(LU-Stazzema) STAZZEMA FREDDACCIA–FONTE DELLA GROTTA (836 m)–SENT. 121–TOGGIANO (1028 m)–BASE CRESTA ESE MATANNA (1050 m)–CALLARE DEL MATANNA (1137 m)–FONTE DELLA GROTTA–SENT. 5A–CASA GIORGINI (735 m)–STAZZEMA F. (DOPPIO ANELLO)
Loc. di partenza: Stazzema Freddaccia (530 m)
Loc. di arrivo: Stazzema Freddaccia (530 m)
Dislivello mt.: 750
Tempo totale: 06h 30'
Difficoltà: E
Punti d'appoggio: Rifugio Forte dei Marmi e Rifugio Alto Matanna
Rifornimento acqua: Stazzema Freddaccia, Fonte della Grotta
Tratti di ferrata: No(brevi tratti assicurati)
Sequenza sentieri: 115(ex 5)_116(ex 6)◆115(ex 5)◆115(ex 5)_106(ex 5A)_121◆121◆traccia segnata◆tracce◆discesa e salita al meglio◆traccia◆115(ex 5)◆115(ex 5)_106(ex 5A)_121◆106(ex 5A)◆106(ex 5A)_116(ex 6)◆116(ex 6)◆115(ex 5)_116(ex 6)
DATA ESCURSIONE:20/02/2022 [IXLK]https://www.facebook.com/EscursioniApuane2021/photos/a.116218854104715/187623286964271[FXLK][TYLK]

[ILK]MonteMatanna.html[FLK]Qui[TLK]un approfondimento sul Monte Matanna

Prima dell'inizio dei sentieri 115 e 116 è possibile parcheggiare facilmente lungo la strada (è presente anche una fontana), ma è necessario pagare un pedaggio che per un'escursione di media durata è di 3 euro.
Iniziamo a conteggiare i tempi dal ben evidente inizio dei sentieri 115 e 116 (528 m). Saliamo e, a pochi metri dalla partenza, sulla destra, c’è una prima marginetta con annessa panchina per riposarsi, essa è stata restaurata dalla famiglia Giannaccini. Il sentiero sale, a sinistra di essa, nel bosco di castagni e per un breve tratto si vede l'ampio sterrato, in basso, che continua la strada asfaltata che abbiamo percorso in auto.

[Iniziata nel 1973 questa strada (detta Stazzema-Gallicano) avrebbe dovuto collegare Stazzema con Palagnana, fortunatamente il progetto non è stato completato, preservando la bellezza di queste zone].

