DATA ESCURSIONE: 21/08/2022
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[ILK]MonteMatanna.html[FLK]Qui[TLK]un approfondimento sul Monte Matanna
La strada asfaltata finisce in un parcheggio non molto distante dalla chiesa principale di Pomezzana, intitolata a S. Sisto, col suo grande campanile, un po' pendente. Il luogo è panoramico su Farnocchia, Stazzema e i Monti Lieto e Gabberi. Non trovando posto noi parcheggiamo più sotto (600 m) e vediamo dietro il paese il Monte Matanna che lo domina.
Saliamo per la strada e, prima del parcheggio alto, troviamo sulla destra una scalinata di cemento che ci porta subito dentro il borgo. Poi seguiamo la strada verso destra. Stiamo percorrendo un breve raccordo per il sentiero 106 (Trescolli-Rifugio Forte dei Marmi) che inizia pochi metri più in basso, sulla sinistra.
[Pomezzana si allunga sul crinale ben esposto al sole, nel versante ovest del Monte Matanna, presso il Colle della Castellina, dove esisteva un castello. Il borgo è citato sin dall'VIII secolo e possiede una bella chiesa intitolata a S. Sisto, con arredi di pregio, ricostruita nel XIX secolo. Inoltre c'è l'Oratorio della Madonna delle Grazie, restaurato nel XVI secolo. Il paese ha una lunga tradizione nell’artigianato del ferro e vicino ci sono vecchie cave di pietra di Cardoso.]
Percorriamo le strade del borgo in lieve salita e a 7' troviamo le indicazioni del sentiero 106 (620 m): a sinistra va verso il Rifugio Forte dei Marmi, mentre a destra va a San Rocchino. Adesso iniziamo l'anello che ci riporterà in questo luogo. Proseguiamo verso destra e in un paio di minuti siamo all'Oratorio della Madonna delle Grazie, con a fianco una casa con un bel trompe-l'oeil con un mazzo di girasoli e il gatto Otto. Poi la strada diventa sterrata, subito dopo c'è una fontana a sinistra, con icona marmorea di Sant'Antonio.
A 15' arriviamo ad una costruzione: l'officina dei fratelli Milani (lavorazione artigianale del ferro). Oltre all'officina c'è anche un salto d'acqua sulla sinistra. Poco prima dell'officina sale a sinistra un ampio sterrato diretto a cave di pietra situate più in alto (all'inizio c'è un cartello in alto che può trarre in inganno chi volesse percorrere il 106 per San Rocchino, non riportando indicazioni). Dallo sterrato inizia poi una traccia per Bovalica (vedi relativa escursione). Il sentiero 106 va a destra seguendo per un po' la strada asfaltata che termina all'officina, ma le indicazioni e i segni sono assenti.
Seguiamo la strada e a 19' la lasciamo (617 m) e saliamo verso sinistra seguendo il 106 (presenti indicazioni). Siamo su mulattiera con qualche tratto lastricato. Essa sale e poco dopo percorriamo un ponte di legno su un modesto rio che scende da sinistra. Salendo vediamo tra gli alberi il borgo di Pomezzana con dietro la Pania della Croce e il Corchia. Poi qualche saliscendi e un po' di salita. A 27' sulla destra, un po' distante, c'è un traliccio dell'elettricità. Poi iniziano le case, presenti anche più in basso a destra, siamo a Mezzana.
A 34' arriviamo (674 m) a un bivio (presenti indicazioni) presso una casa. A destra scende un cementato che è il 106 per San Rocchino. Noi andiamo invece a sinistra, sempre per cementato diretto ad alcune case vicine e con indicazione per Bovalica, Foce di Grattaculo e per gli agriturismi "Agrifoglio" e "Alpeggio". Saliamo e il cementato diventa sterrato, evitiamo tracce che vanno a sinistra. Poco dopo siamo presso un rudere con indicazione a sinistra per la Fattoria dei Druidi. Segue una casa da dove inizia una salita gradinata per la parte alta del borgo. Proseguiamo in avanti.
