(MS-Carrara) GABELLACCIA - BIVIO CARDETO (1070 m) - SELLA DEI GRENZI (1175 m) - CASA CARDETO (1120 m) - RESPETTOLO - FOCE DEI POZZI (1202 m) - CAMPOCECINA - RIF. CARRARA (1320 m) - ACQUASPARTA (1270 m) - CAPANNE FERRARI (1002 m) - GABELLACCIA
Loc. di partenza: Passo della Gabellaccia (895 m)
Loc. di arrivo: Passo della Gabellaccia (895 m)
Dislivello mt.: 700
Tempo totale: 06h 40'
Difficoltà: E
Punti d'appoggio: Rifugio Carrara
Rifornimento acqua: Rifugio Carrara
Tratti di ferrata: No(brevi tratti assicurati)
Sequenza sentieri: 185◆140⇧(ex 40)_185◆140⇧(ex 40)◆140⇧(ex 40)_171◆140⇧(ex 40)_171_174◆140⇧(ex 40)_171_184◆140⇧(ex 40)_171◆140⇧(ex 40)◆183◆Anello Ballerino◆173◆171_185◆185◆140⇧(ex 40)_185◆140⇧(ex 40)◆strada
DATA ESCURSIONE: 30/11/2024

Arrivati al valico della Gabellaccia, caratterizzato dai ruderi della vecchia Dogana e indicato da un cartello stradale, parcheggiamo l’auto. Possiamo farlo in uno slargo della strada, un centinaio di metri più avanti. In un paio di minuti siamo al passo (894m) sul lato destro della strada, mentre i ruderi sono a sinistra.

[Conosciuta anche come Dogana della Tecchia. È un valico tra Carrara e Lunigiana, oggi attraversato dalla provinciale per Campocecina. In passato qua passava il confine tra lo stato di Massa-Carrara (poi annesso al granducato di Modena) e il territorio di Fivizzano (appartenente al granducato di Toscana), quindi passando da queste parti era necessario pagare il dazio, la cosiddetta gabella, da cui il nome dispregiativo che è rimasto alla zona. Nel 1848 con il passaggio di Fivizzano agli estensi il confine smise di esistere. Oggi rimangono solo dei ruderi che si trovano nel territorio di Carrara.]

La Gabellaccia è un importante nodo di sentieri, qua arriva il 198 (ex 47, Castelpoggio-Maestà-Gabellaccia: 4,2 km) e inizia il 184 (Gabellaccia-Case Respettolo: 5,2 km). Transitano poi il 185 (Castelpoggio-Rifugio Carrara: 6,4 km) e il 197 (ex 46, Ponte Storto-Maestà della Villa: 6,9 km) che per un tratto coincidono per separarsi proprio alla Gabellaccia. Qua sono presenti le necessarie indicazioni.
Seguiamo il 185 e saliamo per ripidi tornantini e in 5' arriviamo a un caratteristico arco di roccia (calcare cavernoso) che attraversiamo. Proseguiamo agevolmente nel bosco, in lieve salita, avendo sulla destra, tra la vegetazione, le ultime colline di Carrara e la costa. A 14', sulla destra, c'è il Masso del Doronico: una roccia che in primavera si copre di bellissime fioriture del Doronico di Colonna. Più avanti il sentiero prende a salire più decisamente.
A 27' siamo in prossimità di una grotta dove, da destra (1025m), arriva il sentiero 140⇧ (ex 40, Torano-Casa Cardeto-Monzone: 14 km). Continuiamo a salire e più avanti troviamo le indicazioni per il Cippo marmoreo della Resistenza (1951) che si trova su un’altura a pochi metri di distanza. Subito dopo, a 41’, siamo a un secondo bivio (1066m), detto Bivio Cardeto: il 140⇧ sale a sinistra diretto a Case Cardeto mentre il 185 continua a destra per una pineta. Poco prima del bivio una breve traccia scende alla vicina strada carrozzabile per Campocecina. Seguiamo adesso il sentiero 140⇧ salendo a sinistra nella faggeta. Subito, in basso a sinistra, ci sono dei ruderi nascosti dalla vegetazione: sono i resti di costruzioni di servizio delle miniere che si trovano più in alto e che tra poco raggiungeremo.

