DATA ESCURSIONE: 04/05/2025
[ILK]MonteCastagnolo.html[FLK]Qui[TLK]un approfondimento sul Monte Castagnolo.
In questa escursione, oltre al Monte Castagnolo, saliremo sulle modeste vette della Cima della Croce e del Monte Mandriola sud.
Partiamo dal paese di Resceto dove è semplice parcheggiare: o alla fine della strada principale, in una piccola piazzetta (521m), o lungo la strada, preferibilmente prima del borgo per non impedire ai residenti di parcheggiare. C’è da dire però, che dal 2024, il Comune di Massa ha posto, nei fine settimana da fine agosto ai primi di settembre, un divieto di transito e di sosta che inizia dal bivio Forno/Resceto. Comunque, esiste la possibilità di avere dei permessi di transito per chi vuole fare escursioni in montagna. È bene quindi informarsi prima di intraprendere il viaggio per il borgo.
[Il nome Rescéto deriva, forse, dal termine dialettale réscia, di origine versiliese, usato per indicare i rovi. Il borgo si trova, in posizione molto panoramica, ai piedi della Tambura e del Monte Cavallo ed è dominato dalla mole di Piastra Marina. La carrozzabile della Bassa Tambura finisce nella piazzetta di questo borgo da cui continua diventando la famosa Via Vandelli. Resceto si sviluppò proprio dopo la costruzione della Vandelli, era un paese di cavatori e di pastori, le case sono costruite con ardesia e brecciame di marmo. La chiesa è intitolata alla Beata Vergine del Carmine e risale al XVIII secolo con rifacimenti successivi, il campanile fu aggiunto nel 1931.]
Ricordiamo che dalla piazzetta iniziano diversi sentieri. Il 161 (Resceto-Forno) che percorreremo fino alla Sella della Cima di Croce. Da parte opposta (in salita) iniziano i sentieri 135⇧ Via Vandelli (Resceto-Arnetola), 166 (Resceto-Lizza Magnani-Passo della Focolaccia) e 170 (Resceto-Foce della Vettolina-Case Carpano), con tratto iniziale in comune. Il 165 (Resceto-Focetta dell'Acqua Fredda) scende per il borgo per percorrere poi il Canale dei Vernacchi.
Noi seguiamo il 161 scendendo qualche decina di metri per la strada asfaltata e troviamo, sulla destra, le indicazioni del sentiero. Il primo tratto è su scalini di cemento e poi entriamo subito nel castagneto tra ricche fioriture. Il sentiero è sempre evidente e i segni Cai sono nuovi. Saliamo per ampi tornanti e, a 15', incrociamo una strada sterrata. A sinistra porta all’inizio del borgo di Resceto, in località la Maestà. Invece, a destra lo stradello porta ad alcuni tentativi di cava in prossimità del sentiero 170. Qualche anno fa si parlò di un traforo della Tambura e si pensava di utilizzare questo stradello per la viabilità in territorio massese. Attraversiamo la strada e, leggermente sulla sinistra, c'è la continuazione del sentiero per alcuni gradini cementati.
All’inizio il sentiero si mantiene basso, parallelo alla strada, poi sale, sempre ben segnato, seguendo ancora dei tornanti, ci sono delle varianti che potrebbero indurre in errore, ma i segni sono sempre chiarificatori. Tra i fiori ci sono molte orchidee e le troveremo per tutta l’escursione. A 38' siamo all'aperto in un bel punto panoramico sul Monte Pelato e sul Carchio e subito dopo il sentiero cambia versante e, in pochi metri, arriva alla “Bonifica di Resceto” costituita da una serie di terrazzamenti alle pendici del Monte Castagnolo. Essi furono costruiti negli anni Trenta del 1900 e sono ormai in completo abbandono e invasi da alberi e ginestroni.
[La Bonifica fu realizzata, in periodo di autarchia, nel 1937 e 1938, nel tentativo di strappare terreno coltivabile alla montagna. Furono create una trentina di terrazze tagliando i castagni. Esse dovevano essere coltivate a frumento e ortaggi e non mancavano gli alberi da frutto. Dopo la guerra il tentativo velleitario fu, naturalmente, abbandonato e per cercare di rimediare alla deturpazione ambientale se ne aggiunse un’altra cioè la piantumazione di conifere, piante non adatte alla zona.]
Per tratto pianeggiante arriviamo, a 43', presso una vecchia vasca dove si trova la sorgente del “Callarolo” e saliamo lasciandola a destra per un tratto ripido che in 5’ ci porta a un altro bel punto panoramico molto aperto (783m). Qua si stacca a sinistra la traccia per Forno-Pian dei Santi (sentiero non numerato, ma segnato, e indicato nella cartina 4Land), già percorsa in altre escursioni, alle quali rimandiamo.
