(LU-Stazzema) PONTESTAZZEMESE - SANTUARIO DEL PIASTRAIO (384 m) - STAZZEMA CHIESA (436 m) - SANTUARIO DEL PIASTRAIO (384 m) - CULERCHIA (253 m) - PONTESTAZZEMESE (ANELLO)
ATTENZIONE!!!
Si raccomanda di consultare sempre lo stato dei sentieri poco prima di intraprendere l'escursione (Voce Menù "Sentieristica") oppure, ancor meglio, di informarsi contattando le Sezioni CAI cui spetta la manutenzione dei singoli sentieri.

Località di partenza:

Ponte Stazzemese (184 m)

Località di arrivo:

Ponte Stazzemese (184 m)

Dislivello mt.:

250

Tempo totale:

02h 25'

Difficoltà

E

Punti di appoggio:

Stazzema, Cuglieglia, Pontestazzemese

Rifornimento acqua:

Stazzema, Cuglieglia

Tratti ferrata:

No

Sequenza sentieri:

sentiero del Piastraio◆SAV

Tipologia percorso:

ND

Immagini del percorso (24)
Disclaimer
Descrizione itinerario
DATA ESCURSIONE: 01/05/2016



La partenza è poco dopo Pontestazzemese, provenendo da Seravezza. Circa 100 metri dopo l'ultima curva ci fermiamo presso vecchi stabilimenti industriali (il cartello stradale Pontestazzemese è dietro noi presso la curva).
Saliamo e in 2' siamo all'inizio del Sentiero del Piastraio. Un cartello indica che lo stesso sentiero è stato ripristinato con fondi della Comunità Europea nel 2013.
Il primo tratto aperto è scalinato e poi entra nel bosco, sulla destra c'è la staccionata in legno. Lungo tutto il sentiero fino al Santuario ci sono 14 croci per le relative stazioni della via crucis, comunque i cartelli esplicativi delle varie stazioni sono in cattivo stato di conservazione.
Continuando il sentiero si fa più ripido con tornantini. A 7' è nuovamente scalinato e molto ripido. A 12' c'è discesa e il sentiero si allarga diventando uno stradello a servizio delle cave presenti in zona. Poi risale e a 16' a sinistra si dirige verso le cave.
Il tratto in discesa porta in 10' sulla via asfaltata e rappresentava la via di accesso alla cava dei mezzi fino a che la cava stessa era aperta (al ritorno passeremo davanti a questo ingresso).
Quindi saliamo a sinistra e fatte poche decine di metri siamo troviamo sulla sinistra l'imbocco della cava in galleria. Questa è la Cava del Piastraio che dà il nome sia al sentiero che al Santuario che andremo a raggiungere tra breve. Queste cave furono aperte nel XVI secolo dai Medici e producevano una pietra detta breccia medicea o breccia di Stazzema, praticamente un marmo colorato mescolato ad altre rocce. Questa pietra ebbe un buon successo in tutta Europa, da Firenze a Parigi a Vienna e a S. Pietroburgo. La cava è stata dismessa negli anni '80 del secolo scorso.
Costeggiamo la cava, superiamo alcuni edifici e un traliccio della corrente e saliamo verso sinistra, ammirando belle fioriture di Saponaria. Poi lo stradello ampio lascia il posto al sentiero con tratti scalinati con staccionata. Si vedono anche evidenti resti della vecchia mulattiera che portava a Stazzema.
A 31' siamo nei pressi dei ruderi di una marginetta e poco dopo il sentiero è ostruito per la caduta di alcuni grossi alberi, ma basta salire sulla sinistra per superarli facilmente. Tra le fronde scorgiamo sulla destra l'abitato di Mulina.
A 38' ci sono dei ruderi sulla destra, saliamo ancora e a 42' siamo al bivio: a destra il SAV scende verso Culerchia mentre continuando a salire verso sinistra si arriva al Santuario. Ricordiamo che il SAV (Sentiero Alta Versilia) è un percorso ad anello che collega i borghi della montagna versiliese. Purtroppo non è sempre molto evidente per carenze nella segnaletica e per gli avvenimenti meteo recenti che hanno causato qualche danno.
A 45' siamo al piazzale del Santuario del Piastraio dove termina la via crucis. Il santuario fu costruito nel 1821 nel sito occupato da un più antico edificio risalente al XVII secolo: una grossa marginetta con l'immagine ad affresco della Madonna del Bell'Amore. Nel 1772 il pittore Guglielmo Tommasi dipinse su tela una nuova Madonna che doveva sostituire quella originaria che, a causa dell'umidità, si stava deperendo. Il culto della Madonna assunse importanza sempre più grande in seguito alle grazie concesse per cui vennero donati numerosi ex-voto alla chiesa, tra i miracolati numerosi cavatori delle vicine cave. Quindi nel 1821 fu deciso di costruire un santuario al posto della vecchia marginetta. Con il tempo l'edificio cominciò ad andare in rovina e l'immagine sacra fu trasferita nella vicina chiesa di Stazzema. Il santuario fu in parte sistemato negli anni novanta e un successivo intervento di recupero portò alla nuova apertura nel 2012.