[Questi ruderi sono conosciuti come il Fabbricato: era punto di raccolta dei materiali che arrivavano dalla mulattiera per Campocecina che esisteva prima della costruzione della strada asfaltata. Vi era una cucina e un dormitorio riservato al direttore della miniera e al capo dei minatori.]

Proseguiamo con qualche tratto ripido e passiamo presso una risorgenza di acqua con un tubo nero. Poi lasciamo il bosco e, a 52', siamo a un punto panoramico sulla costa con bella visuale sul Golfo della Spezia e le sue isole e sul Porto di Marina di Carrara. Poco prima del punto panoramico una traccia sale verso destra verso il Crinale dei Grenzi, a raggiungere il cosiddetto Olimpo, che è un altro punto panoramico. Poi entriamo di nuovo nel bosco, riprendiamo a salire e a 01h siamo alla panoramica Sella dei Grenzi (1166m).

[I Grenzi sono i versanti nord-ovest del Monte Ballerino percorsi dal sentiero 40. In dialetto carrarese grenz significa: sull’orlo, vicino, ai margini, ma non è detto ci sia un collegamento col toponimo.]

Questa è una piccola radura e, sulla destra, si stacca una traccia evidente, ma poco segnata che in circa 15' si innesta nel sentiero 171 a poca distanza da alcuni casolari della zona di Acquasparta. Adesso scendiamo per un breve tratto e proseguiamo nella bella faggeta. Scendiamo ancora e a 01h 15' siamo al primo edificio della miniera di manganese (deposito dei materiali) cui segue subito un altro edificio più grande (dormitorio) con torretta dell'elettricità.

[L’estrazione del minerale di manganese, che si presenta di colore nero, fu operata dalla Fiat Ferriere Piemontesi, proprietaria dell’attività, nel periodo dell’autarchia 1939-43, ma la presenza del minerale era già conosciuta Il minerale era calato con teleferica nella zona della ex cava Peghini dove sono presenti strutture di raccolta dello stesso. L'attività fu abbandonata nel 1948. Sono conosciute anche come miniere di Scortico e di Canal d’Arpa dal nome dei canali presenti in zona]

