DATA ESCURSIONE: 17/10/2021
[IXLK]https://www.facebook.com/EscursioniApuane2021/photos/a.116218854104715/187614420298491[FXLK][TYLK]
[ILK]MonteFiocca.html[FLK]Qui[TLK]un approfondimento sul Monte Fiocca.
Lasciata la provinciale, nei pressi di Arni, entriamo nel piccolo borgo, percorrendo la strada che porta alle cave. Fatti pochi metri, troviamo subito a destra un parcheggio (921m) dove ci fermiamo (fare attenzione perché alcuni posti sono riservati ai residenti).
[Arni è la frazione più settentrionale e più alta del comune di Stazzema. Essa si trova nel versante garfagnino, alle sorgenti della Turrite Secca, a nord-est del Monte Altissimo. La valle di Arni ha forma longitudinale, in direzione da ovest a est, per un'estensione di circa 3 Km. Essa è dominata dal Monte Macina,dal Fiocca ed è chiusa dal Sella. I monti che la circondano sono ricchi di marmo. Il borgo nacque agli inizi del 1800 da preesistenti abitazioni di pastori e nel 1822 fu costruito dagli abitanti l’oratorio di S. Agostino (il campanile invece è successivo). I giacimenti marmiferi furono sottoposti a intenso sfruttamento a partire dalla fine del XIX secolo facilitati dall'apertura della Galleria del Cipollaio, ma lo sfruttamento durò poche decine di anni. Oggi le cave sono in parte abbandonate e questo ha portato allo spopolamento del borgo. La strada marmifera presente nella valle conduce verso le cave Ronchieri del versante massese del Monte Sella invece ancora attive. Ancora oggi l'attività economica prevalente è quella legata all'estrazione del marmo.]
Ricordiamo che da parte opposta, rispetto al parcheggio, salgono i sentieri 153⇩ e 155, con tratto comune iniziale. Il primo diretto al Pasquilio, passando dalle Gobbie e dal Passo degli Uncini. Il secondo si innesta nel 150 (le Gobbie-Passo Sella) al sovrastante Schienale dell'Asino. Sulla destra del parcheggio saliva una traccia che recuperava il 144 un po' più in alto, ma non è più percorribile, ma al suo inzio c'è una utile fontana.
Lasciamo il parcheggio e saliamo un centinaio di metri fino ad arrivare a un bivio (presenti indicazioni) dove andiamo a destra per strada asfaltata. A 7' siamo a Case Oriali (sulle cartine Orioli), alcune delle case sono state risistemate in maniera gradevole e molto rispettosa del luogo. Presso la casa sistemata meglio sale a destra, ben segnato, il sentiero con una breve scalinata iniziale.
Adesso seguiamo delle balze erbose piuttosto ripide. con bella vista sul Monte Altissimo e sul Macina, in questo periodo la vegetazione erbosa è molto rigogliosa. Più in alto poi il sentiero passa attraverso fastidiosi ginestroni che, comunque sono stati tagliati, rendendo agevole la progressione e si comincia a vedere, in basso, il paese di Arni.
Ancora più in alto il sentiero sale per facili rocce scalinate e a 37’ siamo sulla cresta rocciosa, presso una palina segnaletica, la vista adesso si allarga al monte Fiocca, che abbiamo di fronte, e al gruppo delle Panie e, a sinistra, al monte Macina e al Sella. La cresta sale verso sinistra, ma in maniera non molto ripida mantenendosi sempre molto panoramica e ricca di interessanti fioriture, tra cui moltissime orchidee, nella giusta stagione.
Ci spostiamo verso destra e segue poi un tratto un po' più ripido. A 1h 21’, dopo un breve tratto su terreno erboso, siamo alla base della parete del Fiocca e proseguiamo sulla destra per un tratto scalinato nel marmo, il sentiero è sempre ben segnato. Il tratto deve essere percorso con attenzione e piede sicuro e, in caso di fondo scivoloso, è bene tornare indietro.
Dopo una decina di minuti troviamo l’ingresso di una modesta grotta (Buca dei Corvi) e poi segue un tratto su roccette, paleo e terra. A 1h 40’, presso un palo di legno, il sentiero gira a destra, seguendo la conformazione del monte (cresta sud-est). Poco dopo cominciamo a vedere l’inconfondibile sagoma a panettone del Monte Sumbra e a 1h 46’ siamo al Malpasso (1434m), da cui scendiamo a sinistra, in direzione del bosco del Fatonero, per un tratto di rocce scistose che bisogna percorrere con un po’ di attenzione.
All'inizio è presente un tratto di corda metallica, che ci aiuta nella discesina, poi riprendiamo a salire e poco dopo c'è un altro tratto di corda metallica (impegnativo in discesa), dopo il quale entriamo nel bosco del Fatonero a 02h, da evitare una traccia che va a destra e che poi scende ripida. Il sentiero è di fronte con segni evidenti.
[Il nome Fatonero deriva da faggio, infatti il bosco è una faggeta, e dal fatto che essendo molto fitto non lascia passare i raggi del sole. Purtroppo molti alberi sono caduti a causa del maltempo e del forte vento, ma la progressione è ancora possibile essendo stati tagliati i tronchi sulla sede del sentiero. Da lontano esso appare come una macchia verde-nera. Nella fantasia popolare il bosco era abitato da spiriti e folletti, tra cui il famigerato Linchetto, dispettoso nei confronti di uomini e di animali. Queste storie sono sopravvivenze di miti e riti dei Liguri Apuani e del loro culto degli alberi e degli spiriti tutelari delle foreste a cui si sono sovrapposti poi miti latini e germanici.]
