(LU-Stazzema) PRUNO-COLLE DI FONDO (480 m)-CIMA DI RIPA (800 m)-RIFUGIO LA FANIA (905 m)-FOCE DI MOSCETA (1190 m)-PASSO DELL'ALPINO (1090 m)-MONTE ALLA TANA (895 m)-COLLE A IAPOLI (750 m)-STRADA-PRUNO
Loc. di partenza: Pruno (465 m)
Loc. di arrivo: Pruno (465 m)
Dislivello mt.: 805
Tempo totale: 06 h
Difficoltà: E
Punti d'appoggio: Pruno, Rifugio Del Freo a Mosceta
Rifornimento acqua: Pruno, Cima alla Ripa, La Fania, Rifugio Del Freo, strada presso B&B Cima alle Selve
Tratti di ferrata: No
Sequenza sentieri: Vicoli◆SAV◆traccia◆117◆117A◆117A_124◆124◆125_126◆119◆122◆strada◆stradello◆122
DATA ESCURSIONE: 11/01/2025

La strada da Ponte Stazzemese, superato Cardoso e Volegno, porta a un parcheggio sotto il borgo di Pruno. Iniziamo l'escursione dall'ampio parcheggio (465m) di fronte al quale inizia il sentiero 122 (Pruno-Passo dell'Alpino 2,8 km), che, in parte, percorreremo al ritorno. AdessIo seguiremo un tratto di Sentiero Alta Versilia (SAV) fino al Ponte di Pruno.
Saliamo al borgo e proseguiamo verso sinistra, lasciando poi, sulla sinistra, il vicolo per la locanda il Poveromo che poi sale verso Piastrola. Saliamo e poi scendiamo per strada lastricata e panoramica, in particolare su Forato, di fronte a noi, e Procinto, Nona e Matanna sulla destra.
A 8' siamo a una casa con bel giardino (Casa della Serra 456m) da cui la traccia scende ripida (questo tratto di mulattiera è stato rinominato Via dei Folletti con varie tappe dedicate a questi personaggi della fantasia). Poco prima della grande casa c'è una fonte recente con statua mariana e versi danteschi, c'è anche una piccola pietra con incisioni e date piuttosto antiche, una del 1692. Sulla sinistra della casa inizia la variante alta del Sentiero della Castagna, ma numerose altre tracce si dipartono dal nostro sentiero anche più avanti.
Scendiamo per la mulattiera dei Folletti con un po' di attenzione perché è scivolosa. Scendiamo allo spiazzo "Dono Poetico Gnomesco" dove sono molti piccoli sassi con scritte dei bambini. Superiamo alcuni ruderi, usciamo dal bosco, e passiamo dalla piccola Cava Frascinaia. A 16' siamo al Ponte di Pruno. Questo è un bel ponte mediceo a schiena d'asino sul torrente Deglio con edicola marmorea (XIX secolo) dedicata a San Francesco. Prima del ponte una ripida salita porta all'Acquapendente (sentiero della Scala Santa che costeggia la Torre di Belen, comunque al momento la parte finale è infrascata). Invece dopo il ponte a destra scende una mulattiera (segni SAV) che porta in 3' al vicino Mulino del Frate di proprietà della Comunità Montana che è centro didattico per conoscere la cultura della castagna e, a tal fine, è molto usato dalle scolaresche.
