DATA ESCURSIONE: 27/11/2016
Il sentiero 152 inizia da via Erevan, circa 150 metri dopo il palazzo dell’Inps e la deviazione per Massa (strada della Foce). Esso è ben indicato sulla destra, presso alcune case. La strada continua poi per Codena, Bedizzano e Colonnata, una deviazione, dopo Codena, porta a Bergiola Foscalina. Il sentiero che stiamo per prendere la incrocerà diverse volte.
Parcheggiamo in una stradina interna, ricordiamo che questa è la località Bugliolo (si legge Bùgliolo). In breve siamo all'inizio del sentiero (da cui iniziamo a conteggiare il tempo) che nella prima parte è una strada asfaltata che sale alle case della zona. Ci sono evidenti indicazioni del sentiero e lo stesso è sempre ben segnato, anche più avanti. In breve iniziamo a percorrere un tratto scalinato, che rimane a sinistra della strada. Questa è la scalinata del Littorio, costruita in epoca fascista per collegare Carrara con le case popolari di Codena, con percorso faticoso, ma rapido. La scalinata meriterebbe una sistemazione e una opportuna rivalutazione anche dal punto di vista turistico.
Saliamo ripidamente, mentre il panorama si apre su Carrara e le colline circostanti (Fontia e Moneta), sulla costa (porto di Marina di Carrara e Montemarcello) e sulla zona della Foce (zona a confine tra Carrara e Massa), con la galleria della Strada dei Marmi.
A 18' siamo a un tratto molto aperto che permette di apprezzare bene i panorami. A 21' siamo alla fine della scalinata, ci troviamo sulla strada, a Codena in località Canaletto. Prendiamo a sinistra avendo, sempre sulla sinistra, una bella vista su Carrara, mentre di fronte, ma lontano, scorgiamo l'Oratorio di Santa Croce, posto sulla sommità di un colle, esso risale al XVI secolo.
A 28' curviamo sulla destra (proprio di fronte a un vicolo che porta, da parte opposta, all'Oratorio) davanti abbiamo il Monte Betogli (bacino marmifero di Torano) dilaniato dalle cave.
Saliamo per tratto asfaltato e poi per una scalinata che ci porta nuovamente a incrociare la strada, segue un altro breve tratto di sentiero scalinato e nuovamente la strada. Di fronte abbiamo poi un ripido stradello asfaltato di recente (antica via di Bergiola) che dobbiamo seguire. Il vicolo si inerpica tra case verso sinistra e a 35' diventa mulattiera che ben presto è però nuovamente asfaltata per qualche decina di metri e sale tra gli alberi e qualche costruzione.
A 39' siamo all'ingresso del Bed & Breakfast "Ars Apua" con ampia visuale sulle cave e sulla zona del monte Maggiore: sono ben visibili anche i Ponti di Vara, percorsi in passato dalla ferrovia marmifera. Nel corso della nostra escursione passeremo presso i ponti scendendo da Fantiscritti per Miseglia. Presso l'edificio della struttura ci sono terrazze coltivate a vite.
Dopo 5' incrociamo ancora la strada e la attraversiamo, portandoci presso alcune case e subito dopo il sentiero diventa mulattiera che percorre un bosco in salita. A 55' il percorso si addolcisce e arriviamo presso una serie di baracche dove si trovano capre, pecore e asini. Da parte opposta ci sono alcune abitazioni.
Continuiamo per lieve salita e poi alcuni tornanti più ripidi ci portano, a 01h 06', alle prime case di Bergiola Foscalina, poste in posizione panoramica sulla costa, qua c'è una fontana. Ricordiamo che il borgo si chiama Bergiola Foscalina per differenziarlo da Bergiola Maggiore, nel comune di Massa, ma oggi è la Bergiola carrarese a essere più grande e più abitata di quella massese.