Il sentiero prosegue ameno nella frescura del bosco, supera alcuni rivoli d'acqua e una piccola prateria a lamponi che si trova presso un rudere sulla destra. A 02h 23' siamo fuori dal bosco e proseguiamo a mezzacosta, con il sentiero inciso nel paleo e panoramico sul gruppo delle Panie. Di fronte c'è il Passo del Contapecore dove arriviamo a 02h 43' (1461m). Il passo è una selletta panoramica, presso un poggio a quota 1482 metri, con indicazioni di sentiero e una stele di ardesia piena di nomi. La sella è una ventina di metri più bassa del poggio che fa parte del contrafforte che separa la Valle dell’Anguillaia da quella del Fatonero. Proprio di fronte a noi c’è il Sumbra con la sua imponenza e dall’altra parte il Fatonero che abbiamo appena percorso.
[Il passo deriva il nome dall’abitudine che avevamo i pastori di contare le loro pecore in questo luogo, poiché era inevitabile che i greggi si mischiassero tra la Valle del Fosso del Fatonero e quella del Fosso dell’Anguillaia.]
Continuiamo in salita, inizialmente per un tratto erboso, poi risaliamo roccette e, infine, percorriamo un bel tratto su un lastrone di marmo che ci porta al Passo di Fiocca a 3h 06’ (1550m). Il passo è molto panoramico sul monte Fiocca e il Sumbra, sulle Panie e sul gruppo Sella, Tambura, Roccandagia, in basso vediamo la Valle dell’Edron e il lago di Vagli. Sulla destra il sentiero 145 porta alla vetta del Monte Sumbra (con tratto attrezzato) per poi continuare per Capanne di Careggine.
Noi seguiamo il sentiero 144 in direzione Passo di Sella. Quindi continuiamo a salire per la lastronata (ometti e qualche segno) dove prosperano belle fioriture nella giusta stagione. Dopo una decina di minuti ci spostiamo verso destra a recuperare una traccia erbosa e a 03h 22' arriviamo a un bivio (1604m), il sentiero 144 va a destra, mentre a sinistra sale una traccia, all'inizio segnata su roccette. Essa sale alla vetta del Fiocca.
Dopo qualche minuto siamo a una palina con indicazione del 144 anche verso destra, qua sale la traccia per la vetta, incisa nel paleo con prateria di mirtilli. Saliamo ripidamente avendo dietro di noi la spettacolare mole del Sumbra, sulla sinistra il Fatonero e sulla destra Macina, Sella, Tambura e Roccandagia e dietro il Sagro e la costa.
A 03h 48' siamo in vetta (1716m) indicata da un palo e qualche sasso. Il luogo è ameno e il panorama è notevole sul gruppo del Monte Altissimo, sul Corchia e sulle Panie, sul Macina, Sella e Tambura e sul Sumbra. Dopo 20' di sosta scendiamo percorrendo il percorso fatto all'andata.
A 04h 35' siamo a Passo Fiocca, a 04h 53' al Contapecore. A 05h 44' siamo al Malpasso dopo aver percorso con attenzione il tratto attrezzato in discesa. A 07h 15' terminiamo l'escursione.
Da Massa, passando per Altagnana e Antona (8,4 km) si imbocca la galleria del Vestito (18,1 km) che porta in provincia di Lucca. Si continua e si supera una seconda galleria (del Castellaccio) dopo la quale alla prima curva a U si devia a sinistra e dopo 100 m si trova il parcheggio (21 km).
Da Seravezza si segue la strada provinciale di Arni (strada del Cipollaio), si lascia sulla destra il bivio per Ponte Stazzemese, e si arriva poco dopo alla deviazione per Retignano e poi a quella per Levigliani (12 km), si supera il bivio per Terrinca. Poi si continua fino alla Galleria del Cipollaio (20 km) e presso la località Tre Fiumi (20 km) si prosegue a sinistra per Arni superando Campagrina e la chiesa e al curvone a U si devia a destra per il parcheggio (22,7 km). Provenendo da Castelnuovo Garfagnana servono 16,7 km per arrivare a Tre Fiumi e 19,6 per arrivare al parcheggio di Arni.
Il percorso richiede allenamento per il dislivello e attenzione in alcuni tratti che giustificano la difficoltà EE. Innanzitutto c'è da percorrere un tratto su roccia, anche se scalinato, alle pendici del Fiocca. Poi c'è la discesina al Malpasso, attrezzata con un cavo d'acciaio in due tratti prima del bosco.
Il resto del percorso è di normale difficoltà, ma sconsigliamo di affrontare questa escursione con neve, ghiaccio e anche semplicemente con la pioggia che può rendere insidioso qualche passaggio su roccia.
I panorami sono notevoli su Fiocca, Sumbra, Panie, Macina, Sella e Tambura. Nella giusta stagione notevoli sono le fioriture, dalle orchidee, alle genziane, alle primule orecchia d'orso e all'anemone ranuncoloide.
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