Saliamo fino ad alcune case ben sistemate (località Riscioli) e a 21' arriviamo al bivio (429m) per la Cascata dell'Acquapendente (a sinistra). Noi proseguiamo per la traccia diretta a Colle di Fondo. Subito dopo il bivio c'è un gruppo di ruderi tra cui una casa in parte addossata alla roccia (abrì). C'è da dire che il complesso è sempre più pericolante, con un muro che incombe minaccioso sulla sede del sentiero. Proseguiamo in salita passando poi presso altri ruderi. A 35' arriviamo presso una marginetta con immagine in ceramica della Madonna col Bambino. Di fronte alla marginetta sale una traccia (inizialmente poco visibile) che porta a Ranocchiaia. Noi scendiamo e in un paio di minuti arriviamo alla marginetta di Colle di Fondo (483m) costruita su uno spuntone di roccia. Nella marginetta c'è una icona dozzinale di terracotta a sostituzione di quella trafugata. Siamo sul sentiero 117 (Cardoso-Foce di Valli-Piglionico 3,4 km). Andiamo verso sinistra in lieve salita. Subito dopo la marginetta c'è una fonte con abbeveratoio e poi l'indicazione dell'Azienda Agricola Barsanti che rimane più in alto. Poco dopo passiamo presso una tecchia (a sinistra) detta Riparo del Mascherone (quota 505 m) dove ci sono alcune incisioni. Proseguiamo nel bosco con salita e tratti di falsopiano con diversi ruderi e qualche tratto panoramico su Forato, Costa Pulita e Cresta Pulita e sulle propaggini della Pania fino a Foce di Valli.
A 47' una traccia abbastanza ampia attraversa il sentiero, essa porta, verso destra in discesa, a innestarsi nello stradello per l'Oratorio di San Leonardo in meno di 10'. Invece a sinistra, in salita, la traccia è diretta a costruzioni poste più in alto. Proseguiamo con qualche tratto di salita e qualche precario ponticello di tronchi per superare canali che scendono da sinistra. A 58' arriviamo a un bivio segnalato (565m) in località Le Piane, sopra il quale c'è un rudere immerso nella vegetazione. Il sentiero 117 continua per Collemezzana e, a sinistra, sale il 117A (Le piane-Cima alla Ripa-innesto 117: 1,4 km) detto Sentiero di Pacì.
Il sentiero sale nel bosco sottoposto a taglio, qualche tempo fa, con ancora la legna accatastata qua e là. La progressione è sempre in salita per tornantini con qualche tratto ripido. A 01h 10'' sulla sinistra, un po' rialzata, c'è una marginetta dedicata a Santa Rita (1950) con immagine cartacea della santa. Invece a destra c'è un tubo dell'acqua, che ci accompagna lungo il sentiero, che è aperto e funziona da fontana. Dopo 10' sulla destra inizia una traccia che non abbiamo mai percorso che si innesta nel 124, mentre il nostro sentiero prosegue a sinistra scalinato. Proseguiamo e poi passiamo per un tratto aperto e panoramico su Forato e Procinto.
A 01h 28' superiamo, su roccette, un rivolo che scende da sinistra. Alcuni ripidi tornantini ci portano in 5' a una fonte che rimane sulla sinistra (zona Fontana). Qua scende un ruscello che va a alimentare il Fosso della Capriola. C'è un muretto di sbarramento e una Madonnina in plastica. Sulla sinistra sale una evidente traccia, che avevamo in parte percorso qualche anno fa, essa porta a un rudere al quale è possibile arrivare seguendo un sentiero da San Rossore diretto a Cerreta e Trechiamate. Seguiamo il 117A verso destra che ci porta in pochi minuti alle case di Cima alla Ripa. Questo è un alpeggio dell'Alpe di Cardoso. Qua ci sono diverse case sistemate e saltuariamente abitate e anche una fonte. Tra le altre abbiamo lo Chalet Il Bellorino, la Casa garibaldina e la Casa del Cantuccio. In quest'ultima abitavano i coniugi Angela e Lorenzo Barsanti e sulla soglia di casa c'è la scritta “Angela e Lorè regina e re”, il luogo di cui erano reali era la Fania. Oggi la casa è proprietà della figlia Finimola. Lorenzo fu uno degli ultimi uomini della neve e insieme ad Angiolo Bartolucci, il Nonno di Collemezzana, salvò molti alpinisti dispersi sulla neve della Pania. Da uno spiazzo presso il sentiero 124 si gode di un bellissimo panorama su Pania e Forato.
Dopo lo spiazzo panoramico, a 01h 42', ci innestiamo nel sentiero 124 (811m). Ricordiamo che il sentiero 124 (Foce di Petrosciana-Foce di Mosceta: 6 km) è stato di recente sistemato ed è quindi interamente percorribile. Andando a destra in 10' si arriva a Collemezzana dove si trova la Casa del Nonno, noi invece proseguiamo a sinistra per la Fania. Superiamo una casa con la porta verde e subito dopo, lasciamo il 117A che continua verso destra. Siamo in tratto aperto e panoramico, questo è l'alpeggio di San Rossore, con terrazzamenti e orti coltivati.
