PRIMULA ORECCHIA D'ORSO
(Primula auricula)
LO SPAZIO DI FABIO - rubrica curata da Fabio Frigeri
2 luglio 2010

(f.f.) questa bellissima primula è uno dei fiori che annuncia il ritorno della bella stagione sulle nostre montagne. Il giallo intenso dei suoi fiori è una gioia per il viandante e spesso contrasta con il grigio delle rocce calcaree apuane. Essa si distingue nettamente dalle altre specie di primule molto comuni sulle nostre montagne e l’invito è, come sempre, di non raccoglierla.

pale primroses that die unmarried[1]

IL GENERE PRIMULA

Famiglia Primulaceae

Primula L. fu classificato da Linneo nel 1753. Primula auricula

Il nome del genere deriva dal latino medioevale primula (veris) (= primissima della primavera) poiché essa, con la sua fioritura, annuncia l’arrivo della primavera. Prīmŭlus, a, um significa primissimo e vēr, vēris significa primavera.

È un genere di piante erbacee annuali o perenni originarie delle zone temperate dell’emisfero boreale e comprendente almeno 500 specie alcune presenti in Italia. Esse hanno foglie basali a rosetta, intere o lobate, e fiori bianchi, gialli, rosa, rossi o violetti con corolla imbutiforme con cinque lobi. I fiori possono essere solitari o raccolti in ombrelli e spuntano all’inizio della primavera.

Alcune specie hanno proprietà farmacologiche e dai fiori si ricava un the aromatico e non eccitante. Esistono diversi cultivar rinomati per il colore dei fiori.

La primula è considerata simbolo della prima giovinezza ed augurio di buona fortuna.

In Europa alle primule è attribuita la proprietà di mettere in contatto gli uomini con il mondo delle fate, ma c’era un problema: per poterlo fare era necessario cogliere il numero giusto di fiori, altrimenti era certa la rovina del malcapitato. Questo dovrebbe essere monito per i moderni visitatori dei boschi di non cogliere il fiore per evitare sfortuna.

Ricordiamo altre due specie molto presenti anche sui nostri monti:

  • Primula acaulis o vulgaris Hudson: detta primula comune, alta al massimo 15 cm, il caule spesso manca e i fiori sono inseriti direttamente sulla rosetta. I fiori sono giallo-pallido con una macchia interna più gialla, fiorisce da febbraio a marzo.

  • Primula officinalis o verisL.: detta primula odorosa, è alta 25-30 cm con gli scapi fioriferi che portano da 5 a 15 fiori giallo carico, fiorisce da aprile a giugno

PRIMULA AURICULA

Primula auricula L.

Classificata da Linneo nel 1753.

Conosciuta anche come: Primula balbisii Lehm., Primula ciliata Moretti no Schrank, ma esistono diversi altri nomi a testimoniare una certa incertezza clessificatoria.

Conosciuta volgarmente come: primula orecchia d’orso o semplicemente orecchia d’orso.

Il nome specifico deriva dal latino aurĭcŭla (= orecchio, padiglione dell’orecchio) per la forma della foglia che ricorda l’orecchio, in particolare quello dell’orso. Da qui, ovviamente, anche il nome volgare italiano.

Alcuni botanici escludono la presenza di sottospecie e parlano solo di varietà locali mentre altri distinguono alcune sottospecie distinte:

Primula auricula L. subsp. auricula con peli ghiandolari lunghi fino a 0,1 mm e foglie ruvide e farinose con margine bianco.

Primula auricula L. subsp. ciliata (Moretti) Lüdi (ovvero Primula balbisii Lehm.), con peli ghiandolari lunghi fino a 0,3 mm e foglie non farinose e ristrette nel picciolo.

Così riporta il botanico apuano Pietro Pellegrini[2]:

967. – Primula auriculaL. [Primula auricula L. subsp. ciliata (Moretti) Lüdi]

(luoghi in cui è stata osservata:) Indicata al Pizzo Uccelliera in territorio di Carrara (Bolzon), al Pizzo d’Uccello (Bert.), alla Tambura (Ad. Targ.), al Cavallo e nel M. Brugiana (Bert.), al M. Sagro, lungo la strada fra Monzone e Vinca in loc. Balzone.