In 5’ dalla partenza siamo al primo bivio: a sinistra si stacca il sentiero 116 (Stazzema-Foce di Petrosciana-Fornovolasco) che, in parte, percorreremo al ritorno. A destra continua il sentiero 115 (Stazzema-Callare del Matanna-Alto Matanna), lo seguiremo fino al Rifugio Forte dei Marmi e poi, al ritorno dal Callare alla Fonte della Grotta.
Il sentiero è molto tranquillo e si sviluppa nel bosco di castagni e, tra le fronde, intravediamo, sulla destra, il borgo di Stazzema. A 12’ incontriamo un’altra marginetta, in questa c’è un’immagine in terracotta del 1998 della Madonna del Popolo, quella originale, in marmo, è stata asportata da ladri come, purtroppo, è successo per molte altre in zona. Subito iniziamo a vedere, di fronte a noi, la mole del Matanna e lontano, in basso, una cava di pietra locale. Pochi minuti più avanti arriviamo presso un rudere dove prospera un bell'esemplare di agrifoglio dalle bacche gialle, lungo il sentiero ne troveremo altri sia con le classiche bacche rosse che con le bacche gialle (naturalmente questo nel giusto periodo). Ricordiamo che l'Ilex aquifolius è pianta dioica per cui solo quelle con fiori femminili fruttificano.
Altri ruderi li troveremo più avanti, alcuni, le cosiddette “burraie”, servivano ai pastori e ai montanari per conservare gli alimenti, altri sono “calchere” cioè fornaci per produrre la calce usando le rocce carbonatiche diffuse sulle Apuane. Poco dopo il primo rudere abbiamo una bella visuale su Procinto, Nona e Matanna.
A 31', presso un altro rudere, abbiamo bella vista sul borgo di Farnocchia che si trova alle pendici dei monti Gabberi e del Lieto. Segue il primo di tre brevi tratti attrezzati con corde metalliche, per agevolare la progressione quando il terreno roccioso è scivoloso come succede spesso.
Poi la salita si fa più ripida, con qualche tratto scalinato, e ci troviamo davanti Procinto e Nona, mentre il Matanna rimane sulla destra. Proseguiamo per tratti pianeggianti cui segue la salita, incrociamo un traliccio della corrente e, a 57', vediamo bene la strapiombante parete sud-ovest del Nona, interessante per i rocciatori.
Saliamo ancora e, dopo aver percorso una breve scalinata di tronchi, a 01h 06', arriviamo alla Fonte della Grotta (844 m). Qua c’è una captazione d’acqua con relativa fonte freschissima e c’è una grande marginetta con icona marmorea del 1727 dedicata a S. Antonio e Santa Margherita e buone indicazioni dei sentieri. A destra proseguono, con breve tratto comune, i sentieri 115, 106 e 121. Il 106 (Scalette-Rifugio Forte dei Marmi) lo percorreremo in buona parte al ritorno. Il 121 (Fonte Moscoso-Foce di San Rocchino) invece lo percorreremo adesso per un lungo tratto.
A 01h 13', dopo che il sentiero 115 sale a sinistra per la cengia del Nona, siamo poco sopra il Rifugio dove ci sono le indicazioni dei sentieri. Percorriamo quindi il 121 che segue la parete ovest del Matanna, molto scoscesa, con saliscendi nel bosco, tra cui si intravedono le Panie, il Procinto e il Nona. Il primo tratto del sentiero è ameno e aperto, con a sinistra la parete del Matanna scavata dalle acque.
A 01h 19' a sinistra c'è un rudere sotto la roccia. Aumentano gli alberi e un po' di discesa ci porta a 01h 26' al primo dei tanti canali rocciosi che scendono dalle pareti del monte e dove si incanalano le acque. Tra la vegetazione ellebori e bucaneve.
Poco dopo c'è un breve tratto di discesa a zig-zag che porta a un altro orrido canale. Siamo presso ripari scavati nella roccia a 01h 39', con ennesimo canale che scende ripido a destra.
A 01h 54' iniziamo a cambiare versante e scorgiamo in lontananza il borgo di Pomezzana tra gli alberi. Ancora saliscendi e ripari scavati nella roccia e a 02h 07' incrociamo una vecchia teleferica per la legna. Poco dopo, a 02h 16', sulla destra c'è un rudere. Dopo 4' sulla sinistra c'è l'indicazione (894 m) di una traccia per l'Alto Matanna. All'inizio c'è anche un rudimentale ometto e un segno rosso, comunque dopo una decina di metri c'è un masso a sinistra con indicazioni dei sentieri, se uno perdesse l'indicazione basta arrivare al masso e guardare dietro.
Se si scendesse per il 121 poco distante si troverebbe una marginetta senza icona marmorea cui arriva una traccia non segnata dalle Calde.
Noi adesso seguiremo il sentiero segnato in rosso per l'Alto Matanna, e riportato dalla Carta 4 Land. Il primo tratto è un canalino roccioso che ci fa salire una quindicina di metri. Il canalino è facile, con roccia scalinata e ci si aiuta un po' con le mani. In circa 3' siamo alla parte alta con sulla destra un bel punto panoramico sul Gabberi.
Siamo adesso in un giovane boschetto, con traccia molto evidente e segnata. Qualche tratto è più ripido e in certi casi si cammina su roccia.
A 02h 46' ci innestiamo (1006 m) nella traccia per Toggiano che parte dal 121, non distante (circa 150 m) dalla Foce di Grattaculo. Nelle vicinanze, sulla destra, ci sono i ruderi di una calchera.
Saliamo e in pochi minuti siamo su crinale erboso in località Toggiano. A destra il panorama si apre su Piglione e Prana e sul catino percorso dal Sentiero 113 diretto alla Foce del Pallone. Continuiamo, sulla sinistra, per una traccia ben evidente e a 02h 54’ siamo a una sorta di pianoro aperto (1058 m) con ometti. Sulla destra c’è un sentiero, che seguiremo, con vecchi segni stinti che porta alla base della cresta Est-Sud-Est del Matanna. Invece a sinistra c'è la cresta SSO dello stesso monte (percorribile al meglio).
Seguiamo la traccia aperta e panoramica che prosegue a mezzacosta, in lieve salita, con qualche tratto un po' più ripido. A 02h 59' siamo presso una sorta di altare in marmo e dopo una decina di minuti superiamo poi una sorta di cancello per impedire lo sconfinamento dei cavalli del Matanna e, con un ultimo tratto argilloso e un po' scivoloso, a 03h 20,' siamo alla base (1147 m) della cresta ESE del Matanna da cui, in circa 30', è possibile salire alla vetta.
