DATA ESCURSIONE: 24/07/2011
Si consiglia di leggere il commento al presente itinerario datato 18/05/2014 che aggiorna sulle condizioni del percorso
Lasciamo l’auto al Ponte della Zingola presso il quale ci sono due antichi mulini recentemente sistemati e affittati ai turisti.
Il luogo è ben evidente, anche perchè la strada fa una curva a U dopo la quale prende a salire ripidamente, e poi sulla destra del ponte è presente la sbarra che chiude l’accesso alla marmifera che portava alle cave, ormai abbandonate, del Giardino, che si trovano sotto il Colle del Cipollaio.
La strada è asfaltata solo per pochi metri poi diventa subito sterrata e, di fronte a noi, domina la mole del Picco di Falcovaia ormai dilaniato dalle cave delle Cervaiole.
Sulla nostra destra scorre il Canale del Giardino che a Ruosina si immette nel Vezza.
La zona è ricca di vegetazione, in particolare molte Buddleia in piena fioritura e qualche Hypericum androsaemum.
La salita è inizialmente lieve, a 13’ la strada si fa più stretta e inizia a salire sempre più ripidamente, ma subito dopo la sede stradale si allarga nuovamente.
A 18’ la marmifera passa sopra il canale per mezzo di un ponte per cui adesso la abbiamo sulla sinistra e la salita si fa ancora più ripida.
Il canale presenta nel suo percorso cascate, salti d’acqua, marmitte, pozze e riceve acqua dalle falde della montagna, in particolare dalla zona del Cavallo di Azzano.
La marmifera presenta al centro un canale scavato dalle acque che scendono dalla zona del Giardino, il canale del Giardino inizialmente rimane molto in basso, ma poi lo troviamo sotto di pochi metri.
A 42’ una frana ha reso quasi impraticabile la marmifera per cui dobbiamo districarci tra diversi castagni che hanno ostruito il passaggio.
A 51’ siamo presso un bel ponte che verso sinistra porta a Basati, noi invece saliamo ancora la marmifera per circa un centinaio di metri: sulla destra sale una traccia per Terrinca.
È necessario fare attenzione specialmente quando c’è molta vegetazione, infatti l’imbocco è segnalato da un piccolo masso di marmo, ma non è immediatamente visibile.
Si sale qualche metro verso destra, c’è subito un omettino di marmo e poi la traccia prosegue parallela alla marmifera tenendosi, naturalmente, più alta nel bosco.
Il sentiero non è segnato, ma la traccia è ben evidente anche se oggi la vegetazione, a volte, lo invade. Esso sale per ambiente piuttosto umido e degradato essendo ormai il bosco abbandonato.
A 01h 11’ sulla sinistra affiora una roccia circondata da un muretto, poco più avanti c’è discesa e a 01h 22’ riprendiamo a salire, questa volta con una vera mulattiera e dopo pochi minuti il panorama si apre sulla valle del Giardino.
Poi segue un tratto con molta vegetazione sul sentiero, che rallenta molto la progressione.
A 01h 45’ rientriamo nel bosco, guadiamo un canale e subito dopo troviamo un primo rudere, forse di un antico metato.
Continuiamo, superiamo un altro canale sassoso e, subito dopo, a 02h 01’, troviamo un altro rudere e saliamo ancora all’aperto e in pochi minuti arriviamo a un bel punto panoramico su Basati.
A 02h 21’ siamo a una marginetta restaurata dai coniugi Bonacchelli e dedicata a S. Leonardo, a questo punto si lascia la traccia principale e si sale a sinistra della marginetta per ben evidenti tracce.
Il sentiero è ameno, largo e con una salita finale sistemata con una staccionata di protezione di recente costruzione e a 02h 32’ arriviamo al sito del Masso di Terrinca posto in posizione molto panoramica sulle cave delle Cervaiole, sul monte Cavallo e sulla valle del Giardino.
Il masso si trova sulla sinistra all’inizio della traccia che porta o almeno portava, in passato, al Passo dei Fordazzani, sulla via per il Colle del Cipollaio.
Questo masso giace orizzontale, ma inclinato verso la valle del Giardino e presenta molti segni di origine preistorica sui quali si sono sovrapposte molte croci di origine cristiana.
Tutta la valle del Giardino presenta questi segni della presenza dell’uomo preistorico e il Masso di Terrinca e uno dei più importanti e deve essere trattato con molto rispetto.
Il sito è stato attrezzato con alcune panche di legno molto recenti per riposarsi e godere del panorama.
A 03h 00’ torniamo indietro e in 7’ siamo nuovamente alla marginetta e prendiamo il sentiero principale che si apre e diventa anche gradevole.
A 03h 15’ siamo a un bivio dove bisogna scendere verso destra anche se l’altra traccia porta anch’essa a Terrinca.
A 03h 22’ troviamo un’altra marginetta, pochi metri sulla destra del sentiero principale, con immagine marmorea della Madonna del Sole e dopo pochi minuti (03h 26’) siamo sulla strada asfaltata presso una curva.
Prendiamo verso destra e a 03h 40’ siamo alla Chiesa di S. Clemente e S. Colombano che rimane sulla nostra destra.
Sopra le case del paese si stagliano sia il monte Corchia che la Pania della Croce, presso la chiesa c’è il sacrario dei caduti in guerra.
La mulattiera per Cansoli inizia verso sinistra e all’inizio presenta una ricostruzione della grotta della Madonna di Lourdes.
La mulattiera è inizialmente cementificata e poi diventa vera mulattiera e si sviluppa con tornanti nel castagneto e nel suo percorso incontra 6 marginette, la maggior parte delle quali restaurate anche se in maniera non rispettosa, avendo il tetto di cemento e le pareti intonacate.
A 04h 29’ siamo a Cansoli, presso la segheria di marmo e alcune abitazioni. Qua il Canale del Bosco si immette nel Canal Giardino.
Siamo sulla strada principale e prendiamo a destra e in breve siamo nuovamente all’auto a 04h 40’.