Arruntis Fines a cura di Giuseppe Volpi

VAGLI DI SOTTO

(Provincia di Lucca - Sede Comunale)

Stemma del Comune di Vagli di SottoVagli di Sotto sorge a circa 580 metri s.l.m., su una collina che si erge dalle acque del lago artificiale ottenuto sbarrando con una diga il corso del torrente Edron e il cui fondo cela i resti del paese di Fabbriche di Careggine (comune di Careggine), che rivede suggestivamente la luce ogniqualvolta il bacino viene prosciugato per i lavori di manutenzione.


COME ARRIVARE:

In auto: Si arriva a Vagli di Sotto dalla SR445 della Garfagnana, svoltando a destra deviando per chi scende verso Lucca o a sinistra per chi sale verso Piazza al Serchio, in località Poggio, quindi seguendo la strada che costeggia il fiume Edron.

In treno: dalla stazione FF.SS. Poggio-Careggine-Vagli (linea Lucca-Aulla), Vagli di Sotto e Vagli di Sopra sono poi raggiungibili a mezzo autobus con la linea VAIBUS Q51 Castelnuovo-Poggio-Vagli di Sopra.

In autobus: Vagli di Sopra e Vagli di Sotto sono collegati a Castelnuovo Garfagnana con la linea VAIBUS Q51 Castelnuovo-Poggio-Vagli di Sopra.


CENNI GEOGRAFICI

Vagli di Sotto, panorama.Vagli di Sotto è posta in posizione molto panoramica su un promontorio che biforca la parte sud-occidentale del lago artificiale, a 580 metri slm. E’ un bel paesino che conserva ancora la sua antica struttura medievale, raccolto con le sue strette viuzze attorno all’altrettanto bella chiesa di San Regolo e la cui popolazione, in gran parte, è stata costretta ad abbandonare le proprie abitazioni per essere trasferita in quelle fornite dalla GESCAL, a causa del dissesto idrogeologico, dovuto ai continui e ripetitivi innalzamenti ed abbassamenti delle acque dell’invaso, che ha minato le fondamenta di molte costruzioni.

Ad esso si arriva lasciando, in località Bivio, la strada che prosegue per Vagli di Sopra, per svoltare a sinistra, attraversando un ponte e percorrendo una comoda via alberata, alla fine della quale è presente un capiente parcheggio.

Vagli di Sotto è sede comunale.


CENNI STORICI:

Benchè non si abbiano notizie precise, il ritrovamento a Vagli di Sotto dei resti di alcune tombe liguri, risalenti al primo millennio a.c., attesta comunque l’antichissima origine del paese, confermata poi dalla scoperta dei resti dell’abitato di Piari[1], quest’ultimo molto probabilmente un tentativo di espansione degli Etruschi, già stanziati in Versilia, che intendevano in questo modo saggiare le potenzialità economiche dell’alta Garfagnana.

In età medioevale il comune di Vagli sottostette ai de Caricino, Signori di Careggine, per passare successivamente sotto la Repubblica di Lucca.

A partire dal XIII secolo i paesi di Vagli di Sotto e quello di Vagli di Sopra, pur vicinissimi tra loro, seguirono, per ragioni politiche, strade diverse: nel 1271 infatti, Vagli di Sopra, ghibellina, si sottopose alle ali protettrici della Vicaria di Castiglione, mentre Vagli di Sotto, guelfa, rimase sotto quelle della Vicaria di Camporgiano[2].

Accorpamenti dovuti ad occupazioni belliche e secessioni comunali, modificarono ancora, successivamente, lo stato dei due paesi , che trovarono unità di intenti soltanto alla metà del XV secolo, allorchè, il 24 Luglio 1451, si sottomisero agli Estensi, contribuendo a formare la Vicaria delle Terre Nuove[3] ed entrando a far parte della Provincia Estense della Garfagnana.

Da allora i paesi di Vagli di Sotto e di Vagli di Sopra hanno mantenuto tale assetto fino alle soglie dell’Unità d’Italia.


CENNI ARTISTICI:

  • Chiesa di San Regolo.Vagli di Sotto, chiesa di San Regolo.

La chiesa di San Regolo sorge nel centro di Vagli Sotto e della sua data di costruzione non si ha certezza (presumibilmente XIII secolo). Essa fu soggetta ad ampliamento e restauri nel 1584, come rammenta un’epigrafe sulla sua facciata, e ad altri lavori poco prima della fine del XVIII secolo e tra il 1821 ed il 1835. Restano tracce delle sue origini soltanto nella sua scalinata esterna.