Proseguiamo costeggiando un muro a sinistra e abitazioni a destra. In 5' siamo presso la chiesa di Bergiola, risalente al XIX secolo (dedicata al Nome di Gesù e di Maria) che si trova sulla nostra sinistra, qua è presente una fontana. Ci teniamo a sinistra seguendo la strada e ben presto siamo di fronte a Piazza della Repubblica, con l'Oratorio sconsacrato dedicato a S. Rocco, risalente al XVI secolo, e con la fontana di marmo dedicata a Gerolamo Ratto sindaco di Carrara alla fine del 1800.
Proseguiamo a sinistra, senza entrare nella piazza, e arriviamo a 01h 15' al monumento marmoreo dedicato, nel 2004, ai morti dell'eccidio nazifascista del 1944 costato la vita a 146 persone, per lo più bambini, donne e vecchi. Dal monumento andiamo a destra e troviamo subito, a 01h 17', le indicazioni del sentiero 151 che sale verso sinistra. Adesso percorriamo un breve tratto a comune ai sentieri 152 e 151 (in realtà il 152 passa leggermente più avanti, ma la traccia è facilmente recuperabile seguendo il nostro percorso).
Saliamo la ripida strada asfaltata, tra qualche abitazione, trascuriamo un ramo della strada che va a sinistra e saliamo per entrare nel bosco a 01h 26'. La strada asfaltata diviene un ampio sterrato.
A 01h 29' siamo a un trivio: a destra sale una traccia segnata in rosso che va a recuperare il vicino sentiero 152 diretto al Monte Brugiana e a Bergiola Maggiore. Di fronte continua il sentiero 151 diretto alla Rocchetta e al Monte Brugiana (con percorso completamente diverso dal 152), e sulla sinistra inizia il Sentiero dei Cavatori diretto alle cave del Bacino di Colonnata (esso è indicato nella Carta dei Sentieri delle Apuane Settentrionali del Cai Carrara edizione 2010 come pure il Sentiero del Marmo che percorreremo più avanti).
Questo sentiero è segnato con segni bianco/rossi, è ben evidente, qualche tratto è degradato, ma percorribile con attenzione. Solo in un punto ci sarà incertezza su come procedere, ma lo spiegheremo più avanti. All'inizio del sentiero c'è una catena metallica. La superiamo di lato e ci troviamo su un ampio stradello nel bosco in lieve discesa, a sinistra c'è un'area picnic con tavolo e panche, invece a destra c'è un'altra catena. Il sentiero prosegue, segnato, alla destra della catena e diventa più stretto. È una mulattiera con qualche tratto scalinato che scende fino alla strada Bedizzano-Codena con qualche saliscendi e qualche tratto di salita. Esso era usato dai bergiolesi per andare a lavorare alle cave.
A 01h 39' c'è un primo breve tratto da percorrere con attenzione causa anche il fondo di foglie umide e scivolose. Segue un tratto più ripido in discesa e dopo 5' arriviamo presso dei ruderi. Segue un po' di salita e poi ancora lieve discesa.
A 01h 53' siamo a uno spiazzo panoramico su Borla, Maggiore, Sagro, Grondilice, Contrario e Cavallo. Naturalmente sono ben visibili, in primo piano, anche i bacini marmiferi. Seguono tratti un po' degradati e un tratto scalinato.
A 02h 02' un altro tratto aperto per caduta di alberi, continuando, tra le fronde, si intravedono Bedizzano e Miseglia, due frazioni montane di Carrara. A 02h 14' c'è un altro breve tratto stretto da percorrere con prudenza. Dopo un paio di minuti il sentiero sale sulla destra anche se mancano le necessarie indicazioni, c'è solo un bel segno su un albero dietro di noi. (Una traccia stretta prosegue avanti in leggera discesa diretta alla parte alta della Cava La Piana C, senza segni salvo alcune fettucce di plastica. Questa traccia è piuttosto infrascata e ricca di rovi.) Comunque il sentiero è evidente anche se i segni poi riprendono più avanti. Quindi adesso saliamo per traccia evidente e a 02h 26' siamo in un tratto aperto, presso un vecchio palo metallico della corrente. Subito inizia la discesa con un tratto ripido che ci porta in 5' presso una grossa cisterna in muratura per la raccolta dell'acqua a servizio delle cave, vicino c'è anche una cisterna metallica più piccola. Continuiamo a scendere, più avanti, sulla destra in alto, c'è il rudere di una costruzione di servizio e a 02h 38' arriviamo presso un piazzale panoramico su cave e montagne. A sinistra si accede alla cava La Piana C, inattiva, mentre sulla destra il sentiero si è immesso in una marmifera che scende a una nuova cava in attività e poi scenderà a recuperare la strada.
