) e al sottostante edificio dell'infermeria delle cave. Al piazzale arriva la carrozzabile da Carrara che, a sinistra, va ad Acquasparta e in avanti, come marmifera Walton, prosegue fino a Foce di Pianza. Il piazzale è notevole punto panoramico sulle cave del bacino di Torano, sulla città di Carrara, sulla costa e sul mare, in particolare sul golfo della Spezia e sulle isole dell'arcipelago. Sulla sinistra c'è un bel panorama dal Sagro al Monte Maggiore. Presso il piazzale c'è un parcheggio per una decina di auto.
Seguiamo la marmifera in direzione monte Sagro, sulla sinistra c'è un monumento in marmo di Marco Devoti con incise poesie di Mario Lazzari dedicate ai cavatori e alle Apuane. Questa è la marmifera Walton, lunga 1,5 km fino al Piazzale di Pianza dove si divide in un ramo sterrato per le cave del Sagro e in un ramo sempre sterrato per la galleria, mai conclusa, diretta alle cave del Monte Maggiore. Alcuni tratti della marmifera sono asfaltati, ma la maggior parte è sterrata e soggetta a frane, però è stata di recente sistemata con livellamento della sede stradale ed eliminazione delle buche. Al ritorno la percorreremo interamente da Pianza.
Il tratto che percorriamo adesso fa parte del sentiero 182 (Torano-Rifugio Carrara). Tra le numerose fioriture abbiamo, in gran quantità, la Neotinea tridentata, una bella orchidea. Sulla sinistra ci sono le pendici del Borla mentre sulla destra il panorama si apre alle vicine cave del bacino di Torano e poi dietro su Carrara e la costa, e questo ci accompagnerà ancora a lungo.
A 8' lasciamo la marmifera Walton e prendiamo verso destra un'altra marmifera (ancora sentiero 182) che porta alle vecchie cave del Morlungo e poi proseguirà fino alla Cava della Faggiola.
Adesso scendiamo per quattro tornanti erbosi della vecchia marmifera. A 23' siamo presso un ometto sulla destra che indica il sentiero 182 che scende verso le cave di Torano. Si vede bene il crinale che scende alla zona delle cave alte di Torano, oggi erboso. Continuiamo a scendere mentre adesso la visuale si apre sulle Cave del Morlungo, con dietro il Sagro e a sinistra le pendici del Borla. C'è da dire che anche la zona del Morlungo fa parte delle pendici meridionali dello stesso monte in territorio carrarese, tagliate dalla marmifera Walton. Le cave da tempo abbandonate hanno lasciato edifici, ravaneti e sfasciumi. Il fondo della marmifera è pieno di belle fioriture gialle di eliantemo. Subito a 26' c'è un rudere sulla sinistra e poco dopo sale a sinistra un ramo della marmifera per una cava che tralasciamo. Poi saliamo a una cava e a 35' siamo a un bivio dove a sinistra si sale alla Cava dei Poeti

[Situata nella zona di Morlungo a 1240 metri di quota. La posizione è molto panoramica sul mare e sulle cave circostanti. L’idea è dell’artista Marco Nereo Rotelli (1955) con la collaborazione della giornalista e scrittrice Fernanda Pivano (1917-2009) e fu sviluppata durante la XI Biennale di scultura di Carrara del 2002 intitolata “Scolpire la parola”: essa doveva essere un luogo poetico che legasse la parola al marmo e alle cave. Sulle pareti di questa cava dismessa infatti furono incisi versi donati da grandi poeti in modo da avere un libro di marmo, i versi sono dedicati alla vita e ai diritti della vita stessa. La cava stessa doveva essere sede di spettacoli di vario tipo e lo fu per un certo periodo, poi, comunque, dopo l’iniziale euforia tutto è scemato, come troppo spesso succede.]