Nella sua sacrestia è conservata una vasca in marmo di autore ignoto, adibita a lavabo, di incerta origine, avente nel centro della facciata anteriore un bassorilievo raffigurante un’impresa[4] estense, ai lati della quale spiccano due mezzibusti di elegante e chiara fattura rinascimentale, di personaggi ignoti ma sicuramente, allora, di una qualche importanza.

E’ presente anche un’acquasantiera ottagonale del XV secolo con quattro facce che sembrerebbero rappresentare il cammino della vita e la sua fine (giovinezza, maturità, senilità e morte) ed una statua rappresentante Cristo morente in grandezza naturale.

Nel 1796, sul suo campanile fu installato l’orologio attualmente visibile.

  • Chiesa di Sant’Agostino.

Poco distante dall’abitato di Vagli Sotto, in località Bivio, si trova la chiesa di Sant’Agostino. Si tratta di una chiesa molto antica, risalente probabilmente all’XI secolo e sorta come parrocchia comune, sia per Vagli di Sotto che per Vagli di Sopra, dedicata inizialmente a San Regolo e dotata di proprio fonte battesimale. Vagli di Sotto, la chiesa di Sant'Agostino.

E’ possibile che, anche per ragioni politico-religiose (Vagli Sopra era ghibellina e sotto la Vicaria di Castiglione, mentre Vagli Sotto era guelfa e sotto la Vicaria di Camporgiano) i due paesi, durante il XIII secolo decisero che fosse cosa migliore avere ciascuno una propria parrocchia anzichè incontrarsi in una comune ad entrambi, e che, così, furono costruite una nuova San Regolo a Vagli Sotto e San Michele (in seguito San Lorenzo) a Vagli Sopra, abbandonando la vecchia San Regolo al proprio destino.

Questa infatti, alla fine del XIV secolo fu ceduta ad una comunità di monache Agostiniane, fatto che portò a modificare il santo titolare e ad assumere il nome che porta tutt’oggi: Sant’Agostino.

Da allora la chiesa ebbe, durante i secoli a venire, una vita piuttosto travagliata e fu soggetta a molte opere, più di “rappezzamento” per evitarne il crollo che non di restauro vero e proprio, finchè nel 1876, dopo ripetute richieste di intervento, fu inviato sul luogo dall’allora Ministro dell’Istruzione, un ispettore per controllare se valesse la pena di spendere dei soldi per il suo recupero. L’ispezione mostrò come sotto i fatiscenti tentativi di consolidamento più recenti si celasse effettivamente un’opera di stile bizantino e fu così dato il benestare alle opere per la sua rivalorizzazione, che successivamente portarono, tra l’altro, alla luce dipinti e capitelli nascosti di quel lontano periodo e quindi di rilevante importanza storico-artistica per la Garfagnana.


LA DIGA

La possente diga che sbarra il corso del torrente Edron fu costruita nel secolo scorso in due distinte fasi: la prima durante gli anni ’40 (1941-1946), e la seconda, un’opera di rialzamento, all’inizio degli anni ’50 (1951-1953) che portò la sua altezza dagli iniziali 68 metri agli attuali 92. Essa ha una base spessa più di 70 metri, può contenere circa 36 milioni di metri cubi d’acqua ed è direttamente collegata con la rete idroelettrica del fiume Serchio.

Dopo il completamento della diga, il suo invaso è stato svuotato dall’ENEL per opere di controllo e manutenzione nel 1958, nel 1974, nel 1983 e nel 1994, facendo rivedere, in quelle occasioni, la luce del sole al sommerso paese di Fabbriche di Careggine ed attirando ogni volta, centinaia di migliaia di persone e, nell’ultimo caso, reti televisive anche dall’estero.

Proprio durante la lunga manutenzione del 1994 (Giugno-Ottobre) però, le parti più soggette ad usura furono sostituite con altre di acciaio inox e di materiali di ultima generazione, molto più resistenti e sicure delle precedenti per cui si sono potuti allungare gli intervalli del periodico e costoso svuotamento, ragione per la quale, fino ad oggi, esso non è stato più effettuato (Svuotamento Lago di Vagli).


