(MS-Carrara) GABELLACCIA–CAVE PEGHINI (800m)-CASA CARDETO (1120m)–FOCE DI PORCIGLIOLA (1148m)-CASA RESPETTOLO (1081m)–CASA CARDETO–GABELLACCIA (doppio ANELLO)
ATTENZIONE!!!
Si raccomanda di consultare sempre lo stato dei sentieri poco prima di intraprendere l'escursione (Voce Menù "Sentieristica") oppure, ancor meglio, di informarsi contattando le Sezioni CAI cui spetta la manutenzione dei singoli sentieri.

Località di partenza:

Passo della Gabellaccia (895m)

Località di arrivo:

Passo della Gabellaccia (895m)

Dislivello mt.:

348m

Tempo totale:

06h

Difficoltà

E

Punti di appoggio:

Nessuno (se necessario Ristorante Belvedere di Campocecina e Rifugio Carrara con deviazione)

Rifornimento acqua:

non certo

Tratti ferrata:

No

Sequenza sentieri:

184 – 183 – 40 – 40/171 – 40 – 40/185 – 185

Tipologia percorso:

ND

Immagini del percorso (10)
Disclaimer
Descrizione itinerario
DATA ESCURSIONE: 03/07/2011



Qui un approfondimento sulla Gabellaccia.

