(LU-Camaiore) MULINO DI CANDALLA (150m) - CASOLI (360m) - METATO (408m) - MULINO DI CANDALLA (150m) [ANELLO]    
Loc. di partenza: MULINO DI CANDALLA (120 m)
Loc. di arrivo: MULINO DI CANDALLA (120 m)
Dislivello mt.: 360 m
Tempo totale: 3h 20'
Difficoltà: E
Punti d'appoggio: Candalla, Lombrici, Casoli, Metato
Rifornimento acqua: Candalla, Casoli, Metato, molte fonti lungo il percorso
Tratti di ferrata: No
Sequenza sentieri: sentiero NN; sentiero TFC; 104; sentiero Saudade
DATA ESCURSIONE: 12/07/2015



Superato l'abitato di Lombrici, arrivati al Ristorante Emilio e Bona presso una decisa curva a U che sale a sinistra, bisogna proseguire a destra per una stradina con indicazione di strada senza uscita. Questa è la strada di Candalla, tra l'altro preannunciata da giganteschi strumenti in metallo (vanga, pennato, bidente, etc) che segnalano la presenza dell'Antica Ferriera Barsi che si trova sulla stessa strada di Candalla. Essa è ancora funzionante e usa l'energia delle acque del torrente Lombricese per produrre utensili agricoli e oggetti ornamentali in ferro battuto.
Poche centinaia di metri portano alla fine della strada presso il Mulino di Candalla (o Mulino Benassi, risalente al XIX secolo, ma la struttura originaria è forse del XIV secolo).
Parcheggiamo lungo la strada, ma avvertiamo che in estate è difficoltoso farlo se non si parte presto, essendo questa zona molto frequentata da turisti e bagnanti che vanno a godersi il fresco del torrente, dove è possibile bagnarsi nelle pozze dello stesso (peraltro piuttosto fangose). Quindi se possibile è bene parcheggiare lungo la strada principale, dove è presente anche un modesto parcheggio, prima della zona degli utensili metallici.
Partiamo presso l'inizio del "Sentiero da Saudade" dedicato ai soldati brasiliani che lo percorsero nel 1944, esso è stato inaugurato nel 2013 e arriva a Metato e da qua prosegue per la vetta del Prana. L'acronimo FEB significa appunto Forza di Spedizione Brasiliana, essa era la forza militare brasiliana attiva in Italia a fianco degli alleati. Il simbolo è un cobra che fuma, poiché il presidente brasiliano disse che era più facile che un cobra fumasse che il Brasile entrasse in guerra.
Al ritorno scenderemo proprio per questo sentiero da Metato. In 1' siamo al Mulino con visibile la vecchia ruota dentata, esso ha sulla sinistra il salto d'acqua che alimentava le macine, oggi nella pozza d'acqua cercano refrigerio giovani bagnanti. Qua c'è anche una sorgente di acqua freschissima. Superiamo il torrente mediante un ponte in pietra e troviamo una indicazione Anello Magicandalla: Candalla-Mulini-Casoli.
Il sentiero che andiamo a percorrere, segnato con cerchi rossi, fa parte della via di Lombardia che univa la Versilia con la Garfagnana e proseguiva per l'Emilia ed era molto usato dai commercianti versiliesi che portavano le loro mercanzie al Nord. Il sentiero va a Casoli. Inoltre lo stesso sentiero è comune con la via dei Mulini che si staccherà poi più avanti e costeggiando il torrente Lombrici si immetterà nel sentiero TFC che unisce Casoli a Metato, permettendo di percorrere un interessante piccolo anello.
Ricordiamo che la via dei Mulini costeggia ruderi di edifici, per lo più mulini, che utilizzavano l'energia dell'acqua del torrente.
Il primo tratto del sentiero è in salita su cemento, poi diventa mulattiera, il percorso è quasi interamente all'ombra. A 8' c'è una fontana nei pressi di una captazione di acqua dell'acquedotto.
La vista è sul modesto monte Penna (497m) che ci accompagnerà per tutta l'escursione, infatti questa è praticamente un anello del Penna. Scorgiamo in lontananza anche Metato da cui passeremo.
Ora segue un tratto di sentiero delimitato sulla destra da una staccionata e provvisto di cartelli naturalistici che descrivono la fauna della zona.
A 11' c'è un'altra fonte e a 17' troviamo un bivio con indicazioni insufficienti sulla roccia: a destra prosegue il sentiero dei Mulini mentre a sinistra sale decisamente la Via di Lombardia.
