(MS-Massa) ANTONA ORATORIO SS ANNUNZIATA - ORATORIO DI SAN MARCO (502 m) - REDICESI (250 m) - FOCE DI ANTONA (772 m) - ORATORIO SS ANNUNZIATA (ANELLO)
Loc. di partenza: Antona Oratorio SS Annunziata (443 m)
Loc. di arrivo: Antona Oratorio SS Annunziata (443 m)
Dislivello mt.: 625 m
Tempo totale: 6 h
Difficoltà: E
Punti d'appoggio: Antona, Redicesi
Rifornimento acqua: Antona cimitero, Oratorio San Marco, Redicesi
Tratti di ferrata: No(brevi tratti assicurati)
Sequenza sentieri: traccia segnata per Redicesi◆traccia segnata per Foce di Antona◆156(ex 41)◆strada
DATA ESCURSIONE: 02/04/2023

Superato il borgo di Antona e le ultime case, andando verso il Passo del Vestito, si arriva in pochi minuti a una larga curva ad U sotto il cimitero del paese. Da qua iniziamo l'escursione, la prima tappa sarà Redicesi, da cui saliremo alla Foce di Antona e da qua torneremo al punto di partenza descrivendo quindi un anello. Il recupero dei sentieri non Cai che percorreremo è stato possibile con il finanziamento dell'Ente Parco e con il lavoro dei volontari, l'anello è stato poi inaugurato nell'aprile 2022. Il posto per parcheggiare è molto limitato per cui si può partire direttamente da Antona allungando di poco l'escursione.
Saliamo per la strada (Via dei Colli) e dopo un centinaio di metri troviamo, a 3', sulla sinistra della strada, un cementato (434 m) che porta al vicino Oratorio della Santissima Annunziata e al cimitero di Antona. Il panorama sulla destra è su Antona con dietro la cresta Carchio-Focoraccia, più lontano c'è Altagnana e la costa. All'inizio dello stradello un cartello indica Oratorio di San Marco a 2 km, c'è l'indicazione del sentiero per Redicesi e una cartina con i sentieri della zona, compreso l'anello che andremo a percorrere.
In un paio di minuti siamo all' Oratorio della Santissima Annunziata che rimane sulla destra. Il piccolo edificio, a pianta esagonale, risale agli anni 60 dello scorso secolo, è costruito in cemento armato rivestito in pietra. Ha un piccolo portico di accesso. Aggiriamo a sinistra la chiesa, tralasciamo la stradina per il cimitero e saliamo a destra per tratto cementato e ripido che poi lascia subito posto al sentiero. Il tratto che porta all'Oratorio di San Marco costituisce l'antica Via della Croce, lunga circa 2 km, e la presenza di massi incisi con coppelle fa pensare che questo sentiero fosse usato dai liguri apuani per scendere al Frigido.
Tralasciamo una traccia che sale verso destra nel bosco e proseguiamo incontrando subito una casa solitaria gialla, posta in posizione panoramica. Sulla sinistra vediamo la località Al Santo sopra Canevara, Caglieglia e le Casette, più avanti vedremo anche Forno. Dietro c'è la Rocchetta con la strada di accesso e dietro ancora c'è la Brugiana, poi la Cava Lavagnina e il monte Tamburone. Il panorama poi si apre anche su Sagro, Cavallo e Tambura. Ricordiamo che la zona boscosa sulla nostra destra, le pendici ovest del Monte di Antona, è conosciuta come San Marcora.