FABBRICHE DI CAREGGINE, IL PAESE SOMMERSO:

Fabbriche di Careggine appartiene, come dice il nome stesso, al Comune di Careggine, ma ci è sembrato opportuno inserire questa piccola relazione ad essa dedicata anche nella scheda relativa a Vagli di Sotto proprio perché è conosciuta soprattutto come il paese sommerso del lago di Vagli.

Durante il XIII secolo un gruppo di fabbri ferrai provenienti da Brescia (“Bresciani” era il cognome della quasi totalità del paese all’epoca della costruzione della diga), forse anche per sfuggire alle angherie commesse a quel tempo nella loro terra di origine dal fanatico ghibellino Ezzelino III da Romano[5], si stabilì nella valle dell’Edron, impiantandovi un piccolo opificio, attorno al quale, sorse un insediamento abitativo nel quale essi alternavano alle primarie attività locali, pastorizia e agricoltura, la loro originaria professione di artigiani del ferro e di costruttori di strumenti di lavoro.Fabbriche di Careggine

Tale attività fu così tramandata di generazione in generazione per secoli, ed ebbe il suo periodo di maggior importanza nel ’700, quando l’abate ed ingegnere Domenico Vandelli decise di far passare proprio da Fabbriche quella via di collegamento tra Modena e Massa che poi fu a lui intitolata.

La Via Vandelli fu terminata del 1751 e nel 1755 il Duca di Modena Francesco III, evidentemente fiducioso nei benefici e nei vantaggi che essa avrebbe apportato, con un decreto[6] concesse ad un certo Giuseppe Trivelli di Reggio, il permesso per la costruzione di uno stabilimento per la lavorazione del ferro nei pressi del paesino. Il Trivelli ottenne anche dalla Comunità di Careggine la concessione di un mulino, che, opportunamente convertito, consentì di far funzionare i mantici e magli della fabbrica utilizzando la forza delle acque dell’Edron.

Purtroppo la via Vandelli non apportò quel traffico e quei benefici sperati al momento della sua progettazione e quelli che erano negli intendimenti di Francesco III, e il suo decadimento coincise con quello dell’attività ferriera di Fabbriche, fino a far tornare i suoi abitanti alle primitive ed alternative attività di agricoltori e di pastori. Tale situazione perdurò fino agli inizi del XX secolo, quando l’inizio dell’attività estrattiva del marmo nella zona di Vagli portò alla costruzione nel piccolo abitato, di una piccola centrale idroelettrica di cui potevano valersi i bacini marmiferi limitrofi.

Il destino del paese fu segnato nel 1941, anno dell’inizio della costruzione da parte della SELT VALDARNO della diga che doveva dare origine al lago di Vagli. Gli abitanti dovettero evacuare nel 1946, ed il paese, compresa la chiesa di San Teodoro del XVI secolo, fu sommerso dalle acque. La diga era allora alta 68 metri, e il suo innalzamento successivo, terminato nel 1953, portò i vicini abitati di Pantano e di Pieri a seguire la stessa sorte di Fabbriche.

(la foto di Fabbriche di Careggine è tratta da http://it.wikipedia.org/wiki/File:Fabbriche_di_Careggine.jpg).


SPIGOLATURE:

Contadini e pastori un tempo, eccellenti cavatori successivamente, sembra che gli abitanti dei due Vagli, nel passato siano stati anche oggetto di interesse morfologico per supposte differenze somatiche tra essi ed il resto degli abitanti della Garfagnana, con i quali, per altro, pare non condividessero neppure il modo di vestire ed il dialetto.

Raffaelli riporta che il Vallisnieri[7] li definì “…così selvaggi e fieri, di colore terreo, e irsuti da farli credere usciti allora allora dalle foreste della Scizia…”, osservazione, questa, confermata anche da tradizioni orali della zona, tramandate per secoli e giunte fino ai nostri giorni, secondo le quali popolazioni del sud e quindi più scure di carnagione, introdotte in Garfagnana dai Romani[8] avrebbero fondato diversi centri abitati nei luoghi più remoti di quella regione. Basandosi su queste voci, sono sorte alcune congetture secondo le quali, a Vagli Sotto si è sempre sostenuta l’origine “napoletana” di Vagli Sopra, mentre gli abitanti di quest’ultima sono sempre stati pronti a giurare esattamente il contrario.

Sempre il Raffaelli, citando Vallisnieri, riporta anche che “…le loro donne in tempo di estate uscivano per le loro faccende con la sola camicia indosso, movendo il riso dei forestieri…”[9].

