(MS-Massa) RESCETO-FINESTRA VANDELLI (1442m) - RIFUGIO CONTI-PASSO TAMBURA(1620m)-MONTE TAMBURA(1895m) (Via Vandelli) [§]
ATTENZIONE!!!
Si raccomanda di consultare sempre lo stato dei sentieri poco prima di intraprendere l'escursione (Voce Menù "Sentieristica") oppure, ancor meglio, di informarsi contattando le Sezioni CAI cui spetta la manutenzione dei singoli sentieri.

Località di partenza:

RESCETO (m.485)

Località di arrivo:

MONTE TAMBURA (m.1895)

Dislivello mt.:

1410

Tempo totale:

8h

Difficoltà

E

Punti di appoggio:

Rif. Nello Conti

Rifornimento acqua:

c/o Rif. Nello Conti

Tratti ferrata:

No

Sequenza sentieri:

35 (via Vandelli)-148

Tipologia percorso:

ND

Immagini del percorso (42)
Disclaimer
Descrizione itinerario
DATA ESCURSIONE: 14/10/2007)





Qui un approfondimento sul Monte Tambura
Qui un approfondimento sulla Via Vandelli.


La partenza avviene dalla piazzetta in fondo al paese con il monumento all’alpino ed una fontana che, in estate, è spesso a secco.
Saliamo la strada ancora asfaltata sulla sinistra, subito molto ripida, superiamo l’ultima casa del paese e poi una maestà dedicata a S. Giovanni Battista sulla destra.
Dopo un centinaio di metri il sentiero diventa sterrato e presso la vicina curva, alla base di un ripido canalone con muretti di cemento armato per imbrigliare la forza delle acque, c’è un segno che indica l’inizio della via Vandelli, con l’indicazione 6 km al passo della Tambura.
Qua inizia praticamente la Via Vandelli. Superiamo un piccolo castagneto e subito dopo (10’) siamo allo Zucco di Zanghin (564m), molto panoramico sulla via Vandelli che vediamo inerpicarsi sulla destra e sulla lizza Magnani (sentiero 166) che sale le pendici del monte Cavallo.
A 18’ si stacca sulla sinistra il sentiero 170 per la Foce delle Vettoline e a 24’ siamo a Ca’ del Fondo (627m) nei pressi della quale arrivano antiche vie di lizza.
Da questo punto la massicciata della via comincia ad essere ben curata per recenti interventi di restauro. Saliamo ripidamente per i primi tornanti e a 34’ troviamo, sulla sinistra, le indicazioni per i sentieri 166 e 166bis (che diventerà 156 con la nuova numerazione) che seguono antiche vie di lizza.
A 40’ siamo al Ponte di Ferro sul Canale Pianone (705m) ed inizia la vera e propria via a tornanti. Il panorama progressivamente si apre sul monte Castagnolo, sul Sagro e sulla costa, con le isole, e sulle pendici del monte Cavallo, solcate dalle impressionanti vie di lizza che abbiamo citato in precedenza.
A quota 788 c’è un cartiglio marmoreo che ricorda la località "Le Teste", dove venivano appese le teste dei malfattori decapitati.
Poco dopo c’è l’indicazione dei primi 2 km e poi, a quota 880 metri, c’è la località "I Marmoletti", così chiamata per la presenza di alcuni blocchi di marmo di una cava vicina.
Il panorama diventa interessante anche sulla zona della coda del Cavallo con il rifugio Aronte. Salendo si trovano adesso alcune zone in cui i carpini danno ombra.
Troviamo poi l'indicazionene dei 3 km, su un bel cippo di marmo, ad una curva molto stretta e, subito dopo l’indicazione dei 3,5 km, arriviamo alla Maestà Chiappe, a circa 1100 metri, fatta restaurare nel 1996 da Carlo e dalla moglie Rosetta per i loro 50 anni di matrimonio e dotata di bella terracotta di S. Bernardo di Mentone, protettore degli alpinisti.
Da qua si gode di bella vista sul passo della Focolaccia e si intravede il bivacco Aronte, subito sopra c’è la piazzola per gli elicotteri.
Continuiamo e a 1145 metri il toponimo "Il Casone" fa pensare alla presenza, in passato, di un edificio di sosta per i viaggiatori del quale non è rimasta traccia.
Segue poi, su una roccia, l’indicazione dei 4 km e la vista si apre sui versanti della Tambura e sulla parte alta della Vandelli. Arriviamo poi alla Lama del Venaro (1230m) dove la strada si fa più impervia.
Inevitabilmente i pensieri di chi percorre questo itinerario conoscendone la storia, va ai mercanti, agli armigeri ed ai briganti che un tempo lo frequentarono, e questo innesta quel pizzico di fascino che contribuisce ad alleviare caldo e fatica.
Superiamo un obelisco grigio e arriviamo al bivio per la vicina miniera tramite il sentiero 163 che va ad immettersi molto più avanti nel 166.
Da qua per ripidi tornanti il sentiero, superata l’indicazione dei 5 km, arriva fino alla deviazione, a destra, per la finestra Vandelli (1442m) e per il vicino rifugio dei Campaniletti.
Il nome della località (Campaniletti) è dovuta ai singolari pinnacoli pietrosi che la caratterizzano, simili a piccoli campanili.
Saliamo quindi alla Finestra Vandelli (1442m), molto panoramica sulla zona del Sagro e Grondilice da una parte, e sulla Cresta del Sella e le cave Gruzze dall’altra. Essa è una spianata per la sosta delle carrozze costruita contestualmente alla strada, da qui in pochi minuti siamo al rifugio Nello Conti ai Campaniletti, dove sostiamo per rifornirci di acqua e riposarci.

