(LU-Stazzema) LEVIGLIANI–VIA DI LIZZA DEI TAVOLINI-COLLE RONDINAIO (1327m)-MARMIFERA (1400m)-PASSO DI CROCE (1149m)-LEVIGLIANI (ANELLO)
ATTENZIONE!!!
Si raccomanda di consultare sempre lo stato dei sentieri poco prima di intraprendere l'escursione (Voce Menù "Sentieristica") oppure, ancor meglio, di informarsi contattando le Sezioni CAI cui spetta la manutenzione dei singoli sentieri.

Località di partenza:

LEVIGLIANI (582 mt)

Località di arrivo:

LEVIGLIANI (582 mt)

Dislivello mt.:

820

Tempo totale:

7h

Difficoltà

EE

Punti di appoggio:

Levigliani

Rifornimento acqua:

Levigliani, inizio sentiero NN

Tratti ferrata:

No

Sequenza sentieri:

strada◆sentiero NN◆lizza dei Tavolini◆marmifera◆strada

Tipologia percorso:

ND

Immagini del percorso (35)
Disclaimer
Descrizione itinerario
DATA ESCURSIONE: 16/06/2013



Questo itinerario prevede il transito per alcuni tratti di I grado, è da evitarsi con il maltempo e con il ghiaccio. È necessario il giusto allenamento. Probabilmente persone più giovani lo percorreranno con tempi inferiori, ma soste per fotografare e ammirare il panorama sono d'obbligo.