Proseguiamo e subito sulla sinistra a 8' troviamo dei ripari di lamiera, probabilmente per animali. Subito dopo su un grosso masso sulla sinistra, coperto da muschi, scorgiamo una coppella. [Le coppelle sono incavi emisferici, di pochi centimetri di diametro scavati nella roccia. Risalgono dal mesolitico all'età del ferro (da 8000 a 500 anni AC). Sono probabilmente legate a culti naturali, forse all'acqua che esse raccoglievano. Forse venivano riempite di grasso per creare fuochi. In alcuni casi le coppelle erano disposte a rappresentare costellazioni celesti.] Le coppelle ci fanno pensare ai Liguri-Apuani che frequentavano queste zone come testimoniato da varie incisioni e coppelle presenti nella Valle del Frigido. Tutto fa pensare, come già detto, che questo sentiero fosse usato da loro per scendere al Frigido. Lungo il percorso ci sono numerose fioriture, in questo periodo predomina l'anemonoides trifolia (anemone trifogliata). Il sentiero all'inizio pianeggia tra i castagni. Più avanti qualche salita e falsopiano, nel complesso la salita sarà modesta, meno di cento metri. Il sentiero è evidente e ben segnato con segni rossobiancorosso che più avanti diventeranno i tradizionali segni bianco-rosso. Saliamo qualche tratto lastricato e intanto cominciano ad esserci muri di contenimento sulla destra, anche alti, su cui prospera l'Ombelico di Venere (Umbilicus rupestre) una bella succulenta.
A 20' sulla destra c'è una casetta, seguono saliscendi, e cinque minuti dopo degli scalini portano sulla destra nel castagneto, con segni verdi che trascuriamo. A 26' arriviamo a una marginetta con dentro immagine in marmo della Madonna col Bambino, su sfondo rosa, di recente fattura, forse in precedenza c'era un'immagine più antica. Scendiamo un po' con qualche tratto aperto a sinistra con visuale anche su Forno. Dopo 5' su un masso vediamo una grossa coppella, continuiamo a salire e a 35' siamo presso un masso con croce metallica bianca. Proseguiamo e a 38' arriviamo all'Oratorio di San Marco o di Croce (501m). L'edificio risale al XV secolo è di piccole dimensioni con un modesto affresco sopra l'altare. È costruito su un affioramento roccioso in posizione panoramica, a fianco c'è una modesta fontana con faccia apotropaica e una campana esterna. Si accede all'edificio con tre scalini. Prima dell'oratorio era presente una maestà. Esso è stato restaurato di recente (2016-17) e vi si celebra messa il 25 aprile, festa del santo. Sui conci di roccia usati come gradini si trovano incise delle coppelle e su uno di essi (quello più a sinistra guardando la facciata) si trova l'associazione di cinque coppelle che ricorda le Pleiadi, ammasso stellare ben visibile e conosciuto già dai nostri antenati preistorici. Ovviamente queste pietre sono state riutilizzate per l'oratorio e le incisioni erano preesistenti.
Dopo una breve sosta riprendiamo il cammino per scendere a Redicesi. La traccia scende sulla destra dell'oratorio, sempre segnata ed evidente. Il primo tratto è su rocce, oggi umide per la pioggia, e a 45' ariviamo a un bivio con indicazioni, dobbiamo scendere verso sinistra. Dopo 3' nel breve tratto dove scende acqua da destra, c'è una corda metallica che può essere utile. Seguono brevi saliscendi poi prevale la discesa, con tratti ameni e altri su roccette sempre nel castagneto dove prospera la stipa in fiore. A 01h superiamo mediante un guado su rocce il Canal Minuto (o Fosso di Minutora) tributario del Canale di Renara.
Proseguiamo e a 01h 19' siamo a un altro modesto guado presso una grossa roccia. Ogni tanto si aprono squarci panoramici sulla zona dei Monti Cipolla e Girello dove passa il sentiero 154 (Casania-Filanda di Forno). Più avanti qualche albero caduto sul sentiero ci obbliga a qualche contorsione. A 01h 30' siamo presso una costruzione di servizio dell'acquedotto e cinque minuti dopo scorgiamo, tra le fronde, in basso, le case delle Guadine e in alto il borgo di Casania che più avanti vedremo molto bene.