Ad onor del vero, però, bisogna aggiungere che essi successivamente, cambiarono talmente i loro modi, i loro costumi e il loro abbigliamento che vennero perfino presi ad esempio.

Sembra infatti che, nel 1842, l’allora Governatore della Garfagnana, in occasione del matrimonio del Duca di Modena Francesco V con la Principessa Aldegonda di Baviera, diede incarico di portare i propri auguri ad un giovane e ad una ragazza di Vagli, ambedue agghindati nei loro tradizionali ed esclusivi costumi. La cosa fu molto gradita da quei Signori, e la totalità dei presenti fu talmente colpita dalla bellezza di quegli abiti, dall’eleganza e dalla leggiadrìa che essi donavano a chi li portava, che, in occasione della successiva grandiosa festa di carnevale data dagli stessi Prìncipi, moltissimi invitati si presentarono indossando delle loro perfette imitazioni.

Raffaelli descrive i Vaglini anche come gente capace di pantagrueliche abbuffate, le cosidette “canate”, occasioni nelle quali, da 4 a 6 persone, arrivavano a divorarsi una pecora intera, precedentemente macellata in pezzi da una libbra abbondante (circa ½ chilo), i quali venivano poi cucinati in un enorme pentolone, conditi con un adeguato trancio di lardo ed una buona manciata di pepe. Col brodo ottenuto, i commensali si preparavano dapprima una bella zuppa, mentre la carne, servita in tavola in grandi catinelle veniva successivamente lavorata a puntino dalle loro implacabili mascelle. A prova della colossale scorpacciata, sotto il tavolo, rimanevano depositate le ossa ben ripulite della malcapitata bestia.

Di tutto quello che si è fin qui detto, non è dato sapere quanto sia vero e quanto no, ma si può comunque dedurre che i Vaglini siano stati un popolo forte, fiero e piuttosto indipendente, adattabile ad ogni mestiere senza temerne le fatiche, con una propria precisa identità ma anche capace di modificarsi e di migliorarsi nel tempo pur non rinunciando a molte delle proprie caratteristiche originarie.


ESCURSIONISMO:

Vagli Sotto è percorsa dal Garfagnana Trekking (GT) nel tratto Rifugio Donegani (Orto di Donna)-Foce di Cardeto-Campocatino-Vagli Sopra-Vagli Sotto-Careggine-Isola Santa.

Usufruendo del tratto GT Vagli Sotto-Vagli Sopra, si raggiunge l’inizio del sentiero CAI 147, che passando per Campocatino, arriva alla Cava Formignacola, immettendosi nel sentiero CAI 35 (Via Vandelli) che conduce al Passo della Tambura, da dove è possibile scendere a Resceto, nel versante massese, o raggiungere la vetta della Tambura per scendere poi al Passo della Focolaccia, e, percorrendo tutta la Carcaraia, tornare a Campocatino col sentiero CAI 177, e da lì ai due Vagli.

Dal Passo della Focolaccia, consultando una cartina, sono possibili, sia nel versante massese sia in quello garfagnino, diversi altri itinerari di più giorni, i quali, attraverso Orto di Donna e la Val Serenaia, possono condurre in Lunigiana e nel Carrarese utilizzando i vari posti tappa presenti.


TURISMO:

Vagli di Sotto è una località nella quale si possono passare delle vacanze in tutto relax. La principale attrattiva è naturalmente il suo lago artificiale che, durante la bella stagione, offre la possibilità di gite in barca ed in canoa. Nel paese e nelle immediate vicinanze sono presenti Alberghi, Agriturismi e Affittacamere.


MANIFESTAZIONI E SAGRE:

Ogni tre anni, in alternativa con le vicine Roggio e Vagli di Sopra, la sera del Venerdì Santo si tiene la cosidetta “Tragedia di Vagli”, una rappresentazione della Passione di Cristo, con tanto di attori e di figuranti in costume, che recitano un copione che fino a qualche tempo fa era interamente in dialetto locale.

La festa del Patrono, San Regolo, si festeggia il 1° settembre con l’intervento, come succede spesso in tale occasione nei paesi della Garfagnana, della banda musicale.

La sera del 23 Dicembre si tiene la fiaccolata di Natale da Bocca di Arnetola fino al Presepe permanente.


VARIE:

La popolazione di Vagli di Sotto, al 28/02/2010, ammontava a 1011 unità.

Il Santo Patrono è San Regolo e si festeggia il 1° Settembre,.