Arrivati alla Gabellaccia lasciamo l’auto lungo la strada in uno slargo poco distante.
In meno di 2’ siamo all’inizio del sentiero proprio di fronte alla Dogana della Gabellaccia.
A destra sale il sentiero 185 sul quale si innesterà il sentiero 40.
Il nostro 184 invece inizia come stradello verso sinistra, non sarebbe male mettere un’indicazione iniziale anche se poi il sentiero è sempre ben segnato.
Lo stradello, ampio e gradevole, scende costantemente nel bosco anche se abbastanza lievemente. L’abbondante vegetazione impedisce qualsiasi visuale sul circostante panorama.
A 13’ sulla sinistra c’è una casetta presso una modesta rupe usata come palestra di roccia.
Continuiamo a scendere e troviamo un tratto un po’ umido con un rivolo d’acqua che scende da destra. A 35’ una Madonnina di marmo ricorda l’amico Maurizio Colonnata.
Poco dopo c’è una salita a destra, che trascuriamo, continuando a sinistra e a 39’, sulla destra, incrociamo i ruderi di un edificio usato per le miniere di manganese che incroceremo sul sentiero 40, infatti il materiale scendeva per teleferica ed era trasportato mediante lo stradello che oggi costituisce il sentiero 184.
Subito dopo il sentiero inizia a salire.
A 44’ siamo nella zona delle vecchie Cave Peghini ed è presente un castagno centenario.
Ci sono vecchi scavi, blocchi abbandonati e un paio di edifici di servizio delle cave con i resti di vecchi motori.
Le cave si sviluppavano tutto intorno ed è possibile, andando a destra, dare un’occhiata.
Il sentiero continua verso sinistra e a 54’ diventa vero sentiero e inizia a salire ripidamente nel bosco con qualche tornantino e poi si addolcisce.
A 01h 04’ troviamo ruderi sulla destra mentre sulla sinistra c’è la zona della Rocca di Tenerano che si intravede tra gli alberi.
A 01h 24’ invece c’è un piccolo spiazzo che ci permette di vedere bene il monte stesso sulla destra, in alto, ancora ruderi.
A 01h 30’ un po’ di discesa, la zona è umida e il fondo del bosco è completamente erboso.
10’ più avanti qualche metro di sentiero umido e scivoloso deve essere percorso con attenzione.
A 01h 41’ siamo presso una costruzione di servizio delle cave con macchinari elettrici, il sentiero continua a sinistra e per qualche metro c’è un tratto umido per la discesa di acqua dall’alto.
Poco dopo il sentiero riprende a salire anche con qualche breve tratto ripido.
A 02h 05’ passiamo attraverso un tratto di felci e poco dopo incontriamo altri ruderi e il sentiero risale per balze erbose fino ad arrivare a 02h 11’ presso una radura alla base della Rocca di Tenerano.
È presente un palo con indicazione del sentiero e di fronte, a venti metri, la croce di legno da cui inizia la facile e rapida salita per la Rocca (1206 m).
Noi continuiamo verso destra per uno stradello nel bosco con fondo argilloso.
Questo tratto è comune ai sentieri 40, 171 e 184 e in pochi minuti troviamo che il 40 e il 171 scendono anche a sinistra.
Infatti la zona è molto incisa da sentieri e esistono vie alternative segnate con gli stessi numeri, ma non c’è possibilità di perdersi.
Continuiamo a salire e a 02h 20’ siamo a Casa Cardeto, ristrutturata di recente, situata presso un gigantesco faggio.
Facciamo una breve sosta per bere e continuiamo a destra per trovare dopo poche decine di metri un bivio: il 184 scende a destra mentre gli altri due continuano verso destra.
Il sentiero è stato ben segnato di recente e possiamo seguirlo agevolmente, sono presenti anche alcuni vecchi segni gialli.
Esso sale lievemente in un bosco giovane e abbastanza fitto verso la Torre di Monzone.
Poi devia verso sinistra costeggiando il monte e a 02h 36’ siamo alla Foce di Porcigliola da cui partono tracce di sentiero verso sinistra per la vetta.
Noi invece scendiamo a destra per poi spostarci subito sulla sinistra seguendo i segni molto evidenti.
La discesa è lieve all’inizio e poi si fa un po’ più decisa, in avanti il sentiero diventa una mulattiera piuttosto degradata.
A 03h 01’ abbiamo ruderi sulla destra e, subito dopo, a 03h 03’ siamo sul sentiero 183 dove termina il 184.
La zona è detta Casa Respettolo. Il sentiero 183 dal Rifugio Carrara si raccorda con il 40 per Monzone Alto e faceva parte delle vie di comunicazione tra Monzone e Campocecina e le cave della zona.
A destra si va appunto verso il rifugio, noi invece prendiamo a sinistra in discesa.
Il sentiero 183 gira intorno alla Torre di Monzone per innestarsi con il 40 e con il 171 a chiudere un piccolo anello della Torre stessa.
Scendendo abbiamo sulla destra la zona di Vinca e di Monzone e a tratti vediamo questi borghi tra gli alberi e il massiccio del Pizzo d’Uccello.
Il sentiero diventa ampio e ameno e a 03h 19’ scorgiamo in basso a destra un gruppo di case restaurate cui si perviene con una deviazione a destra qualche minuto più avanti.
A 03h 27’ troviamo un bivio: una traccia scende verso destra, mentre invece il nostro sentiero sale a sinistra.
Pochi minuti dopo incrociamo un tubo dell’acqua con rubinetto, subito dopo siamo a una sella da cui scendiamo cambiando versante e vediamo alcuni ruderi e qualche casa ristrutturata.
A 03h 35’ il sentiero si immette in uno stradello principale molto ampio che proviene da Monzone Alto sul quale ci sono diverse case ristrutturate.
Il percorso è molto ameno costeggiato da lamponi e da fragole di bosco.
Dopo 10’ siamo presso una cisterna per l’acqua e il sentiero si sposta a sinistra lasciando lo stradello principale e costeggia un tubo per l’acqua.
A 03h 50’ torniamo sullo stradello con chiare indicazioni del sentiero 40 in basso a destra.
A 03h 52’ siamo presso una radura con una recinzione attorno a una cisterna per l‘acqua, qua troviamo un cartello del Parco con indicazioni di un itinerario didattico: Alpe di Monzone-Monzone Alto che comprende parte del sentiero 171 e il sentiero 194 (ex 40B).
La zona è dominata dalla Rocca di Monzone, seguiamo in salita verso destra e in 5’ siamo al bivio per il Cardeto (non ben indicato): il 40/171 per questa località prosegue a sinistra, invece il 171 per la Maestà della Villa prosegue a destra.
Saliamo verso sinistra seguendo i segni con qualche tratto abbastanza ripido e a 04h 13’ chiudiamo il piccolo anello, infatti siamo presso la radura dove il 184 si immette nel nostro sentiero.
A 04h 16’ siamo nuovamente a Casa Cardeto dove ci fermiamo per rifocillarci fino a 04h 36’.
Poi riprendiamo il cammino salendo per il 40/171 fino a un primo bivio dopo 4’: a sinistra si stacca il sentiero 174 per la Foce dei Pozzi, noi invece prendiamo a destra seguendo il 40/171.
Ancora un minuto e troviamo un altro bivio: il 171 sale a sinistra per Acquasparta mentre il 40, che seguiamo, si dirige a destra in lieve discesa.
Poi sale lievemente, arriva a un rudere a 04h 44’ dove prendiamo verso sinistra.
A 04h 49’ troviamo una breve corda metallica utile in caso di ghiaccio e poi scendiamo verso la zona delle miniere di manganese.
Dopo 5’ siamo all’ingresso di una miniera sulla sinistra, poi saliamo e a 04h 59’ troviamo una piccola sorgente e subito dopo gli edifici di servizio delle miniere.
Seguono saliscendi e a 05h 09’ il sentiero sale verso una sella aperta per poi scendere e rientrare nel bosco.
In pochi minuti però usciamo dal bosco e il panorama si apre sul mare in particolare Marina di Carrara col suo porto e il Golfo della Spezia.
Rientriamo nel bosco e scendiamo e a 05h 29’ siamo presso un altro edificio della miniera che si trova a destra e subito dopo il sentiero si innesta nel 185 che proviene da Campocecina.
Costeggiamo una pinetina e vediamo in alto il Cippo della Resistenza che recentemente è stato riscoperto e facciamo un salto a vederlo da vicino.
Poi riprendiamo il cammino, a 05h 42’ lasciamo il sentiero 40 a sinistra e continuiamo sul 185 che scende ameno.
A 05h 54’ attraversiamo un arco naturale di roccia e in 5’ siamo sulla strada alla Gabellaccia e subito dopo all’auto (06h 00’).
Viste su mappa: Come arrivare e Itinerario
Da Carrara si segue la strada per Gragnana, Castelpoggio e Fosdinovo. Molto prima di quest’ultimo paese, si prende la deviazione a destra per Campocecina (9,5km) che si segue per altri 5 km fino alla Gabellaccia. Essa è ben riconoscibile per la presenza di ruderi sulla destra e per il cartello indicatore (Loc. Dogana Della Tecchia – Gabellaccia).
Note
Questo percorso si svolge essenzialmente nei boschi, è fresco e adatto al periodo caldo.
Considerando i saliscendi il dislivello è maggiore.
Lo svantaggio principale è la mancanza di panorami, infatti ben poco si intravede tra gli alberi.
Le cave e le miniere ci permettono di fare un po’ di archeologia industriale.
I tratti descritti possono essere percorsi anche in parte, iniziando da luoghi diversi e innestandoci su altri sentieri della zona. Quindi può essere considerato un itinerario esplorativo.