Torniamo ora indietro a recuperare di nuovo la via Vandelli e la seguiamo a destra, diretti verso il Passo della Tambura. Qui si presenta estremamente degradata, infatti passa per le Tecchiacce (1510m), dove qualche anno fa c’è stato un distacco di rocce e per il Funtanin (circa 1600m) che è una fonte pericolosa in inverno perchè vi si forma il ghiaccio.
Superiamo il segno dei 6 km e arriviamo così al passo della Tambura (1620m), allargato con esplosivo durante la costruzione della vecchia strada.
Qua è presente un’immagine marmorea della Madonna datata 2003.
Da questo punto inizia il tratto garfagnino della Vandelli, in discesa, subito sotto ci sono gli Acquifreddi (1562m), un pianoro con una fonte perenne.
Un sentiero, numero 165, prosegue a destra verso il monte Focoletta, le cave Gruzze e la cresta di Sella (quest’ultimo è percorso per rocciatori).
Invece a sinistra c’è il sentiero 148 che iniziamo a salire, per la vetta della Tambura, seguendo i segni blu e bianco-rossi. Il primo tratto del sentiero è molto comodo, poi si sale per sfasciumi.
Giungiamo così ad una selletta, da cui saliamo ancora abbastanza ripidamente, fino ad una seconda dalla quale, con un’ultimo sforzo, arriviamo alla vetta.
La vetta è un pianoro abbastanza ampio molto panoramico sulla Roccandagia, il Cavallo, il Pisanino, oltre che sulle Apuane meridionali.
Il ritorno, a ritroso per la stessa via dell’andata.
Viste su mappa: Come arrivare e Itinerario
da Sud:
raggiungere il centro di Massa e proseguire in direzione Carrara. Prima di raggiungere il fiume Frigido, si troverà, a destra la deviazione per Forno e Resceto.
La strada costeggia la sinistra orografica del Frigido: non resta che seguire le indicazioni per Resceto, dove bisogna lasciare la vettura nella piazza in fondo al paese.

Da Ovest:
Seguire la via Aurelia in direzione Massa. Prima di raggiungerne il centro, appena oltrepassato il ponte sul fiume Frigido, deviare a sinistra seguendo le indicazioni per Forno e Resceto.
Raggiunta Resceto bisogna lasciare la vettura nella piazza in fondo al paese.
Note
A Resceto, durante il periodo estivo, generalmente a Luglio, si tiene annualmente la rievocazione storica della “lizzatura”. Sarà possibile vedere come i cavatori facevano scivolare i blocchi di marmo, molto spesso a rischio della propria vita.
La Via Vandelli è molto assolata: soprattutto nella stagione calda si consiglia di partire forniti di adeguate scorte d'acqua.