DATA ESCURSIONE: 01/01/2017
Parcheggiamo nello spiazzo-parcheggio di fronte al Cimitero di Gragnana. Saliamo, per una breve scalinata, alla strada asfaltata e, dopo aver percorso pochi metri in salita, troviamo sulla destra l'inizio di un ampio sterrato da cui iniziamo a conteggiare i tempi.
L'inizio di questo stradello è di fronte al muro del Cimitero. La salita è subito ripida e sono presenti alcuni rari segni bianco-rossi vecchi. [Infatti qua, in passato, iniziava il sentiero 184 che si innestava nel 140⇧ alla Pianaccia (nei pressi dell'attuale bivio 140⇧/193). Proseguiva per un tratto insieme al 140⇧ che poi lasciava per dirigersi alla Gabellaccia. Oggi il 184 inizia dalla Gabellaccia, passa per Cave Peghini, Casa Cardeto, Foce Porcigliola e finisce a Case Respettolo dove si innesta nel 183.]
Saliamo e a 4' troviamo sulla destra un cancello che porta a una proprietà recintata. Siamo nel castagneto e adesso saliamo alcuni ripidi tornantini. A 9' arriviamo presso una vasca sormontata da un obelisco di cemento con croce metallica, e vicino si trova una scritta "Andrea Castagnini" su marmo, con un piccolo Sant'Antonio col Bambino (da evitare la deviazione verso destra). Poco più avanti scorgiamo a destra Noceto e anche Castelpoggio, se ci giriamo. Salendo i due paesi montani di Carrara saranno sempre meglio visibili.
A 12' arriviamo a un primo bivio: una traccia ampia, a destra, in falsopiano porta a una abitazione e poi continua piuttosto infrascata per la zona del Monte D'Istro. Noi continuiamo la traccia principale in salita. Saliamo pochi minuti e poi percorriamo un breve tratto di falsopiano e di discesa, evitiamo la traccia che va a sinistra e riprendiamo a salire, sempre per ampia traccia.
A 23' siamo a una curva, avendo sulla destra, non distante, un traliccio dell'alta tensione. Saliamo qualche metro a sinistra per vedere dove l'ex sentiero 184 entra nel bosco (indicato da una freccia rossa e stinti segni su una pietra), al ritorno percorreremo questo tratto di sentiero in discesa. Torniamo indietro e prendiamo in direzione del traliccio, la traccia inizialmente scende e ci porta a 28' nei pressi del traliccio numero 156. A fianco dello stesso c'è una traccia in salita con indicazioni del traliccio numero 42: è la traccia giusta.
Invece sulla destra il sentiero prosegue con una rustica chiusura per impedire il passaggio agli animali, comunque questa traccia si ricollega a quella che seguiamo, diretta al traliccio 42.
Sulla traccia sono presenti segni rossi posti presumibilmente per gli addetti alla manutenzione dei tralicci. Passiamo per un breve tratto un po' infrascato e poi superiamo un'altra rustica recinzione. Il percorso si fa meno ripido e a 39' siamo presso il traliccio 42. L'ampio sterrato adesso passa per zone terrazzate, anche se ormai abbandonate, dove dominano le querce, mentre più avanti predominano i castagni.
Proseguiamo per saliscendi e scorgiamo sotto di noi l'abitato di Gragnana. Dopo alcuni ruderi, a 48', siamo presso il traliccio 43. Troviamo le indicazioni del traliccio successivo e adesso seguiamo uno stretto sentiero, ben evidente, che sale verso il traliccio 44, che raggiungiamo a 58'. Qua si gode di bella vista su Sorgnano e sulla costa, fino al Porto di Marina di Carrara. Adesso saliamo per roccette verso il traliccio e troviamo la traccia per il traliccio 45, verso destra, che trascuriamo, saliamo ancora qualche metro verso sinistra e ci innestiamo, a 01h 03', nel sentiero 193, in prossimità della cima del modesto Monte d'Istro. Il sentiero 193 proviene da Carrara San Rocco (Viale di Potrignano) per il Monte d'Arma, noi lo percorreremo fino all'innesto con il sentiero 140⇧. Esso segue una cresta che divide la Valle di Gragnana da quella di Torano. Quella di Gragnana rimane sulla nostra sinistra (andando in salita), in essa scorgiamo Carrara e la costa, Sorgnano, Noceto, Gragnana, Castelpoggio e le colline circostanti. Verso destra invece i Monti Sagro, Maggiore e i bacini marmiferi.