A 41' siamo a un rudere con indicazioni per salire a sinistra, da evitare una traccia in discesa. Dopo 3' siamo a un altro rudere e si sale a sinistra, per tratto a tornantini ripidi che ci porta a 56' a un bivio: a destra indicazione per l'Alpeggio e a sinistra per l'Agrifoglio. Andiamo a destra e dopo altri 3' siamo a un altro bivio. A sinistra a pochi passi c'è l'Agriturismo, noi proseguiamo verso destra. Il sentiero adesso è ameno nel bosco e subito siamo a un ponte con abbeveratoio (o lavatoi). Lungo il percorso ci sono vecchie panche in legno per riposarsi e qualche segno rosso. Sulla sinistra comincia una recinzione elettrificata e a 59' a sinistra c'è l'agriturismo "l'Alpeggio" e dopo due minuti un bivio. A sinistra sale una traccia segnata che recupera più in alto il sentiero 121 (la zona sulle cartine è indicata Spondacci).
Noi proseguiamo a destra e percorriamo un ponte di legno un po' instabile. Sulla sinistra c'è un rudere che porebbe essere una vecchia calchera. Il sentiero prosegue con qualche tratto su roccia, poi a 01h 06' superiamo un canale e subito dopo un breve tratto di ripida salita. A 01h 09' siamo presso una vecchia teleferica per la legna, continuiamo a salire e a 01h 18' siamo alla Foce di Grattaculo (856 m) panoramica, tra le fronde, su Prana e Lago di Massaciuccoli. Qua transita il Sentiero 113 (Capezzano-Palagnana) che da questo punto segue un tratto in comune con il 121 (Fonte Moscoso-Foce di San Rocchino).
Percorsi pochi metri andiamo a sinistra seguendo il 121, mentre il 113 va a destra per la Foce del Pallone. Saliamo lievemente, trascuriamo una traccia che scende a sinistra e subito dopo, a 01h 26', siamo a un trivio (877 m): a sinistra scende il 121 diretto al Rifugio Forte dei Marmi (flebile indicazione), a destra una traccia che va a recuperare il sentiero 113. Noi proseguiamo in salita per una evidente traccia che porta per la zona alta di Toggiano.
Questo sentiero sale nel bosco anche piuttosto ripidamente, è molto evidente, ma non è tracciato, salvo qualche segno rosso stinto. Tra gli alberi notiamo sulla sinistra il borgo di Pomezzana, piuttosto in basso. A 01h 47' abbiamo sulla destra i ruderi di una calchera e subito dopo una traccia va a sinistra a recuperare il sentiero 121. Noi andiamo a destra e dopo 5' siamo sulla cresta erbosa della località Toggiano, presso una modesta recinzione di pali. A destra il panorama si apre su Piglione e Prana e sul catino percorso dal Sentiero 113 diretto alla Foce del Pallone. Dietro di noi c'è la panoramica ed erbosa quota 1020.
Continuiamo davanti a noi, sul crinale, per traccia ben evidente fino a uno spiazzo panoramico alla base della cresta SSO del Matanna che andremo a percorrere. A 01h 59' lasciamo la traccia che continua a mezzacosta fino ad intercettare la cresta ESE dello stesso monte e saliamo al meglio verso sinistra. Questo percorso non è segnato e non è nemmeno indicato da una traccia: l’escursionista deve seguire semplicemente la cresta per quanto è possibile, poi tenersi nel versante est. Il primo tratto è molto semplice e ampio, sulla sinistra il panorama si apre sul Gabberi-Lieto e sulla costa fino al Golfo della Spezia e arriva a un punto molto panoramico anche sulle Panie.
A 02h 20’, da qua possiamo vedere molto bene Pomezzana e Stazzema e, più distanti, Farnocchia, Pruno e Volegno. Di fronte abbiamo un primo salto che aggiriamo facilmente verso destra (qualche ometto) per poi recuperare la cresta panoramica che ci porta, a 02h 38', alla base del secondo salto. È possibile superarlo arrampicando oppure, come facciamo noi, deviando verso destra per percorso da capre che ci porta nuovamente in cresta, alla base dell’ultimo salto prima della vetta, a 02h 38'. Questo tratto va percorso con attenzione e con la necessaria prudenza.
