DATA ESCURSIONE: 27/02/2022
[ILK]MonteGabberi.html[FLK]Qui[TLK]un approfondimento sul Monte Gabberi.
La strada asfaltata porta a un parcheggio non molto distante dalla chiesa principale di Pomezzana, intitolata a S. Sisto, col suo grande campanile, un po' pendente. Il luogo è panoramico su Farnocchia, Stazzema e i Monti Lieto e Gabberi. Non trovando posto noi parcheggiamo più sotto.
Saliamo per la strada e, prima del parcheggio, troviamo sulla destra una scalinata che ci porta dentro il borgo. E seguiamo la strada nel paese verso destra. Stiamo percorrendo un breve raccordo, che inizia pochi metri più in basso sulla sinistra, per il sentiero 106 (Trescolli-Rifugio Forte dei Marmi).
[Pomezzana si estende lungo un crinale ben esposto al sole, nel versante ovest del Monte Matanna, presso il Colle della Castellina, dove esisteva un castello. Il borgo è citato sin dall'VIII secolo e possiede una bella chiesa intitolata a S. Sisto con arredi di pregio, ricostruita nel XIX secolo. Inoltre c'è l'Oratorio della Madonna delle Grazie, restaurato nel XVI secolo. Il paese ha una lunga tradizione nell’artigianato del ferro ed esistono in loco vecchie cave di pietra di Cardoso.]
Percorriamo le strade del borgo in lieve salita e a 5' troviamo le indicazioni del sentiero 106 (605 m), a sinistra va verso il Rifugio Forte dei Marmi, mentre a destra va a San Rocchino. Proseguiamo verso destra e in un paio di minuti siamo all'Oratorio della Madonna delle Grazie, con a fianco una casa con un bel trompe-l'oeil con un mazzo di girasoli e il gatto Otto. La strada diventa sterrata e in alto scorgiamo il Monte Matanna, subito dopo c'è una fonte a sinistra, con icona marmorea di Sant'Antonio.
A 14' arriviamo a una costruzione (presumo un'officina) dove arriva la strada asfaltata da destra, che si stacca da quella che abbiamo seguito per salire a Pomezzana. Il sentiero 106 va a destra seguendo per un po' la strada, ma le indicazioni e i segni sono assenti. Invece a sinistra sale un ampio sterrato diretto a cave di pietra situate più in alto (all'inizio c'è un cartello in alto che può trarre in inganno chi volesse percorrere il 106 per San Rocchino, non riportando indicazioni). Oltre all'officina c'è anche un salto d'acqua sulla sinistra.
Seguiamo la strada e a 18' la lasciamo e saliamo verso sinistra seguendo il 106 (presenti indicazioni). Siamo su mulattiera con qualche tratto lastricato. Essa sale subito e percorriamo un ponte di legno su un modesto rio che scende da sinistra. Salendo vediamo tra gli alberi il borgo di Pomezzana con dietro la Pania della Croce e il Corchia. Poi qualche saliscendi e un po' di salita.
A 26' sulla destra, un po' distante, c'è un traliccio dell'elettricità. Poi iniziano le case, presenti anche più in basso, a destra, siamo a Mezzana. A 30' arriviamo (672 m) a un bivio (presenti indicazioni) presso una casa. A sinistra sale un cementato diretto ad alcune case e con indicazione per Bovalica, Foce di Grattaculo e per gli Agriturismo Agrifoglio e Alpeggio (al ritorno percorreremo proprio questa traccia).
Adesso scendiamo verso destra seguendo le indicazioni per San Rocchino e il sentiero 106. Siamo su cementato in discesa che a 33' diventa strada asfaltata. Dopo un paio di minuti siamo a un bivio: a destra scende la strada asfaltata a recuperare la strada per Pomezzana. Noi proseguiamo in avanti per stradello asfaltato.
Ci sono subito indicazioni per gli agriturismo, una fonte e un vecchio cartello dei sentieri. Lo stradello ben presto diventa sterrato, un po' scende poi prende a salire. Ricordiamo che lo stradello è carrozzabile e permette alle auto di arrivare a San Rocchino.
A 39' passiamo su un bel ponte reso però inutile dalla strada che stiamo seguendo, sulla sinistra sale una traccia sterrata che trascuriamo. Salendo scorgiamo tra gli alberi Pomezzana e le colline dove ci sono le case di Mezzana e delle Calde; sulla strada che stiamo percorrendo ci sono pali dell'alta tensione. Sulla destra, in lontananza, c'è una vecchia cava di pietra che scorgevamo anche in precedenza salendo da Mezzana.
A 55' siamo presso una grossa marginetta con icona marmorea del 1726 dell'Assunzione di Maria. Sulla sinistra in alto ci sono alcune case immerse nel verde in buono stato. Saliamo ancora e a 01h 07' siamo a San Rocchino (817 m). Qua si trova una cappella intitolata a San Rocco, siamo nel comune di Stazzema, ma a pochi metri da quello di Camaiore per cui questa zona fu, a lungo, causa di controversie tra la comunità di Pomezzana e quella di Casoli per i diritti di pascolo. Il sentiero 106 scende a destra per Trescolli. Qua arriva il sentiero 107 (La Culla-Monte Gabberi-San Rocchino) che andremo a percorrere. Inoltre transita il Sentiero 113 (Capezzano Monte-Farnocchia-Palagnana).
