DATA ESCURSIONE: 19/07/2015
Superata la chiesa di Lombrici (pr. Lòmbrici) si trova, sulla destra, un piccolo parcheggio, dove troviamo un posto libero per cui iniziamo la nostra escursione evitando di parcheggiare sulla strada senza uscita di Candalla. Sulla destra notiamo il modesto monte Penna, le cui pendici percorreremo tra breve.
Saliamo per la strada asfaltata che da Camaiore porta a Casoli. Troviamo subito sulla destra un'esposizione di giganteschi utensili metallici (vanga, pennato, piccone, bidente, etc) e di altre opere metalliche. Esse segnalano la presenza in loco di opifici che, utilizzando l'energia dell'acqua del torrente Lombricese, producevano utensili metallici. Di questi è ancora funzionante l'Antica Ferriera Barsi che, tra breve, incontreremo: essa produce utensili agricoli e oggetti in ferro battuto.
Superata l'esposizione a 4' arriviamo al Ristorante Emilio e Bona, presso una decisa curva a U della strada che sale a sinistra in direzione Casoli. Noi prendiamo verso destra seguendo le indicazioni della via di Candalla (cartello strada senza uscita).
La strada di Candalla è lunga circa mezzo chilometro e costeggia il Rio Lombricese, è possibile parcheggiare lungo di essa, ma avvertiamo che in estate è difficoltoso farlo se non si parte presto, essendo questa zona molto frequentata da turisti e bagnanti che vanno a godersi il fresco del torrente dove è possibile bagnarsi nelle pozze dello stesso.
Percorriamo il ponte sul Rio Lombricese e saliamo lasciando uno stradello che sale a destra. A 6' sulla sinistra incontriamo il piccolo cimitero di Lombrici e subito dopo, sempre a sinistra, c'è l'ingresso dell'Antica Ferriera Barsi.
Il Rio Lombricese scorre alla nostra sinistra e scorgiamo le antiche canalizzazioni che portavano e, in parte portano ancora, le acque per il funzionamento degli opifici.
La strada sale e a 10' troviamo l'ingresso dell'Osteria Candalla, con tavolini che danno direttamente sul torrente. Segue un gruppo di case abitate e a 12' troviamo sulla destra, con chiara indicazione e cartelli esplicativi, l'inizio del "Sentiero do Saudade". Esso è dedicato ai soldati brasiliani che lo percorsero nel 1944, è stato inaugurato nel 2013 e arriva a Metato e da qua prosegue per la vetta del monte Prana. La Forza di Spedizione Brasiliana (acronimo FEB) era il contingente di soldati brasiliani attivi in Italia a fianco degli alleati durante la seconda guerra mondiale. Il simbolo era un cobra che fuma, poiché il presidente brasiliano disse che era più facile che un cobra fumasse che il Brasile entrasse in guerra.
Ancora pochi metri e a 14' siamo alla fine della strada, presso il Mulino di Candalla (o Mulino Benassi risalente al XIX secolo, ma la struttura originaria è del XIV secolo). È ancora visibile la vecchia ruota dentata del Mulino, esso ha sulla sinistra il salto d'acqua che alimentava le macine e oggi nella pozza d'acqua cercano refrigerio giovani bagnanti. Qua c'è anche una sorgente di acqua freschissima (basta scendere pochi scalini verso la pozza). Con disappunto notiamo un certo degrado: rifiuti abbandonati, bottiglie di plastica nell'acqua e bottiglie di vetro sulle rocce, per non parlare di escrementi avvolti in mutande. L'invito è, naturalmente, di portare a casa i propri rifiuti (tra l'altro c'è anche un cassonetto all'inizio del Sentiero do Saudade) e di non abbandonare bottiglie nel rio, tanto più che il vetro può far male agli incauti bagnanti. Superiamo il torrente mediante un ponte in pietra e troviamo una indicazione "Anello Magicandalla: Candalla-Mulini-Casoli".
Il sentiero che andiamo a percorrere, segnato con cerchi rossi, fa parte della via di Lombardia che univa la Versilia con la Garfagnana e proseguiva per l'Emilia ed era molto usato dai commercianti versiliesi che portavano le loro mercanzie al Nord. Il sentiero va a Casoli e lo percorreremo interamente al ritorno. Inoltre lo stesso sentiero è comune con la via dei Mulini che si staccherà poi più avanti e costeggiando il torrente Lombrici si immetterà nel sentiero TFC che unisce Casoli a Metato, permettendo di percorrere un interessante piccolo anello.
Oggi la nostra intenzione è proprio quella di percorrere la via dei Mulini (o degli Opifici) lungo la quale sorgevano molti mulini e frantoi, un polverificio e anche una centrale elettrica che costituivano la ricchezza di questa zona dell'Alta Versilia. Il movimento delle acque costituiva la loro fonte di energia, ormai tutto è in rovina ed è immerso nella fitta vegetazione.
Il primo tratto del sentiero è in salita su cemento, poi diventa mulattiera, il percorso è quasi interamente all'ombra. A 20' c'è una fontana nei pressi di una captazione di acqua dell'acquedotto, pochi metri prima c'è un'indicazione verso sinistra per un Agriturismo (La Penna). Sulla destra vediamo il modesto monte Penna (497m) che ci accompagnerà per tutta l'escursione e, in lontananza, scorgiamo il borgo di Metato.
Ora segue un tratto di sentiero delimitato sulla destra da una staccionata e provvisto di cartelli naturalistici che descrivono la fauna della zona mentre sulla destra, oltre il torrente, ci sono le pareti del Penna.
A 23' c'è un'altra fonte, cui ne segue un'altra, la salita si fa più ripida e a 27' troviamo un bivio con indicazioni insufficienti sulla roccia: a destra prosegue il sentiero dei Mulini che percorriamo mentre a sinistra sale decisamente la Via di Lombardia.