Poi scendiamo a recuperare la marmifera principale a 37'. Proseguiamo passando per altra cava dove, nel piazzale, è inciso nel marmo un sole stilizzato con scritte in italiano e tedesco che dicono che Galileo aveva ragione. Lasciamo anche questa cava e pochi minuti dopo, a 47' siamo a un'altra cava più grande dopo la quale un ramo di marmifera sale verso sinistra. In zona doveva arrivare la traccia del sentiero 139⇧ da Torano per Vinca che è stato eliminato nel tratto Torano-Pianza poiché le cave basse ne hanno eliminato il tracciato.
Adesso saliamo per tratto erboso di marmifera con grandi fioriture di Saponaria ocymoides: saponaria rossa. A 56' siamo praticamente sotto il Piazzale di Pianza mentre la marmifera pianeggia. Poi un po' di discesina e un'altra cava e a 01h 19' siamo a una torretta dell'elettricità e in alto un grosso edificio di cava ormai abbandonato. Subito dopo siamo dentro la cava stessa in ampio piazzale in marmo dove la montagna è stata tagliata nel corso del tempo. Siamo alle pendici del Monte Faggiola verso il quale siamo diretti. Adesso prendiamo a salire, superiamo qualche metro di sfasciumi e poi seguiamo la ripida marmifera che sale a tornanti con i resti di qualche macchinario arrugginito.
A 01h 44', presso una curva dove inizia il terzo tornante c'è un timido tentativo di cava. Saliamo, costeggiamo un ravaneto e dopo 10', alla curva dove inizia il quinto tornante, troviamo sulla sinistra una vecchia cisterna per l'acqua. Saliamo e a 02h siamo presso un 'altra cisterna, qua sulla sinistra si apre la galleria dei Vallini che porta a vecchie cave nel bacino marmifero di Colonnata, nel versante est del Monte Maggiore (Vallini del Sagro). Adesso ci aspetta la parte più impegnativa dell'escursione. Dobbiamo salire sulla destra per un canalino di terra e sfasciumi che ci porterà poi al tratto finale su roccette per la Foce del Giacchetto. Il percorso è breve, ma piuttosto impegnativo.
Saliamo aiutandoci con le mani, con grande attenzione, poi capiamo che è meglio spostarci sulla sinistra al versante erboso, dove giovani faggi aiutano nella progressione. A questo punto saliamo tra facili e stabili roccette cercando il percorso più semplice a zigzag e ben presto intercettiamo una traccia segnata con segni rossi che ci porta, a 02h 33', a un intaglio conosciuto come Foce del Giacchetto. Dall'intaglio si vede la cava sottostante nel versante di Colonnata e la via marmifera che inizia da essa. Inoltre c'è un gruppo di capre che ci guardano spaventate per fuggire poi per il versante verticale. Ci sono segni di sentiero in parte coperti da vernice grigia, quindi pensiamo a un sentiero dismesso. Verso sud vediamo la quota 1368 che precede la vetta del Monte Maggiore (percorso non segnato e impegnativo). Noi adesso seguiamo i segni rimasti del sentiero e gli ometti lungo lo stesso per innestarci nel sentiero 172. La traccia è stretta, ma percorribile e a 02h 42' superiamo pochi metri di ravaneto e dopo 10' cambiamo versante, aggirando una crestina rocciosa. Segue qualche metro un po' esposto, da percorrere con prudenza, aiutandoci con la roccia sulla destra. Infine si sale facilmente alla selletta a fianco del Monte Faggiola, dove ci inseriamo nel sentiero 172, a 02h 59', dopo aver superato una vecchia struttura militare dell'ultima guerra.
Il sentiero 172 (Foce di Pianza-Foce Luccica) passa da Foce della Faggiola da cui inizia la salita normale al Sagro e quella, più impegnativa, allo Spallone. Volendo è possibile salire, facilmente, alla vetta del monte
[Il Monte La Faggiola è alto 1455 metri e sulla sua cima si trova un cippo di confine tra Carrara e Fivizzano. Esso è praticamente un mammellone sassoso con scavata una lunga trincea che porta a una postazione sommitale sotto il cippo.]
