(DATA ESCURSIONE: 24/12/2025)
Lasciamo l'auto lungo la strada (97m) che porta a Ortonovo (SP 24), qua chiamata Via Figliola. La strada è stretta e a tratti vige il divieto di sosta. Consigliamo di parcheggiare prima, nei pressi del municipio, dove la strada è larga, oppure salire verso l'Annunziata. Seguiamo la strada in salita e, in alto, sulla destra scorgiamo Ortonovo con il Santuario. La strada passa tra le ultime case del borgo di Casano.
Frazione del comune sparso di Luni nella bassa valle del Parmignola. Il borgo sparso di Casano iniziò a popolarsi nel XIX secolo dopo i lavori di bonifica con la costruzione del Canale Lunense. Però era abitato già nel X secolo come testimoniato dalla Chiesa di San Martino (X secolo più volte ristrutturata con campanile del XII secolo. Tutta la zona era parte della Curtis di Iliolo, già citata nel X secolo e abitata dopo l'abbandono di Luni.
Come detto la strada è piuttosto stretta e costituisce il sentiero 365 per Castelpoggio (innesto 361-Mulino del Lucco- Castelpoggio) che seguiremo fino al Mulino. Dopo 6' sulla sinistra scorgiamo un tabernacolo con bella icona marmorea. Poco più avanti c'è il vecchio Frantoio Ingolotti, oggi casa vacanze, su cui ci sono due belle icone marmoree. Subito dopo, a 6’, siamo a un trivio (109m) presso il ponte sul torrente Parmignola. A destra la strada continua per il borgo di Ortonovo e, al ritorno, la percorreremo nel tratto finale. Di fronte a noi una stretta strada asfaltata va al Mulino del Lucco, mentre a sinistra un'altra porta al borgo dell'Annunziata (subito parcheggio). Qua transita, oltre al nostro 365, anche il sentiero 364 (Santa Maria-Noceto) che segue la strada da destra e sale, per breve tratto, la strada per l'Annunziata. Lo seguiremo, in piccola parte, scendendo.
Noi proseguiamo per la strada che è di fronte e che costeggia il Parmignola (presenti indicazioni dei sentieri) e costituisce il sentiero 365. Il Parmignola rimane a destra.
ll Parmignola nasce dal Monte Pizzacuto (826m) in territorio carrarino, poi entra nel comune di Luni. È lungo 11 km, nella parte terminale è confine tra Toscana e Liguria.
Seguiamo la stretta strada asfaltata e a 9' trascuriamo un ponte sul torrente che va a destra. Adesso saliamo un po' e, subito dopo aver superato una vecchia abitazione, siamo a un bivio di fronte a una villetta. Sulla sinistra sale un tratto ancora asfaltato con indicazioni del brevissimo sentiero 374, raccordo tra il 365 e il 373. Il nostro sentiero, invece, scende a destra. Poco dopo attraversiamo un ponte con sponde metalliche e ci portiamo sulla sinistra del torrente. Poi saliamo per tratto lastricato che ci porta a un mulino ristrutturato (Mulino del Luco o Lucco) con fuori vecchie macine in pietra, oggi il mulino è un'abitazione privata.
Il Mulino di Cadilucco o del Lucco era collocato in una posizione strategica, all'inizio del percorso da Casano per Castelpoggio. Gli abitanti di quest'ultimo borgo venivano a macinare i loro prodotti in questo opificio, nonostante che Castelpoggio appartenesse ad un'altra giurisdizione. All'esterno si trovano alcune macine in pietra.
Lo superiamo fino a tratto aperto e, subito, a 19' siamo a un bivio tra i sentieri 365 e 366 (136 m). Quest'ultimo si innesta nel 367, dopo essere passato dalle rovine del borgo fortificato di Volpiglione ed è detto anche sentiero del Volpiglione. Noi lo percorreremo interamente. Il sentiero si sviluppo nel bosco di castagni e flora mediterranea. È' segnato e per lo più sale, con qualche tratto anche ripido che può essere scivoloso dopo le piogge. All’inizio si intravedono le case alte della zona di Casano e le colline circostanti. La salita è piuttosto monotona e a 42’ c’è un breve tratto pianeggiante, ma poi riprende la salita anche ripida.