Seguiamo quindi la cresta, con il sentiero evidente e abbastanza segnato, scorgendo ogni tanto delle buche e delle trincee risalenti all'ultima guerra.
Il sentiero sale per vegetazione mediterranea, tra arbusti di mirto, eriche e qualche rara quercia. A 01h 25' lasciamo la cresta per percorrere il versante verso destra, ma pochi minuti dopo riprendiamo il filo della cresta. Di fronte ci sono due modesti risalti della cresta che saliremo.
A 01h 38', sulla sinistra, c'è una sorta di trincea piuttosto lunga e subito dopo c'è uno spiazzo panoramico su Noceto. Pochi metri più avanti c'è una traccia in discesa, a sinistra, che va forse a congiungersi con quella percorsa da noi in precedenza.
A 01h 57' saliamo più ripidamente alla prima modesta vetta che raggiungiamo in 4', scendiamo e saliamo alla seconda più alta che raggiungiamo a 02h 09' (quota 661). Scendiamo ancora per la cresta rocciosa avendo di fronte, lontano, la zona della Pianaccia. Dopo 5' la cresta rocciosa termina e entriamo nel bosco, in leggera discesa, ma più avanti saliremo un po'.
A 02h 25' abbiamo dei ruderi sulla sinistra e 5' dopo siamo al bivio tra il 193 e il 140⇧ che viene da destra, esso inizia da Torano ed è diretto a Monzone.
Proseguiamo una decina di metri e troviamo sulla sinistra le indicazioni per l'ex sentiero 184 che scende a Gragnana. Mentre il 140⇧ prende a salire per la Pianaccia diretto alla strada, sulla sinistra nel bosco si scorgono un cartello con indicazione 184 e alcuni segni rossi che indicano la direzione.
Il sentiero presenta segni bianco-rossi, alcuni ben visibili, altri molto scoloriti e la traccia è, a tratti, più o meno evidente. Solo in qualche punto sarà necessaria attenzione e lo scriveremo più avanti. Scendiamo al cartello e scorgiamo in basso alcuni segni verso i quali ci dirigiamo, evitando una traccia che porterebbe verso destra. Dai segni continuiamo verso sinistra, in discesa, seguendo la traccia che diventa adesso più chiara. Sicuramente il sentiero viene ancora usato dai locali pastori, la traccia è pulita e non è infrascata. Scendendo scorgiamo, tra i rami, sulla destra la zona della Grotta della Gabellaccia. Intanto il sentiero diventa piuttosto ameno e meno ripido e ci porta a 03h a uno spiazzo aperto. Qua sono presenti segni stinti sulla roccia, comunque bisogna dirigersi verso sinistra, costeggiando il bosco, nel quale rientriamo. Adesso continuiamo a mezzacosta, in discesa, senza deviare a destra, seguendo i segni che ci sono anche se non abbondano, ma la traccia è evidente.
A 03h 14' siamo presso dei ruderi, sulla destra . Un paio di minuti dopo scendiamo verso destra avendo, ancora sulla destra, dei muri di contenimento e seguiamo i segni stinti che ci sono.
Il sentiero poi continua ancora a mezzacosta e a 03h 26' la traccia diventa ampia e poco dopo scorgiamo su una roccia piatta un evidente foro di un piro, probabilmente usato per il trasporto di legna o materiali da costruzione.
[Il PIRO è un grosso palo di legno duro, in genere castagno, confitto saldamente nella roccia e bloccato tramite zeppe di acacia. Attorno ad esso si avvolge la fune di canapa che trattiene il blocco di marmo durante la lizzatura.]
Subito dopo, a 03h 32', il sentiero percorre un tratto aperto, presso una possibile cava di pietra (calcare cavernoso). Di certo c'è un evidente muro di contenimento. Qua ci fermiamo 18' a rifocillarci, fino a 03h 50'.
