SENTIERO CAI 175

LO SPAZIO DI FABIO - rubrica curata da Fabio Frigeri

29 settembre 2010

(f.f.) questo sentiero, non lungo né difficile, unisce il borgo di Vinca con la Foce di Giovo permettendo di accedere alla Val Serenaia e ai sentieri per il Pizzo d’Uccello e il Grondilice. I panorami sono molto interessanti e la Foce è un luogo ameno dove sostare piacevolmente. In passato era uno degli itinerari usati per passare dalla valle di Vinca in Garfagnana.

SENTIERO 175Vinca

Il sentiero è di competenza del Cai sezione di Carrara che ne cura la manutenzione.  

Tragitto

Vinca (750m) – innesto 39 - innesto 190 - Maestà di Canale Doglio (880m) bivio sentiero 38 – Capanne del Giovo (ca1250m) – innesto 37 - Foce di Giovo (1500m) [innesto 179 e 181].

Fino alla Maestà il tracciato è comune con il 38 e nel primissimo tratto anche con il 39. Il tratto finale è comune con il 37.

Informazioni sulla zona di partenza

Il  borgo di Vinca è raggiungibile in auto da Monzone con otto chilometri di strada incanalata in una valle selvaggia. L’ultimo tratto della strada si inerpica verso il borgo con 12 ripidi tornanti.
Esiste anche un servizio di autobus del’ATN con Monzone, solo feriale, con due corse che diventano tre il giovedì.
Vinca è nodo strategico di sentieri ed è raggiungibile dalla Garfagnana per Val Serenaia, da Colonnata (Carrara) e da Forno (Massa), non esiste servizio di pernottamento, ma la vecchia scuola elementare funziona da Rifugio aperto su prenotazione per le scolaresche e il turismo giovanile.
Esiste un negozio di alimentari con forno a legna per produrre il famoso pane di Vinca e altri due panifici.

Alla piazzetta dove inizia il sentiero si arriva in poche centinaia di metri prendendo a sinistra al cartello stradale che indica Vinca. Se si segue invece la strada inizialmente in discesa verso destra (Strada Tedesca) si arriva in pochi minuti ad una costruzione (in passato un cinema) con disegnati gli spazi elettorali. Su di essa ci sono le indicazioni per i sentieri e sono presenti sedie per gli anziani del paese che si riposano all’ombra nella buona stagione. In questo caso si deve salire sulla sinistra per arrivare alla chiesa e ai lavatoi con acqua freschissima e poi si deve seguire ancora la strada asfaltata in ripida salita che porta in pochi minuti all’imbocco del sentiero 38/175 nel bosco evitando di percorrere il borgo. Maestà del Doglio.

Descrizione del percorso

Il sentiero 175 ricalca una antica via di comunicazione tra Vinca e la valle di Orto di Donna e da qua con la Garfagnana. Il borgo di Vinca è carico di storia e tradizioni gastronomiche e merita una sosta non frettolosa. È possibile in un’unica escursione percorrere il sentiero all’andata e al ritorno altrimenti ideare interessanti anelli tra la valle di Vinca e la Val Serenaia.

Difficoltà: E. Il sentiero non è lungo e non è difficile, ma prevede di superare un dislivello di circa 750 metri per cui è necessario un minimo di preparazione fisica. Il dislivello maggiore è nella zona delle Capanne di Giovo che è completamente priva di vegetazione e quindi assolata nella buona stagione. Invece la maggior parte del resto del sentiero si sviluppa nel bosco.

Stato del sentiero: è ben segnato e soggetto a continua manutenzione. Dove ci sono innesti di altri sentieri le indicazioni sono molto buone. Nel bosco c’è un po’ di degrado legato all’abbandono della montagna.

