DATA ESCURSIONE: 20/08/2023
Come detto nelle note chi volesse visitare la zona Archeomineraria lo può fare molto più agevolmente partendo dalla Chiesa di Culerchia.
Posteggiamo in un piccolo parcheggio (238m) sotto l’edificio della scuola dell'infanzia, intitolata ai Martiri di Mulina, all’ingresso di Mulina (più corretto Le Mulina). L'edificio è attualmente in fase di ricostruzione, dopo essere stato abbattuto. Questo gruppo di case è chiamato Carbonaia ed è dominato dal Monte Alto ben illuminato dal sole.
Continuiamo in salita la strada che fiancheggia il torrente Mulina, con abitazioni e vecchi mulini siti nell’alveo del torrente stesso. In 6' arriviamo all'inizio del sentiero 114 (264m) che sale verso destra (presente indicazione), situato in località Culerchia. Il sentiero è diretto a Farnocchia, Sant'Anna e Valdicastello, noi lo seguiremo fino alla traccia per la zona Archeomineraria. A sinistra vediamo Nona e Procinto, ma il panorama si aprirà sui monti: dal Corchia, alle Panie, al Matanna, man mano che saliremo. Inoltre si vedrà bene il borgo di Stazzema con la sua chiesa. A 8’ siamo presso la chiesa di S. Rocco (XVII secolo) con campanile (XX secolo) sulla sinistra, nel parco della Rimembranza, la chiesa è chiusa da ormai diversi anni poiché inagibile.
[Nella canonica della chiesa furono massacrati dai tedeschi alcuni dei Martiri di Mulina (cinque familiari del parroco, tra cui una bambina di un anno e mezzo). I Martiri di Mulina furono in tutto dodici, compreso il parroco, ucciso poco distante.]
Il sentiero sale a destra ben indicato, è una evidente mulattiera che si sviluppa a tornantini per tratto dove prosperano grosse canne di bambù e poi per tratto aperto. A 12’ attraversiamo una stradina asfaltata che, a destra, porta al vicino piccolo cimitero locale, il sentiero prosegue (presente indicazione) dall'altra parte verso sinistra. Cinque minuti dopo, sulla sinistra, una croce ricorda il luogo del martirio di Don Fiore Menguzzo, parroco di Mulina ucciso dai tedeschi nel 1944 e dal 1999 medaglia d'oro al Valor Civile, c'è da dire che la croce giace in abbandono seminascosta da alberi caduti.
Il sentiero sale aperto e panoramico, per tornanti, con il fondo che può essere umido e scivoloso, ma non oggi. A 27' a sinistra del sentiero si trova una bella casa isolata in posizione panoramica. Poco sotto, per tracce, è possibile scendere alle case di Campi e poi a Calcaferro il terzo borgo delle Mulina (oltre a Carbonaia e Culierchia), di cui parleremo più avanti. Proseguiamo per il sentiero 114 per tornanti adesso più lunghi. C'è da dire che negli ultimi anni il maltempo ha abbondantemente colpito in zona, con caduta di molti alberi, frane e smottamenti, ma il sentiero è al momento perfettamente percorribile per l'impegno delle locali sezioni del Cai.
Il bosco è adesso molto rado e questo permette, come già detto, di apprezzare bei panorami sulle Apuane e sui borghi dell'Alta Versilia. A 36' superiamo dei ruderi e aumentano gli alberi. Inizia poi un alto muro a secco sulla destra, presso dei terrazzamenti, con una costruzione posta più in alto. A 44' siamo presso una marginetta (località Olecchia), sulla destra, che porta alla casa isolata di prima, la marginetta è diventata un ricovero di legna e di attrezzi e l’immagine sacra è stata trafugata. Poco dopo c'è stato uno smottamento con molti alberi caduti, per cui la traccia devia leggermente sulla sinistra per evitare l'ostruzione, scende e subito risale e recupera il sentiero. A 52', troviamo un cartello (475 m) del cicuito SAV (sentieri Alta Versilia) che indica a 15' Calcaferro. Questo è il punto più alto dell'escursione. Lasciamo il sentiero 114 che in meno di mezzora ci avrebbe portato a Farnocchia e imbocchiamo la traccia per Calcaferro. Questa scende nel bosco di castagni, agrifogli e arbusti della macchia. Il primo tratto ripido è scalinato, poi proseguiamo per tornanti. La traccia è evidente e pulita.
A 01h 10' arriviamo alla Sorgente delle Molinette (402m). Qua è presente uno dei molti cartelli informativi SAV sul sito minerario delle Mulinette (o Molinette). L'ottima acqua di questa sorgente proviene dai serbatoi carsici dei vicini Monti Gabberi e Lieto. Noi siamo sulla riva sinistra del Canale della Radice, tributario del torrente di Mulina Adesso scenderemo sulla sinistra fino al ponte di Ferro e risaliremo seguendo il versante destro del canale per tornare alla sorgente da cui scenderemo di nuovo, superemo il ponte di ferro, e arriveremo alla galleria di Calcaferro e a Culierchia.