La partenza è dalla piazzetta di Levigliani dove è facile trovare parcheggio, saliamo una cinquantina di metri (tratto a comune col sentiero 119 per le Voltoline) e prendiamo subito a sinistra, seguendo una strada asfaltata che passando per Le Piane si innesta con la strada per il Passo di Croce (che seguiremo completamente al ritorno). Lungo il primo tratto ci sono le case alte di Levigliani, si gode di buon panorama di questo paese e della zona del Passo dell'Alpino e della cava dell'Ussaccio con il suo ravaneto deturpante.
In 8' lasciamo le ultime case del borgo e arriviamo a 13' a una deviazione verso destra, per tratto cementato, con maestà un po' più sopra, essa è diretta a zone coltivate.
Continuiamo a salire e superiamo una casa isolata con numero civico 408, dopo la quale c'è un tornante e alla curva del successivo tornante troviamo, a 18', uno stradello, con vicino una panchina sulla strada e una buca delle lettere per il Rifugio del Freo.
Abbandoniamo la strada per questo stradello (percorribile anche con auto), ameno, piuttosto ampio e inizialmente in falsopiano e subito troviamo una fontana funzionante.
Lo stradello e poi il sentiero si sviluppano in un castagneto, purtroppo devastato dalla malattia causata dalla vespa cinese.
A 23' arriviamo presso una casa (Ranch Olocco) che ha nel giardino un bel cavallo di marmo e sulla destra del sentiero c'è un ricovero con un cavallo.
Subito dopo ci sono altre case con indicazione: La Ceragia, intravediamo di fronte a noi le propaggini del Corchia (in particolare la zona dove arriveremo) e sulla destra la zona del monte Alto e del Matanna.
Il sentiero è costeggiato sulla sinistra da spianate coltivate a orto. A 27' ci sono altre case (la Baita) e lo stradello inizia a salire deciso e dopo qualche minuto troviamo un primo traliccio e, sulla destra, sentiamo scorrere l'acqua per un canale tributario del Canal del Rio.
Da un po' abbiamo notato delle frecce blu che indicano il percorso di una corsa podistica.
A 34' troviamo una sorta di fattoria (località Morlo) e superata questa arriviamo a un casa solitaria (37'), dove lo stradello finisce. Qui inizia una ripida mulattiera, a destra, delimitata da due muri a secco.
Sono ancora ben evidenti le frecce blu, a 48' troviamo dei ruderi e a 52' siamo a un bivio: a sinistra in lieve discesa continua un sentiero con i segni blu mentre a destra sale la nostra mulattiera con dei segni rossi che ci saranno molto utili per proseguire in maniera corretta.
A 58' siamo presso un traliccio dove dobbiamo salire a sinistra, sempre per mulattiera, delimitata da muri a secco e subito, sulla sinistra, c'è un rudere.
Quindi va evitata la traccia che continua diritto.
A 01h 11' la traccia si fa più stretta, continuano ad esserci i segni e ogni tanto c'è anche un tubo dell'acqua.
Subito dopo bisogna evitare di andare direttamente al canale, invece bisogna proseguire a sinistra, per voltoline nel bosco (c'è subito un rudere).
Inizialmente costeggiamo il canale stesso e poi, a 01h 24', curviamo decisamente a sinistra, per il bosco ricco di asfodeli.
A 01h 28' siamo a uno spiazzo, presso alcuni ruderi, da cui in pochi minuti, seguendo sempre la traccia evidente e segnata, arriviamo a un guado e subito dopo, a 01h 35', siamo all'ennesimo rudere (Sellora) che dobbiamo aggirare a sinistra.
Il sentiero prosegue a mezzacosta con a sinistra, in alto, un altro rudere: a questo punto attraversiamo un altro canale secco e saliamo seguendo i segni fino ad arrivare, a 01h 47', a una sorta di crinale, abbastanza aperto, sulla destra, sulle Apuane meridionali, da cui bisogna scendere a destra a recuperare il Canale Permeccio e la via di lizza che si sviluppa verso sinistra.
Il primo tratto è su massi di marmo e poi il tratto che segue è su rocce scistose, in ogni modo la salita è sempre molto ripida e, in certi casi, occorre aiutarci con le mani (quindi passaggi di I grado) e fare attenzione perché qualche tratto è scivoloso a causa dell'acqua.
Di fronte a noi abbiamo i bastioni sud-occidentali del Corchia, tutto il percorso è accompagnato da un tubo metallico per l'acqua.
A 02h 06' c'è un breve tratto per sfasciumi di marmo.
Poi dobbiamo spostarci decisamente verso sinistra a recuperare la via di lizza (con il relativo tubo che un po' aiuta nella progressione), questo tratto è estremamente ripido e ci richiede molto tempo, il terreno è umido, ricco di vegetazione e cosparso di cavi arrugginiti (fare attenzione) e di traverse di legno usate per stabilizzare il terreno della via di lizza.
La progressione è molto faticosa e occorre aiutarsi con le mani in alcuni passaggi.
A 02h 54' c'è un tratto sassoso che ci porta, a 02h 58', all'inizio del tratto più emozionante della via di lizza.
Esso si sviluppa per una cengia naturale molto ripida e spettacolare e cosparsa di massi di marmo.
La progressione è adesso meno difficoltosa anche se il percorso rimane molto ripido, esso è ingentilito dalle fioriture apuane (Daphne oleoides e Helianthemum nummularium).
Sulla destra vediamo Levigliani, Terrinca e Basati.
Salendo troviamo un tratto più impegnativo, con a destra un crepaccio naturale, e a 03h 14' iniziamo il tratto più spettacolare dell'intera escursione: si tratta di una galleria lunga un centinaio di metri e scavata dal'uomo per superare la bastionata del Corchia.
