DATA ESCURSIONE: 08/01/2017
Iniziamo l'escursione dal parcheggio situato all'inizio del paese di Colonnata (sono presenti le indicazioni a sinistra della strada principale che, comunque, pochi metri dopo finisce nella piazzetta). In alternativa si può parcheggiare alla base del paese e salire qualche centinaio di metri, seguendo la strada. Saliamo la scalinata che si trova di fronte al parcheggio e ci portiamo alla piazzetta principale di Colonnata, lastricata di marmo, dove è presente una fontana. La piazza è dominata dal Campanile della Chiesa di San Bartolomeo. Ci spostiamo verso destra (dove arriva la strada da Carrara) e a 2' troviamo le indicazioni dei sentieri 138⇧ e 195. Il sentiero 195 va verso sinistra e sale alla Cima d'Uomo e termina alla Case del Vergheto, ne percorreremo un brevissimo tratto più avanti. Adesso seguiamo il sentiero 138⇧ diretto alle Case del Vergheto, Foce Luccica, Foce di Vinca e Vinca. Esso, nella parte iniziale, è una strada asfaltata che passa per il borgo, fiancheggiata da abitazioni. Subito, a destra, si trova una delle rinomate larderie di Colonnata. Infatti questo borgo di cavatori è famoso per il prelibato lardo che viene stagionato in conche di marmo dopo essere stato aromatizzato con spezie ed erbe locali.
Saliamo e a 7' siamo presso l'Oratorio della Madonna Addolorata (XVI secolo restaurato nel XIX secolo dalla famiglia di Pietro Cattani che lo usa come sepolcro) con bel campanile in pietra e marmo. Saliamo ancora qualche tratto ripido e a 10' lasciamo la strada per un sentiero cementato, sulla destra, che ben presto diventa mulattiera. Superiamo alcune costruzioni e una struttura dell'acquedotto, dopo la quale proseguiamo nel bosco. Molto più in basso scorre, a destra, il Canale del Vento.
Saliamo leggermente e a 24' arriviamo a un ponte metallico sul Canale del Vento che il sentiero 138⇧ attraversa. Prima del ponte c'è una piccola costruzione che può servire da riparo in caso di pioggia. A fianco del ponte una traccia continua verso sinistra a fiancheggiare il Canale del Vento, che costituisce il tratto iniziale del Carrione, il fiume di Carrara. Noi seguiremo questa traccia. La vallicola formata da questo modesto corso d'acqua si trova tra il Crinale della Cima d'Uomo verso sinistra e il Crinale del Vergheto sulla destra.
La traccia non segnata è evidente e in alto diventa un sentiero, si sviluppa per zona umida ricca di felci, presenta alcuni facili guadi del modesto corso d'acqua e segue essenzialmente un grosso tubo per l'acqua, in parte interrato. Ogni tanto ci sono degli edifici di servizio dell'acquedotto. Subito lungo il sentiero c'è un guado che ci porta sulla riva sinistra (orograficamente) e poco dopo a 28' un altro in direzione opposta. Saliamo seguendo i tubi dell'acqua e a 31' c'è un altro guado, siamo sulla riva sinistra. Poco dopo si trova un primo edificio dell'acquedotto. La traccia si fa ripida ed evidente.
A 37' troviamo un altro edificio e 4' dopo saliamo verso destra, seguendo il solito tubo e lasciando in basso il ruscello. Poco più avanti si scorge anche un cucuzzolo del Crinale della Cima d'Uomo. A 52' un po' di falsopiano e subito dopo c'è un bivio, noi continuiamo verso sinistra, tralasciando una traccia che sale verso destra. Subito dopo anche la nostra traccia riprende a salire e a 56' troviamo un'altra costruzione dell'acquedotto cui ne segue un'altra dopo pochi minuti (in realtà questa è doppia).
A 01h 04' superiamo un guado, portandoci sulla riva destra, e poco dopo siamo a uno spiazzo da cui saliamo verso sinistra a una vicina costruzione metallica dell'acquedotto, dopo la quale, nel ruscello, c'è una sorta di vasca fatta con teloni di plastica. Segue un abbeveratoio e un tratto ripido e degradato per la caduta di alberi.
A 01h 19' ci spostiamo verso destra, recuperando la traccia evidente che seguiamo verso sinistra, in salita. Qua e là compaiono adesso stinti segni bianco-rossi. Continuiamo a salire fino a un grosso castagno centenario presso il quale, su una roccia, si trova un segno evidente. Dopo di esso andiamo un po' verso sinistra, tra felci e giovani alberi, poi saliamo verso destra e ci troviamo sul sentiero 195 che proviene dal Vergheto e, subito dopo, siamo alla Sorgente del Carrione, a 01h 42'.