Ci spostiamo verso destra scendendo qualche metro e poi saliamo aiutandoci con le mani per qualche minuto, per proseguire per tratto più semplice, fino a recuperare la cresta a 02h 51'. Rimane da percorrere il tratto finale più facile, mantenendosi sempre verso destra e a 03h 05’ siamo alla croce sommitale (1314 m). Il panorama in vetta è splendido sulle Panie, Procinto, Nona e Croce e in lontananza Corchia, Sumbra, Altissimo, Sagro, poi c’è il mare con le isole dell’arcipelago, le Alpi Marittime, l’Appennino, il Prana e il Piglione.
Sostiamo pochi minuti e a 03h 14’ scendiamo per il percorso della costa NO. Il sentiero presenta degli stinti segni blu, ma è sempre evidente e molto panoramico. Il primo tratto, gradevole e in falsopiano tra roccette, ci porta a 03h 28' all'antecima nord (quota 1304 m). Da qua scendiamo, sempre per tratto aperto, per sfasciumi con percorso a tornantini. A 03h 51' iniziamo un tratto tra radi alberi che ci porta a 03h 58' su una evidente traccia con recinzione (1137 m). Questa traccia dal Callare del Matanna porta ai Bozzoni e alla traccia che scende dalla cresta ESE del Matanna. Noi proseguiamo verso sinistra diretti al Callare. Arriviamo subito a un cancello e subito dopo, a 04h 03' al Callare del Matanna (1141 m). Qua è presente un traliccio dell’elettricità e un crocifisso in bronzo su croce lignea che fu restaurato alcuni anni fa. Il luogo è molto panoramico, in particolare su Procinto e Corchia da una parte e sul Piglione, dietro il quale si intravedono i monti Pisani, dall’altra; inoltre la visuale si apre sull’Appennino, sulla costa e, se la giornata è limpida, arriva fino alle Alpi Marittime. Qua si stacca una traccia per la vetta del Monte Nona e transita il sentiero 115 (Stazzema-Albergo Alto Matanna) che da una parte scende all'Alto Matanna e dall'altra al Rifugio Forte dei Marmi.
Dopo una sosta riprendiamo il cammino a 04h 21' diretti al Rifugio, in discesa. Il percorso non è difficile, ma quando il fondo del sentiero è scivoloso serve un po' di attenzione per non incorrere in spiacevoli cadute. A 04h 28' arriviamo a un intaglio con una sorta di ara pagana. In realtà questo traforo (del Pizzo di San Pietro) è artificiale e fu fatto, alla fine dell’ottocento, per allestire una via attrezzata per il monte Nona, in seguito smantellata.
Dopo 5' siamo presso un traliccio, scendiamo ancora con un po' di attenzione poi la progressione si fa più semplice e costeggiamo le pareti calcaree del Nona, per zona boscosa. A 04h 48' si stacca verso destra la traccia (959 m) che porta alla Cintura del Procinto e all'innesto della ferrata. Adesso inizia il tratto attrezzato che percorre la cengia rocciosa del Nona: la fune d’acciaio è molto utile in caso di ghiaccio che si forma per il continuo stillicidio di acqua dalla parete sovrastante. È utile, comunque, anche oggi per il fondo molto scivoloso. Su noi incombe la severa parete sud-ovest del Nona, molto impegnativa per gli arrampicatori. Il panorama è splendido e arriva alla costa e alle isole dell'arcipelago. A metà della cengia una lapide in marmo del 1890 ricorda la costruzione del sentiero che stiamo percorrendo, dovuto all'impegno dell'ingegnere Aristide Bruni che, nel 1879, effettuò la prima salita documentata del Procinto, ma probabilmente fu preceduto da boscaioli locali.