Questo è il punto più alto dell'escursione. Il luogo è molto panoramico su Nona, Croce con dietro le Panie, e su Piglione e Prana, sullo sfondo l'Appennino. Poco distante ci sono alcuni ruderi con due faggi giganteschi e in basso la vallicola dei laghi gemelli (Bozzoni), nei pressi dei quali si trova l’Albergo Rifugio Alto Matanna.
Adesso scendiamo al meglio verso i Bozzoni, basta scendere per la vallicola spostandoci verso sinistra. La progressione è molto semplice e ben presto siamo su un'ampia traccia, presso una zona di rocce con diversi faggi. Da sinistra arriva una traccia che dovrebbe essere quella del sentiero che proviene dal Callare. Noi comunque scendiamo ancora fino ad arrivare vicino ai laghetti e a 03h 38' siamo sul Sentiero 113 (Capezzano Monte-Palagnana) e lo seguiamo verso sinistra.
Dopo pochi metri siamo al cancello per accedere alla zona del Rifugio Alto Matanna, dove passa il sentiero. Però lasciamo il sentiero e saliamo al meglio a recuperare la traccia che inizia dal Callare.
Anche qua la progressione è semplice e ci avviciniamo alla recinzione sulla destra che evita lo sconfinamento degli animali. Poi procediamo parallelamente alla recinzione stessa e a 03h 48' siamo sul sentiero che seguiamo verso destra, sempre con la recinzione (che ha curvato) a destra. S
aliamo un po' e a 03h 56', sulla sinistra (1129 m), si stacca la traccia segnata di blu per la vetta del Matanna che si sviluppa tra radi alberi. Dopo 4' siamo a un cancello per impedire il passaggio ai cavalli. Esso non può essere aperto per cui dobbiamo passare sotto i reticolati.
Ancora qualche metro e a 04h 03' siamo al Callare del Matanna (1136 m). Qua è presente un traliccio dell’elettricità e un crocifisso in bronzo su croce lignea che fu restaurato alcuni anni fa. Il luogo è molto panoramico, in particolare su Procinto e Corchia da una parte e dall'altra sul Piglione, dietro il quale si intravedono i monti Pisani; inoltre la visuale si apre sull’Appennino, sulla costa e, se la giornata è limpida, arriva fino alle Alpi Marittime.
Qua si stacca una traccia per la vetta del Monte Nona e transita il sentiero 115 che da una parte scende all'Alto Matanna e dall'altra al Forte dei Marmi.
Dopo una sosta riprendiamo il cammino a 04h 25'. Scendiamo verso il Rifugio Forte dei Marmi, il percorso non è difficile, ma oggi il fondo del sentiero è scivoloso e serve un po' di attenzione. Dopo un breve tratto di discesa su roccia anch'essa scivolosa, a 04h 39' arriviamo a un intaglio con una sorta di ara pagana. In realtà questo traforo (del Pizzo di San Pietro) è artificiale e fu fatto, alla fine dell’ottocento, per allestire una via attrezzata per il monte Nona, in seguito smantellata.
Dopo 5' siamo presso un altro traliccio, scendiamo ancora con un po' di attenzione e a 04h 46' la progressione si fa più semplice e costeggiamo le pareti calcaree del Nona per zona boscosa.
A 05h 06' si stacca verso destra la traccia (960 m) che porta alla Cintura del Procinto e all'innesto della ferrata. Adesso inizia il tratto attrezzato che percorre la cengia rocciosa del Nona: la fune d’acciaio è molto utile in caso di ghiaccio che si forma per il continuo stillicidio di acqua dalla parete sovrastante. È utile, comunque, anche oggi per il fondo molto scivoloso. Su noi incombe la severa parete sud-ovest del Nona, molto impegnativa per gli arrampicatori. Il panorama è splendido e arriva alla costa e alle isole dell'arcipelago.
A metà della cengia una lapide in marmo del 1890 ricorda la costruzione del sentiero che stiamo percorrendo, dovuto all'impegno dell'ingegnere Aristide Bruni che, nel 1879, effettuò la prima salita documentata del Procinto, ma probabilmente fu preceduto da boscaioli locali. Finito il tratto attrezzato scendiamo verso sinistra e a 05h 21' chiudiamo il primo anello a poca distanza dal Rifugio, nei pressi del sito del Presepe che viene allestito da qualche anno.
Dopo 4' siamo di nuovo alla Fonte della Grotta e ci spostiamo di pochi metri al bivio tra il sentiero 106 e il 121 (843 m). Adesso seguiremo il 106 e poi il 116 per chiudere il secondo anello. Dopo pochi metri sulla destra si trovano i ruderi di una calchera.
Il sentiero è stretto, ma agevole, pianeggiante e con saliscendi con prevalenza di discesa. Entriamo subito nel bosco e poco dopo troviamo una traccia che sale verso la Baita degli Scoiattoli, da cui è possibile salire anche con altre deviazioni successive.
A 05h 34' siamo presso un rudere dopo il quale si trova una burraia con fonte interna, qua si conservavano i cibi deperibili (una sorta di frigorifero naturale). Poco dopo c'è un'altra costruzione in buon stato di conservazione.
A 05h 43' c'è un tratto di salita attrezzato che è stato sistemato di recente poichè una frana lo aveva danneggiato. Poco dopo c'è un breve tratto di discesa attrezzato successivo a un rudere a destra.
Proseguiamo e a 05h 49' si stacca verso destra una traccia (796 m) che porta alla Baita degli Scoiattoli e al sentiero 121. Subito siamo presso la Casa del Pittore e scendiamo costeggiando la recinzione e in due minuti siamo sul sentiero 116 (778 m).
Andiamo a sinistra, salendo un po', e a 05h 53', dopo aver superato una marginetta, siamo all'ingresso principale della proprietà della Montanina o Casa del Pittore che, purtroppo, è stato sfondato. Questo è un villino immerso nel verde del bosco. Questa abitazione fu abitata e affrescata dal pittore versiliese Filadelfo Simi (1849 -1923).
Scendiamo qualche tornantino lastricato e a 05h 59' siamo alla Locanda di Casa Giorgini che fa servizio come bar-ristoro e Bed & Breakfast per gli escursionisti