La cosiddetta Sorgente del Carrione è una fonte che si trova sotto un castagno centenario, il rigagnolo che sgorga da essa si immette nel Canale del Vento che andrà a formare il tratto del torrente Carrione conosciuto come Canale di Vendreta. Naturalmente la localizzazione della sorgente è arbitraria e il Canale del Vento raccoglie le acque dalle pareti della vicina Cima d'Uomo. Di certo è che questa fonte era usata dagli abitanti del Vergheto per approvvigionarsi d’acqua con un intelligente sistema di canalizzazione ormai scomparso. Il luogo è molto poco romantico, con un telone di plastica a segnalare la risorgenza, mentre starebbe bene un cartello o una lapide a segnalare il sito.
Lasciamo la sorgente e proseguiamo sul sentiero 195, tra felci e radi alberi. A 01h 42' siamo all'aperto e il sentiero svolta a sinistra, per tratto scalinato, diretto alla cresta della Cima d'Uomo. Arrivato in cresta proseguirà, a sinistra, per la vetta e per Colonnata, invece sulla destra una traccia va a percorrere la Lizza del Padre Nostro (195A) per poi confluire nel sentiero 172. Noi invece lasciamo il sentiero e saliamo per la costa erbosa e in un paio di minuti siamo a una traccia che va verso destra che trascuriamo. Il nostro obiettivo è salire per la costa erbosa e rocciosa per recuperare il sentiero 172. Ci spostiamo inizialmente verso sinistra e poi seguiamo la zona rocciosa sulla destra, cercando il percorso più agevole. Oggi la giornata è nuvolosa e quindi la visibilità è limitata, comunque salendo, dietro di noi, si vede bene la traccia scalinata del 195, la lizza del Padre Nostro (195A) e dietro le Cave dei Campanili. Di fronte scorgiamo a destra la cresta Focoraccia-Carchio e a sinistra la Cresta che scende dallo Spallone.
A 02h 08', dopo l'aspra salita, siamo sul sentiero 172. Esso proviene da Foce di Pianza e termina alla vicina Foce Luccica, al momento è chiuso poiché in zona Cava Vallini il suo percorso non è ben evidente per i lavori di cava.
Noi scendiamo adesso diretti alla Foce Luccica. Subito dopo la curva che ci porta presso la Foce lasciamo il sentiero (presente modesta indicazione) per salire direttamente e più velocemente alla foce stessa mediante una traccia piuttosto inerbita.
A 02h 16' siamo a Foce Luccica che è un intaglio alla base del cresta est del monte Spallone. È presente un’icona marmorea della Madonna. Il luogo è ameno e molto panoramico sulle Apuane, dal Sagro fino al monte Sella, con in primo piano il monte Rasori e il Poggio di Navola, qua è anche presente una ricca fioritura di crochi, quando è il periodo adatto. Oggi si scorge, in parte, solo il Picco di Navola e, lontano, la Casa Pisani, verso cui siamo diretti. Seguiamo quindi il sentiero 138⇧ diretto alla Foce di Vinca e da qua a Vinca. Il sentiero è ben percorribile e procede in lieve salita e a saliscendi, avendo sulla sinistra la cresta est dello Spallone che presenta un risalto nella Cima delle Serre (1321 m).
Ricordiamo che questo versante si trova nel Comune di Massa e fu oggetto di escavazione, o tentativi, a quote molto alte a iniziare dalla seconda metà del XIX secolo. Questo ha lasciato tracce sulla montagna con cave, edifici, ravaneti e incredibili vie di lizza che scendevano verso Canale Regollo con pendenze impressionanti. Nonostante questo, comunque, il luogo rimane ancora selvaggio, anche perché l'escavazione non ha avuto molta fortuna.
Più avanti il sentiero presenta fondo sassoso e a 02h 28', presso un blocco di marmo, c'è un bivio: in alto si va alla zona delle cave mediante una via di lizza, mentre il sentiero prosegue in basso e passa per alcuni ravaneti, con traccia facile (fare attenzione se c'è ghiaccio). Da una delle cave (presumo la Cava della Verzolina) scendono grosse funi metalliche di una teleferica di cui si vede, in alto, il punto di partenza.