Tempi:
Vinca – Maestà di Doglio: 25’
Maestà di Doglio – Capanne del Giovo: 50’     (totale 01h 15’)                 
Capanne del Giovo(fonte) – Foce di Giovo: 55’         (totale 02h 10’)               

Foce di Giovo – Capanne del Giovo(fonte): 40’
Capanne del Giovo(fonte) – Maestà di Doglio: 40’ (totale 01h 20’)
Maestà di Doglio – Vinca: 20’ (totale 01h 40’)

Il percorso
Partiamo dalla piazzetta [ci si arriva prendendo a sinistra al cartello stradale Vinca] con il negozio di alimentari a fianco del quale ci sono le indicazioni dei sentieri 38, 175, 190. I segni bianco rossi sono indicati bene per il borgo insieme ad altri verde-giallo. La zona delle Capanne di Giovo, sullo sfondo a sx il Sagro.Li seguiamo e quindi facciamo un bel giro per la parte alta di Vinca. Subito si stacca a destra il sentiero 39 che trascuriamo [esso porta ai lavatoi, dai quali salendo verso sinistra la strada asfaltata si raggiunge ugualmente l’inizio del bosco] e poi nella parte alta del borgo trascuriamo anche la deviazione per il 190 a sinistra (8’) e, in breve (10’), siamo all’inizio del sentiero nel bosco seguendo le indicazioni 38-175. Adesso il sentiero è una mulattiera che sale in un castagneto, poco dopo, su un masso, presso una curva a sinistra del sentiero, si trova una bella e interessante maestà con tre personaggi. Poi usciamo dal bosco per salire su massi scistosi e, a destra, vediamo molto bene la sagoma del monte Sagro. Passiamo sopra la gola scavata dal canale Doglio, in basso sono ben evidenti alcune marmitte formate dalla forza delle acque. A 25’ arriviamo ad una prima maestà, detta di Doglio, nella quale c’è un’immagine marmorea della Madonna Ausiliatrice datata 1890. Qua c’è un bivio: il sentiero 175 sale in alto a sinistra ed è diretto alla Foce di Giovo, mentre il 38 si dirige a destra, un po’ più in basso, ed è uno stradello piuttosto ampio (è detto anche “la via dei tedeschi” poiché fatta costruire in periodo di guerra, esso proviene da destra dalla strada asfaltata che si trova più in basso). Iniziamo a salire per il castagneto, ricco di alberi centenari, testimonianza dell’antica cultura del castagno molto diffusa anche in questa zona della Lunigiana. Il sentiero è ben segnato e sale costantemente per un bosco via via più degradato. Costeggiamo alcuni ruderi e il bosco diventa essenzialmente abetaia, infatti il rimboschimento non è stato molto rispettoso dell’ambiente originale. A 52’ una manina di arenaria posta su una roccia ci saluta e il sentiero diventa piuttosto agevole e meno pulito e un poco più in alto cominciano a prevalere i pini. A 01h 00’ tra gli alberi c’è una bella finestra sul monte Sagro. A 1h 15’ siamo fuori dal bosco e poco dopo incontriamo una fonte, presso il rudere di una casa di pastori con diversi alberi di ciliegio. Poco oltre cominciamo la salita, nella zona delle Capanne di Giovo, un antico insediamento di pastori, in direzione della Foce omonima. Il sentiero è piuttosto ripido e inciso nel paleo tra mirtilli, ginepri, garofani e carline la mole del Pizzo incombe da sinistra, mentre a destra c’è la cresta Garnerone. Ad 1h 45’ incrociamo il bivio [recentemente segnalato con una palina di legno] con il sentiero 37 che, a destra, porta alla Capanna Garnerone. Noi continuiamo per il 175 anora molto ripido e, a 02h 10’ siamo alla Foce di Giovo.