[In passato la casa fu proprietà della famiglia Giorgini originaria di Montignoso e imparentata con Alessandro Manzoni. Essa fu fatta costruire dall'industriale del marmo Vittorio amico del pittore Filadelfio Simi].

Proseguiamo passando di fianco a una casa dove alloggiano capre e a 06h 02' siamo a un incrocio. A destra scende lo sterrato che porta alla Freddaccia e continua a sinistra per la base logistica del CNSAS (Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico) di Querceta.
Il sentiero 106 scende verso le Scalette sulla destra, mentre a sinistra scende il sentiero 116 che andremo a percorrere. Subito sulla destra c'è una struttura dell'acquedotto con fontana. Scendiamo per tratti lastricati e scivolosi quando è umido. Poco dopo l'ingresso di una cava abbandonata di minerali che si trova, infrascato, sulla sinistra, troviamo a 06h 13', sulla destra, una marginetta. Essa è stata restaurata e dedicata allo scultore Stanley Bleifeld (1924-2011). Oltre all'icona marmorea dedicata a tutti i bambini del mondo (Madonna e Bambino) c'è una terracotta dello stesso Bleifeld e un bassorilievo metallico dedicata all'artista con la sua faccia [Breifeld era uno scultore americano che visse e lavorò anche a Pietrasanta ed era molto legato alle Alpi Apuane].
Continuiamo a scendere per tornantini e scorgiamo sulla destra la strada Stazzema-Gallicano. A 06h 28' chiudiamo il secondo anello arrivando al bivio 115/116 e dopo 5' terminiamo l'escursione
Da Seravezza si prosegue sulla strada provinciale per Castelnuovo Garfagnana, oltrepassata Ruosina (3,8km), si prende la deviazione a destra per il fondovalle in direzione Stazzema.
Si oltrepassa Ponte Stazzemese, Mulina (8km) e Culierchia, si lascia a destra la deviazione per Pomezzana e Farnocchia (8,5km) e, poco dopo, su un ampio tornante prima di arrivare a Stazzema, si imbocca la deviazione a destra (10km) contrassegnata con una rustica, ma utile indicazione "Rifugio Forte dei Marmi" (Basta fare attenzione). Poi si arriva a una casa con maestà (11,5km) dove finisce la strada e iniziano i sentieri 5 e 6.
L'escursione è molto varia per gli ambienti attraversati e per i panorami. Il primo anello riguarda il Matanna con panorami notevoli su Procinto, Nona, Matanna, Piglione e Croce.
Molto interessante è il tratto del sentiero 121 in ambiente selvaggio e incontaminato. Si sale poi un breve canalino roccioso e scalinato per recuperare una traccia segnata per Toggiano, non è difficile, ma può essere insidioso con neve e ghiaccio.
Molto pnoramico è il entiero a mezzacosta del Matanna. La seconda parte è un anello dei sentieri 115 e 106 con interessanti marginette, resti di una calchera e di burraie e casolari testimoni della dura vita dei nostri antenati. Poi l'escursione passa presso Casa Giorgieri, oggi rifugio privato, e la Montanina o Casa del Pittore.
È possibile, usando la ricca rete di sentieri, variare l'escursione e salire alle vette del Matanna o del Nona o percorrere la Cintura del Procinto.

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