La galleria è in ripida salita, gradinata e ricca di acqua che scende anche dall'alto, usciamo da essa a 03h 25 e abbiamo la fortuna di ammirare un gruppo di mufloni che stanno percorrendo la nostra via di lizza.
Fuori dalla galleria la via di lizza è molto degradata e si supera un breve tratto aiutandosi con le mani (I grado), c'è da dire che volendo si potrebbe aggirare questo tratto difficile scendendo a destra per una pietraia che risale by-passando il tratto difficile.
Adesso la via curva decisamente verso sinistra e percorre un canale sempre molto ripido che ci porta, a 03h 56', presso alcuni vecchi edifici a servizio delle cave, al Colle Rondinaio.
Siamo nell'anfiteatro della cava dei Tavolini con il suo ravaneto, gli edifici di cava e il monte Corchia davanti a noi.
La continuazione della lizza si trova sulla destra e si inerpica ripidamente sui versanti del Corchia e da essa è possibile poi salire in vetta.
Noi invece (provati dalla fatica e dal caldo) concludiamo qua la nostra salita della via di lizza e saliamo alla sovrastante via marmifera, seguendo inizialmente 3 tubi metallici che lasciamo, a 04h 04', per obliquare a sinistra e arrivare alla strada marmifera a 04h 20'.
Questo è il punto più alto dell'escursione, a circa 1400 metri.
Adesso cominciamo a scendere per la marmifera che è molto panoramica sui paesi circostanti, sulla costa e sulla zona del monte Altissimo. Questo percorso è ricco di pinnacoli maestosi e presenta tre brevi gallerie scavate nella roccia.
Dopo l'ultima galleria troviamo, verso destra, a 04h 42', la deviazione del sentiero per il Pirosetto.
Prima abbiamo iniziato a vedere il tratto di via di lizza che si sviluppa sulla cengia che abbiamo percorso in precedenza.
A 04h 44' arriviamo a una curva segnata da blocchi di marmo, da dove si stacca, a sinistra, un sentiero che porta alla sbarra della cava, mentre di fronte c'è un grosso tabellone verde, noi invece continuiamo sulla marmifera che scende per tornanti, mentre il panorama si apre sulle Apuane centrali e settentrionali.
A 05h 08' siamo alla sbarra della marmifera e sotto troviamo la marmifera che unisce il Passo Croce con Fociomboli.
Prendiamo sulla sinistra fino al cippo marmoreo (1') che ricorda la costruzione della strada, dove sono presenti alcune panchine e sostiamo una ventina di minuti fino a 05h 27'.
In un minuto siamo al Passo vero e proprio, presso la Maestà dedicata a Fortunato Cocci.
Tutta questa zona è molto panoramica sui monti Freddone, Sumbra, Fiocca, Altissimo e sul Pizzo di Falcovaia e in secondo piano si scorgono anche il Sagro, il Grondilice, la Tambura e il Sella.
Qua si stacca anche il sentiero 141 per il passo dei Fordazzani.
A questo punto iniziamo la discesa per la strada asfaltata.
Il percorso presenta ottimi scorci panoramici sul monte Corchia e più in basso anche sulle Apuane meridionali e sulla zona delle Piane, dove passeremo più tardi.
A 05h 46' siamo presso la Maestà Giannelli-Olobardi che si trova presso una abitazione, la strada adesso si sviluppa nel bosco ed è anche abbastanza fresca, almeno in certi tratti.
A 05h 50’ siamo presso l’Agriturismo "Le Coppelle", di fronte al quale c'è una stalla sperimentale.
Scendiamo e a 06h 10', presso una curva (con indicazioni in terra: 10 km, con freccia bianca relative a una gara podistica), troviamo l'arrivo di un sentierino che si diparte, poco più sotto, dal sentiero 149.
Ancora un po' di discesa e a 06h 19' siamo al bivio per Levigliani dove scorre dell'acqua con cui ci rinfreschiamo (ma non beviamo). Adesso seguiamo a sinistra la strada per Levigliani e a 06h 31' troviamo il cartello Le Piane.
Questa è una zona ricca di terrazzamenti, testimonianza di passate attività agricole che, in parte, ancora oggi qualcuno continua.
Ci sono case sparse ben tenute e la vista si apre sul Corchia, sul Passo dell'Alpino, su Terrinca e Basati e sulla costa.
A 06h 43' chiudiamo l'anello arrivando all'inizio del sentiero per la via di lizza e a 07h 03' siamo a Levigliani dove terminiamo l'escursione.
Viste su mappa: Come arrivare e Itinerario
Da Seravezza si prosegue sulla strada provinciale per Castelnuovo Garfagnana (strada del Cipollaio), si lascia sulla destra il bivio per Ponte Stazzemese, e si arriva poco dopo alla deviazione per Retignano (9 km da Seravezza). Superata la deviazione si continua per altri 4 km fino a trovare una prima deviazione per Levigliani sulla destra che si segue in ripida salita per 1 km fino ad arrivare alla piazzetta, nei pressi della quale è possibile parcheggiare.
Note
Il percorso descritto presenta tratti difficili con passaggi di I grado dove è necessario aiutarsi con le mani e tratti con un po' di esposizione.
È una notevole testimonianza di archeologia industriale, anche se la via di lizza è piuttosto recente (fine anni '50 del secolo scorso), ma ormai è completamente distrutta.
È molto affascinante (e avventuroso) per i luoghi che attraversa nella parte più alta, indimenticabili sono la cengia e la galleria scavata dall'uomo per permettere il transito del marmo.
Notevole è pure l'anfiteatro del Corchia e la marmifera che scende dalle cave che passa per luoghi aspri e selvaggi.
Notevole infine è la vista che si gode dal Passo di Croce.

Sconsigliamo il percorso della via di lizza in discesa e il percorso con acqua, neve e ghiaccio. È indispensabile buon allenamento e capacità di orientamento.