DATA ESCURSIONE: 22/07/2012
Superato Azzano troviamo le indicazioni per la marmifera delle cave, tra le quali quella della Tacca Bianca.
Saliamo qualche centinaio di metri, prima per strada asfaltata e subito dopo su sterrato e ci fermiamo al primo spiazzo da cui iniziamo l’escursione (più avanti ce ne sono altri due). ,Il percorso che seguiamo è un’ampia via marmifera e davanti a noi abbiamo, sulla sinistra, la cresta che dal Monte Folgorito arriva al Monte Carchio e da qua al Monte Focoraccia e al Passo omonimo (conosciuto impropriamente come Passo del Pitone).
La visuale si apre poi, progressivamente, sulla cresta che segue fino al passo della Greppia e degli Uncini e poi al Monte Altissimo.
In basso c’è l’alta valle boscosa del fiume Serra.
A 13’ siamo al Palazzo dell’Altissimo (ex casa Henraux), in località Mortigliani, a 521 metri di quota.
Saliamo più ripidamente e a 23’ arriviamo a una sbarra, il panorama si apre sull’Altissimo inciso dalle vie di cava e dilaniato da cave e da ravaneti.
Subito sulla destra c’è una vecchia cabina per l’elettricità e a 27’ arriviamo alla località La Polla, dove, sulla destra, troviamo la cappella della Tacca Bianca (515m), contenente la Madonna originariamente collocata alla Tacca Bianca nel 1946.
Qua c’è un bivio: a destra sale la marmifera per la Cava Mossa (o Michelangelo) e le altre cave dell’Altissimo, invece a sinistra scende un altro ramo della marmifera che noi seguiamo.
È presente l’indicazione “Sentiero dei cavatori” con ben evidenti segni rossi.
Il sentiero arrivava alla cresta sud-ovest del monte, oggi raggiunta dalla marmifera per la cava Mossa, superata la cava stessa, detta marmifera, poi prosegue per le cave più alte. Prendiamo a sinistra sempre per ampia marmifera e a 32’ siamo presso il ravaneto che scende dalla cava Mossa, scendiamo a sinistra con un minimo di attenzione e troviamo la Polla: cioè un getto di acqua che scorga dalla roccia che viene considerato la sorgente del Serra.
Risaliamo sul ravaneto e in breve ci ritroviamo sulla marmifera, la seguiamo brevemente e a 39’ lasciamo la traccia a sinistra (sentiero Fanfani), per seguire quella che sembra una vecchia via di lizza, a destra, e subito dopo la lasciamo per seguire, sempre a destra, il sentiero dei cavatori ben segnato e in buona parte scalinato.
Questo sentiero è molto ripido e faticoso con tratti all’ombra di boschetti e tratti aperti che seguono ravaneti o sfasciumi, ma è sempre molto ben segnato e, a tratti, è scalinato.
A 52’ siamo su un tratto che spazia sulla cappella e il percorso fatto in precedenza.
C’è un po’ di esposizione e vecchie protezioni, a sinistra, costituite da paletti metallici con vecchio filo metallico.
A 01h 02’ costeggiamo un canalone di sfasciumi, mantenendoci sulla sua destra, per un tratto erboso molto ripido.
A tratti scorgiamo sulla destra il Picco di Falcovaia, ormai distrutto dalle cave delle Cervaiole.
A 01h 12’ ci spostiamo sulla sinistra, passando per un canalino formato dalle acque e prendiamo a salire per gli sfasciumi fino a 01h 20’, quando ci spostiamo ancora a destra, in un tratto alberato.
Il percorso è ben evidente ed è frutto del duro lavoro dei cavatori del passato che lo hanno costruito accumulando pietre a formare la massicciata.
A 01h 40’ ci spostiamo a sinistra, per un breve tratto su sfasciumi che ci porta a un punto panoramico sulla zona della Focoraccia.
Proseguiamo pochi metri a destra e poi saliamo, a sinistra, l’ultimo tratto ripido che ci porta sulla sede della marmifera principale (932m) a 01h 47’, dove troviamo le indicazioni del sentiero dei cavatori che prosegue in leggera discesa per risalire poi per una ben evidente via di lizza, dietro di noi.
La marmifera prosegue ampia in salita scavalcando diverse volte la cresta sud-ovest del monte Altissimo che scende dal Passo del Vaso Tondo e separa la zona della Tacca Bianca da quella dei Colonnoni. Il panorama si apre proprio su quest’ultima zona, sul mare, su Azzano e il suo Cavallino.
A 02h 04’ a una curva, presso un masso di marmo, scorgiamo sulla destra un ardito sentiero aereo che porta a un rudere più in alto, una delle tante vie aperte dall’uomo in questo ambiente selvaggio che sono estremamente difficili a percorrersi.
A 02h 13’ troviamo un bivio (1031m), a quota 1028 metri, che a destra porta in rapida salita alla cava Macchietta e, prima, con ripida deviazione, anche a quella dei Colonnoni (lo faremo al ritorno), invece a sinistra la marmifera prosegue nell’anfiteatro occidentale per risalire fino sotto la verticale della vetta: esso porta, o meglio portava, alla Cava dei Colonnoni.