Scendiamo al vicino canale (modesta fonte) e proseguiamo avendo sulla sinistra un muretto a secco con due piccoli bacini per la raccolta del minerale, trasportato poi in vagoni e con teleferica portato a un silos di raccolta posto in zona Cava Peghini, da cui era portato a valle mediante uno sterrato oggi sentiero 184. Qua arriva un sentiero, non segnato, dal sottostante sentiero 184. Esso inizia nel bosco dopo la Cava Peghini in direzione Cardeto ed era a servizio dei lavoratori della miniera. Più avanti, sulla destra, troviamo una delle gallerie dove era scavato il minerale, il quale, comunque, era anche scavato a cielo aperto con escavazioni a trincea.
Lasciamo la zona delle miniere e dopo una breve ripida salita troviamo, a 01h 29' un breve tratto in discesa attrezzato con una vecchia corda metallica. Il tratto è leggermente esposto, ma non è difficile e la corda dà sicurezza. Più avanti c'è un rudere poi un bel tratto nel bosco e 01h 40' da sinistra (1144m) si innesta il sentiero 171 (Tenerano-Rifugio Carrara; 5,5 km) proveniente da Acquasparta. Proseguiamo e dopo un paio di minuti siamo a un altro bivio (1139m), da destra arriva il sentiero 174 (Foce di Pianza-Casa Cardeto al momento chiuso nella zona delle cave), proveniente dalla Foce dei Pozzi cui arriveremo con altro sentiero nel corso della nostra escursione.
Proseguiamo e a 01h 46' siamo al bivio (1124m) con il sentiero 184 che va a destra. Lo trascuriamo e siamo subito a Casa Cardeto, preceduta da ruderi di altra costruzione. A fianco della casa si trova un bel faggio secolare. La casa è un importante nodo di sentieri, qua inizia il 174 e transitano il 140, il 171 e il 184. Seguiamo l'ampio sentiero (comune a 140, 171 e 184) nel bosco e in breve (01h 52') siamo al bivio ( 1096m) tra il 184, che scende a sinistra, diretto alle vecchie Cave Peghini, e il 140/171 che scende a destra. Qua inoltre inizia una traccia per salire alla vicina Rocca di Tenerano. Scendiamo nel bosco a destra per ampio stradello piuttosto ripido e scavato dalle piogge. Lo percorriamo fino a un successivo bivio, anche se il sentiero a un certo punto va a sinistra per poi convergere al bivio. Siamo a questo bivio (1031m) a 02h 04'. A sinistra il 171 si dirige a Tenerano, noi seguiamo il 140⇧ verso destra. Scendiamo e arriviamo in 3' a un invaso artificiale per le attività anti-incendio. Qua troviamo altre indicazioni: a sinistra una traccia va a recuperare il sentiero 171. Proseguiamo pianeggiando e guadiamo il modesto Canale del Rio e a 02h 12' siamo all'inizio (995m) del sentiero 183 (innesto 140-Rifugio Carrara, 4,3 km) che percorreremo quasi interamente (nel tratto iniziale il sentiero aggira la Torre di Monzone). Esso si stacca in salita verso destra. Poi dopo pianeggia o scende lievemente. Subito c'è una modesta captazione di acqua a destra poi bisogna evitare una traccia che si dirige, verso sinistra, presso alcune costruzioni presenti in zona. Qua c'è un po' di degrado, ma ci sono i necessari segni.
A 02h 17' ci immettiamo in un ampio stradello e a destra c'è una cisterna in cemento per le acque, che presumibilmente era un vasca di fermentazione del vino dato che sopra c'è un grappolo d'uva. A 02h 23' siamo presso dei ruderi, che rimangono sulla sinistra, presso i quali c'è un piccolo forno ancora intatto. Proseguiamo sull'ampio stradello e dopo 5' troviamo una costruzione sulla sinistra, seguita subito da un'altra. Presso questa lasciamo lo stradello e andiamo verso destra (indicazioni presenti). Nella carta 4Land questo viene indicato come un passo. Adesso cambieremo versante e percorreremo a mezzacosta le pendici sud-est della Torre di Monzone. Seguiamo alcune paline con i segni andando subito a sinistra aggirando delle roccette e poi riportandoci sulla destra.
A 02h 33' cominciamo a vedere l'Alta valle di Vinca con la Nattapiana, il Pizzo, la Cresta Garnerone e il Grondilice e, in basso, il borgo di Vinca. Siamo in autunno inoltrato e la visibilità è ostacolata solo dagli alberi spogli. Il primo tratto va percorso con un minimo di attenzione per le molte foglie, ma dopo 5', dopo aver superato un serbatoio per l'acqua, la traccia si allarga. Scendiamo un po', ma poi riprenderemo a salire. La zona che percorriamo è conosciuta come Respettolo e il sentiero che stiamo percorrendo era usato dai monzonari per andare alle cave ed era chiamato Mulattiera di Respettolo.
A 03h 06' siamo al bivio (1075m) con il sentiero 184 che sale a destra per la Foce di Porcigliola e poi scende a Casa Cardeto. Qua facciamo una breve sosta. Poco sopra il bivio ci sono dei ruderi conosciuti come Case Respettolo, anche se la zona è più propriamente Porcigliola. Proseguiamo sul sentiero 183 e siamo subito all'innesto (1080m) del sentiero 196 (Ponte sul Lucido-sentiero 183, 3,1 km) che proviene da sinistra. Adesso la salita si fa più ripida e ci porta a 03h 33' a una prima radura panoramica su Pizzo, Sagro e Torre di Monzone. Saliamo ancora e dopo 10' siamo a una seconda radura panoramica. Saliamo ancora e a 03h 43' siamo alla Foce dei Pozzi (1208m). Essa, come suggerisce il nome, è situata in zona carsica. Qua si intersecano i sentieri 183 che stiamo percorrendo e il 174 che dalla Foce di Pianza va alle Case Cardeto.
Proseguiamo in direzione del Rifugio Carrara e in pochi minuti troviamo sulla sinistra un pozzo di una decina di metri di diametro che è l’imbocco dell’Antro degli Orridi (quota 1204 m) che scende per 210 metri e ha uno sviluppo verticale di 610. Saliamo nel bosco abbastanza ripidamente fino ad arrivare a 03h 55' a un'altra radura panoramica (Alpe di Burla) dove il panorama si apre alla Torre di Monzone, all'Appennino, al Pizzo, al Pisanino e al Sagro. Adesso saliamo di meno e, poco dopo aver superato un tubo metallico per l'acqua, troviamo sulla destra (1298m) l'inizio di una traccia (segni rossi sulla roccia) di raccordo con il sentiero 171. Proseguiamo in salita sul 183 e a 04h 21' siamo ancora su tratto aperto da cui scorgiamo anche il Monte Cavallo. Rientriamo nel bosco, poi un ultimo tratto si salita e a 04h 32' ci innestiamo (1341m) nell'Anello Didattico del Monte Ballerino. Esso circonda il monte omonimo e, in parte, coincide con il sentiero 183. Lo seguiamo verso sinistra (mancano segni) per tratto ampio e ameno che ci porta in 5' fuori del bosco. Siamo adesso a Campocecina, una vastissima prateria posta a oltre 1300 metri tra il modesto Zucco del Latte e il Monte Borla.
Campocecina è luogo ameno per pic-nic in estate, per portare i bambini a giocare con la neve in inverno ed è luogo di partenza per diverse escursioni. Alcuni ritrovamenti fanno pensare che la zona fosse frequentata in epoca romana. In loco sono presenti rimboschimenti a conifere, ma in alto predominano i faggi.
A 04h 42' incrociamo il sentiero 173 (Rifugio Carrara-Capanna Garnerone, 7,9 km), che seguiamo verso destra. Entriamo nel bosco passiamo presso la Chiesa di San Bernardo e a 04h 47' arriviamo al Rifugio Carrara dei Cai omonimo, che fu inaugurato nel 1957. Qua arrivano (o terminano) il sentiero 171, il 173, il 182 (Torano-Rifugio Carrara, 6,7 km), il 183 e il 185. Scendiamo per il 171/185 per tratto a tornantini con staccionata e in breve siamo su uno sterrato che seguiamo in discesa verso destra. Siamo nella faggeta e lasciamo, a sinistra, la Casa della Bella Pisana con lapide che ricorda della Guerra Partigiana e a 04h 52' siamo sulla strada asfaltata. Sulla sinistra c'è una bella fonte di acqua freschissima sormontata da una statua della madonna: è la Fontana di Acquasparta. Seguiamo la strada verso destra avendo di fianco un ampio parcheggio e il Ristorante Belvedere. Superiamo il ristorante e, a 04h 55', siamo al Piazzale di Acquasparta.