Continuiamo a salire e, a 57', siamo a un altro luogo panoramico presso quattro giovani pini, qua c'è una panchina in legno. Il sentiero adesso va a sinistra in leggera discesa per poi risalire verso destra a recuperare, a 01h 03', il crinale panoramico che proseguiva dai quattro pini. In passato la traccia del sentiero seguiva interamente il crinale senza andare a sinistra. Fatti pochi metri siamo in un bosco di conifere che seguiamo in lieve salita.
A 01h 16' un ometto indica una traccia per l’impegnativa Cengia del Castagnolo, che si trova poco più in basso del sentiero. Subito dopo (912m), siamo a un balcone panoramico su Sagro, Grondilice, Contrario e Cavallo fino al Monte della Mandriola. Comunque, la visuale è ostacolata dalla vegetazione. Sulla sinistra una traccia sale verso il Monte Girello e di fronte un’altra scende nel bosco. Nei pressi, sulla destra, c’era un capanno di cacciatori, ormai distrutto. Continuiamo sulla destra, seguendo il 161, salendo rasente la roccia del monte Castagnolo. All’inizio ci sono i ruderi di un riparo sotto roccia usato in passato dai pastori. Poi saliamo per tratto ripido per facili tornantini su roccia e arriviamo, a 01h 28', a un piccolo pianoro panoramico. Qua lasciamo il sentiero che prosegue in discesa (per tratto malagevole) e prendiamo una traccia, in salita, sulla destra (presente indicazione) per la vetta del Monte Castagnolo.
A 01h 30' siamo in vetta (1010m). Il monte è modesto, in pratica un collinone erboso, ma è molto panoramico dal Sagro fino al Sella, con ben evidenti le ardite vie di lizza per la Focolaccia e la via Vandelli. In primo piano c'è poi il roccioso Monte della Mandriola.
[Ricordiamo che sul Castagnolo, e poco distante, si trova l'Horminum pyrenaicum (ormino). È una lamiacea, diffusa sulle Alpi, ma presente solo qua in tutta la Toscana. È considerata specie a rischio ed è compreso nella Lista Rossa della Regione Toscana. È una pianta erbacea perenne che raggiunge i 30 cm di altezza con fiori blu-violaceo e fiorisce tra giugno e agosto.]
Rimaniamo poco in vetta e scendiamo per evidente traccia a recuperare il sentiero 161 dove siamo in 5'. Poco dopo, sulla destra c'è un bel fungo roccioso detto “La Rocchetta” (976 m) che somiglia vagamente a una faccia. A fianco di questa rocchetta tracce di sentiero scendono per portarsi a Casa Castagnolo con percorso, a tratti, un po’ esposto. Noi continuiamo fino ad arrivare, a 01h 40’, alla sella della Cima della Croce (979m) presso la quale un altro sentiero più semplice porta a Casa Castagnolo, che da qua è ben visibile. Continuando invece per il crinale si perviene alla Cima della Croce (1057 m) e proseguendo ancora, per tratto semplice, alla cosiddetta Cima sud della Mandriola (1082 m). Poco distante da quest’ultima, c’è la Cima della Mandriola (1106 m) molto impegnativa.
Adesso noi andremo alla Casa Castagnolo, da cui saliremo poi alla cresta e alla Cima Sud. Poi mediante la cresta andremo sulla Cima della Croce da cui torneremo alla Sella. Il sentiero 161 scende a recuperare il 162 e poi prosegue per Forno. Andiamo a destra per la flebile traccia, con qualche tratto da percorrere con un minimo di attenzione, e, a 01h 50’, siamo alla Casa Castagnolo. Conosciuta localmente come “Ca’ di Bolan” è formata interamente di massi di marmo. Il luogo è straordinariamente panoramico su Cavallo, Tambura, Sella e loro vie di lizza, compresa la via Vandelli. La casa Castagnolo era casale di pastori, ma la zona era anche coltivata con buona produzione di patate. Fino a pochi anni fa era presente uno splendido noce di fronte alla casa che è poi caduto una ventina di anni fa. Tutta la zona circostante è ricca di lavanda. In alto c’è il crinale della Mandriola e la relativa cava con alcuni edifici.
