DATA ESCURSIONE: 03/09/2023
L'escursione è finalizzata a vedere le iscrizioni della Roccia del Cuore sulla Rupe di Grotta Capraia.
La strada asfaltata da Ponte Stazzemese ci porta a un parcheggio (595m) non molto distante dalla chiesa principale di Pomezzana, intitolata a S. Sisto, col suo grande campanile (XX secolo), un po' pendente. Il luogo è panoramico su Farnocchia, Stazzema, il Monte Lieto e il Gabberi, mentre il paese è dominato dalla mole del Matanna. Saliamo per il vicolo di fronte a noi entrando nel borgo, invece sulla sinistra si va alla chiesa di San Sisto.
[Pomezzana si allunga sopra un crinale ben esposto al sole nel versante ovest del Monte Matanna, presso il Colle della Castellina, dove esisteva un castello. Il borgo è citato sin dall'VIII secolo e possiede una bella chiesa (XIII secolo) intitolata a S. Sisto con arredi di pregio, ricostruita nel XIX secolo. Inoltre c'è l'Oratorio della Madonna delle Grazie (XIV secolo), restaurato nel XVII secolo. Il paese ha una lunga tradizione nell’artigianato del ferro ed esistono vecchie cave di ardesia.]
Percorriamo le strade del borgo in lieve salita e a 4' troviamo le indicazioni del sentiero 106 (Trescolli-Pomezzana-Rifugio Forte dei Marmi), a sinistra va verso il Rifugio Forte dei Marmi, mentre a destra va a San Rocchino e poi a Trescolli. Noi andiamo verso sinistra, lasciando sulla destra una bella fontana di marmo, e siamo subito presso una caratteristica croce del 1988 (Croce del Gallo o Croce di Passione) con i simboli della Passione di Cristo. Qua il sentiero sale a destra come mulattiera lastricata con ardesia che corre parallela all’abitato di Pomezzana che si estende sul crinale ben esposto al sole. Poi la mulattiera si restringe e sale per tratti scalinati.
A 15' arriviamo su un ampio stradello che sale dalla sottostante officina dei fratelli Milani (lavorazione artigianale del ferro) cui arriva un ramo della strada asfaltata. Percorsi pochi metri il sentiero 106 va a sinistra (indicazioni) passando per un valico (654m) che è il punto più alto dell'escursione. Qua, sulla sinistra, in alto, si trova un edificio con nicchia per ospitare una Madonnina. Invece lo stradello prosegue verso Bovalica e Grattaculo (vedi relativa relazione).
Continuiamo per il sentiero 106 trascurando subito una traccia che a sinistra si dirige in direzione Castellina. Proseguiamo invece in lieve discesa per circa 200 metri, poi a una curva, presso un piccolo spiazzo, a 31', si stacca verso sinistra una traccia per la Rupe. Il bivio (649m) non è molto evidente, specialmente con l'erba alta, ma un segno rosso su un sasso e un altro su un albero aiuta a riconoscerlo. [C'è da dire che abbiamo perso un po' di tempo a individuare l'innesto della traccia.] Questa traccia porta alla Rupe di Grotta Capraia, in lieve discesa o pianeggiando. È sempre evidente e qua è là il percorso è degradato per la presenza di alberi caduti e di qualche accenno di frana o smottamento, ma è sempre ben percorribile. Il percorso si sviluppa nel bosco a mezzacosta più o meno parallelo al sentiero 106. Subito scendiamo un pochino e a 38' un tratto leggermente franato richiede la giusta attenzione. Proseguiamo e a 46' attraversiamo il Fosso della Brunettina (o Bronetira), nella parte alta conosciuto come Canale dell'Orso, le cui acque poi finiranno nel Vezza. Questo è il canale più importante presente in zona ed è l'unico in cui ci sia un po' di acqua. Adesso il sentiero curva e si dirige verso nord o nord-ovest.
A 56' passiamo presso un rudere immerso nella vegetazione, che rimane verso destra. Dopo di esso ci son degli alberi caduti e passiamo un paio di canali tributari della Brunettina e saliamo un poco. A 01h siamo presso un masso coppellato, dove abbiamo un po' di indecisione e perlustriamo la zona perdendo un po' di tempo. In realtà basta proseguire una ventina di metri dopo il masso e poi salire verso destra per qualche metro, poi la traccia prosegue evidente verso sinistra.