[Al piazzale di Acquasparta termina la carrozzabile da Carrara per Campocecina con una rotonda asfaltata che circonda il Parco della Memoria, dedicato alla Shoah. Esso è costituito dalle statue del XIV simposio internazionale di scultura tenutosi a Carrara nel 2001. Quel anno il tema era: “La memoria del presente. Dalla Shoah alla cultura della pace”. Il parco è sempre suggestivo ed emozionante, in particolare, quando la copertura nevosa si confonde con le statue: è meritevole di una visita non frettolosa.]

Dopo una breve sosta di 10' riprendiamo il cammino a 05h 06'. Scendiamo lo stradello che costituisce il sentiero 171/185 tra alcune roulette stanziali. Poi tramite un ponticello di legno superiamo un modesto rivolo. Dopo di esso il sentiero 171 va a destra mentre noi andiamo a sinistra seguendo il 185. Passiamo presso altre case e poi per uno spiazzo panoramico sulla costa, in particolare sul Golfo della Spezia. Qua una croce lignea e un cippo marmoreo ricordano Rita Conti (1961-1979) che qua trovò tragica morte a causa di un fulmine. Proseguiamo in discesa nella faggeta che poi si apre, per un tratto, panoramica sulla destra sulla costa e sulla zona di Colareta. Poi scendiamo per lunghi tornanti e a 05h 38' vediamo in alto l'ingresso di un paio di grotte di interesse speleologico la cui apertura è protetta da pali di legno. In questo tratto alcuni ometti sfidano le leggi della gravità. Intanto nel bosco aumentano i pini frutto dei rimboschimenti degli anni '50 poco rispettosi della flora locale. I pochi faggi e aceri ci permettono di ammirare il foliage. Proseguiamo la discesa e a 05h 51' chiudiamo il primo anello tornando al Bivio Cardeto.
Seguiamo il percorso dell'andata e a 06h 08' siamo al secondo bivio con il 140⇧ e seguiamo quest'ultimo verso sinistra. (naturalemnte l'escursionista può proseguire per il 185 evitando un tratto di strada asfaltata che invece noi percorreremo). Il percorso è semplice e ci porta a 06h 15' al piccolo parcheggio di Capanne Ferrari (994m).