Noi andiamo a destra percorrendo un breve tratto comune ai sentieri 113 e 107. Il sentiero lascia sulla destra una costruzione metallica e poco dopo a 01h 10' arriviamo a un trivio. A destra scende il Sentiero 113 per Farnocchia che è chiuso in questo tratto per frane. Da sinistra arriva un breve raccordo dal vicino sentiero 106 e di fronte a noi sale il 107 che seguiamo. Pochi metri dopo, a destra, si stacca una traccia segnata in rosso (799 m) che va a recuperare il cosiddetto sentiero 114A presso una marginetta restaurata di recente (dove passeremo più avanti nel corso dell'escursione). Questo sentiero è segnato nella carta 4Land.
Procediamo in leggera salita per un boschetto rado e dopo circa 5', sulla destra, scorgiamo una piccola grotta, che può servire da riparo in caso di pioggia. Essa comunque è utile per individuare (814m), dopo un paio di minuti, una traccia che scende a sinistra (qualche segno rosso) diretta alla bella Grotta del Tanaccio e alla vicina Grotta della Vulva, per le quali rimandiamo alla relativa escursione.
Proseguiamo e a 01h 20' inizia un tratto di salita abbastanza ripida a brevi tornantini che ci porta in 3' a un bel punto panoramico: dal Piglione, al Prana, al Matanna, al Nona e al Procinto e al gruppo delle Panie. Sulla destra c’è un altro punto panoramico (come una finestra aperta in alto) formato da rocce che incombono a precipizio verso Trescolli.
Il sentiero prosegue meno ripido con lunghi tornanti e dopo 10' cambiamo versante e iniziamo un tratto in falsopiano o di lieve salita. A 01h 32' sulla sinistra c’è una buca che pare l’ingresso di una grotta e poi predomina la discesa nel bosco dove sono fiorite viole ed epatiche.
Risaliamo e a 01h 47' siamo a un bivio (956 m): a destra scende un sentiero segnato di blu diretto a Pietralunga e a Farnocchia (all’inizio c’è una lapide ricordo). Questo sentiero chiamato 114A, ma non sappiamo se la notazione sia ufficiale, costituisce alternativa al Sentiero 113 interrotto nel tratto Farnocchia-San Rocchino, come già detto. Al ritorno scenderemo pochi metri per vedere la marginetta restaurata.
Invece il nostro sentiero sale a sinistra, più avanti si apre permettendo di vedere il lago di Massacciucoli e a 01h 57’ arriviamo presso una costruzione in posizione panoramica sulla costa e sul lago.
Il sentiero sale adesso sulla destra per un tratto erboso e panoramico per rientrare poi decisamente nel bosco. A 02h 18' siamo a un bivio (1082 m): a destra si stacca una traccia in discesa per recuperare il sentiero 114 per Case Sennari e Farnocchia, inoltre seguendolo si trova anche la traccia per la vetta del monte Lieto.
Proseguiamo per il sentiero principale e in un paio di minuti arriviamo ad alcune facili roccette carbonatiche dall’improbabile nome di Gradino Hillary che portano rapidamente al pianoro sommitale del monte Gabberi e alla croce di vetta (1111 m) che raggiungiamo a 02h 26’. Il luogo è particolarmente panoramico, a 360°, sull’intera catena apuana, sul mare e sulle isole dell’arcipelago toscano. È possibile distinguere anche le vette più alte delle apuane settentrionali come Pisanino, Cavallo e Tambura oltre alle Panie che si presentano in tutta la loro maestosità e le Apuane meridionali.
Il sentiero 107 prosegue da parte opposta diretta alla Culla, mentre a sinistra scende una traccia per Greppolungo (vedi relativa escursione). Rimaniamo in vetta una decina di minuti e poi scendiamo a 02h 35'. Torneremo a San Rocchino percorrendo lo stesso sentiero dell'andata.
A 03h 11' siamo all'innesto del sentiero 114A e scendiamo i pochi metri necessari per vedere la Marginetta del Callare, restaurata nel 2021 dalla Filarmonica e dalla comunità tutta di Farnocchia con il contributo finanziario del Parco. L'icona, in resina effetto marmo, rappresenta la Madonna dei Quercioli di Massa ed è presente anche una testa, in marmo, di Cristo.
Il luogo è molto panoramico sulle Panie, Procinto, Nona e Matanna e, in basso, sui borghi di Stazzema e di Pomezzana. Sulla destra si stacca una traccia segnata di rosso che va a congiursi con il sentiero 107, come già detto.
Dopo qualche minuto torniamo sul sentiero 107. A 03h 47' siamo presso la traccia per il Tanaccio e a 03h 55' siamo nuovamente a San Rocchino. Adesso andremo alla Foce di Grattaculo, ma useremo un sentiero alternativo (vedi cartina 4Land) che costeggia il versante nord del Monte di Croce alto 883 m. La traccia è molto evidente e abbastanza larga e si stacca sulla sinistra della chiesetta.