A 01h 41' percorriamo un breve tratto ripido scalinato in discesa e iniziamo a spostarci verso sinistra verso il Torrente di Renara e dopo 5' siamo presso dei ruderi su un affioramento roccioso. Scendiamo e costeggiamo il torrente e a 01h 52' percorriamo un breve tratto attrezzato con corda su facile rocce. Subito dopo sulla destra notiamo una croce scavata nella roccia. Poi ci attardiamo qualche minuto con una ragazza con due simpatiche capre con cui facciamo amicizia. Proseguiamo e a 02h 13' siamo presso una casa con vicino delle baracche per custodire gli animali e poi superiamo su un ponticello un canale che si immette nel torrente. Saliamo verso destra e siamo a Redicesi.

[Redicesi è un piccolo borgo nel comune di Massa, è una delle cosiddette Ville dei Canali, come la vicina Gronda. È menzionato dal XIV secolo ed è costituito da poche case poste a 248 metri sul lato sinistro del Torrente di Renara. I pochi abitanti vivevano di pastorizia e silvicoltura o lavoravano come braccianti nei paesi vicini. Ormai rimangono poche decine di abitanti.]

A 02h 17' siamo a un trivio (250m), nel borgo: a sinistra il sentiero scende alla vicina Gronda e a destra sale verso la Foce di Antona, dietro c'è quello che abbiamo percorso. Siamo subito fuori dal piccolo borgo e guadiamo il Fosso di Redicesi, tributario del Torrente di Renara, su rocce scivolose, aiutandoci con corda, e poi saliamo con breve ringhiera metallica. Ci aspetta adesso la parte più faticosa dell'escursione con la salita nel bosco fino alla Foce di Antona con 500 metri di dislivello. Adesso abbiamo il fiume sulla sinistra e lo costeggiamo arrivando anche sulla sponda dello stesso. A 02h 30' guadiamo il ramo del fosso che va verso destra (Fosso di Ceragiola). Subito ci sono le indicazioni del sentiero a un bivio, dobbiamo salire verso destra costeggiando il fosso che ci rimane sulla destra.
Saliamo ripidamente e poco dopo vediamo un bell'esemplare di Salamandrina perspicillata (salamandrina dagli occhiali settentrionale o salamandrina di Savi)

[È lunga tra 7 e 11 cm di cui oltre la metà costituiscono la coda. Vive da poche decine di metri fino a 1000 m e non è facile a vedersi, perché ha comportamenti per lo più notturni. È attiva di giorno solo con pioggia e forte umidità. È endemismo italiano nella zona tirrenica dal Volturno alla Liguria. È presente nella zona apuana è specie protetta su tutto il territorio nazionale.]

In zona prospera anche la rara felce Hymenophyllum tunbrigense (presente anche nel tratto dall'Oratorio di San Marco a Redicesi), un relitto di un clima molto più piovoso dell'attuale, ma non l'abbiamo vista. A 02h 46' passiamo sopra una piccola struttura dell'acquedotto. A 02h 52' il sentiero si allontana dal corso d'acqua andando verso sinistra, davanti tra gli alberi scorgiamo Cavallo e Tambura. Proseguiamo nel bosco dove si alternano tratti quasi pianeggianti ad altri molto ripidi. A 03h 06' scorgiamo, in lontananza, la zona di Casania e poi iniziamo a vedere la mole rocciosa del Monte di Antona.
A 03h 39' siamo presso un rudere dopo il quale si continua a salire. A 04h saliamo un breve tratto a tornantini cui segue la salita normale. A 04h 07' scorgiamo a sinistra un serbatoio grigio per raccogliere l'acqua. Saliamo ancora e a 04h 22' arriviamo a un trivio con indicazioni. Oltre al sentiero da noi percorso sulla sinistra si va a Pian della Fioba e a destra alla Foce di Antona. Percorriamo quindi l'ultimo tratto ameno verso la foce, panoramico sul Monte di Antona, davanti a noi, e sulle Apuane sulla destra. A 04h 27' siamo alla Foce di Antona (782m). Sulla destra sale una traccia per la vetta del monte, noi scendiamo pochi metri e siamo presso una marginetta con all'esterno un altare, essa è decorata con un affresco della Madonna col Bambino e Santi (Madonna delle Grazie) del XVII secolo. Dalla marginetta partono due tracce distinte dirette a Pian della Fioba.