Il sentiero invece abbandona la marmifera per scendere a 02h 42' verso destra, ben indicato, nel bosco. Il primo tratto è molto ripido sui resti di un vecchio ravaneto, poi si addolcisce e a 02h 54' arriviamo sulla strada Bedizzano-Colonnata. Qua il Sentiero dei cavatori termina. Sono presenti le indicazioni della cava 177 (Artana B) e altre di una visita turistica nella stessa cava.
Siamo sulla strada per Colonnata e di fronte c'è una deviazione con indicazioni per Torano, Miseglia e Carrara che seguiamo per qualche decina di metri.
A 03h siamo presso un grosso parcheggio (Parcheggio Tarnone) sulla sinistra, mentre sulla destra, poco distante, si trova la ex-stazione Tarnone della marmifera.
(Ricordiamo che la ferrovia marmifera era una rete di 20 km di via ferrata che univa i bacini marmiferi di Carrara con i laboratori di marmo e con il porto di Marina di Carrara. Fu attiva dagli anni 70 del 1800 agli anni 60 del secolo scorso, quando fu definitivamente sostituita dal trasporto su gomma. La linea arrivava ai 455 metri di Ravaccione, aveva 15 gallerie per 4,5 km di sviluppo, 16 ponti e viadotti e si sviluppava per oltre 20 km.)
La stazione della marmifera di Tarnone è stata risistemata ed è previsto sia poi utilizzata a fini turistici, infatti in zona è presente una vecchia cava romana. Sulla destra c'è l'ingresso della Galleria del Monte Novello lunga 1250 metri e diretta a Fantiscritti, essa era percorsa dalla marmifera, oggi è percorribile in auto in senso unico da Fantiscritti a Tarnone.
Noi seguiamo la strada verso sinistra diretta ai Ponti di Vara e, poco prima dell'ingresso di un'altra galleria più corta, troviamo le indicazioni del Sentiero del Marmo, sulla nostra sinistra: siamo a 03h 03'. Il sentiero è ben segnato con segni bianco-rossi e si sviluppa in pratica sopra la galleria del Monte Novello. Il primo tratto è ripido e scalinato con qualche foro per piri di legno il che fa pensare fosse usato come via di lizza.
A 03h 12' troviamo sulla destra i resti di un argano arrugginito e un piccolo deposito di vecchi blocchi di marmo. Poi il sentiero si restringe e, a tratti, la vegetazione che è tipicamente mediterranea si fa anche fitta, troveremo piante di mirto e di corbezzolo e tardive fioriture di Scabiosa holoseracea. Subito passiamo presso dei ruderi e, in particolare, a 03h 20' siamo presso una vecchia polveriera che presenta un doppio muro per motivi di sicurezza. Più avanti il sentiero si apre permettendo di vedere i bacini marmiferi. Poi rientriamo nel bosco con tratto ripido che si addolcisce ben presto.
A 03h 38' sulla sinistra si va a un piazzale con container a servizio delle cave vicine (zona cave Novella). Saliamo ancora qualche tratto aperto tra eriche e a 03h 53' iniziamo a scendere tra castagni con qualche tratto ripido. La discesa dura una decina di minuti e ci permette di aggirare il Monte Novello cambiando versante e affacciandoci su quello di Fantiscritti.