Aspetti di rilievo del sentiero

Vinca  
È un borgo abbastanza grande del comune di Fivizzano. Alcune leggende fanno risalire l’origine di Vinca ai Liguri-Apuani sconfitti dai romani e costretti a  rifugiarsi sulle montagne più impervie. Foce di Giovo, al centro il Pizzo d'Uccello.Secondo altre storie, invece, furono gli abitanti di Luni che qua cercarono un luogo più salubre e più sicuro dove vivere durante il periodo delle invasioni barbariche. Di sicuro c’è che verso il 1000 Vinca, insieme ad Equi e Monzone, apparteneva ai Malaspina di Fivizzano e di questa famiglia seguì le complesse vicende e successive suddivisioni delle loro proprietà. Vinca non fu mai sede di rocche o castelli e rimase sempre un centro secondario nella storia feudale lunigianese. Nel 1418 Vinca, insieme ad alcuni borghi vicini, si offrì spontaneamente alla protezione e al dominio della Repubblica di Firenze e della dominazione fiorentina rimane qualche segno nella chiesa parrocchiale dedicata a S. Andrea apostolo e in alcune abitazioni. Per un breve periodo, prima dell’unità d’Italia, passò sotto la dominazione del Ducato di Modena come il resto della provincia di Massa-Carrara. Si trova a 808 metri di quota, nell’alta valle omonima formata dal Lucido (ramo di Vinca), in posizione soleggiata, alle falde occidentali (cresta Nattapiana) del Pizzo d’Uccello che, visto dal paese, appare schiacciato dalla prospettiva. La cresta Garnerone, il Grondilice e il Sagro, che si trova a sud, la circondano completamente mentre a nord-ovest si sviluppa la valle percorsa da strada asfaltata proveniente da Ponte di Monzone e che costeggia il torrente per lasciarlo negli ultimi tre chilometri, prima del paese, costituiti da dodici ripidi tornanti. Da questa strada asfaltata se ne dirama un’altra che avrebbe dovuto collegare il paese con le cave del Sagro e con Campocecina permettendo comunicazioni più semplici con Carrara, questa strada non fu terminata. Inoltre da essa si dirama uno stradello nel bosco (la via dei tedeschi) in direzione della foce di Vinca, costruita per motivi militari durante la seconda guerra mondiale: anche questa è interrotta. Il paese fu teatro, nella seconda guerra mondiale, di un eccidio nazi-fascista che provocò 174 vittime in maggioranza donne, vecchi e bambini. Nel cimitero c’è un monumento a ricordo della strage. Il paese è circondato da quello che resta dei castagneti secolari, testimonianza della antica cultura della castagna. Molto diffusa era anche la pastorizia e, in epoca moderna, l’estrazione del marmo effettuata nelle cave del Sagro. Oggi le quasi nulle opportunità di lavoro hanno ridotto la popolazione a poco più di cento persone che aumentano in estate, più che per turismo, per il ritorno degli antichi abitanti desiderosi di tornare nel paese natio, ma il paese è purtroppo in decadenza. Il paese è oggi famoso in tutta la provincia per il famoso pane di Vinca vanto della sua popolazione. Esso è prodotto con farina integrale ed è cotto in forni a legna, è scuro e ha, generalmente, forma rotonda ed è commestibile per un’intera settimana. Attualmente sono rimasti solo tre forni a produrlo. Oggi il paese è importante nodo sentieristico e base di partenza per escursioni e scalate al Pizzo d’Uccello, alla cresta Garnerone, al monte Grondilice e al monte Sagro. Qua transita il sentiero 39 (Equi-Torano la Piastra). Qua iniziano: il 38 per Colonnata, il 175 per Foce di Giovo,  il 190 per la Foce Lizzari e la ferrata Zaccagna. È presente anche un rifugio: il CLES di Vinca, nella vecchia scuola elementare, aperto su prenotazione [il comune di Fivizzano comunque ha messo in vendita la struttura].

Maestà di Doglio
Si trova a 880 metri sul sentiero 175 proveniente da Vinca. È detta di Doglio poiché vicina al canale omonimo che scende dalla cresta del Pizzo d’Uccello. In essa c’è un’immagine marmorea della Madonna Ausiliatrice (Madonna col Bambino) datata 1890. Qua c’è un bivio: il sentiero 175 sale in alto a sinistra per foce di Giovo, mentre il 38 entra a destra un po’ più in basso ed è uno stradello piuttosto ampio detto anche strada dei tedeschi.

