DATA ESCURSIONE: 20/11/2016
Poche centinaia di metri dopo il bivio stradale Castelpoggio - Noceto, in direzione Noceto, parcheggiamo l'auto lungo la strada, vicino alla fermata dell'autobus.
Seguiamo una mulattiera, in salita, presso le ultime case del borgo di Castelpoggio. Essa costeggia alcune case e, in alto, una porcilaia.
A 3' essa si immette nel sentiero che unisce la Foce di Ortonovo con Castelpoggio. Il sentiero è numerato O (cioè Ortonovo) 1 nella cartina Multigraphic dei sentieri della Bassa Val di Magra a cura del Cai di Sarzana del 1997.
Prendiamo verso sinistra e, in breve, siamo a un bivio: a destra scende il sentiero O1 per Casano che costeggia prima il canale del Balzarolo e poi il torrente Parmignola, invece verso destra sale lo stesso O1 (anche se c'è l'indicazione dello O3 per Volpiglione-Casano che inizierà più avanti).
Subito dopo a 5' troviamo una marginetta con icona marmorea della Madonna delle Grazie del 1822. Dietro di noi il panorama si apre sulla parte più antica di Castelpoggio, con la chiesa dedicata alla Natività di Maria (XVI secolo) con annesso campanile.
[Castelpoggio è un antico borgo, posto in posizione strategica sull'antica Via Lombarda, con bei portali e icone marmoree di pregio.]
Adesso saliamo per l'ampio stradello, tra recinzioni di proprietà e coltivazioni, poi il percorso è a saliscendi nel castagneto, con leggero predominio della salita. Il sottobosco è mediterraneo, con eriche, ginestroni e corbezzoli fioriti e carichi di frutti.
A 27' arriviamo a una deviazione sulla sinistra, non molto visibile, ma non ci si può sbagliare perché pochi metri più avanti c'è il bivio del sentiero O1 con lo O3 per Volpiglione- Casano.
[Quest'ultimo sentiero, che va a destra, conduce a Casano, passando per le rovine del borgo di Volpiglione (X secolo) posto nel Comune di Ortonovo.]
Adesso il sentiero è segnato con bolli rossi e presenta all'inizio un tabellone di legno senza indicazioni e una panchina.
Il sentiero si sviluppa in discesa, con qualche tratto ripido, sempre tra i castagni. 5' più avanti si intravedono Castelpoggio e Gragnana, con dietro il Monte Maggiore. A 47' arriviamo di fronte al piccolo cimitero di Noceto da cui scendiamo per una cementata a tratti scivolosa che porta alla strada e al piccolo borgo di Noceto, noi prendiamo a destra e, passando per le case, in breve siamo alla piccola chiesa a 57'.
[Il paese di Noceto, anche se vicino a Castelpoggio, è storicamente legato a Gragnana, esso è il più piccolo borgo del Comune di Carrara ed è circondato da boschi. La chiesa è dedicata a Sant'Antonio Abate e risale al XVII secolo, ma preesisteva un oratorio del XII secolo.]
A sinistra della chiesa continua una piccola strada e da essa si stacca verso sinistra, dopo una fontana con vasca in marmo, la mulattiera per Gragnana. Ricordiamo che fino a metà del secolo scorso Noceto era raggiungibile solo con mulattiere.
La mulattiera è abbastanza ripida con selciato che può essere scivoloso e si sviluppa nel castagneto. A 01h 10' la mulattiera si fa meno ripida. Pochi minuti dopo iniziamo a vedere il borgo di Gragnana e la mulattiera passa tra orti e recinzioni. Segue un tratto più erto che comunque, in breve, torna più ameno.
A 01h 11' sulla destra c'è una traccia, in salita, che trascuriamo e poco più avanti quelli che sembrano i resti di una vecchia marginetta.
A 01h 26' arriviamo alle prime case di Gragnana, proseguiamo fino a un arco dopo il quale siamo su una piccola strada asfaltata. A destra, la stessa, finisce in un sentiero che supera un ponte e dovrebbe portarsi sul sentiero O1, nei pressi della deviazione per Sorgnano (non sappiamo se sia ancora percorribile).
Noi scendiamo verso sinistra, superiamo i lavatoi e a 01h 30' siamo sulla strada provinciale che attraversa Gragnana, proveniente da Carrara e diretta a Castelpoggio e Fosdinovo. La via che abbiamo appena percorso si chiama via Noceto.
[Gragnana è un grosso borgo di origine longobarda, ma forse precedente, con chiesa dedicata a San Michele (XV secolo). L'economia era silvo-pastorale, ma poi un ruolo lo ebbe anche il marmo, nonostante la lontananza dai bacini marmiferi.]
Prendiamo a destra in lieve discesa per la provinciale, superiamo un ampio parcheggio con l'improbabile statua al Cavatore, poi scendiamo ancora un centinaio di metri e a 01h 39' troviamo sul manto stradale la scritta "Notturna Gragnanina" con freccia verso destra a scendere verso il torrente Ninfale.
A parte la scritta, non è difficile scorgere il ponte scendendo per la provinciale. Quindi scendiamo per qualche scalino a una via sottostante e curviamo verso destra a recuperare il ponte. Questo tratto, prima del ponte, è quello più basso della nostra escursione (192 m).
Superiamo il ponte sul Ninfale e ci dirigiamo verso sinistra. Ci aspetta una lunga salita fino a Sorgnano e poi alla Bandita.
Il primo tratto è cementato poi torna erboso. Passiamo tra coltivazioni, con salita lieve, che poi si accentua per tornare lieve.
A 01h 56' passiamo su un ponte in muratura su un modesto affluente del Ninfale. Usciti dal bosco di castagni a destra scorgiamo il crinale che dal Monte d'Istro va alla Pianaccia.
Saliamo, trovando qualche costruzione, coltivi e le prime case di Sorgnano, distinte dal borgo principale. A 02h 06' entriamo nel borgo di Sorgnano. [Sorgnano è un borgo, vicino al centro di Carrara, di probabili origini romane, con chiesa intitolata alla Natività di Maria (XVI secolo).]
Appena entrati si curva subito a destra e dopo pochi metri ancora a destra (presente fontana in fondo), e si segue un cementato, in ripida salita, che lascia il paese. Prima seguiamo un tratto aperto, poi entriamo nel castagneto. A 02h 15' il cementato lascia il posto a uno stradello che dobbiamo seguire evitando ogni deviazione. A 02h 28' siamo a un bivio dove prendiamo a destra, in salita, evitando la traccia a sinistra in discesa.
Dopo 5' c'è un tratto aperto, con visuale sulla costa e sulla zona del Carchio Folgorito, e poco dopo c'è un rudere, in posizione panoramica, circondato da rovi.
Rientriamo poi nel bosco che diventa una pineta, con molti corbezzoli ed eriche. Più avanti scorgiamo anche il Sagro e il Maggiore tra le fronde. Intanto il percorso si fa più ripido, con qualche tratto degradato per il maltempo. L'ultimo tratto, meno ripido, ci porta a 03h 05' ad innestarci nel sentiero O1, presso un tabellone di legno.
Saliamo ancora e dopo 5' siamo nel punto più alto dell'escursione (560 m), vicino al Monte Bandita. Adesso scendiamo fino ad arrivare, a 03h 22', all'innesto del sentiero per Noceto, dove chiudiamo l'anello. Qua sostiamo una decina di minuti e a 03h 54' siamo alla marginetta, a 04h siamo sulla strada e subito dopo all'auto.