[È il nome della zona, presso il Monte della Formica, dove il sentiero 140⇧ sale, dalla strada, per andare a incontrarsi con il 185. Pochi metri più avanti, sulla strada per Campocecina, si vedono, addossati alla roccia, i resti dei tetti delle costruzioni che servirono come alloggio dei lavoratori durante la costruzione della strada stessa. Il nome origina dalla ditta Ferrari che collaborava con l'organizzazione tedesca Todt nella costruzione della strada per Campocecina che aveva fini militari. Proprio in questa località però i lavori si interruppero e furono ripresi, molto lentamente, nel dopoguerra e furono terminati negli anni '60. ]

Scendiamo per la strada e dopo una casa mai terminata, sulla sinistra, scende uno stradello per le Cave di Canal d'Abbia. Invece subito a sinistra il sentiero 140⇧ lascia la strada per scendere a Torano. Noi seguiamo la strada e a 06h 39' terminiamo l'escursione.
Da Carrara si segue la strada per Gragnana, Castelpoggio e Fosdinovo. Molto prima di quest’ultimo paese, si prende la deviazione a destra per Campocecina (9,5 km) che si segue per altri 5 km fino alla Gabellaccia. Essa è ben riconoscibile per la presenza di ruderi sulla destra e per il cartello indicatore (Loc. Dogana Della Tecchia – Gabellaccia).
Questa escursione intende far conoscere la gran rete di sentieri presente tra la Gabellaccia e Campocecina. Sta poi all'escursionista effettuare le varianti che desidera e salire alle cime della zona: Torre di Monzone, Rocca di Tenerano, Monte Ballerino e Monte Borla.
Di interesse sono il Cippo della resistenza, le miniere di manganese, Casa Cardeto, la Foce dei Pozzi e Campocecina. Notevole è anche il Parco della Memoria di Acquasparta. A tratti ci sono buoni panorami su Pizzo, Pisanino, Grondilice, Sagro e Cavallo.
Sempre interessanti le fioriture ricche di endemismi. L'ambiente cambia molto con le stagioni e diventa molto affascinante con la neve. Non ci sono difficoltà anche se un breve tratto è attrezzato con corda metallica utile con neve e ghiaccio. Le indicazioni dei sentieri sono presenti dove servono e gli stessi sono ben segnati. Inoltre nelle relazioni del sito sono descritte diverse escursioni effettuate in questa zona e in zone limitrofe.

ATTENZIONE!!!

Lo staff di www.escursioniapuane.com declina qualsiasi responsabilità riguardo eventuali malaugurati incidenti che potrebbero accadere percorrendo gli itinerari descritti sul proprio sito. Declina altresì qualsiasi responsabilità per differenze eventualmente riscontrate rispetto a tali descrizioni, riguardanti alterazioni dello stato dei suddetti percorsi (quali: danni associati alle condizioni meteorologiche e ad altri eventi naturali, carenze di manutenzione, interventi umani, sostituzione delle numerazioni dei sentieri ecc.ecc.) successive alle date di effettuazione delle proprie escursioni.
Ricorda inoltre che tutte le valutazioni circa le difficoltà delle escursioni, riportate sul proprio sito, sono prettamente soggettive. In montagna, per motivi esclusivamente personali, ciò che è estremamente facile per qualcuno, potrebbe essere estremamente difficile per altri e viceversa. Quindi, durante le escursioni, sta al buonsenso di ciascuno di coloro che ci leggono, decidere quando e se proseguire o meno.