BORRACINA BIANCA
(Sedum album)
LO SPAZIO DI FABIO - rubrica curata da Fabio Frigeri
30 marzo 2013

(f.f.) questo grazioso Sedum è comune sulle Apuane ed è caratterizzato dalla capacità di formare densi tappeti e dalla bella fioritura.

IL GENERE SEDUM

Famiglia Crassulaceae

Sedum L. fu classificato da Linneo nel 1753.

Il nome generico Sedum deriva dal latino sĕdĕo, es, sēdi, sessum , ēre (= sedere, stare seduto) in riferimento al portamento prostrato della pianta che si adagia e si radica al suolo. Il termine sĕdum, i fu usato da autori latini come Plinio per riferirsi a piante come questa.

Il genere comprende circa 400 specie di piante prevalentemente succulente e studi recenti hanno diversamente classificato specie precedentemente presenti in questo genere.

Sono per lo più piante perenni, ma esistono specie annuali o biennali. Sono originarie dell’emisfero boreale, con qualche specie presente in sud America. Sono potenzialmente invasive.

Possono avere fusto eretto o pendulo e i piccoli fiori hanno forma a stella. Possono formare ampi tappeti per cui alcune specie sono usate come copertura verde dei tetti. Sopportano bene le temperature basse e alcune anche il gelo.

Queste piante presentano adattamenti per immagazzinare acqua ed evitare la sua dispersione. In particolare aprono gli stomi delle foglie solo di notte quando la temperatura è inferiore e l’umidità maggiore. Inoltre utilizzano un processo metabolico diverso dalle altre piante (conosciuto come CAM: metabolismo acido delle Crassulaceae) in modo da utilizzare in modo più efficiente il biossido di carbonio.

Oltre una trentina di queste specie sono spontanee in Italia dove vegetano su rocce e muri, inoltre sono usate per i giardini rocciosi e per la coltivazione in vaso per la loro bellezza.

Questo genere è ben rappresentato sulle Alpi Apuane e ricordiamo le principali specie: Sedum acre; Sedum album; Sedum alpestre (raro); Sedum annuum (raro); Sedum atratum (raro); Sedum dasyphillum; Sedum monregalense; Sedum montanum; Sedum rubens (raro); Sedum rupestre; Sedum sexangulare.

Invitiamo al massimo rispetto specialmente delle specie che si incontrano raramente sui nostri monti.Sedum album (Borracina bianca)

SEDUM ALBUM

Sedum album L.

Classificata da Linneo nel 1753.

Conosciuta volgarmente come: borracina bianca, erba pignola, erba pinocchietta.

Il nome specifico album deriva dall'aggettivo latino albus, a, um (= bianco) e si riferisce al colore dei fiori.

Sedum album è pianta erbacea perenne e sempreverde rizomatosa. Presenta fusti grassi, fragili e contorti di colore rossastro, quelli sterili sono prostrati e molto fogliosi e possono radicare in più punti oppure scendere, per esempio, lungo i muri mentre quelli fioriferi sono più alti, poco fogliosi ascendenti e lievemente curvati prima dell'infiorescenza. Le foglie sono carnose, sessili, alterne, cilindriche e oblunghe, sono verde chiaro con sfumature rosse. Le infiorescenze sono corimbose e ramificate. I fiori hanno un breve peduncolo rossastro, la corolla presenta 5 petali bianchi o rosati con screziature, lunghi 5 mm con 10 stami. Il frutto è un follicolo allungato ed eretto e ogni fiore ne produce cinque disposti a stella.

È pianta tappezzante e a rapida crescita, può essere coltivata in vaso, nei giardini rocciosi, per fare cestini sospesi e nella realizzazione di tetti verdi.

È pianta leggermente tossica, ma usata nella medicina popolare per curare scottature, ferite e calli. Le foglie hanno proprietà antinfiammatorie.

È assai comune in tutta Italia dove, di solito, vegeta su ghiaie e sabbie, rocce, scarpate, muretti a secco in ambienti aridi e assolati fino a 2000 metri di quota.

Sedum album è specie assai variabile nelle dimensioni e nel colore delle foglie e nella quantità dei peli ghiandolari per cui esistono sottospecie e varietà, alcune in passato classificate anche come specie distinte. Per ulteriori notizie può essere utile consultare l'articolo "Sedum album L. e le sue sottospecie in Italia" di Massimo Affermi pubblicato in Piante grasse, 26 (2): 70-73, 2006 disponibile anche sul web.