Ci fermiamo qualche minuto presso il santuario che è chiuso e possiamo vedere l'interno solo dalle finestrelle aperte poi riprendiamo il cammino. Il sentiero sale a fianco dell'edificio sacro e subito un tratto del muro a secco è caduto per cui serve un po' di attenzione. L'ampio sentiero adesso sale verso Stazzema.
A 01h 02' siamo presso la chiesa di Santa Maria Assunta, avendo sulla sinistra il monumento ai caduti e l'inizio del sentiero SAV per Cardoso.
Andiamo a vedere la chiesa il cui ingresso è dalla parte opposta rispetto a dove arriviamo. L'edificio fu costruito nel XII secolo su una più antica pieve esistente già nel IX secolo, molto interessante è il rosone di marmo della facciata (XV secolo) e il loggiato che unisce la chiesa alla canonica (1600). All'interno ci sono interessanti sculture, il bel soffitto in legno a cassettoni e l'organo barocco proveniente dalla chiesa di San Pietro a Massa distrutta per costruire la centrale Piazza Aranci.
La pieve si trova alla fine del borgo, in posizione dominante il sottostante canale della Mulina (più avanti la vedremo dal basso percorrendo la strada asfaltata) ed è dotata di campanile del XIII secolo.
Il borgo di Stazzema, già esistente nel IX secolo, si sviluppa ben esposto a sud e panoramico su Procinto, Nona e Matanna e fu capoluogo dell'Alta Versilia fiorentina. Trovò impulso dalla scoperta di vicine cave ed è ricco di bei portali e fontane di marmo. Di rilievo è poi la Torre dell'Orologio del XVIII secolo con stemma dei Medici e bel quadrante in marmo dell'orologio, nei pressi della torre c'è poi la Fontana della Carraia del XVI secolo con tre canne e vasca in marmo.
A 01h 12' lasciamo la chiesa e seguendo la strada arriviamo alla Torre dell'Orologio in una decina di minuti e salendo a sinistra possiamo ammirare anche la Fontana della Carraia.
A 01 25' torniamo indietro al piazzale della chiesa in 10' da qua scendiamo al santuario, dove arriviamo a 01h 45' e scendiamo al bivio per Culerchia che seguiamo a sinistra in discesa. Esso è inizialmente ameno, poi seguono tratti a ripidi tornantini, qualche saliscendi con panorama su Culerchia.
A 02h 05' arriviamo al parcheggio posto di fronte al Ristorante Luciana, seguiamo per la strada che fiancheggia il torrente Mulina. Sulla nostra sinistra c'è la chiesa di san Rocco e relativo campanile.
Dopo 3' troviamo sulla parte opposta della strada l'inizio del sentiero 114 per Farnocchia e Sant'Anna. Ricordiamo che questo borgo si chiama Le Mulina o Mulina ed è costituito da tre borghi: Culerchia dove c'è la chiesa, Carbonaia che troveremo tra qualche minuto dove si trovavano le fonderie del ferro che era ricavato dalle miniere di Calcaferro, terzo borgo posto più in alto.
Scendiamo per la strada che fiancheggia il torrente con abitazioni e vecchi mulini siti nell’alveo del torrente stesso. Superiamo poi le case di Carbonaia e a 02h 21' siamo all'imbocco del sentiero per la cava Piastraio e a 02h 25' arriviamo al punto di partenza
Viste su mappa: Come arrivare e Itinerario
Da Seravezza si prosegue sulla strada provinciale per Castelnuovo Garfagnana, oltrepassata Ruosina (3,8km), si prende la deviazione a destra per il fondovalle in direzione Stazzema.
Si oltrepassa Ponte Stazzemese (7 km), e dopo 100 metri si trova l'inizio del sentiero del Piastraio
Note
Questa è un'escursione semi turistica che permette di percorrere un breve anello nell'Alta Versilia.
Interessanti sono il sentiero del Piastraio, la cava omonima e il santuario del Bell'Amore.
Il piccolo borgo di Stazzema è ricco di fontane di marmo e di icone e possiede una bella chiesa. È circondato da vari monti: il Procinto, il Nona il Matanna da una parte e il Gabberi e il Lieto dall'altra.
Mediante il Sentiero Alta Versilia (SAV) è possibile raggiungere Cardoso e Pruno. Purtroppo il sentiero stesso non è sempre molto evidente per carenza di segnaletica, ma con pazienza possiamo individuarlo.