A 05h 05' finiamo la discesa dalla cengia, a destra si va alla Fonte della Grotta, mentre a sinistra si va al Rifugio. In 1' siamo al Rifugio dove troviamo le indicazioni del sentiero 106 (857 m) che ci riporterà a Pomezzana. Il rifugio Forte dei Marmi è proprietà del Cai di Forte dei Marmi e si trova nel comune di Stazzema. È situato in luogo molto ameno, circondato da un rimboschimento ad abeti ed è dominato dal Monte Procinto e dalla strapiombante parete sud-ovest del Monte Nona. Qua arrivano i sentieri 115 e 106 (Stazzema Scalette-Rifugio) e transitano il 106 e il 121.
Intanto è scoppiato un temporale estivo con grandine e ci rifugiamo nel locale sempre aperto ad aspettare che spiova (non consideriamo la lunga sosta nei tempi dell'escursione). Proseguiamo sul sentiero 106 che aggira il rifugio e scende, inizialmente piuttosto ameno, nel bosco. Superiamo nei primi minuti alcuni modesti canali rocciosi e a 05h 15' siamo a un bivio dove prendiamo a destra. Dopo 5' seguono alcuni minuti di tornantini in discesa.Proseguiamo superando in successione quattro canali e a 05h 45' arriviamo presso i ruderi di quella che sembra essere una vecchia calchera. Scendendo tra le fronde scorgiamo Nona e Procinto e più in basso anche la Pania.
A 05h 52' superiamo un altro canale (Fosso del Ceseto) e poco dopo sulla sinistra c'è una sorta di riparo sotto roccia forse per alloggiare pecore. Proseguiamo e dopo una decina di minuti abbiamo un rudere sulla destra.
A 06h 11' arriviamo al sito di una miniera di pietra di Cardoso (696 m) con diversi edifici in muratura e uno in legno e l'ingresso della miniera stessa parzialmente coperti da edere che formano una cortina discendente, diamo un’occhiata e poi proseguiamo il cammino.
Superiamo subito un paio di canali (Fosso Brunettina) e a 06h 30' arriviamo presso un edificio che dà sullo stradello che sale dall'Officina di Pomezzana. Andiamo a destra e subito lasciamo lo stradello per una bella mulattiera lastricata che corre parallela all’abitato di Pomezzana di cui scorgiamo i tetti. Il primo tratto è scalinato, poi a 06h 41' arriviamo presso un caratteristico crocifisso del 1988 (Croce del Gallo o Croce di Passione) con i simboli della Passione di Cristo, andiamo a sinistra e subito siamo alle indicazioni del sentiero 106 e chiudiamo l'anello. A 06h 48' terminiamo l'escursione tornando al parcheggio.
Da Seravezza si prosegue sulla strada provinciale per Castelnuovo Garfagnana, oltrepassata Ruosina (3,8 km), si prende la deviazione a destra per il fondovalle in direzione Stazzema.
Si oltrepassa Ponte Stazzemese, Mulina (8 km) e Culierchia, e si prende la ben evidente deviazione a destra per Pomezzana e Farnocchia (8,5 km). Poi si curva a sinistra seguendo le indicazioni per Pomezzana (10 km) e si prosegue fino al paese (12,8 km).
l'escursione descrive un anello del Matanna, con salita alla vetta partendo da Pomezzana. Usa alcuni sentieri non segnati, ma evidenti e non difficoltosi. La difficoltà di questo itinerario è la cresta SSO del Matanna da percorrere con la dovuta attenzione per la presenza di un po’ di esposizione e per la mancanza di qualsiasi indicazione per facilitare la progressione che comunque è abbastanza evidente. Per percorrere l'ultimo salto serve aiutarsi con le mani per qualche metro. Può essere utile farsi accompagnare da qualcuno che la ha già percorsa. Notevoli sono i panorami dalla cresta e dalla vetta del Matanna. Il percorso è da evitarsi con neve e ghiaccio e quando il terreno è scivoloso.
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