DATA ESCURSIONE: 02/03/2014
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un approfondimento su Vinca.
Relazione a cura di Francesco Salvatori
Parcheggiata la macchina presso lo spiazzo immediatamente antecedente il ponticello, il sentiero si inerpica piuttosto ripidamente sulla sinistra della sterrata. Alle nostre spalle, purtroppo nascosto dalle fitte nubi, si erge il monte Sagro. La direzione, almeno apparentemente, è opposta a quella che dovremo seguire: alla nostra destra abbiamo infatti la cresta Garnerone, che dobbiamo invece costeggiare tenendola a sinistra. Nel primissimo tratto ci imbattiamo in un ruscello che per qualche metro si sovrappone al sentiero, rendendolo particolarmente scivoloso (inoltre, in assenza di calzature impermeabili, sarà ben difficile rimanere con i piedi asciutti). Presto il sentiero piega verso destra e si allarga, fino ad andarsi a inserire su una mulattiera: siamo infatti in corrispondenza del bivio con il sentiero 138⇧, proveniente anch'esso da Vinca. Stiamo camminando da 27'. Nuovamente pieghiamo a destra (adesso l'orientamento è quello giusto: siamo paralleli alla cresta Garnerone in direzione nord-sud) e percorriamo un breve tratto di sterrata (la cosiddetta “strada dei tedeschi”) in comune col suddetto sentiero 138⇧, dopodiché questo prosegue (sempre su mulattiera) in direzione Foce di Vinca, mentre il nostro 153⇧ si distacca leggermente sulla sinistra. Da qua le pendenze si attenuano.
Nel frattempo, l'innocente pioggerellina che ci accompagna da quando siamo partiti inizia a trasformarsi in una fitta nevicata, ma per il momento la condizione del manto nevoso non è ancora tale da giustificare l'uso di ciaspole. Proseguiamo, superando dapprima una capanna in pietra ormai diroccata, e quindi un canalino; a questo punto (57') il sentiero guadagna quota con un paio di tornanti. La copertura nevosa inizia a essere rilevante: il piede sprofonda fin quasi alla caviglia, ma sapendo che a breve entreremo nel bosco (dove, plausibilmente, vi sarà meno neve) decidiamo di non usare ancora le ciaspole. Previsione azzeccata: non appena entriamo nella fitta abetaia (che ci accompagnerà fino a Foce Rasori) si cammina molto meglio, affondando giusto un paio di centimetri. In breve, dopo in tutto 1h17' di cammino, il bianco e nero dominante viene interrotto bruscamente dall'inconfondibile sagoma arancione della Capanna Garnerone. La Capanna è di proprietà dei CAI di Carrara, a cui occorre chiedere le chiavi per potervi accedere; è inoltre prevista una totale riedificazione, sostituendo l'edificio in lamierato con uno nuovo in legno. Qui confluisce anche il sentiero 137⇧,collegamento con le Capanne del Giovo. La nevicata è sempre più fitta. Riparandoci sotto gli alberi, facciamo una piccola sosta di 10' e ci mettiamo ai piedi le ciaspole.
Ripartiamo: da qua il sentiero diventa il 173 (ricordiamo che il 153⇧ ne costituisce la naturale prosecuzione, tanto che un tempo era numerato 173A) e per il momento procede in comune con il 137⇧ e il 186. Il percorso è ora interamente racchiuso nella (bellissima) abetaia, un bosco davvero ordinatissimo e incantato. Il tracciato è largo ed evidente, nonostante la copertura nevosa, e dunque molto facile da seguire; inoltre, si snoda praticamente in parina, guadagnando pochissima quota. L'unico ostacolo che incontriamo è un tronco caduto, ma lo superiamo senza problemi. Improvvisamente, dopo soli 15' (1h42' totali), il bosco termina senza nessuna avvisaglia, e ci troviamo su un crinale. Siamo a Foce di Rasori, posto che personalmente reputo tra i più belli delle Apuane. Se solo non fossimo precisamente all'interno di un nuvolone, potremmo ammirare alla nostra sinistra il Grondilice e la Forbice, davanti a noi il Torrione Figari e Punta Questa (con le Apuane Centrali sullo sfondo) e alla nostra destra il Monte Rasore e il Picco di Navola stagliarsi sull'azzurro del mare. Niente di tutto questo: solo bianco, bianco ovunque.
Sostiamo 1h, approfittandone per pranzare e sperando (invano) nell'aprirsi del panorama, poi decidiamo di proseguire in direzione Foce di Navola. Prendiamo il sentiero a destra (137⇧/173), che torna immediatamente a tuffarsi nel bosco, sul versante nord del Monte Rasore . A sinistra invece proseguono il 186 e il 168, inizialmente in comune, rispettivamente in direzione Finestra del Grondilice/Orto di Donna e Canal Fondone/Biforco. Anche qua il sentiero procede sostanzialmente nel pari, ma occorre fare attenzione a un tratto piuttosto stretto attrezzato con un cavo sulla sinistra. Un buon modo di superarlo potrebbe essere togliersi momentaneamente le ciaspole (non c'è abbastanza superficie per appoggiarle in sicurezza) e usare il più possibile il cavo, estraendolo dalla neve laddove coperto. Nella direzione in cui stiamo procedendo (est-ovest) le nuvole iniziano ad aprirsi, mostrando scorci di panorama. Presto ci troviamo nuovamente su un crinale, che divide nettamente il bosco (ora alla nostra destra) dal pulito. Manca poco a Foce di Navola, e il panorama si apre maestoso sullo Spallone, sul Sagro e sulle Borre del Sagro. Possiamo ben vedere lo sviluppo del sentiero 138⇧ nel tratto da Foce di Luccica a Foce di Vinca, nonché la (diroccata) casa dei Pisani, e le varie vie di lizza tracciate nella zona.
Raggiunta Foce di Navola in 24', a sinistra si stacca il sentiero 137⇧,dirigendosi verso il Canal Regollo (Regolo sulle mappe), mentre il 173 prosegue dritto verso la (vicina) Foce di Vinca. Da qua è anche possibile raggiungere con percorso libero la vetta del Monte Rasore (in realtà esistono anche delle tracce nel paleo). Sconsigliamo comunque di farlo in presenza di neve, vista l'assenza di un sentiero battuto: e infatti noi ci rigiriamo. Siamo a 3h06'.
Al ritorno seguiamo lo stesso percorso dell'andata: in 15' siamo a Foce di Rasori, ove sostiamo brevemente (10') a fare qualche foto al panorama nel frattempo un po' apertosi; a 3h45' siamo al Garnerone; da qui in 1h08' (comprensivi del tempo per togliersi le ciaspole e sistemare gli zaini) siamo alla macchina, dove chiudiamo un'escursione durata in totale 4h53'.
Segnaliamo infine che, per chi volesse fare un anello, da Foce di Navola è possibile raggiungere Foce di Vinca e dunque seguire il sentiero 138⇧ fino a recuperare la strada dei tedeschi, che riporta direttamente al bivio incontrato all'inizio dell'escursione.