(LU-Stazzema) CARDOSO – ORZALE (348m) - CHIESA DI SAN LEONARDO (520m) - CARDOSO (ANELLO)
Loc. di partenza: Cardoso (265 mt)
Loc. di arrivo: Cardoso (265 mt)
Dislivello mt.: 255
Tempo totale: 2h 05'
Difficoltà: E
Punti d'appoggio: Cardoso
Rifornimento acqua: Cardoso, Orzale
Tratti di ferrata: No
Sequenza sentieri: 7, non numerato, strada
DATA ESCURSIONE: 29/04/2012



Il sentiero 7 inizia presso la chiesa di Cardoso ed è ben segnato.
Noi lasciamo l’auto lungo la strada principale e in 2’ siamo alla chiesa.
Superato l’arco il sentiero si presenta inizialmente come ripido cementato che subito diventa mulattiera.
Il panorama si apre sul Monte Procinto e sul Monte Nona, a 9’ sulla destra ci sono delle case e poi subito dei ruderi con tetto risistemato che bisogna superare, lasciandoli a sinistra.
Salendo qualche altro metro a destra si recupererebbe la strada asfaltata, cosa che noi evitiamo.
Il sentiero diventa un ampio stradello nel bosco e a 17’ il panorama si apre sul vicino paese di Pruno e su alcune cave di pietra locale.
A 19’ siamo presso una casa posta in posizione panoramica su Nona e Procinto cui segue un tratto di sentiero molto ameno che ci porta a 26’ a un gruppo di case (Orzale 348m), dove arriva la strada asfaltata.
Dal borgo si gode di ottima vista sul Monte Forato. Qua inizia un sentiero didattico diretto a Pruno, detto Sentiero della Castagna.
Invece il nostro sentiero curva decisamente a destra.
All’inizio del paese c’è una fontana e lungo il sentiero sono anche presenti le indicazioni per il santuario di San Leonardo al quale siamo diretti.
Il sentiero è un ampio stradello panoramico sui monti circostanti, dalla Pania della Croce fino al Matanna.
A 38’ siamo a un bivio presso un gruppo di ruderi: con segni bianco-rossi e segni verdi, il sentiero 7 prosegue in salita verso sinistra diretto a Collemezzana e al Rifugio Rossi.
Noi invece seguiamo le indicazioni per il Santuario, verso destra e subito dopo a sinistra.
Segue qualche tratto di decisa discesa fino a un piccolo guado a 43’, poi il sentiero riprende a salire e si porta a 47’ presso strutture di contenimento e di captazione delle acque, presso il Canale della Capriola che superiamo mediante un ponte di legno.
Lo attraversiamo e ci troviamo sopra una conduttura dell’acqua, coperta da lastre di cemento, che dobbiamo seguire in leggera salita.
Il percorso descrive una U e arriva, a 54’, a un guado (Fosso Cogna) di una certa consistenza presso un’altra struttura di cemento per il contenimento delle acque.
Dopo pochi minuti superiamo un altro piccolo corso d’acqua (Rio Capitato), presso il quale sono alcuni ruderi.
Continuiamo in falsopiano e di fronte a noi si apre anche un’interessante vista sulla Pania della Croce che ci appare piuttosto schiacciata per la posizione.
A 01h 09’ siamo presso una vasca di cemento per il contenimento delle acque e dopo un paio di minuti siamo a un bivio segnalato: a destra in salita si va al Santuario, mentre scendendo si torna a Cardoso.
Saliamo nel bosco e arriviamo presso una teleferica che serve un’abitazione che si trova a sinistra.
Continuiamo a salire abbastanza ripidamente seguendo dei tornantini ben curati e a 01h 20’ siamo presso alcuni ruderi, posti sulla destra del sentiero, con una abitazione in buon stato, ma completamente all’ombra.
Continuiamo in salita, a sinistra, e in un paio di minuti siamo al santuario.
Esso si trova alla base della Penna Rossa ed è proprietà della comunità di Cardoso, vi è venerata la Madonna di San Leonardo che, in passato, era festeggiata il martedì successivo la Pentecoste, mentre attualmente si festeggia la domenica di Pentecoste o quella successiva.
La chiesetta è in buona posizione panoramica rispetto al gruppo Nona, Procinto, Matanna da una parte e alla Pania della Croce dall’altra.
In zona è presente anche un platano e acqua potabile.
Esploriamo un po’ la zona, da cui è possibile anche vedere Pruno, dominato dal Monte Alto e a 01h 40’ torniamo indietro.
A 01h 48’ siamo nuovamente al bivio che seguiamo adesso in discesa.
Troviamo subito l’inizio della teleferica citata in precedenza e poi c’è un bivio che a sinistra porta a una cava abbandonata di ardesia (cava Casalina) che è nel degrado più completo.
Di rilievo è sottolineare il fatto che la zona di Cardoso è rinomata per la pietra omonima che deriva dal metamorfismo di arenarie di origine granitica mentre l’ardesia deriva dal metamorfismo di arenarie calcareo-argillose.
Scendiamo per uno stradello e a 01h 53’ siamo presso una cascata artificiale che imbriglia l’abbondante acqua che scende dai monti.
Qua arriva la strada asfaltata da Cardoso ed è possibile anche parcheggiare, inoltre da parte opposta sale il sentiero 12 diretto al Monte Forato.
Scendiamo per la strada e a 02 h siamo presso una casetta-captazione di acqua dove inizia il sentiero 8 per la Fonte di Moscoso e la Foce delle Porchette.
Noi scendiamo ancora a raggiungere la strada principale di Cardoso a 02h 05’.
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