(LU-Minucciano) FOCE DI RIFOGLIOLA-BIVIO DI POGGIO BALDOZZANA (1288m)-CRESTA DI CAPRADOSSA-FOCE SIGGIOLI (1405m)–RIFUGIO DONEGANI (1121m)-RIFUGIO VAL SERENAIA (1060m)-FOCE DI RIFOGLIOLA (ANELLO)
Loc. di partenza: Foce di Rifogliola (824 m)
Loc. di arrivo: Foce di Rifogliola (824 m)
Dislivello mt.: 638
Tempo totale: 5h 20'
Difficoltà: EE
Punti d'appoggio: Rifugio Donegani, Rifugio Val Serenaia (se aperto)
Rifornimento acqua: Parcheggio Val Serenaia, strada
Tratti di ferrata: No
Sequenza sentieri: 189; 181; 187; strada; GT (strada)
DATA ESCURSIONE: 1/11/2015



Qui un approfondimento sul Pizzo d'Uccello.

L'escursione inizia dalla Foce di Rifogliola, dove si trova una marginetta con immagine in formelle di terracotta colorate di Sant'Antonio da Padova (1963).
La Foce si trova lungo la strada carrozzabile di Val Serenaia, presso una costruzione in muratura e un ripetitore che si trovano poco più in alto. Vicino alla marginetta c'è un ampio spiazzo presso una strada di boscaioli che si dirige a destra.
Da parte opposta della strada arriva il sentiero 189 da Gramolazzo, il cui percorso è comune con la quinta tappa del Garfagnana Trekking (GT) Rifugio Donegani - Monte Argegna. Il GT continua per la strada asfaltata, in salita, diretto in Val Serenaia (e da qua alla Foce di Cardeto e Campocatino) e lo percorreremo, in parte, al ritorno.
Il luogo è panoramico su Pisanino e Pizzo d'Uccello da parti opposte e su Orto di Donna con Cavallo, Contrario e Grondilice. Noi prendiamo il 189 in salita, a fianco della marginetta: è uno stradello ampio e piuttosto ripido che costeggia subito il primo ripetitore che si trova a fianco di una costruzione.
Salendo, tra le fronde, scorgiamo il borgo di Minucciano, con la caratteristica torre circolare che costituisce il campanile della chiesa.
A 4', sulla destra, si trova un secondo ripetitore, continuiamo la ripida salita per un rimboschimento a conifere, salendo poi la vegetazione diventa più consona all'ambiente apuano, con ontani, cerri, faggi e betulle, con interessanti colorazioni autunnali delle loro foglie.
A 16' sulla sinistra si intravede anche il Pisanino, mentre poi salendo si intravederà anche la parete Nord del Pizzo.
Il sentiero è ricco di foglie con qualche tratto che può essere scivoloso e insidioso e, salendo, si restringe.
A 47' sulla destra vediamo, sempre tra le fronde, il borgo di Ugliancaldo. Più avanti c'è qualche tratto di discesa tra i cerri per poi risalire, avendo sulla destra una macchia di betulle.
A 01h 11' gli alberi diminuiscono e il panorama si apre sull'Appennino, Minucciano e borghi circostanti, tra cui Gramolazzo con il suo lago.
Saliamo adesso per il poggio erboso e a 01h 19' ci innestiamo nel sentiero 181 proveniente da Foce di Giovo e diretto a Pieve San Lorenzo. Lo spiazzo erboso è conosciuto come Poggio Baldozzana, ma questo in realtà si trova una cinquantina di metri più in alto, in direzione della Capradossa.
Il luogo è panoramico sull'Appennino e sulla Cresta Nattapiana del Pizzo e, scendendo qualche metro, anche su Ugliancaldo. Il sentiero 181 prosegue, in discesa, diretto a Ugliancaldo e poi a Pieve San Lorenzo e, scendendo circa 200 metri, c'è la deviazione per il sentiero 192 per Equi Terme.
Noi saliamo il poggio erboso, avendo sulla destra la maestosa parete nord del Pizzo che ci accompagnerà a lungo. Salendo abbiamo di fronte anche la mole del Pisanino.
Quando siamo sul vero Poggio di Baldozzana (1338 m) la visuale si apre sull'alta valle di Orto di Donna e sulla Cresta della Capradossa che andremo a percorrere.