A 01h 12' siamo ad un bel rudere con iscrizione, in alto, "O. 1910 L.". Dalla costruzione in 5' si perviene, andando verso sinistra, alla sommità della Rupe di Grotta Capraia (421m) mediante traccia evidente, tra alti arbusti di stipe e piante di corbezzolo. Questo sito, che prende nome dal toponimo Grotta Capraia che denomina la zona, è stato segnalato nel 2014 ed è stato chiamato "La Roccia del Cuore" per la presenza dell'incisione di un cuore di fattura piuttosto recente. Il sito è costituito da tavolati litici su un torrione isolato e panoramico sul fondovalle e le Apuane circostanti. con una superficie istoriata di poco più di 10 metri quadri. Il panorama spazia dal Gabberi al Lieto, al monte Alto, Corchia, Pania, Procinto Nona e Matanna. Si vede poi molto bene il borgo di Stazzema, e salendo alla rupe, sulla destra, la cava di ardesia fuori Stazzema. Sulla roccia ci sono varie incisioni, iniziali e date recenti, ma anche croci, coppelle, vaschette e almeno un pennato. Nella roccia in basso sulla sinistra ci sono un paio di croci, un pennato, una sorta di tridente e un'incisione che sembra una mezzaluna. Nella parte alta oltre al cuore, ci sono croci, vaschette, coppelle, oltre alle numerose lettere aggiunte in maniera irresponsabile dai visitatori.
Rimaniamo sulla rupe una ventina di minuti e poi a 01h 35' torniamo indietro. Dopo 5' siamo di nuovo all'edificio dal quale sale verso sinistra un'ampia traccia (dalle vecchie cartine abbiamo vista che esisteva una traccia che poi scendeva verso la strada che da Stazzema porta all'inizio dei sentieri 115 e 116, forse è questa. Comunque secondo Apuane Segrete non è interamente percorribile). Inoltre la stessa traccia, in direzione opposta, dovrebbe recuperare il sentiero 106 presso le vecchie cave di ardesia e dovrebbe staccarsi nei pressi della roccia coppellata di cui abbiamo parlato prima. Sono comunque tracce che non abbiamo mai percorso.
Scendiamo per il percorso fatto all'andata e a 01h 50' siamo al masso coppellato, dopo 5' al rudere immerso nella vegetazione. A 02h 03' guadiamo il Fosso della Brunettina e dopo altri 5' siamo al tratto in parte franato. A 02h 15' ci innestiamo di nuovo nel 106. Passiamo il valico presso il rudere, poi seguiamo la mulattiera che porta a Pomezzana. A 02h 37' siamo all'indicazione del 106 a Pomezzana, scendiamo a destra e a 02h 42' terminiamo l'escursione.
Da Seravezza si prosegue sulla strada provinciale per Castelnuovo Garfagnana, oltrepassata Ruosina (3,8 km), si prende la deviazione a destra per il fondovalle in direzione Stazzema.
Si oltrepassa Ponte Stazzemese, Mulina (8 km) e Culierchia, e si prende la ben evidente deviazione a destra per Pomezzana e Farnocchia (8,5 km). Poi si curva a sinistra seguendo le indicazioni per Pomezzana (10 km) e si prosegue fino al paese (12,8 km).
Questa breve escursione è finalizzata a vedere le interessanti incisioni della Rupe di Grotta Capraia o "Roccia del Cuore". Il sito è uno dei tanti esempi di Apuane Segrete. Individuato il bivio che si trova sul sentiero 106 a circa 200 metri dal valico dove si trova il vecchio edificio con immagine della Madonna, il percorso è semplice. Serve comunque un minimo di attenzione per qualche tratto che potrebbe cedere con le piogge e per qualche albero caduto sulla sede della traccia.
La Rupe è molto panoramica ed esposta per cui occorre un minimo di prudenza quando si guardano le incisioni. Un rilievo del sito, a cura di Anna Maria Tosatti, si trova nel volume, liberamente scaricabile, "L'arte rupestre nella penisola e nelle isole italiane: rapporti tra rocce incise e dipinte, simboli, aree montane e viabilità". Naturalmente utilizzando i sentieri della zona è possibile effettuare escursioni più lunghe, anche ad anello.
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