DATA ESCURSIONE: 01/05/2023
Lo scopo di questa breve escursione è visitare il Biolago di Cava Valsora dove prospera il tritone alpino.
[Il tritone alpino (Ichthyosaurus alpestris) è un anfibio caudato della famiglia Salamandridae. Ha aspetto tozzo e vigoroso, ventre arancione senza macchie e macchie nere alle estremità. Il maschio presenta dorso color blu ardesia, la femmina dorso verdastro. È presente in Europa dalla Francia alla Bulgaria e in Italia nell'arco alpino e sulle Apuane, inoltre esistono colonie nel Parco Naturale Regionale di Portovenere (SP). Sulle Alpi Apuane vive la sottospecie Ichthyosaurus alpestris ssp apuana. Essa è considerata endemismo appenninico dal Piemonte alla Toscana e ai Monti della Laga. Questo anfibio necessita di pozze permanenti, prive di pesci, per riprodursi. Sulle Apuane il carsismo rende difficoltoso il ristagno di acque che è però possibile in cave dismesse per l'impermeabilizzazione dovuta alla marmettola. In particolare il tritone è presente alla Cava Valsora a Massa e alla Crespina II alle pendici del Sagro (vedi relativa escursione) oltre che nei vasconi di Cava Fondone all'Altissimo.]
Partiamo dalla strada diretta al Passo del Vestito, a circa 500 metri dall'ingresso ovest della Galleria del Vestito che unisce le province di Massa e di Lucca. Il luogo è ben indicato da una scritta "Cava Valsora Escursione e Accoglienza". Qua c'è un ampio spiazzo coperto da frammenti di marmo con alcuni cubi in marmo per la sosta e un casottino che vende i biglietti e funziona anche da piccolo bar con alcuni tavolini esterni. L'accesso al biolago è permesso solo il sabato e la domenica previo acquisto di un biglietto che costa 8 euro per gli adulti. Lo spiazzo iniziale è panoramico sulla strada con ben visibili due ingressi di gallerie, inoltre si vede la costa con il Golfo della Spezia. Scendiamo per l'ampia marmifera e subito siamo al cancello che impedisce l'accesso ai non addetti ai lavori nei giorni feriali. Scendiamo e poco dopo troviamo il primo di una serie di cartelli informativi (Sulle tracce del Biolago) sulla storia della cava e sul lago. Sulle rocce sulla destra ci sono molte fioriture di Primula Orecchia d'Orso. Scendendo il panorama si apre sulla Cava di Valsora e dietro sulle Apuane, dalla Brugiana al Sagro fino al Grondilice e al Contrario. In alto, verso destra, invece si vede la Cava Valsora-Palazzolo, anch'essa in attività. In basso, a fianco della cava, ma in alto rispetto a essa, ci sono vecchi edifici a servizio della dismessa cava del Diacceto (impropriamente anche Ghiacceto) posti a 910 m.
A 15' siamo a un bivio: a destra si va alla cava attiva mentre a sinistra si scende alla parte bassa mediante un tratto protetto sulla sinistra da una recinzione in legno. A 22' siamo a un piazzale panoramico con sotto il vecchio ravaneto della cava (parte alta della Valle di Taneta). Qua inizia la passerella di legno per il Biolago, lunga un centinaio di metri, mentre a sinistra sale la vecchia marmifera per gli edifici di cava che si vedevano bene dall'alto. Inoltre si scorge quello che rimane della vecchia Via di Lizza di Diacceto, sempre sulla sinistra. Seguiamo la passerella e in un paio di minuti siamo al lago, circondato dalle possenti pareti di marmo della vecchia cava alte oltre 30 metri. La parte terminale della passerella presenta un intarsio di erba sintetica con una fontana in marmo (senza acqua). La profondità delle acque raggiunge i 10 metri e si pensa all'esistenza di una sorgente naturale che lo alimenta, oltre all'acqua piovana. È possibile vedere numerosi tritoni (la popolazione è stimata in un centinaio di esemplari). Inoltre nel laghetto è stata trovata una rara alga: la Chara virgata.
[La Chara virgata è una pianta acquatica che prospera nel Biolago della Cava Valsora. Essa è antichissima risalendo a 500 milioni di anni fa e in Toscana è stata trovata solo qua. E' un'alga della famiglia delle Characeae, caratterizzate dalla forma a candelabro. È annuale, ma può essere anche perenne. Arriva un altezza di 30 cm con un'asse principale da cui si dipartono assi secondari e appendici chiamate raggi., il colore è verde scuro. La specie è considerata un indicatore di acque oligotrofiche.]
A 41' torniamo indietro e a 01h siamo nuovamente sulla strada.
La Cava Valsora fu aperta alla metà del XIX secolo nei Piastroni di Valsora vicino alla Cava Diacceto che deve il nome al fatto che qua erano radunate le pecore (da adiacetum dal verbo adiacere: addiaccio, stazzo del gregge), anche Giacceto o Giacchetto. Il termine Valsora deriva da balteum: terreno pianeggiante che finisce in un salto. La cava Valsora rimase a lungo chiusa permettendo la formazione del lago e la sua colonizzazione da parte dei tritoni, scoperti poi dall'amico naturalista Andrea Ribolini. Poi fu chiesta la riapertura della stessa dalla Marmi e Autotrasporti Merci Ptc. Seguì un lungo contenzioso che portò a una delibera del Tar toscano che si pronunciò a favore dei tritoni. Nacque così, nel 2018, il Progetto Symbiosis come collaborazione tra la ditta intenzionata a riaprire la cava e il politecnico di Milano, Polo di Piacenza, corso di laurea in Architettura sostenibile e Design del paesaggio. Il progetto denominato "Symbiosis bio cava Valsora Giacetto" è inteso a coniugare conservazione, turismo e industria del marmo. Il progetto è stato presentato nel 2019 e i lavori sono iniziati nel 2020 con rallentamenti dovuti alla pandemia, la passerella risale al 2021. Lo stesso anno è cominciata la "coltivazione" in galleria. La prima visita guidata di una scolaresca al lago risale al settembre 2021 e l'inaugurazione ufficiale all'agosto del 2022.
Da Massa, passando per Altagnana e Antona (8,4 km). Si prosegue superando Campareccia con monumento al papa Giovanni XXIII e si arriva a Pian della Fioba (16,4 km) Questo è un ben evidente slargo con alla destra l’ingresso dell’Orto Botanico Pellegrini e a sinistra le indicazioni per l’ex Rifugio Città di Massa. Si supera una prima galleria e poi altre tre fino a trovare sulla sinistra le evidenti indicazioni Cava Valsora Escursione e Accoglienza presso uno spiazzo con casottino ristoro (17,7 km).
L'interesse dell'escursione è nei panorami sulle cave e sulle Apuane e sulla visita al laghetto dove prospera il tritone apuano e l'alga Chara vergata. Non ci sono difficoltà. Una breve salita agli edifici del Diacceto permette di vedere il lago dall'alto e di vedere l'alta Valle di Taneta.
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