Poi risaliamo un po' per arrivare a 04h 15' al Colle di Belgia che è il punto più alto della nostra escursione. Salendo pochi metri si arriva a un punto panoramico sul bacino marmifero di Colonnata e sulle Apuane (in particolare Tambura e Sella).
Adesso scendiamo verso Fantiscritti per tratto di facili roccette, avendo a sinistra il panorama che si apre sulla costa fino al golfo della Spezia, mentre di fronte abbiamo la zona marmifera di Fantiscritti.
(Il toponimo deriva dal rinvenimento in loco di una edicola romana di marmo con tre figure mitologiche in rilievo; Ercole, Giove, Bacco, che i cavatori, per le loro proporzioni, chiamarono fanti, in dialetto ragazzi. Poi Fantiscritti a causa delle molte firme incise nel marmo dai visitatori, tra cui Giambologna e Canova. Dal 1863 l'edicola è conservata all'accademia delle Belle Arti di Carrara.)
Notiamo molte fioriture della bella Iberis umbellata dalle infiorescenze rosa. A 04h 27', evitate le tracce segnate che portano a sinistra, proseguiamo in discesa per radi alberi e 5' dopo siamo presso una cava abbandonata (zona Finestra) e scendiamo un costone a zig zag su detriti di marmo. Poi ancora qualche albero e a 04h 46' troviamo un altro rudere di una polveriera, poi segue un ripido tratto di via di lizza ben conservata.
A 04h 54' il sentiero si innesta in un'ampia via di cava che termina dopo 5' presso una sbarra. Qua termina anche il Sentiero del Marmo. A sinistra c'è un ampio parcheggio mentre a destra inizia la Galleria del Monte Novello. Di fronte abbiamo naturalmente le cave di Fantiscritti e di Canalgrande. C'è poi un bar, un negozio di souvenir e un piccolo Museo del Marmo. Più avanti c'è la biglietteria molto kitsch per visitare la Cava in Galleria (Ravaccione 84) che si trova nella galleria Fantiscritti che porta al bacino marmifero di Torano.
Noi scendiamo per la strada asfaltata che seguiremo fino a Carrara. A 05h 20' incrociamo i Ponti di Vara, essi permettevano il transito dei treni della marmifera, sono un'opera imponente che si è conservata integra. Qua è presente un bar presso cui ci fermiamo per 20' fino a 05h 40'. Sui ponti di Vara transita una strada diretta a Torano e di qua a Carrara che attraversa un'altra galleria della marmifera. Noi proseguiamo invece per Miseglia che raggiungiamo a 05h 56'.
(Miseglia è un antico borgo di cavatori di probabile origine romana. La chiesa, intitolata allo Spirito Santo risale al XV secolo e nel borgo esiste anche l'Oratorio del Santissimo Crocifisso del XVIII secolo. I marmorai di Miseglia erano celebri per la produzione di pregevoli mortai di marmo.)
Noi percorriamo la parte bassa del paese e passiamo di fianco al bel monumento marmoreo dedicato al mortaio di marmo che veniva usato specialmente per fare il pesto usando un pestello di legno (preferibilmente di ciliegio). Scendiamo e percorriamo alcuni tornanti e a 06h 16' siamo a un semaforo dove continuiamo in discesa trascurando le strade che vanno a destra e a sinistra.
Altri tornanti ci portano ai Ponti di Ferro di Vezzala (altra struttura della marmifera), qua prendiamo la strada più in alto a senso unico per le auto (via del Cavatore) in leggera salita.
A 06h 34' siamo al Piazzale dell'Ospedale e scendiamo a recuperare la vicina via Tacca, che seguiamo verso sinistra fino in fondo, passando di fronte alla Scuola del Marmo e alla ex Caserma Dogali.
Poi prendiamo a destra e subito a sinistra e ci ritroviamo al Bugliolo dove avevamo parcheggiato. Sono passate 06h 43' dalla partenza.