[Analizzando poi la traccia GPS ci rendiamo conto che da qua scende una traccia, all'inizio parallela al percorso che abbiamo fatto, che porta a quello che rimane di Vecchiorla. La traccia è delimitata dal muro di contenimento di cui abbiamo parlato e il paese dovrebbe essere distante non più di 200 m. Questo antico borgo era legato a una viabilità diversa da quella di fondovalle. Ci riproponiamo di visitarlo al più presto.]
Riprendiamo il cammino e dopo 5' siamo a un'altra sorta di cava di sassi, poi a 04h 03' ci sono dei ruderi a sinistra cui ne seguono altri. A 04h 09' siamo di nuovo sullo stradello, dove chiudiamo l'anello. Scendiamo verso destra e a 04h 35' siamo al parcheggio del cimitero, dove concludiamo l'escursione.
VISITA A VECCHIORLA
Il giorno 4 gennaio abbiamo visitato il sito di Vecchiorla. La deviazione con visita non breve dura circa un'ora. Il punto di partenza dell'escursione è la zona dove c'è un accumulo di pietre e il muro di contenimento, dopo la quale c'è un tratto aperto. Prendiamo verso destra, seguendo quella che sembra una traccia delimitata dal muro di contenimento e in pratica torniamo indietro. Subito c'è un tratto con molta vegetazione e alberi caduti che ostacola la progressione. Continuiamo per qualche minuto per la traccia che scompare. Decidiamo di non scendere e ci spostiamo invece sulla destra, in leggera salita, mantenendo comunque la direzione della traccia precedente, scegliendo il percorso più agevole fino a scorgere degli evidenti terrazzamenti a 17'. Essi sono i terrazzamenti usati dagli abitanti di Vecchiorla per la loro modesta attività agricola. Ormai sono invasi dalla vegetazione. Le case del borgo si trovano invece sotto i terrazzamenti in discesa. Passiamo un po' di tempo a visitare le rovine immerse nella vegetazione.
Vecchiorla (nelle antiche cartine Vecchìorla, ma di probabile pronuncia Vecchiórla) si trovava all'incrocio di due antiche mulattiere, lungo un itinerario, forse preistorico, diretto dal piano (Carrara) alla Gabellaccia e da qua in Lunigiana. Probabilmente decadde con lo sviluppo della vicina Gragnana e della viabilità più bassa. Gli abitanti erano dediti ad attività agro-silvo-pastorali, quindi un'economia di pura sussistenza. Il sito si trova tra due fossi ed è presente almeno una fonte (che non abbiamo visto) come ci è stato riferito da un pastore di Gragnana. Oggi rimangono numerose case raggruppate a formare un nucleo principale e altre sparse. Le case sono in pietra e sono piuttosto solide, abbiamo notato un bel barbacane, degli archi e degli architravi in pietra, alcune porte hanno invece architravi in legno piuttosto recenti. Le case hanno feritoie per l'illuminazione o piccole finestre. Ben evidente è poi il fatto che nel piano basso delle abitazioni ci fosse l'ovile, infatti nelle mura ci sono i fori per l'inserimento dei pali di legno per formare il pavimento.
La vegetazione ormai ha invaso il sito, ma, al momento, è ancora possibile visitarlo. Sarebbe interessante uno studio approfondito dello stesso, magari potrebbe essere il tema di qualche tesi di laurea dei nostri studenti.
Dopo mezz'ora di visita a 46' torniamo indietro. Questa volta però saliamo la ben evidente traccia che passa per i terrazzamenti e sale a recuperare l'ex sentiero 184. Il percorso è ben visibile, poi prendiamo sulla destra e a 52' siamo sul sentiero che seguiamo in discesa verso destra.
A 01h siamo nei pressi di una roccia piatta con un foro per un piro, probabilmente usato per il trasporto di legna o materiali da costruzione. Scendiamo ancora e in un paio di minuti (01h 02') chiudiamo l'anello.
Per chi fosse interessato, come riportiamo anche nelle NOTE di questo itinerario, il download della traccia GPS per raggiungere il sito abbandonato di Vecchiorla, è disponibile nella pagina dedicata del nostro sito (http://www.escursioniapuane.com/newgps.aspx) sotto il titolo: GRAGNANA (CIMITERO) - EX SENTIERO 184 - VECCHIORLA.