Dopo 4' sulla destra c'è un cancello per una proprietà e poco dopo siamo a un bivio, dobbiamo trascurare la traccia che scende verso sinistra. Il percorso è a saliscendi con prevalenza di salita. A 04h 05' sulla sinistra c'è il filo d'acciaio di una teleferica per la legna; a sinistra, tra le fronde, vediamo Corchia, Pania, Procinto e Matanna e in basso Pomezzana verso cui siamo diretti.
A 04h 13' abbiamo a destra pareti rocciose scavate dalle acque e una grotta. Poco dopo svoltiamo verso destra e a 04h 19' ci innestiamo (855 m) nel sentiero 113. Saliamo verso sinistra, avendo subito in basso dei ruderi a sinistra tra la vegetazione e, subito dopo, sulla sinistra dei ruderi sotto roccia e un paio di croci bianche in alto su un crinale roccioso.
A 04h 22' siamo alla Foce di Grattaculo (859 m) panoramica, tra le fronde, su Prana e Lago di Massaciuccoli. Qua transita il Sentiero 113 che abbiamo percorso per pochi metri (comuni con il 121), mentre a sinistra si stacca in salita il sentiero 121 (Fonte Moscoso-Foce di San Rocchino). A sinistra, prima del 121, si stacca anche una traccia (indicazioni Agriturismo Agrifoglio e Pomezzana) che seguiremo per tornare al punto di partenza.
Dopo una sosta a 04h 36' scendiamo per l'Agrifoglio. Il percorso è più breve di quello da San Rocchino, ma richiede attenzione e capacità di orientamento. Il sentiero nella parte iniziale è piuttosto stretto e può essree scivoloso dopo la pioggia. La discesa è abbastanza ripida nel bosco, è evidente e ci sono rari segni bianco-rossi stinti e qualche segno bianco. Un breve tratto in salita ci porta a una vecchia teleferica per la legna a 04h 44'.
Poi scendiamo e subito c'è un breve tratto molto ripido dove ci aiutiamo con le mani. A 04h 52' troviamo indicazioni verso destra di una traccia segnata che recupera più in alto il sentiero 121 (la zona sulle cartine è indicata Spondacci). La tralasciamo e proseguiamo per un ponte di legno un po' instabile, che può, comunque, essere evitato salendo a destra e poi scendendo poco dopo.
Dopo un paio di minuti siamo presso l'Agriturismo l'Alpeggio che rimane sulla destra. Il sentiero è adesso ameno e abbastanza largo, passiamo presso alcuni ruderi sulla sinistra, mentre a destra c'è una recinzione elettrificata. Più avanti costeggiamo un muretto e a 05h 05' siamo presso dei vecchi lavatoi, lungo il percorso ci sono vecchie panche in legno per riposarsi. A 05h 09' siamo all'edificio dell'Agriturismo L'Agrifoglio (744 m).
Proseguiamo pochi metri e siamo a un'altra grossa casa con gradini che scendono verso sinistra. Seguiamo per i gradini e poi proseguiamo in avanti per evidente traccia. Poco avanti siamo a un bivio con segnalazione: in avanti si va all'Agriturismo l'Alpeggio, invece a destra si scende a recuperare il sentiero 106.
Scendiamo per corti tornatini ripidi e a 05h 14' siamo a un rudere che aggiriamo a sinistra e dopo 2' siamo presso un altro rudere.
Proseguiamo evitando una traccia che scende verso sinistra. Troviamo delle costruzioni lungo il percorso, poi la traccia diventa cementata e a 05h 22' siamo nuovamente sul sentiero 106 al bivio Grattaculo/San Rocchino dove eravamo già stati all'andata, chiudendo il breve tratto ad anello dell'odierno percorso.
Seguiamo il percorso dell'andata e a 05h 34' siamo sulla strada asfaltata che seguiamo in salita verso destra. In 4' siamo all'officina da cui entriamo in Pomezzana. Ancora una decina di minuti e terminiamo l'escursione.
Da Seravezza si prosegue sulla strada provinciale per Castelnuovo Garfagnana, oltrepassata Ruosina (3,8 km), si prende la deviazione a destra per il fondovalle in direzione Stazzema.
Si oltrepassa Ponte Stazzemese, Mulina (8 km) e Culierchia, e si prende la ben evidente deviazione a destra per Pomezzana e Farnocchia (8,5 km). Poi si curva a sinistra seguendo le indicazioni per Pomezzana (10 km) e si prosegue fino al paese (12,8 km).
l'escursione sale al Monte Gabberi, molto panoramico sulle Apuane in toto e sulla costa. Di interesse è poi il borgo di Pomezzana che si trova alle falde del Matanna.
Abbiamo percorso due sentieri non segnati, ma evidenti e semplici nel loro sviluppo. Comunque l'escursionista può evitarli scendendo da San Rocchino a Pomezzana con il 106 fatto all'andata.
Il sentiero da Grattaculo per l'Agriturismo è evidente, ma qualche breve tratto richiede attenzione con terreno scivoloso per le piogge.
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