[Ovviamente partendo da Culerchia si può descrivere l'anello percorrendo una sola volta le varie parti, ma il nostro percorso ci permette delle interessanti deviazioni, invitiamo, a proposito, a guardare la cartina dei cartelli.]
Questa zona sulle cartine è indicata Calcaferro, ma oggi è conosciuta come Area Archeomineraria delle Mulinette. L'antico nome di Calcaferro era legato a miniere di ferro e di bario presenti in zona e già conosciute e sfruttate dal XVI secolo fino agli anni 70 del Novecento. All'inizio dell'Ottocento in zona furono costruiti polverifici e miccifici che diedero lavoro (molto pericoloso) alla popolazione locale, tra cui giovani e donne che si rendevano così indipendenti, ma purtroppo diverse furono le vittime di incidenti sul lavoro. Oggi rimangono costruzioni in rovina con vecchi macchinari in un ambiente ricco di canalizzazioni di acqua, che forniva l'energia ai macchinari. La vegetazione è stata contenuta dagli interventi di recupero della zona che è stata inaugurata e aperta al pubblico nel 2013. I cartelli informativi posti presso i vari edifici illustrano le varie attività e i macchinari usati.
Come già detto scendiamo verso sinistra (avendo la fonte alle spalle). La descrizione degli edifici la deleghiamo ai cartelli esplicativi. A 01h 42' siamo presso una grossa ruota metallica, ancora in buono stato, per utilizzare l'energia delle acque del canale. A 01h 53' siamo al ponte di ferro sul canale (339m) che attrversiamo portandoci sulla sponda destra del canale stesso. Saliamo qualche metro poi proseguiamo per tratto più tranquillo vedendo la zona degli edifici da cui siamo passati poco fa. Dopo 10' siamo presso due piccole miniere, altri ingressi sono presenti più avanti e sono chiusi per motivi di sicerezza.
Più avanti a 02h 10', presso una curva, siamo presso una miniera in cui ristagna l'acqua e prospera il tritone apuano. Poco dopo siamo a un altro ponte che ci riporta sulla riva sinistra del canale e a 02h 28' siamo di nuovo alla sorgente delle Mulinette dove chiudiamo questo breve anello. Scendiamo per il tratto già percorso e a 02h 47' siamo di nuovo al ponte metallico. Scendiamo e dopo 3' c'è un bivio che porta, salendo verso sinistra, alle case di Campi e al sentiero 114. Subito dopo siamo alla stazione della teleferica per il trasporto dei minerali a valle e poi la traccia diventa uno stradello carrozzabile.
A 02h 57' sulla destra si trova il ponte in pietra di Zinebra e l'indicazione (307m) di un sentiero Sav per Farnocchia e Pomezzana Le Calde. Proseguiamo e passiamo nella breve galleria di Calcaferro dopo la quale ci sono le poche case del borgo.
Adesso siamo sulla strada asfaltata che a 03h 07' ci porta ai lavatoi con fontana, qua sale a sinistra la stradina per il cimitero che abbiamo attraversato in precedenza. Dopo una breve sosta dopo 5' siamo al campanile della chiesa di San Rocco e qua ci fermiamo. A 03h 31' riprendiamo il cammino, percorriamo un breve tratto di sentiero 114 fino alla strada e in dieci minuti siamo al punto di partenza.
Da Seravezza si prosegue sulla strada provinciale per Castelnuovo Garfagnana, oltrepassata Ruosina, si prende la deviazione a destra per il fondovalle in direzione Stazzema.
Si oltrepassa Ponte Stazzemese e, dopo circa un chilometro, si arriva a Mulina (8 km).
Chi volesse visitare solo l'Area Archeomineraria può partire dalla chiesa di San Rocco dove è facile posteggiare. Segue la strada asfaltata per Calcaferro, passa la galleria e trova ben indicato il percorso. Al ponte di Ferro va a sinistra per vedere le miniere, passa un altro ponte e arriva alle sorgenti delle Mulinette. Da qua scende per la zona degli edifici e ritorna al punto di partenza. Il tempo è molto ridotto rispetto alla nostra escursione e dipende dalle soste necessarie per visitare le strutture: circa un'ora e mezzo.
L'escursione descritta percorre in parte il sentiero 114(ex 4) da cui scendiamo alla sorgente con una traccia evidente che deve comunque essere manutenuta. Dalla sorgente descriviamo un anello che ci fa percorrere un paio di volte il tratto in discesa per il ponte sul Canale della Radice. Comunque in questo modo possiamo meglio esplorare le deviazioni del sentiero principale.
La zona è ricca di testimonianze dell'antica attività industriale di produzione di esplosivi e di micce mentre, in precedenza, venivano macinate castagne e granaglie. La visita non è mai banale e i ruderi sono ricchi di sorprese che sono i resti dei vecchi macchinari.
È necessaria attenzione e non bisogna entrare negli edifici che sono, a volte, pericolanti. I molti cartelli indicano con precisione le attività e i macchinari ancora presenti. In rete è possibile trovare ulteriori informazioni sulla zona.
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