PROCINTO (monte)
È uno dei monti apuani più singolari per la forma che richiama quella di un panettone. È un torrione calcareo di forma cilindrico - quadrangolare alto 1172,6 metri che si trova interamente nel comune di Stazzema.
Il Procinto e le torri minori a esso contigue si susseguono verso ovest continuando la cresta del monte Nona. Il Procinto è separato dl Nona mediante una profonda incisione (Foce del Procinto) che è facilmente superabile mediante un ponte di legno, a mezza costa, a livello della cosiddetta Cintura del Procinto. Il monte stesso è poi separato dalle sue torri minori mediante la Foce dei Bimbi.
Il monte è formato da uno zoccolo alto circa 100 metri sul quale si alza il torrione alto circa 150 metri con pareti verticali e con base anch'essa larga 150 metri. Le due parti sono separate da una cengia abbastanza larga, facilmente percorribile dagli escursionisti, detta Cintura del Procinto.
Sulla sommità prospera una sorta di giardino pensile con alberi e macchia e con la presenza di specie piuttosto rare. Sul cucuzzolo sommitale c'è una croce e il panorama è molto bello sulle Apuane Centrali e meridionali e sulla costa toscana e ligure.
Intorno al 1872 studiò le pendici del Procinto il naturalista fiorentino Stefano Sommier . Egli nel 1886 salì alla vetta, primo botanico a farlo, qua trovò il Rhamnus glaucophylla, endemita apuano e dell'Appennino lucchese, da lui classificato
Il monte è riconosciuto come Sito di Interesse Comunitario (SIC) come stabilito da una direttiva comunitaria del 1992 relativa alla conservazione degli habitat naturali o seminaturali e della flora e della fauna selvatica.
Le strapiombanti pareti offrono agli scalatori la possibilità di effettuare interessanti arrampicate su roccia molto buona che vanno dalla libera alla artificiale, numerose sono quelle che sono state aperte a iniziare dagli anni '30 del secolo scorso. Altrimenti è possibile salire con la via Ferrata.
Il Procinto ha attirato l'attenzione degli arrampicatori sin dal secolo scorso, essi hanno aperto molte vie in tutte le pareti e si sono anche cimentati sui torrioni che costituiscono le propaggine del monte.
La prima salita al cucuzzolo sommitale è attribuita a boscaioli locali verso il 1848. Essi erano saliti per tagliare il boschetto cresciuto sulla sommità incuranti del timore che un luogo così selvaggio doveva incutere ai semplici montanari del tempo e delle difficoltà necessarie per salire in vetta.
La prima salita sportiva documentata si deve ad Aristide Bruni aiutato da Cesare Dinelli, che però non salì alla vetta, e dai montanari locali Angelo Bertozzi, Efisio e Giuseppe Vangelisti oltre a Celestino Bertozzi, che anch'egli non arrivò in vetta. Era il 17 novembre del 1879.
Negli anni '80 ci fu un boom dell'arrampicata sportiva e il monte divenne una palestra di roccia molto apprezzata per poi perdere di interesse per gli scalatori più forti, mentre rimane molto difficile per la massa.
Inoltre oggi i giovani scalatori apprezzano molto di più le falesie per l'arrampicata sportiva.
La Ferrata del Procinto fu allestita dal Cai Firenze dal 1890 al 1893 e rende la vetta facilmente accessibile a chi non soffra di vertigini. Essa segue la via aperta da Bruni nel 1879 e fu inaugurata il 29 giugno 1893 e fu la prima via ferrata aperta in Italia.
Essa inizia dalla cintura con una scala metallica posta nel 1954 mentre prima era mobile, in legno, e veniva appoggiata tramite pagamento di un pedaggio a cura dei fratelli Gherardi autonominatisi custodi del Procinto.
La ferrata si sviluppa sulla parete dove sono stati scalpellati dei gradini, una catena metallica a sinistra, un cavo a destra e numerosi pioli metallici infissi nella roccia aiutano la progressione essendo carenti in questo tratto buoni appigli naturali. In questo tratto l'esposizione è notevole, ma l'escursionista è in sicurezza. Poi la ferrata piega a sinistra con appigli naturali, la salita continua superando qualche risalto roccioso sempre scalinato fino a una cengia ampia che si sposta ancora a sinistra fino al canalone terminale. Lo risale spostandosi verso destra per poi uscire nel boschetto sommitale (detto il Giardino). Un paio di tornanti e ne esce per raggiungere la vetta. Il dislivello della ferrata è di 150 metri a iniziare dalla scala metallica.
C'è da aggiungere che nel 2012 il monte è stato interessato da una frana che ha coinvolto la zona della ferrata per cui chi volesse salire deve consultare il rifugio Forte dei Marmi per sapere le condizioni al momento. Inoltre nella parte alta sono sempre possibili scariche di sassi.
Dal monte Procinto si stacca in direzione ovest una costa rocciosa movimentata con fianchi incisi profondamente da canali e camini. In essa distinguiamo la Foce dei Bimbi con a lato, verso sud, il Bimbo Fasciato (o Torrione Bacci), poi una schiena con tre gobbe, un intaglio, il Piccolo Procinto, la Foce della Bimba e per finire un torrione isolato detto La Bimba o L'Ignorante.
Pochi metri sotto la vetta c'è un antro naturale dove si trova una piccola fonte. Qua fu murata nel 1893 una lapide, poi distrutta durante l'ultima guerra, dedicata a Richard Budden che così recitava: Al cav. R. H. Budden/ per anni e dottrina venerando/ apostolo in Italia/ dell’alpinismo/ il 29 giugno 1893/ prima gita intersezionale/ al Procinto/ i soci del C.A.I./ questo ricordo. Questa lapide fu ripristinata nel 1978.
Sotto la vetta c'è un boschetto detto il Giardino.
Esistono diversi itinerari che, senza salire alla vetta, permettono di apprezzare la bellezza del Procinto. Ne suggeriamo alcuni.
Anello Nona Procinto: da Stazzema con il sentiero 5 si arriva al Callare del Matanna e all'Albergo-Rifugio Alto Matanna. Poi con il sentiero 109 si va alla Foce delle Porchette da cui con i sentieri 8 e 6 si torna al punto di partenza. Servono circa 5 h.
Anello alto passando dalla vetta del Nona: da Stazzema con il sentiero 5 si arriva al Callare da cui si sale al monte Nona e poi, tramite un sentiero blu, si scende alla Foce delle Porchette da cui si torna al punto di partenza. Servono circa 5 h e 30' e si gode il panorama della vetta del Procinto da quella del Nona.
Cintura del Procinto: da Stazzema con il sentiero 5 si arriva all'Alpe della Grotta e si sale in direzione del Callare, ma ben presto si devia a sinistra per la Foce del Procinto, si percorre la Cintura e si torna indietro fino all'Alpe dove con il 121 si va alla Baita degli Scoiattoli e da qua si recupera il sentiero 6 e poi il 5. Servono circa 4 ore.
Anello Alpe della Grotta - Baita degli Scoiattoli: con il sentiero 5 si arriva all'Alpe della Grotta e da qua con il 121 alla Baita degli Scoiattoli da cui si recupera il sentiero 5. Senza soste servono circa 3 ore.