Noi ci fermiamo a riposarci e riprendiamo il cammino a 03h 14'. Scendiamo adesso con il 172 fino a Foce di Pianza. Stiamo costeggiando a mezzacosta il crinale della Faggiola, che costituisce confine amministrativo tra i comuni di Carrara e Fivizzano. Il sentiero è sempre su terreno carsico e su marmo, con rari alberi e qualche interessante fioritura nella stagione giusta, adesso molto caglio delle Apaune con i suoi fiori piccolissimi. A destra abbiamo il Monte Sagro inciso alla base da una cava in attività.
A 03h 35' scendiamo per breve tratto ripido partendo da alcune vecchie trincee e arriviamo al sottostante intaglio, con di fronte la quota 1341. Sulla sinistra il panorama si riapre sulla costa e i bacini marmiferi e notiamo in basso l'inizio di un tunnel, mai terminato, per le cave presenti in zona.
Proseguiamo a sinistra costeggiando la quota 1341 (qua prospera in gran quantità il fiordaliso di Tronfetti) e a 03h 44' siamo al bivio del sentiero 172 con il 173. Il sentiero 173 (Rifugio Carrara-Capanna Garnerone) unisce i due rifugi del Cai Carrara passando per la Foce del Faneletto e per quella di Vinca. Esso va a destra aggirando la quota 1341 e più in alto da esso si stacca un'altra via di salita al Sagro.
Adesso percorriamo un'ampia cresta di marmo panoramica a destra e sinistra. Un breve tratto è protetto da esile recinzione, per la presenza di un salto a sinistra, dovuto a una vecchia cava. Proseguiamo tra fioriture e, dopo essere passati da altre trincee, a 04h siamo alla Foce di Pianza. Questo è un intaglio della cresta che è confine tra Carrara e Fivizzano. A destra scende la marmifera per le cave di Sagro e Borla. Essa costituisce parte dei sentieri 139⇧ e 174. Il primo è diretto a Vinca e inizia da Pianza, mentre in passato iniziava dalla Conca di Torano. Invece il 174 (Foce di Pianza-Casa Cardeto) passa per le cave del Borla e continua per la Foce dei Pozzi. A destra sale il 173 diretto al rifugio Carrara che costeggia le pendici del Borla che abbiamo proprio di fronte a noi.
Scendiamo al vicino piazzale di Pianza dove c’è molto spazio per parcheggiare. Il luogo è molto panoramico sulla costa, sul golfo della Spezia e sulle cave di Carrara che si distendono davanti a noi. Ci rimane adesso da percorrere la marmifera Walton per tornare al punto di partenza. Scendiamo con calma ammirando le numerose fioriture sulle pendici del Borla che abbiamo sulla nostra destra, tra cui molte sassifraghe. A 04h 23' sulla sinistra scende una marmifera che porta alla cava dei Poeti. A 04h 33' chiudiamo l'anello e dopo 10' finiamo l'escursione arrivando al piazzale dell'Uccelliera.
Da Carrara si seguono le indicazioni per Gragnana e Torano fino al bivio che a destra porta a Torano e al cimitero di Marcognano, si continua la strada per pochi minuti, si supera il cimitero che rimane a sinistra e si arriva al paese ben visibile dalla strada.
Questo percorso si svolge su una lunga marmifera che attraversa cave abbandonate, in ambiente comunque ancora selvaggio. Poi è necessario salire per un canalino di terra e sfasciumi che si può in parte evitare.
Altra difficoltà è il sentiero che porta al 172, con qualche metro un po' esposto. Ne consegue che chi volesse evitare la parte difficile può percorrere la marmifera fino alla galleria e tornare indietro per la stessa strada. Ricchissime sono le fioriture in tutto il percorso che da sole meritano la fatica, molte di esse sono endemismi apuani che amano i terreni calcarei.
I tempi sono appesantiti dalle numerose soste per fotografare per cui pensiamo che il percorso possa essere effettuato in meno di quattro ore da giovani allenati. È necessaria prudenza e attenzione costante nel tratto difficile. L'escursione non va effettuata con pioggia, terreno scivoloso e con neve e ghiaccio.











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