A 01h 05’ siamo a una piccola radura, poi ancora salita. Dopo 10’ altra zona con pochi alberi e un po’ di discesa. Seguono saliscendi e sulla sinistra si vedono le case di Castelpoggio. A 01h 25’ troviamo le indicazioni (445m) per i ruderi di Volpiglione, sulla destra. Ricordiamo che tutta la zona che stiamo percorrendo ha questo nome.
Il Castrum Vulpiglionis è citato nel Codice Pelavicino, quindi, esisteva già prima dell’anno 997. Il borgo era situato in buona posizione strategica su uno stretto e lungo costone di arenaria oggi nel Comune di Luni, ma non molto distante dal confine con quello di Carrara. Aveva funzione di controllo sulla viabilità locale. Non fu mai un borgo abitato, ma era importante per la lavorazione del legno. Oggi esso corrisponde alla quota 467 nelle carte topografiche della zona ed è ridotto a poche rovine delle fondamenta delle abitazioni, della pieve e del castello. Ignote sono le cause e il periodo dell’abbandono del borgo, comunque, persa la sua funzione fu abbandonato e andò in rovina. Le leggende dicono che fu assalito dai pirati saraceni.
In meno di 5’ siamo alle prime rovine (459m). Ci sono i resti di un pozzo profondo (attenzione) coperti da tronchi, una cisterna per l’acqua, le fondamenta della torre e qualche accumulo di pietre. A 01h 35’ siamo di nuovo sul sentiero e proseguiamo in direzione Castelpoggio (in realtà siamo diretti al Sentiero del Soldato). Ancora qualche tratto ripido e dopo 10’ siamo a un bivio dove andiamo verso destra. Mancano i segni, ma il sentiero è evidente.
Proseguiamo in salita, recuperiamo un segno, passiamo per il punto più alto dell’odierna escursione (565 m) e a 01h 55’ ci immettiamo, mediante un breve tratto in discesa, nel Sentiero del Soldato (557m). Esso ha numero 367 (Ortonovo-La Foce-Monte Bandita-Castelpoggio), inoltre fa parte del Cammino di Aronte.
È la via della forestale che unisce la Foce di Ortonovo con Castelpoggio. Esso passa presso il confine tra i comuni di Carrara e di Luni. Una deviazione porta a Moneta e un'altra a Sorgnano e una a Noceto, località nel Comune di Carrara. Si è pensato di farne parte del sentiero 185, se quest'ultimo fosse iniziato da Fontia.
Pochi metri e saliamo ancora un po’e siamo poco distanti dalla vetta del modesto e boscoso Monte Bandita (572 m) che rimane a destra. Poi inizia la discesa per l’ampio stradello tra la macchia mediterranea. A 02h 03' sulla sinistra (539m) c'è uno stradello (Via della Bandita) che porta Sorgnano, altro borgo di Carrara. Anche qua c'è un cartello in legno e delle indicazioni un po' nascoste dalla vegetazione.
A 02h 16’ una traccia sulla sinistra, presso una lieve curva dello stradello, porta al borgo fortificato di Moneta, sempre nel carrarese, questa traccia è usata dai ciclisti, ma è ben percorribile anche dagli escursionisti. Il problema è che non ci sono indicazioni. Continuiamo la discesa e, a 02h 22’, a destra c'è un vecchio appostamento ornitologico su un pino. Scendiamo un paio di tornanti e arriviamo all'ampio parcheggio del Ristorante da Mauro e subito dopo, a 02h 33’, siamo alla Foce di Ortonovo (341m) confine tra Toscana e Liguria. In passato era confine tra il Regno di Sardegna e il Granducato di Modena.