Il sentiero si fa più tranquillo e dopo 1' c'è una deviazione a destra che porta al Rio e alle palestre di roccia del Pennino di Candalla (o di Candalla Alta).
Scendiamo per esplorare la zona, superiamo un piccolo rudere e siamo ben presto al guado presso pozze usate dai bagnanti, c'è anche un malconcio tavolo da ristoro.
Saliamo e a 33' siamo alla base delle pareti, alcune delle quali attrezzate, ci spostiamo verso destra finché è possibile e in alto, tra le fronde, scorgiamo la chiesa di Casoli.
Arriviamo presso una parete con spettacolari concrezioni (stalattiti) e poi torniamo indietro. Diamo un'occhiata anche al tratto che si sviluppa a sinistra, raggiungibile con una cengia e con l'aiuto di un tratto di corda e di scalinetti metallici infissi nella roccia.
Poi torniamo indietro e a 48' siamo nuovamente sul sentiero. Di fronte abbiamo i ruderi di una grossa costruzione (pastificio risalente al 1854) e il sentiero continua sulla sua sinistra costeggiando altri ruderi, tra cui un mulino con una ruota da macina abbandonata.
Continuiamo a salire avendo sempre sulla destra il Rio Lombricese con le sue gole, le sue pozze e le sue marmitte e a 51' sulla destra c'è una cascatella, percorriamo un tratto scalinato e a 56' superiamo un tratto su tronchi di legno con staccionata.
Poi il percorso si fa meno ripido e a 59' troviamo un piccolo edificio in muratura, saliamo fino ad alcuni massi, evitiamo la traccia che sale decisamente a sinistra e passiamo tra i massi per scendere al torrente che guadiamo. C'è da dire che mancano segni, a parte qualche raro cerchio rosso stinto e alcuni cerchi bianchi, ma la traccia è evidente e il piccolo edificio è riferimento fondamentale per il sentiero da percorrere.
Dopo il guado saliamo presso un gruppo di ruderi che attraversiamo spostandoci verso sinistra.
Poi a 01h 07' arriviamo a una piccola radura dove segni stinti indicano chiaramente di salire sulla destra, mentre sulla sinistra scende una traccia per altri ruderi (segni bianchi).
Il tragitto adesso è più luminoso, sempre in salita, con il Rio sulla nostra sinistra nascosto dalle fronde.
A 01h 09' scorgiamo altri ruderi sempre a sinistra in basso. Dopo 3' di fronte a noi, tra la vegetazione, è visibile una costruzione in buono stato, essa è una vecchia centrale che produceva elettricità che oggi è abitata. Per raggiungerla è necessario guadare nuovamente il Rio, inoltre da essa una traccia di sentiero porta in circa 10' al sentiero che scende da Casoli.
Noi siamo in una radura dove alcuni alberi caduti ostacolano la vista della traccia che peraltro è ben evidente in salita proprio di fronte.
Riprendiamo a salire ripidamente con qualche albero che ostruisce il sentiero, dietro si intravede Casoli tra le fronde.
A 01h 26' siamo presso una croce metallica in memoria di A. Benedetti e più sopra si trova una Madonna col Bambino di terracotta in una nicchia della roccia.
Costeggiamo le rocce e in breve a 01h 31' ci immettiamo nel sentiero segnato di bianco e giallo della TFC (Traversata delle Colline Camaioresi). Verso destra il sentiero porta a Metato innestandosi con il sentiero Cai 104 per la Focetta San Vincenzo. Noi invece scendiamo verso sinistra per andare a Casoli. In 5' siamo a un ponte, presso un grosso rudere, proseguiamo e a 01h 40' troviamo sulla destra una grotta dedicata alla Vergine Maria. Il sentiero adesso è più tranquillo e ci porta a 01h 46' a un bivio che a destra porta al Cimitero di Casoli i cui muri di contenimento abbiamo fiancheggiato per qualche decina di metri.
Il sentiero diventa poi un ameno stradello con lampioni e scorci panoramici su Casoli e sul monte Penna.
A 01h 51' superiamo un tributario del Rio Lombricese mediante un ponte (località Fiume). Siamo nella parte bassa di Casoli e proseguiamo tra belle case per la via Cappello, tra l'altro raggiungiamo qua il punto più alto dell'escursione a 389 metri. A 01h 55' c'è una maestà chiusa da un cancello presso un bivio ed evitiamo di salire a destra.
Via Cappello è ricca di bei graffiti e in breve arriviamo al bar La Garbatella di Cecerone dopo il quale si trova un graffito "Quando il lavoro era un'arte" presso uno slargo.
Ricordiamo che da qualche anno si tiene a Casoli una manifestazione artistica durante la quale vengono decorati i muri del paese con una particolare tecnica (graffito o sgraffito) per cui il paese si sta arricchendo di queste decorazioni molto interessanti. Di fronte al graffito citato prima c'è una fontana, la strada asfaltata (come pure il sentiero TFC) prosegue per la parte alta di Casoli dove si trova anche la chiesa, invece noi scendiamo a sinistra immettendoci nel sentiero della via di Lombardia.
Il sentiero è una mulattiera che scende nel bosco, all'inizio con tornanti, poi diventa meno ripido e si allarga, sulla sinistra si scorgono le pareti del Penna.
A 02h 21' siamo presso un tavolo da ristoro in posizione panoramica su Camaiore e sulle pareti del Penna. Qua ci fermiamo qualche minuto e poi riprendiamo a scendere un altro tratto a tornantini e a 02h 35' siamo al bivio con il sentiero degli opifici dove chiudiamo l'anello. A 02h 43' siamo nuovamente al mulino e a 02h 56' siamo all'auto.