Così riporta il botanico apuano Pietro Pellegrini[1]:

576. – Sedum albumL.

(luoghi in cui è stata osservata:) comune a Massa al Castello, al Colletto e a Volpigliano, presso Montignoso, a Castagnetola, a Ortola, alla Frangola alla base della Brugiana, al Mirteto e negli uliveti lungo la strada per Carrara, a Gragnana e a Castelpoggio, a Fontia e a Fossola. A Fivizzano, tra Soliera e il Ponte di Posara percorrendo la via di Moncigoli, nelle colline e al Castello di Aulla, tra Terrarossa e Licciana e tra Villafranca e Mocrone, a Irola, a Dobbiana e a Rocca Sigillina, in territorio di Pontremoli a Bassone, a Mignegno, a Montelungo, a Bratto e a Navola. Citato anche al Sagro (Bert.), lungo la strada di Codena a Carrara (Bolzon).

Volg. Erba pignola, pinocchina, pinocchietto. Fiorisce in giugno e luglio. Pianta erbacea perenne.

Pellegrini cita altre specie dello stesso genere: Sedum acre L.; Sedum alpestre Vill.; Sedum atratum L. [Sedum atratum L. subsp. atratum]; Sedum boloniense Lois. [Sedum sexangulare L.]; Sedum cepaea L.; Sedum dasyphyllum L.; Sedum maximum Sut. [Sedum maximum (L.) Suter]; Sedum monregalense Balb.; Sedum rubens L. [Sedum rubens L. subsp. rubens]; Sedum stellatum L.; Sedum rupestre L.

LA PIANTA

Classificazione: Superdivisione: Spermatophyta; Divisione: Magnoliophyta (Angiospermae); Classe: Magnoliopsida; Sottoclasse: Rosidae; Ordine: Rosales; Famiglia Crassulaceae: Genere Sedum; Specie: Sedum album

Forma biologica: Camefita succulenta (simbolo: CH succ). Camefita (simbolo Ch): piante perenni e legnose alla base, con gemme svernanti poste ad un'altezza dal suolo tra i 2 ed i 30 cm. Succulenta (simbolo succ): mostrano fusti e/o foglie specializzati per immagazzinare acqua.

Descrizione: Pianta erbacea perenne, sempreverde, succulenta alta fino a 15 centimetri. Tende a formare un tappeto di fusti grassi fragili e rossastri, quelli sterili sono contorti, persistenti e rossastri e fogliosi mentre quelli fioriferi sono ascendenti e di maggiori dimensioni, presentano poche foglie e seccano dopo la fioritura. Le foglie sono sessili, carnose, alterne e oblunghe, sono verde chiaro per lo più sfumate di rosso. I fiori sono raccolti in infiorescenze terminali e corimbose, la corolla è pentamera con petali bianchi con una linea centrale rosa e 10 stami con antere viola. Il frutto è un folliceto con cinque carpelli.

Antesi: giugno - luglio

Tipo corologico: euro-mediterranea con prolungamenti a nord e a sud. È presente in tutta Italia.

Habitat: terreni aridi calcarei, muri, ghiaie, rocce, rupi soleggiate dal piano fino a 2000 metri.

Conservazione: la specie non è compresa nella LRT (Lista Rossa Toscana) delle specie vegetali protette.

Altre foto relative a questa specie, presenti su questo sito possono essere consultate qui

Attenzione: le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimentari eventualmente indicati sono a puro scopo informativo. Decliniamo pertanto ogni responsabilità sul loro uso a scopo alimentare, curativo e/o estetico.



note

1 Pietro Pellegrini “Flora della Provincia di Apuania ossia Rassegna delle piante fanerogame indigene, inselvatichite, avventizie esotiche e di quelle largamente coltivate nel territorio di Apuania e delle crittogame vascolari e cellulari, con la indicazione dei luoghi di raccolta”, Stab. Tip. Ditta E. Medici, Massa, 1942. Il testo è stato ristampato in copia anastatica nel maggio 2009 dalla Società Editrice Apuana di Carrara per conto della Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara. Pag. 125.