La cresta adesso è erbosa e panoramica con un boschetto di betulle in abito autunnale sulla destra. A 01h 40' troviamo dei faggi che ben presto diventano un folto boschetto, con tratti ripidi e insidiosi per l'abbondante coltre di foglie umide. Saliamo e a 01h 54' siamo fuori dal bosco e prendiamo a salire per la cresta vera e propria, aperta e panoramica su Pisanino e Pizzo. Questa cresta divide la valle del Serchio di Gramolazzo (Val Serenaia) da quella del Solco di Equi, la cresta è rocciosa, a tratti esposta e da percorrersi con prudenza e attenzione, aiutandosi anche con le mani, ma è divertente e appagante.
Saliamo per tratto agevole per poi scendere qualche metro fino a un palo, dove arriviamo a 02h 07', da qua riprendiamo a salire fino a un poggetto dove arriviamo a 02h 11', molto panoramico a destra sul crinale percorso dalla via ferrata Tordini-Galligani.
Continuiamo a salire e a 02h 17' siamo al punto più alto della cresta (1464 m) da cui inizia la discesa per Foce Siggioli.
Il primo tratto è ancora in cresta, poi nel tratto finale il percorso si allarga fino a un sentierino che ci porta a 02h 35' alla Foce Siggioli, dove arriva la ferrata Tordini-Galligani dalle cave del Cantonaccio, alla base della nord del Pizzo, e parte il sentiero 187 per il rifugio Donegani.
Ricordiamo che recentemente la ferrata è stata risistemata e ridisegnata in alcuni tratti del percorso. La foce permette di ammirare la Nord in tutta la sua bellezza. Il sentiero 181 continua per la Foce del Giovetto e la Foce di Giovo (da entrambe le foci si può scendere in val Serenaia) noi invece, dopo una sosta di 5', scendiamo con il sentiero 187 che ci porterà al Rifugio Donegani.
Nel primo tratto il sentiero si sviluppa su sfasciumi, a tornantini, con vista sul Pisanino, sulla sinistra.
A 02h 57' iniziano gli alberi che diventeranno una folta faggeta, con qualche tratto di ripida discesa, con il solito fastidioso letto di foglie umide e scivolose da percorrere con attenzione.
A 03h 38' arriviamo sulla via marmifera (presente targa del sentiero 187), a destra la marmifera sale alla zona delle cave di Orto di Donna mentre a sinistra scende verso il Rifugio.
Noi scendiamo, con bei panorami su Pisanino e monti circostanti e, a 03h 44', siamo alla sbarra della strada e subito dopo all'edificio del rifugio Donegani. Questo è il rifugio storico della valle, chiuso nel 1997 e riaperto nel 2005 come struttura privata, convenzionata col Cai, con apertura di un locale invernale e sconti per i soci. Davanti al rifugio parte il sentiero 37 per Foce di Giovo e Capanna Garnerone che termina a Forno di Massa.
Scendiamo per la via asfaltata, avendo sulla destra la zona delle cave che, negli ultimi anni, hanno molto modificato l'aspetto della valle.
A 03h 56' troviamo a destra l'inizio del sentiero 180 per il rifugio orto di Donna a Cava 27, questo sentiero si innesta, con un breve raccordo, nel 178 per la Foce di Cardeto e il Passo della Focolaccia.
Scendiamo e in 5' siamo al parcheggio del campeggio, con fontana, da cui inizia il sentiero 178. Adesso continuiamo per la strada asfaltata che ci riporterà alla Foce di Rifogliola. Siamo in val Serenaia e il panorama è completamente aperto sul Pisanino, sugli Zucchi di Cardeto, Cavallo, Contrario, Grondilice e Pizzo d'Uccello.
Ci dirigiamo verso il Rifugio di Val Serenaia che raggiungiamo in 4' e nei pressi ci fermiamo a rifocillarci. A 04h 16' riprendiamo il cammino per la strada.
Il primo tratto costeggia il Serchio di Gramolazzo che qua è un modesto rivolo di acqua, mentre sulla sinistra ci sono rimboschimenti a pini, che poi lasceranno il posto ai faggi autoctoni e a qualche abete.
Più avanti entriamo nel bosco, avendo sia a destra che a sinistra la faggeta. A 04h 39' c'è una fonte a sinistra, più avanti la visuale si apre, sulla destra, sulle pendici del Pisanino e davanti sull'Appennino.
Superiamo alcuni tratti a rischio di frana, con reti di contenimento, e a 05h 20' chiudiamo l'anello e l'escursione, arrivando alla marginetta di Rifogliola.
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ESCURSIONI APUANE
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