Noi proseguiamo a sinistra in direzione Casoli. Il sentiero è una mulattiera che sale mantenendo sulla destra il Penna. A 25' troviamo un tavolo da ristoro in posizione panoramica su Camaiore, la costa e il solito Penna. Poco dopo il sentiero si fa più tranquillo per poi salire per tornantini e a 47' siamo su una strada asfaltata presso una bella fontana. Siamo nella parte bassa di Casoli in via Carmelo Cappello, di fronte c'è un graffito "Quando il lavoro era un'arte", altri ne troveremo proseguendo la via Cappello. Andando a sinistra si recupera la strada che porta alla parte alta di Casoli. Noi invece proseguiamo verso destra seguendo le ben evidenti indicazioni giallo-verdi del sentiero TFC (Traversata delle Colline Camaioresi) e i segni rossi. Troviamo subito sulla sinistra il Bar La Garbatella di Cecerone.
Proseguiamo tra case e a 54' troviamo una maestà, chiusa da un cancello, presso un bivio: il sentiero prosegue verso destra. 3' dopo siamo in località Fiume dove la strada termina e un ponte permette di superare un modesto torrente, tributario del Lombricese. Il sentiero adesso è un ameno stradello con qualche lampione e scorci panoramici su Casoli e il Penna.
A 01h 05' siamo al bivio per il vicino cimitero di Casoli che si trova a sinistra. Noi proseguiamo verso destra e poco dopo troviamo sulla sinistra una grotta dedicata alla Vergine Maria.
A 01h 17' superiamo un ponte metallico dopo il quale sulla sinistra si trova un grosso edificio pericolante, alle pendici di una parete calcarea.
Adesso saliamo nuovamente fino a un altro bivio a 01h 22': il sentiero principale si dirige a Metato (presente una indicazione) mentre sulla destra in discesa una traccia costituisce il sentiero dei Mulini che va a congiungersi all'itinerario fatto in precedenza.
Questo percorso in discesa, come già detto, costeggia resti di edifici che costituivano, in passato, la ricchezza di questa zona.
Noi proseguiamo per Metato, subito dopo un rudere, il sentiero adesso sale con tornantini con qualche tratto stretto tra folta vegetazione. A 01h 32' sulla destra c'è una croce su alcune rocce da cui si gode di bel panorama su Casoli e il monte Gevoli. Continuiamo con altri scorci panoramici su Casoli.
A 01h 15' troviamo un riparo sotto roccia e a 01h 57' il sentiero si fa più ampio in discesa. Poco dopo sulla destra troviamo una deviazione per una palestrina di roccia alle pendici della vicina vetta del Penna e subito dopo un gruppo di ruderi.
Continuiamo e poi prendiamo a salire e a 02h 13' il sentiero si inerpica per un tratto di roccia calcarea (qua si trova anche il punto più alto dell'escursione: 484m) e a 02h 17' ci innestiamo sulla strada asfaltata che costituisce il sentiero 104 (Metato-Focetta San Vincenzo da cui si sale al Prana). Scendiamo verso destra in direzione del borgo seguendo la strada asfaltata. Poco dopo sulla destra c'è una recinzione e a 02h 26' lasciamo la strada perché il sentiero si dirige nel paese con bel panorama su Camaiore e costa a destra, e sul campanile della chiesa. Poco dopo, in prossimità di una croce votiva con lapide del 1865 che concede indulgenza al viandante che fa atto di contrizione, siamo su una strada di Metato.
Il sentiero TFC continua verso sinistra in direzione Salapreti, invece il 104 va a destra avendo di fronte il campanile della Chiesa. Subito a sinistra ci sono i lavatoi con fontana e a 02h 29' siamo alla Chiesa di Metato dove è presente un cobra metallico della FEB.
Scendiamo fino a recuperare la strada asfaltata percorsa in precedenza, curviamo a sinistra e troviamo un tabellone che dà informazioni sulla Traversata delle Frazioni Camaioresi.
Subito dopo, sulla sinistra, c'è la piazzetta Ceragioli dove c’è la fermata dell’autobus e un parcheggio abbastanza capiente, qua arriva la strada asfaltata che si stacca poco prima di Lombrici.
Sulla destra scende invece, ben segnato, il Sentiero do Saudade che andiamo a percorrere (segni rossi e giallo/verdi).
Inizialmente esso è uno stradello che porta al piccolo cimitero di Metato. Poi, presso un deposito, il sentiero devia a sinistra (ben indicato) a 02h 45', ci sono subito alcune costruzioni e poco sotto una fontana.
Il sentiero prosegue ameno tra gli ulivi con bella vista sulla costa. A 02h 57' c'è una panca per il ristoro. Il sentiero prosegue a destra in falsopiano (evitare gli altri due percorsi più a sinistra) e subito si ritrovano i segni. Il percorso verso sinistra porta alla zona archeologica del Monte La Torre con resti di un villaggio fortificato ormai nascosto dalla fitta vegetazione.
Scendiamo nel castagneto, a 03h 11' c'è una marginetta a destra e a 03h 20' chiudiamo l'anello riportandoci sulla strada di Candalla.
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