Fiorisce in maggio e giugno. Pianta perenne erbacea.

Pellegrini cita anche: Primula vulgaris Huds. [Primula acaulis (L.) L. subsp. acaulis], Primula suaveolens Bert. [Primula veris L. subsp, columnae (Ten.) Maire et Petitm.] e Primula vulgaris Huds. Subsp. rubra Ces. P. et G. [Primula acaulis (L.) L. subsp. rubra (Sm.) Greuter et Burdet].

Alla pianta vengono riconosciute proprietà curative: funziona come analgesico, antinfiammatorio, antibatterico ed è attiva contro la tosse. Era usata anche contro i geloni e gli ascessi.

LA PIANTA

Classificazione: Superdivisione: Spermatophyta; Divisione: Magnoliophyta (Angiospermae); Classe: Magniopsida; Sottoclasse: Dilleniidae; Ordine: Primulales; Famiglia: Primulaceae; Genere: Primula; Specie: Primula auricula.

Forma biologica: Emicriptofita rosulate (simbolo: H ros). Emicriptofita (simbolo H): pianta erbacea biennale o perenne con gemme svernanti a livello del suolo che sono protette dalla lettiera o dalla neve. Le Rosulate (simbolo: ros) hanno le foglie disposte a formare una rosetta basale.

Descrizione: pianta erbacea perenne alta 5-30 cm dotata di un corto rizoma. Le foglie, sessili, sono riunite in una rosetta basale e sono spesse, coriacee e carnose di color verde grigiastro. La loro forma è ovato-spatolata e tondeggiante e sono dentellate nella parte apicale. Il fusto senza foglie, alto fino a 20 cm, porta all’apice un’infiorescenza a ombrella con numerosi fiori peduncolati divisi in cinque petali giallo-oro. Il frutto è una capsula.

Antesi: aprile-luglio. Sulle Apuane aprile-giugno.

Tipo corologico: tipica delle montagne dell’Europa centrale. In Italia è presente sulle Alpi e sull’Appennino.

Habitat: vegeta in ambienti freschi e non ombrosi, negli erbosi non fitti e nelle fessure delle rocce. Ama i terreni silicei, ma si trova anche su quelli calcarei da 500 a 2600 metri. Sulle Apuane si trova da 500 metri fino alle vette.

Conservazione: la specie è compresa nella LRT (Lista Rossa Toscana) delle specie vegetali protette, come vale per altre realtà italiane. L’elenco comprende sia la Primula auricula L. subsp. auricula che la Primula auricula L. subsp. balbisii Lehm. che sono classificate entrambe come LR (lower risk) cioè a minor rischio, ma non devono essere assolutamente colte.

Altre foto relative a questa specie, presenti su questo sito possono essere consultate qui

Attenzione: le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimentari eventualmente indicati sono a puro scopo informativo. Decliniamo pertanto ogni responsabilità sul loro uso a scopo alimentare, curativo e/o estetico.



note

1 Pallide primule che muoiono nubili, la citazione è tratta dalla scena quarta del quarto atto di “The Winter’s tale” di William Shakespeare. Essa si riferisce al fatto che la pianta fiorisce in un periodo in cui ci sono pochi insetti impollinatori per cui molti fiori non vengono impollinati.

2 Pietro Pellegrini “Flora della Provincia di Apuania ossia Rassegna delle piante fanerogame indigene, inselvatichite, avventizie esotiche e di quelle largamente coltivate nel territorio di Apuania e delle crittogame vascolari e cellulari, con la indicazione dei luoghi di raccolta”, Stab. Tip. Ditta E. Medici, Massa, 1942. Il testo è stato ristampato in copia anastatica nel maggio 2009 dalla Società Editrice Apuana di Carrara per conto della Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara. Pag. 199.