La marmifera è ancora ampia, ma più sconnessa e, a tratti, seguiamo la traccia come un sentiero.
All’inizio fiancheggiamo l’ampio ravaneto che scende dalla zona dei Colonnoni , poi, dopo diversi tornanti e qualche tratto più degradato da fare con la dovuta attenzione, a 02h 39’ siamo a un primo bivio (1116m), a quota di circa 1115 metri.
Siamo più o meno nel vertice di un angolo retto formato con il Passo della Greppia e quello degli Uncini.
Proprio al Passo della Greppia scende il sentiero segnato di rosso, sulla sinistra, il cui primo tratto appare piuttosto difficile e sconnesso.
Invece a destra ci sono le indicazioni per il Passo degli Uncini, il sentiero per il quale si stacca poco più avanti.
Adesso la marmifera sale bruscamente a destra invertendo la sua direzione.
Dopo pochi metri, a 02h 44’, troviamo, sulla sinistra, la deviazione per il passo degli Uncini: il primissimo tratto è attrezzato con corda.
Continuiamo a percorrere la marmifera che è abbastanza ampia e piuttosto aerea con bella vista sulla parete sud dell’Altissimo, sulla zona della vetta, sulle cave dei Colonnoni e, sulla destra, quelle delle Cervaiole al Picco di Falcovaia.
Il percorso non è difficile anche se in qualche breve tratto c’è un po’ di degrado.
A 03h superiamo una breve galleria di circa una ventina di metri e proseguiamo ancora qualche decina di metri fino alla lapide di un caduto a quota 1190 m.
Qua decidiamo di tornare indietro a 03h 05’: infatti il percorso si fa più complicato, molto ripido e molto aereo ed esposto, esso continua per le cave dei Colonnoni con traccia che scorgiamo incisa sul ripido versante del monte (più avanti una corda metallica aiuta la progressione in un tratto verticale).
A 03h 27’ siamo nuovamente al bivio per il Passo degli Uncini (1130m) e subito dopo a quello per il Passo della Greppia. Poco prima del bivio per la cava Macchietta, a 03h 48’, ci fermiamo all’ombra per rifocillarci per un quarto d’ora fino a 04h 02’ e poi riprendiamo il cammino e a 04h 05’ siamo al bivio per la cava Macchietta che prendiamo, in salita, a sinistra.
Dopo 5’ sulla sinistra scorgiamo un cavo metallico e una corda che aiutano a salire per la via di lizza diretta alla cava dei Colonnoni.
Noi continuiamo la salita fino ad arrivare al piazzale della cava Macchietta a circa 1180 metri a 04h 19’.
Il luogo è molto panoramico sulla sottostante cava Mossa, sul Picco di Falcovaia che si trova proprio di fronte e sulle sovrastanti cava Fitta e Tacca Bianca, oltre che sulla costa. Tutte queste cave si sviluppano estremamente suggestive nelle viscere della montagna, testimoni di un passato di incredibile fatica e sofferenza dei cavatori.
Dal piazzale una ripida scaletta metallica supera un taglio di cava e porta verso la cava Fitta e la Tacca Bianca, alla quale arrivava un percorso (i Tavoloni) dalla cava dei Colonnoni.
Essi erano passerelle di legno con ringhiera, sospese nel vuoto, appoggiate su supporti metallici, infissi alla parete verticale che è possibile scorgere dal piazzale di cava.
Inoltre al piazzale arriva anche il sentiero dei cavatori che abbiamo percorso nella sua prima parte questa mattina.
Ricordiamo inoltre che dalla cava della Tacca Bianca parte un sentiero arditissimo, scavato nella montagna che porta al passo del Vaso Tondo, molto stretto ed esposto.
Dopo aver esplorato la cava che entra nelle viscere della montagna torniamo indietro a 04h 34’ e a 04h 48’ siamo per la terza volta al bivio che prendiamo, adesso in discesa, verso sinistra.
A 04h 55’ chiudiamo, siamo all’imbocco del sentiero dei cavatori verso destra, e pochi minuti dopo (04h 59’) siamo alla deviazione verso sinistra (928m) dello stesso sentiero per evidente via di lizza (è riportata l’indicazione sentiero dei cavatori seconda parte per esperti).
Scendiamo ancora e a 05h 19’ siamo al piazzale della cava Mossa, ormai abbandonata, posta a circa 851 metri, essa è conosciuta anche come cava Michelangelo, dal nome della società che l’ha lavorata.
Il luogo è molto panoramico e impressionante per quello che i lavoratori sono riusciti a fare, il ravaneto della cava scende verso la Polla e in alto è possibile vedere la zona delle cave della Tacca Bianca.
Scendiamo alcuni ripidi tornanti e arriviamo presso alcuni poteaux usati per tagliare il marmo e subito dopo (05h 39’) percorriamo un tratto in cui la marmifera è scavata nella roccia con un caratteristico tetto roccioso.
Ancora 5’ e passiamo presso un ravaneto, sulla sinistra, che scende dalla sovrastanti cave di Falcovaia.
Continuiamo la discesa per ripidi tornanti piuttosto degradati per l’azione delle acque e a 06h 18’ siamo alla Cappella della Tacca Bianca e a 06h 39’ siamo all’auto.