Capanne di Giovo
Sono i resti di un antico insediamento pastorale alle pendici del Pizzo d’Uccello sotto la Foce di Giovo. La zona è attraversata dal sentiero 175 che costeggia alcuni di questi ruderi. Sempre sul 175 poco prima dell’inizio del bosco presso un rudere circondato da piante di ciliegio si trova una fonte. La zona è molto panoramica, oltre che sul Pizzo, sulla Cresta Garnerone e sul monte Sagro.

Foce di Giovo
Anche foce di Giogo, cioè valico, dal latino Jŭgum (= cima, catena di monti, giogaia, valico). È un’ampia sella erbosa a 1500 metri di quota tra la Cresta Garnerone e il Pizzo d’Uccello che mette in comunicazione la Valle di Vinca con la Val Serenaia. Il panorama dalla foce è splendido sul Sagro, sul Pisanino e sul Pizzo d’Uccello che incombe in tutta la sua imponenza, ma spostandoci di pochi metri possiamo godere della bella vista sull’intero Orto di Donna (monti Cavallo e Contrario). Il luogo è erboso, ameno, ampio e invita al riposo e alla contemplazione. La Foce è un nodo importante di sentieri ed è presente una palina con le indicazioni dei sentieri: a nord il 181 per il Giovetto (da cui si stacca la via normale per ascendere al Pizzo d’Uccello), Foce Siggioli e Ugliancaldo, il 175 che scende in basso per Vinca, il 37 che scende verso il Rifugio Donegani e Val Serenaia, mentre dalla parte opposta va a Capanna Garnerone e Forno e quindi, in parte, coincide con il 175. Infine il 179 per Cava 27 e il rifugio Orto di Donna a sud.

 Deviazioni e possibilità di escursioni

Il sentiero 175 permette di fare diverse escursioni connettendosi ad altri sentieri.

Diamo qualche suggerimento:

  • Andata e ritorno sul 175: con le soste richiede circa 4 ore e mezza. È un’escursione non difficile e panoramica che lascia tempo anche per fermarsi un po’ a Vinca. Interessante anche in invernale, se la neve è ben ghiacciata è ben ramponabile il tratto delle Capanne del Giovo (naturalmente occorre essere attrezzati e ben preparati).
  • Anello con 37 e 38: arrivati alla Foce di Giovo torniamo indietro per prendere il 37 fino alla Capanna Garnerone, dalla quale con il 153 e il 38 torniamo a Vinca (circa 6 ore). Volendo dalla Capanna Garnerone si può allungare fino alla panoramica Foce Rasori (circa 6h 40’)
  • Anello del Grondilice: arrivati alla Foce si prosegue con il 179 fino a Cava 27 poi con il 186 per la Finestra Garnerone e Foce Rasori da cui alla Capanna Garnerone e a Vinca. Richiede circa 8 ore, buon allenamento e la necessaria attenzione in alcuni tratti del sentiero 179 e del 186 in discesa dalla Finestra.

Itinerari relativi al sentiero CAI 175 presenti sul sito:

Commento

Il sentiero permette una escursione completa percorrendolo all’andata e al ritorno, come riportato sopra. Altrimenti l’escursionista può usare altri sentieri per completare la sua escursione.
I panorami sono molto interessanti sulla Cresta Nattapiana, sul Pizzo d’Uccello, sul Sagro, sulla Cresta Garnerone e sull’intera Valle di Vinca.
La Foce di Giovo è uno dei punti più panoramici dell’intera catena Apuana e si affaccia sul monte Pisanino che è la vetta più alta.

È piacevole anche con la neve non presentando particolari difficoltà né tratti esposti, ma nella parte finale diventa faticoso e con la neve ghiacciata è adatto solo a esperti provvisti della necessaria attrezzatura.

 

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