Alla Foce arriva il sentiero 370 (Ortonovo-Fontia). Inoltre, qua arriva il Sentiero del Pastore che si stacca dal precedente nel bosco poco dopo Fontia. Ancora, in direzione Fontia, sulla sinistra, c'è una traccia, non numerata per Moneta, ma non ci sono più indicazioni, solo terreni recintati. In realtà è un breve raccordo che si innesta su una traccia che unisce Moneta con Fontia e fa parte del Cammino di Aronte.
Scendiamo per la strada in direzione Ortonovo, essa è, per un breve tratto, sentiero 367 e 370. Superiamo un cippo commemorativo dei partigiani Gino Cervia e Giuseppe Piola, qua uccisi nel 1944 dai fascisti, poi a 02h 35' sulla sinistra (342m) sale il 370 per Ortonovo. Noi proseguiamo per il 367, cioè per la strada, con prudenza anche se il traffico è limitato. A 02h 48’ c'è una stradina asfaltata sulla destra diretta al locale cimitero e subito dopo il cartello stradale di Ortonovo. Proseguiamo e superiamo un parcheggio lungo la strada e ci dirigiamo in direzione della Torre, che lasciamo sulla destra.
A 02h 50’ siamo all’inizio di Via Roccatagliata Ceccardi (293m) presso la chiesa di San Lorenzo e San Martino. La torre campanaria, ben conservata, era la torre dell'antico castello locale (Torre del Guinigi, signore di Lucca, inizio del XV secolo).
La Chiesa di San Lorenzo fu costruita sui ruderi del Castello di Ortonovo nella prima metà del XVII secolo e consacrata nel 1651. Essa sostituì, nelle funzioni, l'omonimo oratorio del XIII secolo, situato in altro luogo. Dalla chiesa iniziano i sentieri 361, 367, 368, 370 e una traccia per il santuario. Il 368 (Sentiero dei Colombi) è diretto a Fontia e passa dal santuario. Invece il 361 (Ortonovo-Isola) scende al piano e noi lo seguiremo per un breve tratto. Esso va a sinistra attraversando il borgo antico per la via Roccatagliata Ceccardi e passando dalla casa del poeta.
Ortonovo è un borgo nel comune sparso di Luni. Si trova a 300 metri in posizione panoramica sulla costa e sulle colline circostanti. Il borgo risale all'XI secolo ed era sotto il controllo dei vescovi di Luni e in seguito passò sotto il controllo di Genova. Sicuramente il luogo era conosciuto ben prima e il toponimo deriva da hortus novus in riferimento ai terreni coltivati. Di interesse c'è poi il Santuario della Madonna del Mirteto (XVI secolo). A Ortonovo visse il poeta Ceccardo Roccatagliata Ceccardi (1871-1919) di cui rimane la casa.
Seguiamo via Roccatagliata Ceccardi, molto gradevole, con le sue icone in marmo, poi andiamo a sinistra (indicazioni), superiamo un arco e poco dopo siamo fuori dal borgo. Scendiamo per il sentiero che qua è un ampio stradello e a 03h 03' si inserisce da destra (214m) il sentiero 371 (raccordo tra 361 e 364) che adesso seguiremo. Il cartello del sentiero non c’è più, ma la traccia è evidente, anche se ultimamente è cresciuta la vegetazione. Lo stradello si sviluppa tra uliveti, per lo più abbandonati e alcuni ormai invasi da vegetazione. Il primo tratto è panoramico su Nicola, Montemarcello, la costa e la piana ampiamente antropizzata. A 04h 12' siamo sulla strada che porta a Ortonovo dove passa il sentiero 364. Scendiamo verso destra e siamo subito presso un gruppo di case denominato Noceto e poi al ponte dove chiudiamo l'anello a 03h 23’. Seguiamo il percorso dell’andata e a 03h 30’ terminiamo l’escursione.