GIPSOFILA STRISCIANTE
(Gypsophila repens)
LO SPAZIO DI FABIO - rubrica curata da Fabio Frigeri
8 ottobre 2010

(f.f.) è questa una pianta di limitate dimensioni che forma bei cuscini ricchi di fiori bianco-rosei.

IL GENERE GYPSOPHILA

Famiglia Caryophyllaceae

Gypsophila L. fu classificato da Linneo nel 1753.

Il nome generico Gypsophila deriva dal greco γύψος (= gesso, creta) e da φίλο dal verbo φιλέω (= amare) in riferimento quindi al fatto che queste piante amano i terreni ricchi di calcio[1].

Il genere comprende circa 100 specie di piante erbacee annuali o perenni originarie dell’Eurasia e dell’Africa settentrionale. Queste piante amano i suoli ricchi di calcio e crescono fino all’altezza di 120 cm, le loro foglie sono opposte e lineari e i fiori sono portati da infiorescenze e hanno 5 petali bianchi o rosa.Gipsofila strisciante (Gypsophila repens)

Queste piante sono molto rinomate presso giardinieri e floristi.

GYPSOPHILA REPENS

Gypsophila repens L.

Classificata da Linneo nel 1753

Conosciuta volgarmente come: gipsofila strisciante

Il nome specifico repens deriva dal latino rēpens participio passato del verbo rēpo (= strisciare) in riferimento al portamento della pianta.

Questa pianta è usata nei giardini rocciosi ed è considerata tossica.

Così riporta il botanico apuano Pietro Pellegrini[2]:

185. – Gypsophila repensL.

(luoghi in cui è stata osservata:) Nelle Alpi Apuane al Pizzo d’Uccello (Bert.), alla Tambura (P. Sav., Giann. Cal.) e lungo la strada di questa (Somm.), nei dintorni dell’abitato di Vinca, tra il M. Carchio e l’Altissimo, in regione Vergheto e alla Dogana della Tecchia nel gruppo del Sagro.

Fiorisce da giugno a ottobre. Pianta erbacea perenne.

LA PIANTA

Classificazione: Superdivisione: Spermatophyta; Divisione: Magnoliophyta (Angiospermae); Classe: Magnoliopsida; Sottoclasse: Caryophyllidae; Ordine: Caryophyllales; Famiglia: Caryophyllaceae; Genere: Gypsophila; Specie: Gypsophila repens

Forma biologica: Camefita suffruticosa (simbolo: Ch suffr). Camefita (simbolo Ch): piante perenni e legnose alla base, con gemme svernanti poste ad un'altezza dal suolo tra i 2 ed i 30 cm. Suffruticosa (simbolo: suffr): le parti erbacee seccano ogni anno e rimane in vita la parte legnosa.

Descrizione: pianta perenne di dimensioni limitate che forma densi cuscini alti da 10 a 25 cm. ha radice legnosa e fusti legnosi striscianti con rami ascendenti erbacei eretti. Le foglie cauline sono opposte e lineari di color grigio-verde e carnosette. I fiori sono numerosi e portati all’apice dei fusticini e sono raggruppati in infiorescenze corimbose, hanno cinque petali rosei o bianchi lunghi circa 5 mm con evidenti nervature. Il frutto è una capsula.

Antesi: luglio-agosto

Tipo corologico:.specie montana e alpina dell’Europa meridionale dalla penisola iberica ai Balcani, all’Anatolia e al Caucaso. In Italia è specie piuttosto rara e si trova sulle Alpi, nell’Italia settentrionale, sulle Alpi Apuane e sull’Appennino marchigiano.

Habitat: vive nei luoghi sassosi, ghiaie, rupi su terreno calcareo dai 1000 ai 2700 metri. Sulle Apuane dai 300 metri alle vette.

Conservazione: la specie non è compresa nella LRT (Lista Rossa Toscana) delle specie vegetali protette, ma, naturalmente, merita rispetto.

Altre foto relative a questa specie, presenti su questo sito possono essere consultate qui

Attenzione: le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimentari eventualmente indicati sono a puro scopo informativo. Decliniamo pertanto ogni responsabilità sul loro uso a scopo alimentare, curativo e/o estetico.



note

1 Ricordiamo che il gesso è Solfato di Calcio: CaSO4.

2 Pietro Pellegrini “Flora della Provincia di Apuania ossia Rassegna delle piante fanerogame indigene, inselvatichite, avventizie esotiche e di quelle largamente coltivate nel territorio di Apuania e delle crittogame vascolari e cellulari, con la indicazione dei luoghi di raccolta”, Stab. Tip. Ditta E. Medici, Massa, 1942. Il testo è stato ristampato in copia anastatica nel maggio 2009 dalla Società Editrice Apuana di Carrara per conto della Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara. Pag. 50.