A 01h 50' siamo al gruppo di case e ruderi dove lavorava, come pastore, il signor Pacifico, il Pacì, con la moglie Siria, sempre gentili e disponibili nei confronti degli escursionisti, con la loro asina Nellina che ti seguiva fino al rifugio. Pacifico e la Nellina non ci sono più, ma l'attività è portata avanti dai familiari. Presso le costruzioni c'è un cartello con informazioni sull'alpeggio e una freccia che manda a Cerretta Tre Chiamate. Adesso saliamo verso il rifugio seguendo i segni ed evitando altre tracce.
A 01h 53' si stacca sulla destra una traccia (segni rossi) per la zona della Capriola che, poi, si innesterà nel sentiero 117. Proseguiamo nel bosco e poi saliamo per tratto aperto, e a 02h 05'arriviamo alla Fania (914m). Questa zona è un bel pianoro panoramico sulla Pania e monti vicini e deve il nome a un faggio (fania) ultracentenario, ormai morto, di esso è rimasto l'ampio ceppo, ma la tradizione è rinnovata da un altro faggio posto vicino, più giovane, ma già imponente. Qua c'è il Rifugio La Fania dell'UOEI e una bella fonte. Inoltre poco distante c'è un altro casolare e una serie di terrazzamenti adibiti in passato ad attività agricola. Qua si stacca sulla sinistra una traccia cha va a recuperare il sentiero 122 presso il Monte alla Tana. Noi invece andiamo a destra del rifugio seguendo il sentiero 124 nel bosco. Nei pressi del rifugio c'è un improbabile rimboschimento ad abeti, ma il sentiero li evita e continua per cerri e sottobosco.
A 02h 15', proprio dove il sentiero 124 scende un po' verso sinistra, una flebile traccia verso destra (ometto poco lontano e freccia rossa) porta all'alpeggio La Tomba dove fu ucciso il Nonno ed è oggi ricordato da una lapide. Proseguiamo pianeggiando e, dopo 5', attraversiamo il sassoso Canale dei Carrubi dopo il quale saliamo un po'. Poi usciamo dal bosco e iniziamo a vedere il Corchia. Stiamo percorrendo le pendici occidentali erbose della Pania, dove è facile vedere mufloni al pascolo che, infatti, notiamo sia sulla destra che sulla sinistra. Di fronte ci sono le Gorfigliette e la zona prossima a Mosceta verso cui siamo diretti. A destra le pendici della Pania e a sinistra il boscoso Col del Vento e il crinale fino al Passo dell'Alpino e al Monte Alto. Dietro noi le Apuane meridionali. La valle è incisa dal Canale di Deglio e il sentiero 124 si sposta verso di esso.
A 02h 28' superiamo un ravaneto di sfasciumi e dopo 4' un altro canale sassoso (Fosso del Cascone). Più avanti a 02h 45' superiamo un altro ravaneto che scende dalla Pania e poi attraversiamo una zona di felci e ci avviciniamo all'altro versante. A 03h 05' attraversiamo il Canale di Deglio e siamo nel versante boscoso. Saliamo e siamo subito su tratto aperto e mediante ripidi tornantini, a 03h 22', ci innestiamo nel sentiero 126 (1193m). A pochi metri dalla Foce di Mosceta che rimane a sinistra. Questa è un valico prativo tra il Monte Corchia e la Pania della Croce. Esso è dominato dalla mole di quest'ultima, posta 700 metri più in alto, che degrada verso il Pizzo delle Saette. Improbabili rimboschimenti ad abeti e pini del 1970 e 1971, danno a Mosceta un aspetto quasi alpino. Alla foce si trova una marginetta con icona marmorea dedicata a Michele Neri caduto alle cave nel 1931 e lapide ricordo dell'alpinista viareggino Cosimo Zappelli (1834-1990). Poi c'è una stele in marmo arabescato dedicata ai caduti della Guerra di Liberazione. La foce e il vicino rifugio Del Freo costituiscono un importante nodo di sentieri. Il 124 termina qua. A destra salgono i sentieri 125/126 che procedono insieme per un centinaio di metri. Il 125 (Foce di Mosceta-Foce di Valli: 2,1 km) diretto a Foce di Valli e il 126 (Foce di Mosceta-Focetta del Puntone: 3,4 km) è quello che permette di salire, con breve deviazione, alla vetta della Pania. Qua arriva il 119 da Levigliani che prosegue fino a Isola Santa. Poi qua arriva il 127 dal Piglionico e il 128 da Tre Fiumi.