Adesso saliamo verso sinistra in direzione del crinale. Poi ci spostiamo verso destra diretti ai ruderi di un edificio di servizio delle vicine cave, dove siamo in dieci minuti. Poi seguiamo il vecchio tubo dell’acqua diretto al ravaneto della cava. Però non lo seguiamo interamente e, presso un albero isolato, ci dirigiamo, salendo, verso un altro rudere in parte costruito nella roccia. Arriviamo all’edificio a 02h 06’. Da qua saliamo facilmente alla cresta lasciando la cava, in basso, verso destra. La salita è facile per terrazzamenti naturali nel marmo formati dall’erosione.
Arriviamo al crinale e lo seguiamo verso un modesto risalto (nella carta IGM quota 1357). Vi arriviamo (1049m) a 02h 20’. Proseguiamo per l’agevole crinale e saliamo al meglio, in maniera molto agevole, alla successiva vetta (1089m) dove siamo a 02h 32’. Qua c’è un ometto e la scritta Mandriola Sud 1082 m. Di fronte, in direzione nord, si trova il vicino Monte della Mandriola (1106 m) diviso dalla vetta sud da una sella. Il monte è formato da sfasciumi di marmo ed è molto affilato ed esposto. Salire è veramente impegnativo.
Adesso scendiamo e torniamo indietro per la cresta. Subito c’è una selletta, poi seguiamo il crinale panoramico oppure rimaniamo nel versante di sinistra. Proseguiamo in direzione della Cima della Croce scegliendo il percorso più agevole. A 02h 55’ arriviamo a una selletta con la vetta sulla destra. Saliamo ancora senza difficoltà e in 5’ siamo sulla vetta (1064m). Anche qua c’è un ometto con la scritta Cima della Croce. Scendiamo di nuovo alla sella e proseguiamo mantenendoci nella parte di sinistra del crinale.
A 03h 10’, a destra, c’è una selletta panoramica. Andiamo poi a sinistra, in direzione di un poteaux, poi a destra in direzione di un altro, presso il quale siamo a 03h 20’. Scendiamo per il crinale al meglio avendo come obiettivo l’albero isolato da cui passa la traccia dal rudere alla cava. La discesa avviene al meglio, ma la roccia non presenta difficoltà. A 03h 18’ siamo all’albero e ci dirigiamo verso il rudere. In pochi minuti siamo sopra lo stesso e saliamo perché l’intenzione è quella di andare al crinale e da qua alla Sella della Cima della Croce. Come riferimento un altro poteaux presso un altro in terra. Saliamo e poi andiamo nell’altro versante e scendiamo ancora al meglio avendo in basso il sentiero 161. A 03h 32’ siamo di nuovo alla Sella del Monte della Croce. Seguiamo il sentiero 161 senza ripassare dal Castagnolo. Il sentiero va a destra, passa da un rudere e poi sale, come detto, per tratto malagevole, stretto e pieno di vegetazione e anche scivoloso (consigliamo di passare dalla vetta).
A 03h 46’ siamo allo spiazzo panoramico da cui si stacca la traccia per il Castagnolo. Scendiamo per il percorso fatto all’andata. A 04h 20’ arriviamo alla panchina panoramica. A 04h 34’ siamo al bivio per Forno. Scendiamo a tornantini e arriviamo allo stradello a 05h 10’ e dopo 10’ terminiamo l’escursione.
Da Massa si segue via Bassa Tambura in direzione Forno, a 4 Km si incontra Canevara. A 6,5 Km a sinistra la strada si dirige a Forno, si continua invece per il ramo di destra, si superano le Guadine e Gronda e si continua la strada che finisce a Resceto (11,5 km) nella piazzetta del paese.
Il percorso segue sentieri Cai fino alla Sella di Cima Croce, da qua si arriva a Casa Castagnolo con una traccia stretta, ma ben percorribile. Il resto del percorso è al meglio salendo per le pendici di marmo della Mandriola. La salita è prima al rudere di un edificio di cava, da cui facilmente si perviene alla cresta e alle due vette, una da una parte e una dall’altra. Non ci sono segni, ma la progressione è evidente e non comporta problemi. Più attenzione serve per percorrere la cresta che riporta alla Sella. Noi l’abbiamo percorsa solo in parte per poi scendere per percorso più semplice come descritto nell’escursione. Quindi la classificazione è E, per quanto serva un minimo di capacità di scelta del percorso migliore su roccia, comunque, sempre molto semplice. Con neve e ghiaccio, naturalmente, i problemi aumentano. Decisamente complicato è invece salire al Monte Mandriola che ci siamo limitati a vedere da vicino.
Interessanti sono le fioriture con orchidee di molte specie e il raro Ormino pirenaico. Il Castagnolo e tutta la Cresta della Mandriola sono molto panoramici, specialmente in giorni limpidi.
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