Sostiamo 20' e a 04h 47' riprendiamo il cammino per tornare al punto di partenza seguendo il sentiero 156 (Borgo del Ponte-Canevara-Antona-Le Gobbie). Scendiamo per tornantini, tra pini, con panorami sulla zona del Monte Carchio. Segue un tornante più lungo e a 05h 02' arriviamo a una palestra di roccia (Falesia della Campareccia) con alla base un ricovero per animali nella roccia.
Scendiamo per mulattiera e arriviamo poco dopo a una casa ben sistemata da cui una ampia traccia cementata arriva alla strada del Vestito. Il sentiero va a sinistra costeggiando lunghe recinzioni fino ad arrivare alla strada diretta al Passo del Vestito a 05h 12'. Sulla sinistra c'è l'Hotel Pintadera (nuova denominazione dell'Hotel La Campareccia) e a destra la strada privata di cui abbiamo detto. Il sentiero attraversa la strada e dietro di noi abbiamo il Monte di Antona.
Scendiamo verso sinistra per stradello di cemento, ripido, che porta alle case sparse della Campareccia. Lo stradello diventa poi più stretto e gradinato e ci porta a 05h 16' su un sentiero che seguiamo verso destra (indicazioni). Scorgiamo un pitone roccioso sulla sinistra e poi passiamo presso vari gruppi di case con squarci panoramici sulla costa e sulla vicina Altagnana. Arriviamo a 05h 32' a una marginetta dipinta di giallo della famiglia Bertilorenzi (1963) e subito dopo siamo sulla strada. Il sentiero la attraversa e dopo 5' siamo nuovamente sulla strada.
Adesso lasciamo il sentiero 156 e seguaimo la strada verso destra per chiudere l'anello. Sulla sinistra c'è il mare e il borgo di Altagnana, poi più avanti vediamo anche Antona, l'Oratorio della Madonna delle Grazie e dietro la zona del Carchio. A 05h 58' chiudiamo l'anello arrivando all'inizio del sentiero per San Marco e poco dopo siamo all'auto dove concludiamo l'escursione
Da Massa, passando per Altagnana e Antona (8,4 km). Superato questo borgo si prosegue per altri 700 m fino a una ampia curva ad U proprio sotto al cimitero e all'Oratorio della SS. Annunziata. Qua c'è poco spazio per parcheggiare per cui è possibile parcheggiare ad Antona e arrivare a piedi all'imbocco del sentiero.
Il percorso da Antona alla Foce di Antona è su tracce evidenti e ben segnate, l'unica difficoltà è il dislivello della seconda parte che richiede il giusto allenamento. I tre tratti attrezzati sono il guado a Redicesi e poi due tratti che possono essere insidiosi con la pioggia. Il percorso è in parte panoramico sulla valle del Frigido, in particolare su Caglieglia, Casette e Forno. Nelle belle giornate i panorami si aprono su Sagro, Cavallo e Tambura. Di interesse l'Oratorio di San Marco del XV secolo e poi ristrutturato. Inoltre lungo il percorso si notano coppelle che fanno pensare alla frequentazione dei liguri-apuani. Noi non l'abbiamo vista, ma lungo il percorso si può ammirare l' Hymenophyllum tunbrigense, una felce dei luoghi molto umidi che da noi costituisce un relitto dell'Europa nord-atlantica (in Italia si trova solo sulle Apuane). Presente la Salamandrina perspicillata che comunque non va disturbata (non prenderla in mano). I tempi sono indicativi, un giovane ben allenato e che si ferma poco può percorrere il percorso in tempo minore. Consigliamo comunque di partire da Redicesi e salire dalla Foce di Antona, in modo da fare il tratto in salita all'inizio dell'escursione.

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