POLIGALA
(Polygala chamaebuxus)
LO SPAZIO DI FABIO - rubrica curata da Fabio Frigeri
13 dicembre 2010

(f.f.) questo piccolo ed elegante arbusto prospera molto bene sulle nostre montagne, è specie protetta e merita rispetto. Diventa particolarmente interessante durante la fioritura per i suoi fiori molto particolari.

IL GENERE POLYGALA

Famiglia Polygalaceae.

Polygala L. fu classificato da Lineo nel 1753.

Il nome generico Polygala deriva dai termini greci πολύς, πολλή, πολύ (= molto) e γάλα, γάλακτος (= latte), quindi “molto latte” in relazione al fatto che le mucche che pascolano questa pianta erano ritenute produrre una gran quantità di latte. Inoltre, secondo Dioscoride, la pianta stimolava la portata lattea delle nutrici.Polygala (Polygala chamaebuxus)

Polygala è un genere di piante erbacee annuali o perenni e di arbusti e alberi. Esso comprende circa 400 specie diffuse in tutto il mondo nelle regioni tropicali, ma anche in quelle temperate. Almeno 20 specie sono spontanee in Italia. Il fusto si forma da un rizoma, le foglie sono coriacee, lineari o lanceolate. I fiori sono azzurri, bianchi o rosa con la corolla formata da 3 petali uniti tra loro in forma tubolare mentre il calice è la parte più vistosa del fiore con 5 sepali due dei quali più sviluppati (ali) con funzione vessillifera, cioè servono per attrarre gli insetti per l’impollinazione.

POLYGALA CHAMAEBUXUS

Polygala chamaebuxus L.

Classificata da Linneo nel 1753.

Conosciuta volgarmente come: poligala falso-bosso, poligala, scarpetta della Madonna, bosso nano

Il nome specifico deriva dal termine greco χαμαί (= a terra, verso terra) e dal latino buxum, i o buxus, i (= bosso) quindi “bosso che sta vicino a terra” in riferimento al portamento della pianta e alle somiglianza con il bosso.

Alla pianta sono riconosciute proprietà espettoranti e diuretiche.

Così riporta il botanico apuano Pietro Pellegrini[1]:

172. – Polygala chamaebuxusL.

= Chamaebuxus alpester – Spach.

= Polygala boxifolia – Cad. et Saint. Lag.

(luoghi in cui è stata osservata:) Alpi Apuane al Sagro (Bert.), tra Colonnata e Vinca (Somm.), sopra Colonnata al Canalone e sulla cima del M. Brugiana (Bolzon), alle Sorgenti del Frigido (Becc.), alla Tambura (Bert.), nei boschi sulla sinistra del Frigido fra Gronda e Redicesi e nella valle di Renara, nella valle di Antona lungo la rotabile nel tratto da Altagnana al ponte sul fosso delle Madielle, nella Valle del Lucido fra Monzone e Vinca.

Fiorisce da marzo a giugno. Pianta legnosa.

Pellegrini cita altre specie dello stesso genere: Polygala amara L. [Polygala amarella Crantz]; Polygala carueliana Burnet. [Polygala carueliana (A.W.Benn.) Burnet ex Caruel]; Polygala nicaensis Risso [Polygala nicaeensis Risso ex W.D.J. Koch subsp. mediterranea Chodat]; Polygala vulgaris L. [Polygala vulgaris L. subsp. vulgaris].

LA PIANTA

Classificazione: Superdivisione: Spermatophyta; Divisione: Magnoliophyta (Angiospermae); Classe: Magnoliopsida; Sottoclasse: Rosidae; Ordine: Polygalales; Famiglia Polygalaceae; Genere Polygala; Specie: Polygala chamaebuxus

Forma biologica: Camefita suffruticosa (simbolo: Ch suffr). Camefita (simbolo Ch): piante perenni e legnose alla base, con gemme svernanti poste ad un'altezza dal suolo tra i 2 ed i 30 cm. Suffruticosa (simbolo: suffr): le parti erbacee seccano ogni anno e rimane in vita la parte legnosa.

Descrizione: pianta perenne sempreverde che si presenta come piccolo arbusto cespuglioso che raggiunge i 20 cm di altezza. Alla base è legnosa, le foglie sono piccole, coriacee, lucide e di color verde scuro. I fiori sono solitari o appaiati all’ascella delle foglie, in essi la parte prevalente è il calice formato da 5 sepali biancastri, 2 dei quali (chiamati ali) sono molto più sviluppati degli altri, all’interno del fiore c’è la corolla inizialmente gialla che poi diventa bruno-purpurea. Il frutto è una capsula.

Antesi: marzo-giugno

Tipo corologico: montagne dell’Europa centrale e meridionale. In Itali è presente sulle Alpi e sull’Appennino centrale e settentrionale.

Habitat: boschi di conifere, brughiere, prati aridi e luoghi rocciosi preferibilmente su calcare. Vegeta dai 500 ai 2000 metri e di rado ad altezze superiori.

Conservazione: la specie è compresa nella LRT (Lista Rossa Toscana) delle specie vegetali protette insieme alle congeneri: Polygala carueliana (A. W. Benn.) Caruel in Parl.; Polygala flavescens DC.; Polygala nicaeensis subsp. mediterranea Chodat var. italiana Chodat.

Altre foto relative a questa specie, presenti su questo sito possono essere consultate qui

Attenzione: le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimentari eventualmente indicati sono a puro scopo informativo. Decliniamo pertanto ogni responsabilità sul loro uso a scopo alimentare, curativo e/o estetico.



note

1 Pietro Pellegrini “Flora della Provincia di Apuania ossia Rassegna delle piante fanerogame indigene, inselvatichite, avventizie esotiche e di quelle largamente coltivate nel territorio di Apuania e delle crittogame vascolari e cellulari, con la indicazione dei luoghi di raccolta”, Stab. Tip. Ditta E. Medici, Massa, 1942. Il testo è stato ristampato in copia anastatica nel maggio 2009 dalla Società Editrice Apuana di Carrara per conto della Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara. Pag. 48.