Seguiremo adesso il 119. Percorriamo un tratto ameno nel bosco e a 03h 25' siamo fuori dallo stesso. Poco dopo a sinistra si trova una vecchia postazione degli alpini (1189m) punto di osservazione sulla Valle di Cardoso, Pruno e Volegno (rimandiamo alla relazione sulle postazioni in zona). Seguiamo il sentiero sempre aperto e panoramico tra paleo e arbusti. A 03h 53' siamo alla Marginetta del Monte. La marginetta è in posizione panoramica sulla Valle di Pruno, sulla Pania della Croce, sul Forato, Procinto, Matanna e Croce. Fu costruita nel XVIII secolo dalla Comunità di Levigliani e restaurata nel 1986. All'interno si trova un'icona marmorea della Visitazione di Maria a Elisabetta con Santi, senza data, oltre a numerose lapidi ricordo.
Scendiamo per un tratto dove si trovano numerose lapidi che ricordano caduti sulle montagne, ma anche persone morte sui campi minati che facevano parte del sistema difensivo della Linea Gotica e quindi furono vittime della guerra. A 04h 01' siamo al Passo dell'Alpino (1106). Esso ha questo nome per la presenza in loco di postazioni difensive della quarta divisione alpina Monterosa (RSI). In particolare il suo battaglione "Intra" rimase attivo nell'inverno 44-45 nel tratto più elevato delle Apuane, dall'Altissimo fino oltre la Pania. Al passo arriva anche il sentiero 122 da Pruno nel quale si immette, presso la Foce di Borra Larga, il sentiero 123 da Retignano, al momento inagibile. Dal Passo si vedono i tre paesi allineati di Levigliani, Terrinca e Basati e la vista arriva fino alla costa, inoltre si vedono le pendici meridionali del Corchia e tutta la zona che degrada verso Pruno e Cardoso. Al passo si trovano, oggi, i pannelli illustrativi e le frecce direzionali verso sei postazioni fortificate della Monterosa. Infatti questo tratto del sentiero 119 costituisce il Sentiero di Pace n. 5 denominato "Le trincee e i rifugi della Monterosa".
Adesso scenderemo con il sentiero 122, molto panoramico in particolare sulla Pania, che rimane alle nostre spalle. Il tratto iniziale è aperto e ci porta a 04h 13' alla Foce di Borra Larga (proprio sopra la cava dell’Ussaccio) a cui arriva anche il sentiero 123 da Retignano (attualmente chiuso). Qua si gode di un bel panorama sulla strada a tornanti per le cave del Corchia, sul mare e sui tre paesi di Levigliani, Terrinca e Basati e sulla destra c’è una bella rupe. Proseguiamo in discesa e, più avanti, passiamo tra rade betulle e il sentiero è inciso nel terreno argilloso. Sulla destra scorgiamo sia il Monte Alto che il Monte Sullioni. Poi entriamo in un boschetto con qualche tratto piuttosto ripido, lasciamo sulla sinistra dei ruderi (Casa dell'Angiò e di Nanania) e a 04h 43' siamo al bivio per la Fania (800m).
Pochi metri prima c'è una marginetta piuttosto recente con immagine marmorea della Madonna con il Bambino e una traccia, verso sinistra, prosegue per il vicino Bed & Breakfast Fuorimano (zona Pereta Alta). Questa zona è il monte alla Tana, poco avanti ci sono delle costruzioni cui arriva la teleferica da Colle a Iapoli con un vecchio albero di noce. Scendiamo per sentiero umido a volte su lastroni avendo sulla destra un modesto tributario del canale di Deglio.