Gli abitanti del comune sono detti “Vaglini ", e, in particolare, quelli di Vagli Sotto, “Vaglisotti"

vedi immagini ed eventuali altri elementi multimediali relativi alla presente scheda

[gv-31/05/2011]

 

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note

1 L’abitato di Piari fu scoperto nel 1984 da Paolo Notini, sul fondo asciutto del lago di Vagli, in quell’anno prosciugato per lavori di manutenzione. Esso consiste sostanzialmente di una capanna di legno e fascine, da strutture atte alla conservazione di derrate alimentari ed alla scorta di legname e da un forno, probabilmente usato anche per la cottura di ceramiche oltre che per quella di alimenti. Il sito fu oggetto di altri scavi anche nell’estate del 1985, prima che l’area venisse completamente sommersa dalle acque.(G. CIAMPOLTRINI-P. NOTINI, Un insediamento etrusco nell’alta valle del Serchio, in “Studi Etruschi”,53,1985,p65 ss.)

2 Nel 1248, Federico II, subita la sconfitta da parte di Lucca nei pressi di Parma, fu costretto a cedere la Garfagnana ai Lucchesi e la Lunigiana ai Pisani. I lucchesi, nel 1271, pur mantenendo il precedente ordinamento svevo, istituirono due circoscrizioni, la Garfagnana a Perpore supra e la Garfagnana a Perpore infra, ambedue, però governate da un solo vicario. L’anno successivo la prima venne divisa nelle vicarie di Camporgiano (guelfa) e di Castiglione (ghibellina) e la seconda in quelle di Barga e Coreglia. Soltanto la Garfagnana a Perpore supra, però, ebbe effettivamente due vicari.(G. BEDONI, La provincia della Garfagnana dal 1430 al 1619, in “La Garfagnana - Storia, cultura, arte”, p.88, Aedes Muratoriana).

3 La Vicaria delle Terre Nuove comprendeva le comunità di Casatico, Sassi, Vitoio, Vagli di Sotto e Rontano già appartenenti alla Vicaria di Camporgiano e le comunità di Palleroso, Ceserana, Vagli di Sopra, Roggio e San Donnino già appartenenti alla Vicaria di Castiglione. Essa fu affidata al marchese Borso d’Este (1413-1471), in occasione della sua investitura, da parte di Federico III, del titolo di duca di Modena e Reggio, il 18 Maggio 1452, insieme a tutto il resto della Provincia Estense della Garfagnana, riconosciuta anche successivamente dai diplomi imperiali di Massimiliano I e Carlo V.

4 Il termine “Impresa” sta a significare la rappresentazione simbolica di un’iniziativa importante e quindi degna di “pubblicità” e di memoria che ha avuto come protagonista un rappresentate di assoluto rilievo del governo, in questo caso, estense. In genere si tratta di figure simboliche di non facile interpretazione.

5 E’ questa una nostra supposizione, supportata da un altro fatto simile e del medesimo periodo, quello della colonia di esuli provenienti da Marmirolo, nel mantovano rifugiatisi nell’allora Massa di San Paolo, in provincia di Ravenna, che, proprio per questo, prese poi il nome prima di Massa dei Lombardi e successivamente di Massa Lombarda: entrambe le zone, di Brescia e di Marmirolo, a quel tempo, erano soggette allo spietato Ezzelino e molti furono gli abitanti, soprattutto di fede guelfa, costretti a fuggire per evitare le sue angherie.

6 Per favorire al massimo lo sviluppo dell’attività di quella ferriera, tale decreto prevedeva numerosi vantaggi per coloro che ci avessero lavorato, quali dispense da tasse e da servizio militare, mentre i prodotti lavorati che ne sarebbero usciti ed il greggio in entrata avrebbero goduto dell’esenzione da dazi e da imposte per un periodo di 6 anni.

7 Antonio Vallisnieri o Vallisneri (Trassilico 03/05/1661 – Padova 18/01/1730), fu medico, biologo e scenziato.

8 In effetti è opinione comune che dopo aver definitivamente sconfitto i Liguri-Apuani, e dopo averli deportati nel Sannio, i Romani provvidero a ripopolare la zona Apuana con genti del sud a loro non ostili.

9 Queste frasi da altri sono attribuite non a Vallisnieri ma ad Anselmo Micotti, altro storico garfagnino del ‘600.

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ARRUNTIS FINES - rubrica curata da Giuseppe Volpi