A 02h 41' saliamo qualche metro per poi scendere e andare alla vicina Casa Pisani. A 02h 46' siamo sulla parte più bassa della spianata su cui sorge l'edificio, cui arriviamo scendendo alcuni scalini di cemento.
Questo edificio è conosciuto e indicato nelle cartine come Casa dei Pisani, in realtà esso non ha a che fare con gli abitanti della città toscana. Il suo nome, infatti, ricorda Pietro Pisani, imprenditore che operò in questa zona negli anni 10 del secolo XX e fece costruire l'edificio. Per questo secondo noi l'edificio va chiamato Casa Pisani. Esso è naturalmente legato all'escavazione del marmo, presenta una torretta per la linea elettrica, resti di motori e una stazione della teleferica. Il tetto dell'edificio è ormai caduto. Le stanze ospitavano i cavatori per la notte. La zona è molto panoramica, non oggi per le molte nubi, dal Sagro al Sella e oltre. In basso si vede il Canal Regollo, i ruderi delle Capanne di Navol,a tra cui quella usata dal pastore Evaristo. Di fronte c'è il Poggio di Navola che è l'unico che riusciamo a scorgere, con dietro il Monte Rasori. Da parte opposta c'è la zona delle cave, ormai abbandonate, con tracce delle antiche vie di lizza. Il sentiero 138⇧ prosegue verso la Foce di Vinca e si scorge, in lontananza, la Casa al Riccio, più grande della Pisani, che serviva le Cave delle Bore del Sagro.
Sostiamo presso la Casa per circa 20' e a 03h 04' torniamo indietro. A 03h 35' siamo nuovamente a Foce Luccica da cui scendiamo con il 138⇧/172. A 03h 41' siamo al bivio 172/138⇧ (per quanto esistano altre possibilità di deviare a destra per il 172 stesso). Seguiamo il 138⇧ per tratto ricco di felci, rovi e ginestroni, ma ben percorribile, e aperto verso destra su Maggiore e via di lizza del Padre Nostro (195A). Segue poi un tratto nel bosco ameno, in lieve discesa. Più avanti a 03h 58' siamo di nuovo in tratto aperto con felci, eriche, ginestroni e passiamo presso un rudere, poi rientriamo nel bosco di faggi e castagni.
A 04h 08' siamo a un bivio: il sentiero 195 va a destra diretto alla Sorgente del Carrione, mentre il 138⇧ prosegue per le vicine Case del Vergheto, dove arriviamo, in un paio di minuti, nel nucleo principale, vicino all'ex fonte dove c'è ancora una vasca di marmo rotta.
Il Vergheto è un piccolo borgo, nel Comune di Carrara, costituito da gruppi di case, alcune in abbandono altre invece restaurate e saltuariamente abitate dai proprietari, esso era sede di attività silvo-pastorali. È presente una marginetta con icona marmorea del 1864 dedicata alla Madonna Santissima del Bon Consiglio e ben restaurata qualche anno fa. Il panorama si apre sul Sagro e sullo Spallone e sulle Apuane, dal Grondilice, al Cavallo alla Tambura e al Sella, peccato per le nuvole.
Sostiamo una ventina di minuti e poi scendiamo verso Colonnata a 04h 29'. Passiamo vicino ad altre case con un palo della luce pericolante, poi percorriamo un tratto scalinato che ci porta a 04h 37' presso un grosso castagno. Qua arriva sulla sinistra una traccia diretta al sentiero 169 e alla strada asfaltata che sale da Forno. Scendiamo e, dopo 4', sulla sinistra ci sono le indicazioni di un raccordo per il sentiero 169 (Forno-Casette). C'è da dire che diverse tracce portano al sentiero 169 e attraversano il Pianello che è la zona pianeggiante a castagni situata nella cresta divisoria tra le valli di Forno e di Colonnata, appunto sulla nostra sinistra. È luogo di feste, di campeggio e di picnic e vi si accede per via asfaltata, piuttosto malmessa, da Forno.
Continuiamo a scendere nel castagneto, per mulattiera che si sviluppa in lunghi tornanti, tra le fronde si intravede la zona delle Cave di Gioia e la Cresta della Cima d'Uomo.
A 05h 03', sulla sinistra, c'è una traccia in salita che porta a una vicina costruzione e dopo 2' siamo al ponte metallico, dove chiudiamo l'anello. Percorriamo il percorso fatto all'andata e a 05h 28' siamo al parcheggio dove terminiamo l'escursione.