A 04h 53' siamo al ponte in località Le Caselle. Troviamo sulla sinistra un gruppo di case posto in posizione panoramica sulla Pania, questo è l’Alpe di Pruno, mentre sulla destra, passato il torrente, c’è l’Alpe di Volegno. Quindi la località era divisa tra i due borghi, e i due gruppi di case sono entrambi in posizione panoramica. Da rilevare che presso il secondo c’era l’antico rifugio Gaddi del Cai di Viareggio, attivo dal 1937 al 1949. Invece nella parte prunese dell'alpeggio si stacca la traccia per Ranocchiaia a uso esclusivo dei proprietari.
Scendiamo e subito dopo un ponte siamo, dopo 55', presso una marginetta con una bella immagine originale dell'Immacolata Concezione del 1849 (è detta La Marcona e si trova a 800 m). Qua vengono lasciati in voto i fiocchi dei neonati, come succede per altre marginette. Dopo la marginetta una vecchia traccia non evidente porta all'alpeggio di Traversati.
A 05h 09' siamo a Colle a Iapoli ( 754m). Il luogo è straordinariamente panoramico sulla Pania della Croce, sulla Cresta Pulita, Forato, Croce, Nona, Matanna e Procinto. Qua arrivano anche le auto per la strada asfaltata che rimane sulla destra e inizia dalla strada per Pruno prima di arrivare al borgo. A sinistra, poco più in basso, invece una mulattiera porta all'alpeggio di Tiglieta e al Colle di Cavazzola. Inoltre qua parte una teleferica per il Monte alla Tana. Invece di tornare a Pruno con il 122 decidiamo di percorrere un tratto di strada. Andiamo quindi verso destra. La strada è in parte sterrata e in parte asfaltata, ma sempre in condizioni molto brutte che rendono difficile il percorso ad auto che non siano fuoristrada. Dopo 5' di discesa, al secondo tornante, recuperiamo da sinistra il 122 che per un tratto segue la strada.
A 05h 18' siamo al Casolare di Cima alle Selve (a destra fontana). Parte del casolare (XIX secolo) viene dato in affitto per brevi vacanze da Massimo e Roberta, che abitano il resto dell'edificio. Qua a sinistra il 122 rientra nel bosco. Proseguiamo per la strada a tratti ripida con tratti molto panoramici sui monti circostanti, compreso il Forato con il caratteristico foro.
A 05h 40' lasciamo la strada per seguire uno stradello carrozzabile sulla sinistra (588m), presso una curva. [Scendendo per la strada avremmo trovato una deviazione per l'Ostello di Pruno.] Dopo un centinaio di metri la traccia recupera il 122 presso una bella casa (quota 532m). Poi scendiamo per tratto ripido, aperto e panoramico su Matanna, Procinto e Nona, con due marginette recenti dedicate a vittime dell'ultima guerra (Alberto Luisi e Mario Guidi).
Poi andiamo a destra fino a un'edicola con icona marmorea del 2018 dedicata allo zio Palmiro. Scendiamo tra alcune case, lasciamo a
Da Seravezza si prosegue sulla strada provinciale per Castelnuovo Garfagnana, oltrepassata Ruosina (3,8 km), si prende la deviazione a destra per il fondovalle in direzione Stazzema.
Si arriva ad un bivio (6,2 km) che a destra porta a Stazzema, invece a sinistra porta a Cardoso che si raggiunge in pochi minuti (8,6 Km), da qua si continua verso Volegno e poi Pruno (9,8 km) dove c'è un parcheggio capiente.
Escursione interessante per i panorami, specialmente nelle giornate serene. Offre poi la possibilità di effettuare molte varianti per cui rimandiamo ad altre relazioni relative a queste zone. In inverno neve e ghiaccio richiedono un po' di prudenza, ma non ci sono difficoltà. Il dislivello richiede il giusto allenamento. Non è difficile vedere mufloni al pascolo alle pendici della Pania. Pruno merita una visita.

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